Tornano leggibili alcuni papiri di Ercolano

Gioiello architettonico unico nel suo genere per bellezza e splendore, la Villa dei Papiri di Ercolano non sfuggì al tremendo destino di distruzione che colpì le città vesuviane nel 79 d.C.

Appartenuta ad un ricco personaggio della famiglia dei Pisoni, Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare, fu costruita nel 60 a.C. a picco sul mare e da cui era possibile ammirare un paesaggio straordinario. Fu salotto di importanti intellettuali e filosofi e per la collezione di statue e sculture ritrovate durante gli scavi ha un immenso valore artistico e culturale. Ma ad impressionare maggiormente anche i circa 1800 papiri raccolti nella biblioteca della villa e contenenti in gran parte testi in greco del filosofo epicureo Filodemo di Gadara. La villa prende il nome proprio da questi ritrovamenti, scampati alla distruzione e carbonizzati, che riportavano scritti riguardanti l'etica, l'eloquenza, l'amore, la pazzia e redatti anche in lingua latina.

Scanning the papyrus. Foto: Cnr

Per molti secoli, diversi studiosi hanno cercato, vista la delicatissima modalità di conservazione e la fragilità dei reperti, di poterne leggere il contenuto, spesso con risultati alquanto disastrosi proprio per la fragilità del materiale. Adesso, questa impresa, grazie a tecnologie non invasive messe a sistema da un team internazionale guidato da Graziano Ranocchi dell’Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee del Consiglio nazionale delle ricerche, sembra possibile. Il gruppo di lavoro sembra essere arrivato a decifrare un testo greco nascosto sul verso della celebre Storia dell’Accademia (PHerc. 1691/1021) di Filodemo di Gadara (110 – 40 a.C.), rotolo che è sfuggito alla distruzione e che doveva essere parte di un’opera più ampia intitolata Rassegna dei Filosofi, la più antica storia della filosofia greca in nostro possesso.

La ricerca è stata pubblicata su Science Advances ed è frutto di un team di esperti specializzati in vari settori e che hanno coinvolto il personale di Iliesi e Nanotec del Cnr, del Cnrs/Museo di Storia Naturale di Parigi e il Dipartimento di fisica della Sapienza di Roma.

Scanning the papyrus. Foto: Cnr

“L’utilizzo dell’hyperspectral imaging che lavora con spettro infrarosso ad onda corta (swir, 970-2500 nm), associato a principal components analysis, ha rivelato per la prima volta diverse parti di testo greco”, ha dichiarato Graziano Ranocchia. “Le indagini effettuate sul rotolo papiraceo PHerc. 1691/1021, hanno svelato resti di ampie colonne appartenenti al medesimo testo vergato sul recto, destinate ad essere successivamente inglobate nella versione finale del libro”. Molto spesso i rotoli greco-egizi, venivano riutilizzati anche nel verso. “Dei 1840 papiri greco-ercolanesi, catalogati e custoditi presso l’Officina dei Papiri della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, solo otto sembrano avere questa caratteristica”, aggiunge il ricercatore. “La tecnica utilizzata riesce a penetrare in profondità negli strati di materiale, diversamente dalla fotografia a infrarossi a 950 nanometri finora messa in campo per questo tipo di studi”.

Unopened papyrus from Herculaneum. Foto: Cnr

“La lettura di centinaia di rotoli preservati a Ercolano dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e appartenenti all’unica biblioteca antica in nostro possesso, sono stati scoperti a metà del Settecento; questa straordinaria collezione ci trasmette opere inedite di illustri filosofi greci come Epicuro e Crisippo, solo in parte riportate alla luce, in grado di rivoluzionare le nostre conoscenze nel campo della filosofia antica e della letteratura classica”, conclude Ranocchia.

Ricerca pubblicata in Science Advances. Qui il link: https://advances.sciencemag.org/content/5/10/eaav8936


Demetra dalla Villa dei Papiri

Demetra va al Getty. Arriva la fontana con l'Idra all'Antiquarium di Ercolano

Direzione Getty Museum. La bellissima statua in marmo di Demetra dalla Villa dei Papiri di Ercolano, esposta da qualche mese all’ingresso dell’Antiquarium è in partenza per Los Angeles dove, insieme ad altri reperti del sito e delle collezioni del MANN sarà esposta nella mostra “Buried by Vesuvius: Treasures from the Villa dei Papiri” che si svolgerà nel prestigioso museo americano dal 26 giugno 2019 al 28 ottobre 2019.

