Vai guarda ascolta

Vai, guarda, ascolta

Vai, guarda, ascolta è un documentario sul tema dell'accessibilità in Grecia che racconta come vivono questa realtà le persone con disabilità. A parlare sono loro, i disabili.

Il film Πήγα, είδα, άκουσα. Go, Look, Listen (Vai, guarda, ascolta) sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, nel pomeriggio di venerdì, 16 ottobre, nella sezione #cinemaearcheologia.

Vai guarda ascolta

Πήγα, είδα, άκουσα. Go, Look, Listen

Vai, guarda, ascolta

Nazione: Grecia

Regia: Mary Bouli

Consulenza scientifica: Andromache Gazi

Durata: 24’

Anno: 2020

Produzione: Mary Bouli

Sinossi:

Un cieco può vedere l'Acropoli? Un sordo può sentire il rumore del mare? In Grecia esistono musei accessibili ai disabili? "Go, Look, Listen" è un documentario sul tema dell'accessibilità in Grecia che racconta come vivono questa realtà le persone con disabilità. A parlare sono loro, i disabili, che esprimono i propri pensieri: le loro richieste non sono rivolte solo ai musei, ma più in generale alla società.

Trailer:

https://www.youtube.com/watch?v=P-Zfpgc5fQg

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

Prima Nazionale

Informazioni regista:

Mary Bouli

Scheda a cura di: Fabio Fancello

Vai guarda ascolta


sicilia questa sconosciuta

Sicilia questa sconosciuta

Sicilia questa sconosciuta riporta alla luce alcuni straordinari siti archeologici e naturalistici siciliani, inaspettatamente poco conosciuti, che circondano la frazione di Villasmundo.

Il film Sicilia questa sconosciuta sarà proiettato - come prima nazionale - durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, nel pomeriggio di venerdì, 16 ottobre, nella sezione #cinemaearcheologia.

Sicilia questa sconosciuta

Nazione: Italia

Regia: Pina Mandolfo, Maria Grazia Lo Cicero, Orazio Aloi

Consulenza scientifica: Marco Carfi

Durata: 45’

Anno: 2019

Produzione: G&E Film Production Service

Sinossi:

Sicilia questa sconosciuta riporta alla luce alcuni straordinari siti archeologici e naturalistici siciliani, inaspettatamente poco conosciuti, che circondano la frazione di Villasmundo, nel territorio di Melilli, sulla costa orientale del siracusano. Un paradiso inesplorato composto da due valli fluviali, separate da un altopiano, dove si scorgono grotte e cavità e un sistema carsico di corsi d’acqua attivi tra i più importanti della Sicilia, che hanno generato negli anni la sorprendente presenza di stalattiti e stalagmiti.

Trailer:

https://youtu.be/BLQDrmwhtjI

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

Prima Nazionale

Informazioni regista:

Pina Mandolfo è nata a Belpasso, è laureata in Lingue e Letterature Straniere e lavora in Sicilia.
Svolge lavoro didattico, con particolare attenzione ai processi di innovazione e ai temi della differenza di genere. I suoi ambiti privilegiati sono la ricerca e la scrittura sia letteraria che cinematografica. Ha collaborato con le riviste Lapis e Noi donne e con il quotidiano La Sicilia. Dal 1978 al 1982 ha organizzato, a Catania, numerosi cineforum di film in lingua originale. Con i contributi della Regione siciliana e del Comune di Catania, ha curato i cataloghi e l'organizzazione di numerose rassegne cinematografiche, tra le quali: Il reale e l'immaginario (Catania, 1981), L'immagine riflessa (Catania, 1982), Sesso, genere e travestitismi al cinema (Catania, 1994), Sally Potter e Virginia Woolf. Rappresentazione e autorappresentazione del femminile (Catania 1995), Vuoti di memoria. Il '900 delle donne: film e documenti televisivi (Palermo, 2007), Dalla parte di lei: le donne, la vita, il cinema (Palermo, 2009). Nel 1996 è stata tra le socie fondatrici della Società Italiana delle Letterate e ha fatto parte dei primi due Consigli Direttivi. Nel 2004, in collaborazione con l'Università di Palermo, ha organizzato un memorabile incontro con Le madres di Plaza de Majo. È autrice del romanzo Desiderio (La Tartaruga Baldini&Castoldi, Milano, 1995), edito in Germania e Svizzera (Das Begehren, Piper, Monaco, 1996); e dei saggi Il sud delle donne, le donne del sud (in Cartografie dell'Immaginario, Sossella, Roma, 2000), La felicità delle narrazioni (in Lingua bene comune, Città aperta, 2006); dei racconti: Una necessità chiamata famiglia (Leggendaria, maggio 2001), Racconto di fine anno (in Principesse azzurre, Mondadori, 2004).
Con
Maria Grazia Lo Cicero ha firmato la sceneggiatura e la regia dei cortometraggi: Carpe Diem (Finanziato dalla Provincia regionale di Palermo, 2005), Silenzi e Bugie (finanziato con i Fondi Strutturali della Comunità europea, 2006), vincitore del Sottodiciotto Film Festival di Torino e della targa CIAS e del mediometraggio Correva l'anno (2008). È autrice del soggetto di Viola di mare (nelle sale ad ottobre 2009) e co-sceneggiatrice dello stesso film insieme a Mario Cristiani, Donatella Diamanti e Donatella Maiorca. La memoria, la terra di Sicilia e le sue donne sono i temi privilegiati della sua scrittura e della sua creazione artistica. Il cinema, la diffusione delle pratiche e dei saperi delle donne, i temi relativi alle differenze, prima tra tutte quella di genere, sono l'oggetto del suo lavoro e del suo impegno politico e civile.

