Tesoro di gioielli vichinghi e monete anglosassoni da Watlington

10 Dicembre 2015

Un tesoro dell'epoca di Alfredo il Grande, composto da gioielli di epoca vichinga e monete anglosassoni, è stato ritrovato nell'Oxfordshire. Sarebbe stato seppellito negli ultimi anni settanta del nono secolo, in un'area agricola nei pressi di Watlington.
Comprenderebbe oro, oltre a lingotti d'argento e anelli in argento per il braccio. Le monete sarebbero 186, alcune frammentarie ma molte ben conservate.
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La scoperta sarebbe rilevante anche perché permetterebbe di riesaminare il complesso quadro politico dell'epoca, che poi fu modificato da Alfredo il Grande attorno agli anni novanta del nono secolo, in seguito alla conquista del regno del rivale Ceowulf II di Mercia. L'alleanza tra i due sovrani contro i Vichinghi durò infatti poco (ma è raffigurata sulle monete di Watlington), e il secondo riuscì a governare appena dall'874 all'879 d. C., ricordato nelle cronache solo brevemente.
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Napoli: antica celebrazione svelamento del Crocefisso alla Basilica del Carmine Maggiore

Il Crocifisso Svelato. Per la prima volta in tempi moderni, l’antica celebrazione dello svelamento del Crocefisso prende vita al Carmine Maggiore

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Presentata giovedì 10 dicembre, nella Sala Giunta del Comune di Napoli, dopo trecento anni, la ricostruzione storica del cerimoniale di svelamento del Crocefisso animerà la Basilica del Carmine Maggiore. L’Associazione Culturale “I Figlioli di Santa Maria di Loreto” presentano due appuntamenti eccezionali, ideati in seguito alla riscoperta di documenti riguardanti le antiche cerimonie che erano solite svolgersi presso il Carmine Maggiore di Napoli. Ispirandosi al nome di uno dei quattro antichi conservatori della città, l’Associazione Culturale “I Figlioli di Santa Maria di Loreto” fonda il proprio impegno nel recupero del patrimonio musicale napoletano, attraverso la riscoperta, lo studio, la ricostruzione filologica e l’esecuzione dell’immenso corpus di partiture a stampa e manoscritte conservate nei fondi e negli archivi cittadini e non solo, a dimostrazione della diffusione, del prestigio e dell’influenza che la Scuola Musicale Napoletana ha esercitato nella corso della Storia. La festa che “I Figlioli di Santa Maria di Loreto” andranno a riproporre è quella del 1685, quando Gaetano Veneziano (1656 – 1716), al tempo Maestro di Cappella del Carmine Maggiore, pose in musica un Mottetto in Pastorale in lode del Santissimo Crocifisso del Carmine, a nove voci, violini, tromba, due flauti e due cornetti. La partitura del Mottetto è custodita presso la Biblioteca dei Girolomini di Napoli e sarà eseguita con strumenti antichi e con la partecipazione di musicisti e cantanti provenienti da tutta Italia e dall'estero.
L’associazione si presenterà con due eventi di interesse storico-musicale:
-         il 12 dicembre alle ore 16.30 presso il MeMus, Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo avrà luogo una Tavola Rotonda organizzata in collaborazione con il Centro di musica antica Pietà de’ Turchini dal titolo “Musica e devozione al Carmine Maggiore: cerimoniali liturgici tra Sei e Settecento” con interventi di Giuliana Boccadamo, Antonio Dell’Olio, Paologiovanni Maione, Maurizio Rea e Giulio Sodano, in cui sarà affrontato per la prima volta un lavoro sulle celebrazioni che erano solite svolgersi presso il Carmine Maggiore di Napoli. Questo appuntamento prelude e arricchisce l’evento in cui sarà ricostruito tutto il cerimoniale dello svelamento del Crocifisso Miracoloso;
-         il 30 dicembre alle ore 20.30 presso la Basilica Santuario del Carmine Maggiore di Napoli, quando sarà eseguito per la prima volta in tempi moderni, con strumenti originali, il Mottetto Pastorale in lode del SS.mo Crocifisso del Carmine a nove voci, violini, tromba, due cornetti e due flauti di Gaetano Veneziano (1656 – 1716) di cui ricorre il prossimo anno il terzo centenario della morte.
Patrocinati dal Comune di Napoli, dal Teatro di San Carlo e dall’Istituto Banco di Napoli – Fondazione e grazie al supporto dell’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, alla collaborazione con la Fondazione Pietà de’ Turchini, le Associazioni “I Sedili di Napoli-Onlus” e “Officina delle Idee”, ai Fanzago Baroque Ensamble, unitamente alla straordinaria partecipazione dell’Associazione Culturale NarteA, a cui è affidato il compito di ricostruire il Cerimoniale Liturgico in costumi d’epoca, e grazie al supporto tecnico di tante realtà presenti sul territorio, “I Figlioli di Santa Maria di Loreto”, fanno il loro ingresso nel panorama musicale cittadino. Questo progetto innovativo, abbandona l’idea della semplice esecuzione musicale e si impone nell’offerta culturale garantendo la possibilità di rivivere per qualche ora le atmosfere di una Festa a Napoli nel Seicento. La caratteristica di novità risiede nel fatto che le esecuzioni musicali saranno eseguite negli stessi luoghi che videro la loro produzione proprio come il caso del Mottetto Pastorale di Gaetano Veneziano.
LA STORIA
Presso la Basilica Santuario del Carmine Maggiore di Napoli, è custodito un Crocifisso Miracoloso del XIII secolo, protagonista di un miracolo avvenuto durante la guerra tra Angioini e Aragonesi per il possesso della città di Napoli. Le cronache raccontano che nel 1439, questo Crocifisso chinò il capo per sottrarsi a un colpo di bombarda sparato dagli Aragonesi. Da allora, con pompa solennissima, viene esposto alla venerazione dei fedeli solo nel periodo che va dal 26 dicembre al 2 gennaio. Durante i secoli, il 26 dicembre, le massime autorità della città di Napoli, andavano a prostrarsi per rendere omaggio a questo Crocifisso miracoloso. In tale occasione, il Popolo fedele del Regno di Napoli, al suono delle Campane di tutte le chiese e dai colpi di cannone di tutte le fortezze della città, si radunava presso la Basilica del Carmine Maggiore per ricordare l’evento prodigioso.