Demetra dalla Villa dei Papiri
Demetra dalla Villa dei Papiri

A prendere il posto della statua della dea, la fontana in bronzo raffigurante l’Idra di Lerna, mostro serpentiforme affrontato da Eracle nella seconda delle sue dodici fatiche. La fontana che in antico era posta al centro della Piscina a forma di croce nel cortile centrale della Palestra dell’antica Herculaneum, sarà per la prima volta presentata al pubblico al pianterreno dell’Antiquarium.

L’idra da Ercolano è stata realizzata con la tecnica della cera persa e raffigura il mostro aggrovigliato ad un tronco d’albero all’interno del quale passava una conduttura collegata alle cinque teste dalle quali fuoriuscivano scenografici getti d’acqua. La posizione all’interno della Palestra doveva rievocare immediatamente l'eroe Eracle e il valore di questo; monito per i giovani ercolanesi che frequentavano il luogo. La fontana, inoltre, è probabilmente ispirata ad un celebre monumento dell’Urbe, come ricorderebbe lo scrittore latino Festo: la fontana dell’Idra che ornava il Lacus Servilius nel Foro Romano, dono di Agrippa.

Fontana dell'Idra
Fontana dell'Idra

L’Idra è dunque una preziosa testimonianza della bronzistica ercolanese della prima età imperiale.

“ Il Parco coglie questa partenza come occasione - dichiara il Direttore Francesco Sirano – un’ occasione per proseguire con la sperimentazione di soluzioni espositive e di monitoraggio e per condividere con il suo pubblico l’eccezionale patrimonio conservato nei depositi nella prospettiva del Museo del sito. L’Idra, simbolo di forza selvaggia e distruttiva domata grazie alla mutua cooperazione tra l’eroe Ercole e suo nipote Iolao, celebra la comunità solidale e la reciproca umana comprensione che il Parco intende promuovere verso tutti i portatori di interesse”.

 

 


La Settimana dei Musei al Parco Archeologico di Ercolano

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha istituito, a partire da quest’anno, la Settimana dei Musei, sei giorni di aperture gratis, dal martedì alla domenica, in tutti gli istituti museali statali. Nel mese di marzo, dal 5 al 10, sarà quindi possibile accedere gratuitamente anche al Parco Archeologico di Ercolano, dove la settimana è diventato un contenitore più ampio per celebrare diverse ricorrenze. I visitatori sono invitati a conservare il biglietto gratuito che sarà in seguito spendibile come coupon promozionale per le prossime iniziative del parco.

Per l’intera durata dell’iniziativa ministeriale, dalle ore 13.30 alle ore 15.30, i visitatori assisteranno al restauro live, nel laboratorio dell’Antiquarium del Parco, di due frammenti di pittura appartenenti molto probabilmente all'apparato decorativo di Villa dei Papiri riscoperti nell’ambito delle campagne di riordino dei depositi e ritrovati nel corso degli scavi del 1996-98. I frammenti potrebbero essere riferiti al II Stile ed essere stati dipinti tra il 50 e il 25 a.C. Pareti con pitture di questa fase sono presenti ad Ercolano prevalentemente nell'area della Villa dei Papiri e delle dimore più prestigiose i cui proprietari volutamente non avevano aggiornato le decorazioni alla moda in auge al momento dell’eruzione del Vesuvio. I frammenti che si restaureranno sono ricoperti da depositi che ne offuscano i colori originali, per cui la scelta è stata maturata dal desiderio di poter recuperarne la cromia. Sarà interessante per il pubblico assistere alle fasi di pulitura che permetteranno il riaffioramento delle pennellate originali.

Il 5 marzo, giorno di Carnevale, i visitatori verranno accolti all’ingresso di Corso Resina dal personale Proloco Hercvlanevm in tipici abiti carnevaleschi provenienti dalla Cooperativa Mercato di Resina ed oltre all’ingresso gratuito verranno offerte loro dalla Proloco le chiacchiere, tipico dolce dei giorni di Carnevale.

