19 Giugno 2015
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L’accesso alla luce elettrica avrebbe modificato i nostri tempi ancestrali e la durata del sonno nell’uomo. Secondo una nuova ricerca, l’accesso a nuove fonti economiche di luce artificiale sarebbe stata un fattore chiave nella diminuzione delle ore di sonno nelle società umane industrializzate.
Lo studio ha preso in considerazione due comunità argentine di cacciatori raccoglitori Toba/Qom, che vivono a 31 km di distanza, molto simili per molti aspetti, ma caratterizzate da un differente accesso alla luce elettrica. Mentre la prima aveva questa a disposizione per tutto il giorno, l’altra poteva contare solo sulla luce naturale.
La ricerca, che ebbe luogo nel 2012-2013, mostrò che si tende a dormire di più in inverno, e che la luce elettrica tende a spostare indietro il nostro orologio circadiano, modificando il nostro ciclo di sonno e veglia. In particolare, coloro che avevano accesso alla luce elettrica tendevano a dormire meno durante l’estate, e quelli senza accesso tendevano a dormire di più durante l’inverno. Gli studiosi ritengono che le condizioni verificate nella ricerca possano approssimare il passaggio da una società di cacciatori raccoglitori a una agricola e quindi industrializzata.

Lo studio “Access to Electric Light Is Associated with Shorter Sleep Duration in a Traditionally Hunter-Gatherer Community”, di Horacio O. de la IglesiaEduardo Fernández-DuqueDiego A. Golombek, Norberto LanzaJeanne F. Duffy, Charles A. Czeisler, Claudia R. Valeggia, è stato pubblicato sul Journal of Biological Rhythms.
Link: Journal of Biological RhythmsUniversity of Washington; Science Daily
Arte Qom: scultura in terracotta di armadillo gigante, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da e di .JJosé.