Appena modificata dal MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Nuovo studio svela Angkor Wat ancora più grande

9 Dicembre 2015
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Il complesso di templi del dodicesimo secolo di Angkor Wat stupisce sempre per la sua magnificenza. Quello che però può sfuggire è il fatto che quanto vediamo oggi è in realtà solo un singolo elemento in una grandissima città dispersa su una vasta area.
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Queste le conclusioni di un nuovo studio, che ha pure evidenziato come lo stesso Tempio di Angkor Wat fosse molto più grande e complesso di quanto ritenuto finora, con molte più componenti. A colpire è soprattutto una gigantesca, massiccia struttura meridionale (1500m x 600m) dalle funzioni ancora ignote: è fatta di sabbia ed è possibile notarne il design a spirale. Vi sarebbero inoltre torri, costruite e demolite nelle fasi iniziali e di costruzione del tempio: probabilmente dei santuari temporanei prima del completamento dei lavori. Sarebbero inoltre presenti fortificazioni in legno di epoca successiva (1297-1585 d. C. oppure 1585-1630 d. C.), forse un ultimo tentativo difensivo (e l'unico noto per un tempio di quella cultura).
La ricerca si è avvalsa della tecnologia di scansione laser aerea LiDAR, di radar per penetrare il suolo e di scavi mirati. L'area di Angkor Wat sarebbe dunque un luogo "a bassa densità", e le nuove scoperte sfidano la concezione tradizionale del tempio come riservato alle élite locali.
Su un piano differente, si segnala pure il nuovo divertente video che spiega il corretto codice di condotta per un turista ad Angkor Wat che, si ricordi, è nella Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

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Presentazione del II° volume del Catalogo Generale della Galleria Nazionale dell'Umbria

Presentazione del Catalogo Generale della Galleria Nazionale dell'Umbria

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Lunedì 14 dicembre alle ore 17.30 a Perugia presso il Palazzo dei Priori - Sala dei Notari verrà presentato il II volume del Catalogo Generale della Galleria Nazionale dell'Umbria Pitture e sculture dal XIII al XV secolo.
Interverranno Marco Pierini Direttore della Galleria Nazionale dell'Umbria Francesco Federico Mancini Università degli Studi di Perugia Marco Carminati Il Sole 24 Ore. Coordina il giornalista Mimmo Coletti.

Come da MiBACT, Redattrice Carla Ravaioli
Palazzo de’ Priori, sede della Galleria Nazionale dell’Umbria, a Perugia, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Tetraktys (tetraktys (talk) 19:48, 9 April 2013 (UTC)Own work).


Nuovi dettagli della Cattedrale di Lincoln dalla scansione laser

26 Novembre 2015
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Una potente scansione laser della celebre Cattedrale di Lincoln permette oggi di ottenere una registrazione virtuale e dettagliata dell'interno della stessa, rivelandone nuovi dettagli architettonici. Costruita a partire dal 1088, la chiesa ha subito diverse alterazioni nei secoli.
Lo studio si era reso necessario, in quanto le piantine a disposizione risalivano a più di un secolo fa. In particolare, non esistevano poi per la navata, mentre per il tetto del diciottesimo secolo è noto che questo sia stato alterato, ma non ci sono informazioni sulla struttura in legno originale.
La scansione laser ha permesso così di ottenere in poche ore quello che, con altri mezzi, avrebbe richiesto settimane e mesi di lavoro, e permette pure di compiere un tour virtuale della Cattedrale. Gli studiosi stanno quindi sviluppando un modello 3D della stessa.