Il Parco - dichiara il direttore Francesco Sirano- anche attraverso questa iniziativa condivisa con realtà radicate nel territorio intende mettere in rilievo i tanti valori culturali e tradizionali che concorrono all’identità di Ercolano. Identità non limitata al dato archeologico ma estesa ai tanti aspetti che dimostrano la persistente vitalità dei luoghi e la resilienza del contesto sociale che nel secolo scorso seppe reagire con fantasia e iniziativa ad un dramma di portata forse anche più grande dell’eruzione che nel 79 d.C. distrusse Ercolano romana quale la Seconda Guerra Mondiale. “

L’8 marzo inoltre, giorno della Festa della donna, tutti i visitatori dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30 potranno assistere, nell’Antiquarium del Parco, al laboratorio di oreficeria “Bellezza senza tempo al Parco Archeologico di Ercolano” tenuto da Nunzia Laura Saldamacchia, archeologa specializzata nello studio degli ornamenti antichi, che illustrerà il processo di lavorazione artigianale di gioielli moderni ispirati agli esemplari antichi esposti in mostra. Si ricorda che negli stessi ambienti dell’Antiquarium è in corso la Mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano. “Attraverso il talento di una donna- conclude il Direttore Sirano- con grandi capacità artistiche, dotata anche di una salda preparazione scientifica archeologica come la dr.ssa Saldamacchia, pensiamo di celebrare questa ricorrenza nel migliore dei modi e in coerenza con il sottotitolo che accomuna tutte le mostre 2018-2019: Ercolano talento passato e presente”.​


Ad Ercolano si restaura una pittura proveniente dalla Villa dei Papiri

Grande successo per l’iniziativa del Parco Archeologico di Ercolano che prevede il restauro “open” di alcuni manufatti del sito. Fino al 5 febbraio 2019, i visitatori potranno assistere ad un altro importante lavoro di manutenzione dell’eccezionale patrimonio archeologico dell’antica città, questa volta su una pittura proveniente dalla Villa dei Papiri.

Il dietro le quinte, con esclusive spiegazioni da parte del team del Parco, porterà alla scoperta di una decorazione pittorica con un paesaggio architettonico raffigurato proveniente proprio dal grande complesso ercolanese, prima della sua partenza per Malibù dove sarà esposto al Getty Museum dal 26 giugno al 28 ottobre  in occasione della mostra “Rediscovering the Villa dei Papiri”. Un apposito laboratorio sarà allestito per l’occasione negli spazi riservati alla didattica dell’Antiquarium del Parco che ospiterà la pittura murale.

Originariamente il dipinto faceva parte della ricca decorazione pittorica dell’oecus R della Villa dei Papiri raffigurante delle architetture in prospettiva e datato al 50 – 30 a.C. Fu realizzato al momento della costruzione del complesso e ha una lunghezza di circa 2,50 m per 1,20 m di altezza, all’incirca corrispondente ad 1/6 dell’intero schema decorativo della parete. Le ricche pitture si componevano di complesse architetture illusionistiche impreziosite da elementi decorativi che ne accentuavano l’illusione.

La raffinatezza delle decorazioni e della pittura è un elemento in più che conferma il gusto raffinato degli abitanti della Villa e del suo proprietario, noto senatore di Roma, e occasione per conoscere le officine presenti sul territorio campano all’epoca del II stile pompeiano, in un contesto come quello di Ercolano e nello specifico della Villa dei Papiri, complesso ricco, ma non unico della Campania Felix.

Nel gioco di interno ed esterno- spiega il direttore del Parco Francesco Sirano– alcuni arredi preziosi attirano lo sguardo come lo splendido vaso di vetro pieno di frutti di fine estate, uva e melograno, posto in bella mostra su un’alzatina che ci aspetteremmo di trovare su una mensa di principe piuttosto che sulla mensola di una cornice. Tutto sembra reale, con un suo peso e consistenza, ma nulla lo è: l’illusione è perfetta e possiamo solo immaginare il disorientamento del visitatore che, avendo attraversato il piccolo peristilio e l’atrio della Villa, in questo ambiente veniva proiettato in uno spazio architettonico completamente diverso da quello che si era lasciato alle spalle proprio dietro queste pareti”.

Turisti e appassionati muniti di regolare biglietto potranno accedere al laboratorio di restauro e quindi assistere agli interventi dal lunedì al venerdì dalle ore 12 alle ore 13 e troveranno a disposizione la dott.ssa Elisabetta Canna nuova restauratrice e funzionario del Parco che illustrerà il suo lavoro e risponderà alle domande dei visitatori.