Informazioni sulla casa di produzione:

http://www.gefilmproduction.com

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti)

https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2019/11/19/cinema-si-presenta-a-palermo-sicilia-questa-sconosciuta_2595c310-b8e4-47a0-88f2-f01eb9a5100e.html

Scheda a cura di: Fabio Fancello

sicilia questa sconosciuta


la memoria di un filo

La memoria di un filo

La memoria di un filo è un progetto ha avuto come obiettivo principale la realizzazione di un capo d'abbigliamento con una fibra vegetale ricavata dai gambi della pianta del lino, senza l'uso di apparecchiature elettroniche o meccaniche.

Il film La memoria di un filo sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, nel corso del matinée di venerdì, 16 ottobre, nella sezione #ragazziearcheologia.

la memoria di un filo

La memoria di un filo

Nazione: Italia

Regia: Franco Zaffanella e Gian Maria Pontiroli

Durata: 28’

Anno: 2019

Produzione: Franco Zaffanella

Sinossi:

Questo progetto ha avuto come obiettivo principale la realizzazione di un capo d'abbigliamento con una fibra vegetale ricavata dai gambi della pianta del lino, senza l'uso di apparecchiature elettroniche o meccaniche. Il progetto ha visto fra l'altro la costruzione di un telaio verticale a pesi, fusi, e altri attrezzi per lavorare le fibre, come pesi da telaio e fusaiole in argilla.

Trailer:

https://youtu.be/TFnmEvFw1_g

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

XXX Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto (TN), Ottobre 2019.

Firenze Archeofilm 2020

Varese Archeofilm 2020.

Premi e riconoscimenti:

Primo premio “Città di Rovereto”, XXX Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto (TN), Ottobre 2019

Informazioni regista:

Franco Zaffanella è nato a Mantova il 15 giugno 1955. Una grande passione per la musica lo porta a fondare nel 1976 l’emittente radiofonica castellucchiese "Radio Flash", dove ha collaborato come conduttore e autore per molti anni. Nel 1988 ha iniziato a scrivere testi per il teatro in dialetto mantovano e copioni teatrali didattici per le scuole. Nel contempo è stato, per diversi anni, regista in una compagnia teatrale. Da anni coltiva la passione per l’archeologia applicata in maniera attiva fin dal 1979 nella ricerca di superficie in un sito dell’età del bronzo. Ha preso parte a diverse attività di archeologia sperimentale e imitativa, giungendo, nel 2019, alla realizzazione di un suo progetto di archeologia sperimentale “La memoria di un filo”, realizzato insieme al regista Gian Maria Pontiroli.