Link: University of Nottingham
La navata che guarda ad est nella Cattedrale di Lincoln, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Diliff.
 


‘Riciclo’ effettuato durante la Riforma Protestante potrebbe aver salvato un raro dipinto dalla distruzione

27 Novembre 2015

Il ‘riciclo’ effettuato durante la Riforma Protestante potrebbe aver salvato un raro dipinto dalla distruzione

Dettaglio dal Bacio di Giuda Credit: Fitzwilliam Museum, Cambridge
Dettaglio dal Bacio di Giuda
Credit: Fitzwilliam Museum, Cambridge

Un raro dipinto medievale, che ritrae il tradimento di Cristo da parte di Giuda, potrebbe essere sopravvissuto alle distruzioni per mano degli iconoclasti del sedicesimo secolo, dopo esser stato ‘riciclato’ per elencare invece i Dieci Comandamenti.

Ora in mostra al Fitzwilliam Museum, Il Bacio di Giuda è una delle opere d'arte più rare del suo genere. Al tempo della Riforma Protestante e durante la Guerra Civile Inglese, i dipinti delle chiese furono distrutti a migliaia. Pochi sopravvissero nel Regno Unito, e di quelli che rimangono molti sono stati deturpati. Si crede che fino al 97% dell'arte religiosa inglese sia stata distrutta durante e dopo la Riforma Protestante.
Il pannello in legno, dipinto briosamente e con dettagli scelti su foglie d'argento e d'oro, data al 1460 circa ed è ancora più sorprendente in quanto ritrae il momento del tradimento del Cristo, ad opera di Giuda Iscariota. I devoti parrocchiani cattolici spesso graffiavano e scavavano l'odiata figura di Giuda, e quindi il dipinto sarebbe stato a rischio da parte delle congregazioni di Cattolici e Protestanti alla stessa maniera, nei secoli intercorsi.
Il Bacio di Giuda, Scuola Britannica, da Coventry? Olio su tavole di quercia, altezza 173 cm, larghezza 74.3 cm, 1470 circa. Iscrizione; u.c.; dipinto; IHC; monogramma sacro, ripetuto quattro volte. Iscrizione; l.c.; dipinto; Jhesu mercy and eue[r] mercy Ffor in thy mercy fully trust. Foto di Chris Titmus dell'Hamilton Kerr Institute, Fitzwilliam Museum, Cambridge.
Il Bacio di Giuda, Scuola Britannica, da Coventry? Olio su tavole di quercia, altezza 173 cm, larghezza 74.3 cm, 1470 circa. Iscrizione; u.c.; dipinto; IHC; monogramma sacro, ripetuto quattro volte. Iscrizione; l.c.; dipinto; Jhesu mercy and eue[r] mercy For in thy mercy fully trust. Foto di Chris Titmus dell'Hamilton Kerr Institute, Fitzwilliam Museum, Cambridge.
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Rimesso in discussione il passato leggendario di Glastonbury

23 - 24 Novembre 2015
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Nuovi studi rimettono in discussione il passato leggendario dell'Abbazia di Glastonbury. Questa sarebbe stata fondata 200 anni prima di quanto ritenuto: lo proverebbero i frammenti di giare per il vino in ceramica dal Mediterraneo, e relative a un insediamento dei cosiddetti "secoli bui".
Non solo, i monaci dell'Abbazia avrebbero contribuito a forgiare le storie mitiche legate a Glastonbury, rendendolo uno dei monasteri più ricchi della regione. Secondo questa visione tradizionale, l'Abbazia di Glastonbury sarebbe il luogo di sepoltura di Re Artù (individuato dai monaci nel 1191), oltre che la più antica chiesa in Gran Bretagna, fondata da Giuseppe di Arimatea. Secondo questa che è la leggenda più nota (l'altra vede lo stesso Gesù fondare la chiesa), Giuseppe di Arimatea avrebbe piantato un ramo che sarebbe miracolosamente fiorito, e lì si sarebbe fondata la chiesa. Le prove più antiche di tale leggenda sarebbero però del diciassettesimo secolo.
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Negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, gli scavi di Ralegh Radford avrebbero poi ritrovato un cimitero cristiano e un chiostro di epoca sassone, i più antichi in Inghilterra, oltre alla tomba dello stesso Artù. La nuova ricerca ritiene invece che le tombe che Radford riteneva dei "secoli bui" sarebbero di epoca successiva alla chiesa e al monastero sassone. Sempre secondo il nuovo studio, la tomba di Artù, datata tra l'undicesimo e il quindicesimo secolo, non presenterebbe alcuna prova per l'identificazione in tal senso: si tratterebbe solo di un fosso con delle macerie, non ci sarebbero elementi riguardanti Artù o Ginevra.
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I monaci avrebbero quindi costruito la chiesa di modo da enfatizzarne gli elementi arcaici, producendo pure le celebri leggende. L'obiettivo sarebbe stato quello di promuovere un'immagine di grande antichità cristiana del luogo e di aumentare le entrate derivanti dai pellegrinaggi: queste si sarebbero rese necessarie dopo il devastante incendio del 1184.
Queste le conclusioni alle quali è giunto il progetto quadriennale, portato avanti da un team di 31 specialisti guidati dalla professoressa Roberta Gilchrist dell'Università di Reading, e che ha riesaminato tutte le registrazioni archeologiche riguardanti le 36 stagioni di scavo effettuate negli anni dal 1904 al 1979 presso Glastonbury.
Secondo gli autori, coloro che in passato hanno esaminato l'Abbazia in precedenza sarebbero stati "annebbiati" dai miti e dalle leggende che la circondano, contribuendo a perpetuarne molti.
Con le nuove ricerche si sarebbero inoltre ritrovati resti di lavori in vetro del 700 d. C., con un importante complesso di fornaci di epoca sassone, i più antichi della regione. La rilevanza di Glastonbury non è, insomma, messa in discussione.
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Russia: murali e testi dalla Cattedrale dell'Assunzione di Zvenigorod

19 - 20 Novembre 2015
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Quella di Zvenigorod è una comunità che esiste dal dodicesimo secolo sulle rive del fiume Moscova, a una quarantina di km ad ovest di Mosca. La città crebbe di importanza nel quattordicesimo secolo, con la Cattedrale dell'Assunzione che può vantare affreschi del grande artista russo dell'epoca, Andrei Rublev.

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L'icona della Trinità, una delle opere più celebri di Andrei Rublev

Durante i restauri della stessa cattedrale si sono adesso ritrovati materiali d'archivio che vanno dal diciannovesimo agli esordi del ventesimo secolo, e che erano finiti nel nido che i piccioni avevano costruito nell'attico della cattedrale. Tra i rami si sono ritrovati svariati reperti: frammenti di lettere, banconote, libri, documenti, biglietti, confezioni di vari prodotti. Sono visibili nell'album su Vkontakte, caricato dall'archeologo Alexey Alexeev del Museo di Zvenigorod.
In seguito alla rimozione delle arcate in mattoni del diciannovesimo secolo, sono emerse poi pitture: tra queste spicca un murale con un cerchio di sei serafini alati, circondati da santi. Lo si attribuirebbe allo stesso Rublev o a qualche appartenente alla sua scuola. L'artista medievale è considerato il più grande pittore medievale di icone e affreschi del suo tempo, ma poche informazioni sono note sulla sua vita, e lo stesso arco temporale della sua esistenza è incerto. Nacque probabilmente attorno al 1360, e morì il 29 Gennaio 1427 o 1430, oppure il 17 Ottobre 1428 a Mosca.

Link: The History Blog; Discovery News; Sputnik InternationalLast News from Russia.
Cattedrale Uspensky da Zvenigorod, foto da Wikipedia,CC BY-SA 3.0, caricata da e di Ftor s.
La celebre Icona della Trinità di Andrei Rublev, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da DcoetzeeBot (Andrei Rublev - xAHfUdaiKn8EBA at Google Cultural Institute, zoom level maximum).
 
 
 


Cina: reperti da 27 tombe nella provincia Hubei

18 Novembre 2015
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27 tombe sono state scoperte presso Xiangyang, nel distretto di Xiangcheng della Provincia cinese di Hubei. Le tombe risalgono a un periodo che comprende il dominio delle Sei Dinastie (222–589 d. C.), della Dinastia Sui (581-618 d. C.) e Tang (618-907 d. C.) . Oltre 70 reperti rinvenuti, tra i quali ceramiche e oggetti in bronzo e giada, oltre a mattoni decorati.
Link: People's Daily 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8
La provincia Hubei, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  China edcp location map.svg (by Uwe Dedering)).
 


Restaurato il Monastero buddista di Tarna

11 Novembre 2015
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Completati i restauri nel monastero buddista di Tarna, situato nella Contea di Nangchen della Prefettura Tibetana Autonoma di Yushu, nella Provincia cinese di Qinghai. Era stato danneggiato dal terremoto del 2010.
Link: Xinhua
La provincia di Qinghai, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  China edcp location map.svg (by Uwe Dedering)).