Informazioni casa di produzione:

https://www.francozaffanella.com/la-memoria-di-un-filo/

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=58774

http://www.parcoarcheologicoforcello.it/news/la-memoria-di-un-filo

https://www.buongiornosuedtirol.it/2019/10/rovereto-xiv-premio-paolo-orsi-attribuiti-oggi-i-premi/

Scheda a cura di: Fabio Fancello

la memoria di un filo


prima che arrivi l'estate

Prima che arrivi l’estate

Prima che arrivi l’estate racconta di Italo, che vive a Saviore dell’Adamello, la cui vita è cambiata dopo l’incontro con alcuni gruppi di nativi americani, prima gli Apache e poi i Lakota, che addirittura ha ospitato nella sua casa.

Il film Prima che arrivi l’estate sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, durante la serata di giovedì 15 Ottobre, nella sezione #cinemaeantropologia.

Prima che arrivi l'estate [OFFICIAL TRAILER] from frameoff on Vimeo.

 

Prima che arrivi l’estate

Nazione: Italia

Regia: Francesco Di Martino

Consulenza scientifica: Matteo Gadola, Annalisa Costa

Durata: 78’

Anno: 2019

Produzione: Frameoff, Documenta, SMKVideofactory

Sinossi:

Italo vive a Saviore dell’Adamello, uno dei paesi più elevati ed estesi della Valle di Saviore, nel territorio montano della Valcamonica, in provincia di Brescia, all’interno del Parco regionale dell’Adamello, dove le bellezze delle antiche incisioni rupestri e le cornici naturali tipiche delle montagne fanno da sfondo al nostro racconto. Italo è una persona umile e molto radicata nel territorio in cui vive, un’anima che interroga la terra e cerca di catturare i messaggi dell’ambiente che lo circonda, uno spirito che intuisce e respira le energie che le guglie dei picchi montani diffondono nella valle, un uomo che medita sul senso dell’abitare questa terra perdendosi nel silenzio. La sua vita è cambiata dopo l’incontro con alcuni gruppi di indigeni d’America, prima gli Apache e poi i Lakota, che addirittura ha ospitato nella sua casa. Ha così intrapreso un percorso interiore che lo avvicina agli indigeni, attribuendo nuovi significati ai luoghi dove la profondità della terra, la sacralità delle incisioni rupestri e della montagna si fondono in un dialogo che si fa rito per celebrare quest’ultima come essere vivente.

Con strade differenti ma profondamente legate, gli sguardi di Italo e degli indigeni sono destinati a riunirsi in un nuovo viaggio spirituale. L’attesa di questo incontro rende lo scorrere del tempo un viaggio in cui Italo, assaporando ogni attimo del freddo inverno, attende l’arrivo dell’estate e di un capo indiano.

Trailer:

https://vimeo.com/381410476

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

LXVIII Trento Film Festival, settembre 2020.

Informazioni regista:

Francesco Di Martino è un fotografo freelance, nato a Noto (SR), un piccolo paese nel Sud-Est della Sicilia, nel 1982. Nel 2007 è ideatore e autore del progetto collettivo “Impressioni Siciliane (scomposte)”: una mostra di foto, video-installazione e poesie sulla Sicilia sudorientale per la qua­le realizza un tour espositivo a carattere regionale, nazionale e internazionale che nel 2008 ha visto la mostra esposta nelle città di Roma, Bologna, Milano, Helsinki e Monaco di Baviera. Nel febbraio 2008 intraprende la realizzazione di un suo lavoro personale, il film documentario “U Stisso Sangu – storie più a sud di Tunisi”, in qualità di autore, operatore e regista, concepito per essere prodotto e distribuito dal basso. Grazie a questo lavoro, nel 2009 arriva a Scampia per la prima volta ospite del cineforum del GRItDAS. Dopo questo incontro, nel 2010 è ideatore e autore del libro “Sulle Tracce di Felice Pignataro’’, un tributo fotografico a Felice Pignataro, muralista e fondatore del GRIDAS di Scampìa, progetto entrato in produzione grazie a 528 quote prenotate attraverso la piattaforma produzionidalbasso.com da 220 co-produttori. Dopo un anno, nel maggio 2011, pubblica il libro “I volti del primo Marzo” insieme a Rosario Cauchi, Massimiliano Perna, Giorgio Ruta e Giuseppe Portuesi, (per la Marotta&Cafiero editori). Nel 2015 inizia il suo primo film sulla trilogia della mon­tagna sacra, “Gleno dove finisce la valle” , un film documentario girato in Val di Scalve colpita, nel 1923, da un terribile disastro: il disastro della diga del Gleno. Il lavoro prende spunto dal solco lasciato da quel vortice di fango per raccontare la vita delle persone che oggi abitano quei luoghi. Nel 2017 presenta il suo nuovo lavoro Scampia Felix film che tenta di offrire uno spaccato, attraver­so la preparazione del corteo di carnevale di Scampia, delle varie anime che lo abitano mostrando un momento collettivo di lotta corale, ciascuno apportando le proprie peculiarità di un lavoro che perdura nel quotidiano e che costituisce la fervida vitali del quartiere Scampia. Attraverso queste esperienze, con un gruppo di amici, fonda il collettivo Frameoff con cui sta sviluppando diversi progetti filmici dal 2011 ad oggi.

Informazioni sulla casa di produzione:

https://www.frameoff.it/

https://www.smkvideofactory.com/

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://video.repubblica.it/edizione/palermo/il-regista-di-noto-francesco-di-martino-al-trento-film-festival-con-prima-che-arrivi-l-estate/366217/366768

Scheda a cura di: Fabio Fancello

prima che arrivi l'estate


Lu recito

Lu recito

Lu recito: caratteristica a Santo Stefano Quisquina è la cerimonia del Venerdì Santo, con antichi canti in dialetto, molti per l'Addolorata.

Il film Lu recito sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, durante la serata di giovedì 15 Ottobre, dalle ore 21:00, nella sezione #cinemaeantropologia.

Lu recito

Lu recito

Nazione: Italia

Regia: Dario Lo Vullo

Durata: 19’

Anno: 2019

Produzione: Dario Lo Vullo

Sinossi:

Caratteristica a Santo Stefano Quisquina è la cerimonia del Venerdì Santo. In quel giorno, durante la solenne processione, vengono intonati antichi canti in dialetto, per lo più dedicati all'Addolorata. Questi canti sono destinati a scomparire, se non fosse per alcuni giovani che vogliono mantenere viva la tradizione.

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

    • Festival del cinema Città di Spello e dei Borghi Umbri (2020)
    • AmiCorti FF, Peveragno (CN) (2020)
    • International Tour Film Fest, Civitavecchia (Roma) (2020)

Premi e riconoscimenti:

Informazioni regista:

Dario Lo Vullo nasce a Santo Stefano Quisquina in provincia di Agrigento. Si avvicina alla fotografia e al video all'età di 18 anni. Laureato all'Accademia di belle arti di Palermo, nel corso di audio-video e multimedia. Negli anni realizza diversi cortometraggi, videoclip, spot pubblicitari, ma il suo lavoro si concentra soprattutto sul documentario, i cui elementi narrativi e costruttivi sono colti dalla realtà, legati principalmente allo studio della sua terra e delle sue radici.

Informazioni casa di produzione:

Dario Lo Vullo

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

http://www.quisquinachannel.it/lu-recito-di-dario-lo-vullo-al-festival-del-cinema-di-spello/

Scheda a cura di: Fabio Fancello

Lu recito


Mare Nostrum

Mare Nostrum. Storie dal mare di Roma

Mare Nostrum. Storie dal mare di Roma è un docu-film dedicato al commercio trans-marino verso Roma all’inizio del II secolo d.C., durante l’impero di Traiano.

Il docu-film Mare Nostrum. Storie dal mare di Roma sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, durante il pomeriggio di giovedì 15 Ottobre, nella sezione #cinemaearcheologia.

L'articolo della mostra su ClassiCult con intervista a Roberto Petriaggi e Michele Stefanile è a questo link.

Mare Nostrum – Storie dal mare di Roma | docufilm

Mare Nostrum. Storie dal mare di Roma

Nazione: Italia

Regia: Guido Fuganti

Consulenza scientifica: Roberto Pietraggi

Durata: 21’

Anno: 2020

Produzione: Syremont Spa, Agorasophia Edutainment Spa

Sinossi:

Docu-film dedicato al commercio trans-marino verso Roma all’inizio del II secolo d.C., durante l’impero di Traiano. Tre personaggi, un Armatore, un Capitano di naviglio fluviale (navis caducaria) e un Addetto del Corpus dei Mensores di Ostia, discutono di un carico di frumento e di altre merci che devono raggiungere Roma attraverso il Tevere.

Trailer:

https://www.admarenostrum.com/#docufilm

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

Esposizione “Mare Nostrum – Storie dal Mare di Roma”, Roma, febbraio 2020

Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto, ottobre 2020.

Informazioni regista:

Guido Fuganti

Informazioni casa di produzione:

http://www.syremont.it

http://www.agorasophiaedutainment.it/

https://www.admarenostrum.com/

Scheda a cura di: Fabio Fancello

Mare Nostrum


ceramica bronzo

Nelle loro mani. Rimodellare la ceramica dell’Età del Bronzo Europea

Questo documentario mostra le sperimentazioni nel ricreare ceramica di quattro società europee dell’Età del Bronzo: El Argar, Únětice, Füzesabony e Vatin.

Il film In their hands. Reshaping pottery of the European Bronze Age (Nelle loro mani. Rimodellare la ceramica dell’Età del Bronzo Europea) sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, durante il pomeriggio di giovedì 15 Ottobre, aprendo alle ore 17:30 la sezione #cinemaearcheologia.

In their hands. Reshaping pottery of the European Bronze Age

Nelle loro mani. Rimodellare la ceramica dell’Età del Bronzo Europea

Nazione: Spagna, Germania, Ungheria, Serbia

Regia: Marcello Peres e Nicola Tagliabue, in collaborazione con Thomas Claus, Csaba Balogh, Vladan Caricic Tzar

Consulenza scientifica: Roberto Risch, Bettina Stoll-Tucker, Jànos Dani, Vesna Vuckovic

Durata: 32’

Anno: 2019

Produzione: Heracles Archaeology, ASOME - Universitat Autònoma de Barcelona

Sinossi:

La ceramica preistorica può convertirsi in una inesauribile fonte di ispirazione per i ceramisti attuali. Nel corso del documentario, le artigiane e gli artigiani sperimentano con la (ri)creazione di forme ceramiche estremamente lucidate di quattro società europee dell’Età del Bronzo: El Argar, Únětice, Füzesabony e Vatin. La telecamera accompagna da vicino i processi di fabbricazione di queste ceramiche, dalla ricerca della materia prima alla cottura del prodotto. Il film è composto da quattro capitoli, ambientati in Spagna, Germania, Ungheria e Serbia, ed è parte del progetto “Crafting Europe in Bronze Age and Today” (2018-2019) del programma Europa Creativa.

Trailer:

https://youtu.be/id-NQVBEmqE

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

Cine de la Universitat Autonoma de Barcelona, 13 novembre 2019

Festival Internacional de Cine Arqueológico del Bidasoa, Irún, 20 novembre 2019

Informazioni regista:

Marcello Peres è un dottorando presso l’Universitat Autònoma de Barcelona.

Nicola Tagliabue ha iniziato la carriera come fotografo di moda e con reportage di eventi internazionali, specializzandosi poi nella fotografia in ambito commerciale: still life di prodotto, food and beverage. Dal 2010, con l’evoluzione del linguaggio visivo ha collaborato con diverse agenzie pubblicitarie sia come fotografo ma anche come regista e direttore della fotografia. In questi anni ha seguito la creazione di una serie di spot pubblicitari e cortometraggi. Co-fondatore di Heracles Archaeology, casa di produzione di documentari archeologici con sede in Spagna (a Barcellona) che gli ha fornito le basi per la realizzazione di programmi televisivi come Lineabianca di Rai1. Scrupoloso e perfezionista, sempre alla ricerca della massima qualità, realizza ogni suo lavoro partendo dal principio che “niente è nuovo al mondo, la differenza è come viene interpretato”.

Informazioni casa di produzione:

http://heraclesarchaeology.com/it/

https://grupsderecerca.uab.cat/asome/ca

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

LA7 Televisión, Región de Murcia (Spagna), servizio giornalistico su In Their Hands, 26 giugno 2019

Exarc Journal, Leiden (Olanda), articolo in rivista di archeologia sperimentale, 7 novembre 2019

Diario Vasco, San Sebastian (Spagna), articolo su In Their Hands, 20 novembre 2019

Scheda a cura di: Fabio Fancello

ceramica bronzo


Diglife

Diglife

Diglife racconta la vita dei membri del team archeologico del Glac Project, nel corso degli scavi presso il palazzo dell'imperatore Massimiano vicino Sirmium (Sremska Mitrovica).

Il film Diglife sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, come prima nazionale, durante il pomeriggio di giovedì 15 Ottobre, nella sezione #cinemaearcheologia.

Diglife

Nazione: Serbia, Australia

Regia: Chris Davies

Consulenza scientifica: Stefan Pop-Lazić, Richard Miles

Durata: 46’

Anno: 2019

Produzione: The Glac project

Sinossi:

Il film racconta la vita dei membri del team archeologico del Glac Project, nel corso degli scavi presso il palazzo dell'imperatore Massimiano vicino Sirmium (Sremska Mitrovica).

Trailer:

https://youtu.be/7NpOw_opcU4

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

RTS Planeta

Informazioni regista:

Chris Davies

Informazioni casa di produzione:

https://glac-project.sydney.edu.au/?s=glac+project

Scheda a cura di: Fabio Fancello

Diglife


uomo chiavi vecchiaia

L’uomo delle chiavi, sulla vecchiaia

L’uomo delle chiavi, sulla vecchiaia: Antonio ha 75 anni, è uno psicoterapeuta ed ex professore di filosofia. Ci racconta il suo rapporto con la vecchiaia, come la percepisce nel corpo che decade, se la stia accettando o no.

Il film L’uomo delle chiavi, sulla vecchiaia sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, durante la serata di venerdì 16 Ottobre, a partire dalle ore 21:00, nella sezione #cinemaeantropologia.

L’uomo delle chiavi, sulla vecchiaia

Nazione: Italia

Regia: Matteo Sandrini

Durata: 45’

Anno: 2020

Produzione: Bluetrainvideo 2020

Sinossi:

Non siamo mai pronti all’età che stiamo vivendo”. Antonio ha 75 anni, è uno psicoterapeuta ed ex professore di filosofia. Ci racconta il suo rapporto con la vecchiaia, come la percepisce nel corpo che decade, se la stia accettando o no. Ci parla delle ombre. Come sono i coetanei? Come vede le persone anziane, la società? E l'amore, che in tarda età si rinomina "amore senile", muta anch'esso come il corpo e l'intelletto? Antonio affronta il tema tra raziocinio, scoraggiamento e humour. Cercando un'esorcizzazione alla più grossa paura: non essere pronti a morire.

Trailer:

https://youtu.be/3Vl7zA33LpE

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

Festival Internazionale del cinema povero, Varese, 2020

Informazioni regista:

Matteo Sandrini (nato nel 1985, Italia) è un artista visivo con base tra Brescia e Milano. Ha conseguito una laurea triennale presso la Facoltà di Design e Arti dell’Università di Bolzano e un Master in Antropologia Visiva presso l’Università di Manchester. Lavora come freelance in comunicazione visiva, come filmmaker, editor video, fotografo e soundscaper. Gran parte del suo lavoro personale si concentra sul comportamento umano in situazioni di avversità climatiche, rituali religiosi, conflitti urbani e recupero della memoria.

Scheda a cura di: Fabio Fancello

l'uomo delle chiavi vecchiaia


suono quel ritmo

Il suono di quel ritmo

Il suono di quel ritmo: una madre accompagna per la prima volta il figlio a visitare il Museo Nazionale di Baghdad. Lo scopo della mamma è quello di spiegare al piccolo visitatore l’importanza di questo luogo.

Il film The Sound of that Beat (Il suono di quel ritmo) sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, nel corso del matinée di venerdì, 16 ottobre, nella sezione #ragazziearcheologia.

The Sound of that Beat

Il suono di quel ritmo

Nazione: Italia, Iraq

Regia: Mirko Furlanetto

Consulenza scientifica: Università di Bologna

Durata: 5’

Anno: 2020

Produzione: Mirko Furlanetto

Sinossi:

Una madre accompagna per la prima volta il figlio a visitare il Museo Nazionale di Baghdad. Lo scopo della mamma è quello di spiegare al piccolo visitatore l’importanza di questo luogo. In un territorio in "ripartenza", la valorizzazione e la conservazione del patrimonio archeologico e artistico rappresentano il "battito" di una Nazione affinché il cuore centrale possa ritornare in futuro a pulsare regolarmente.

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

XXXI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto (TN), 2020.

Firenze Archeofilm, 2020

Informazioni regista:

Mirko Furlanetto

Scheda a cura di: Fabio Fancello

suono quel ritmo