Alla BMTA i primi premi per l’archeologia subacquea

Alla BMTA i primi premi per l’archeologia subacquea

È stato consegnato stamattina, nell’ambito della I Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo, il I Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, alla presenza del direttore e fondatore della BMTA, Ugo Picarelli.

BMTA premi archeologia subacquea
Alla BMTA i primi premi per l’archeologia subacquea

La cerimonia si è svolta nella Sala Cerere del Tabacchificio Cafasso, a Paestum, da quest’anno location definitiva della BMTA, e ha visto la consegna del premio come riconoscimento per la carriera a Xavier Nieto Prieto, Vice Presidente del Comitato Consultivo Tecnico Scientifico della Convenzione 2001 UNESCO sulla Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo.

BMTA premi archeologia subacquea
La consegna del Premio a Xavier Nieto Prieto

Premiato anche il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, per “la miglior mostra dalla valenza scientifica internazionale”. L’exhibit “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, con 150 mila visitatori complessivi, si è rivelato un enorme successo che ha generato, tra le altre cose, la produzione di un docufilm e un progetto di sezione permanente sul Mediterraneo antico all’interno del MANN. “Thalassa” non è dunque solo una mostra sull’archeologia subacquea, ma un progetto più ampio di ricerca e collaborazione scientifica a più livelli, che guarda al futuro per la definizione di nuove rotte turistico-culturali nel Mare Nostrum.

Il terzo premio,  per la categoria “il progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi archeologici”, è andato invece a Franco Marzatico, Soprintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, per il felice esperimento del villaggio di Fialè.

Per la miglior tesi di laurea sull’archeologia subacquea, è stata infine consegnata la targa in memoria di “Claudio Mocchegiani Carpano” a Stefano Vitiello (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”),  che ha trattato di una peschiera romana sommersa di Villa Accetta a Gaeta (LT).

Nel corso della premiazione si è ribadita la necessità di promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico sommerso, nazionale e non, anche e soprattutto attraverso un’offerta turistica varia e differenziata, realizzabile solo attraverso una proficua collaborazione tra i diversi enti territoriali, la comunità scientifica e i gestori dei siti coinvolti.

https://www.classicult.it/archeologia-subacquea-dalla-bmta-proposta-di-un-itinerario-culturale/

Non si è mancato di menzionare l’iniziativa, fortemente voluta da Sebastiano Tusa e promossa dalla BMTA, di istituire un Itinerario Culturale Europeo per il Patrimonio Culturale Subacqueo del Mediterraneo: la proposta, presentata ufficialmente ieri, verrà sottoposta all’accreditamento da parte del Consiglio d’Europa e prevederà un itinerario vario e culturalmente vasto: Baia e il Parco della Gaiola per la Campania; le isole Egadi, Pantelleria, Ustica e Plemmirio per la Sicilia; Egnazia, San Pietro in Bevagna, Isole Tremiti per la Puglia; Capo Rizzuto per la Calabria; Alessandria d’Egitto; Pavlopetri e Peristera per la Grecia; Cesarea Marittima per Israele e Kizlan per la Turchia.

Il focus dell’evento è stato rappresentato dall’intervento di  Salvio Capasso, responsabile Imprese e Territorio S.R.M., in merito alla relazione tra cultura, turismo e sostenibilità: analizzando l’impatto socio-economico del turismo, Capasso ha sottolineato l’importanza di questo settore, che  soprattuto nel periodo post pandemia si è mostrato un vero esempio di resilienza:

Quali prospettive? La pandemia ha dato spinta alle trasformazioni già in essere: riqualificazione e rinnovamento delle strutture ricettive, digitalizzazione dell’offerta turistica e attenzione alla sostenibilità ambientale. Il rilancio del turismo in un Paese come l’Italia, che ricordiamo essere primo al mondo per numero di siti UNESCO, deve avvenire tenendo conto delle due direttrici fondamentali cui si indirizza ogni riflessione sul patrimonio archeologico, sia esso subacqueo o no: la preservazione e la valorizzazione dell’heritage.

Infine, gli studi pionieristici e l’impegno instancabile di Sebastiano Tusa, cui è dedicato il Premio, sono stati ricordati dalle parole di Valeria Patrizia Li Vigni, Soprintendente del Mare della Regione Sicilia e moglie dell’archeologo scomparso tragicamente nel 2019, che ha omaggiato la memoria del marito ricordando come, già nel lontano 2006, Tusa promuovesse progetti e prospettive all’avanguardia in un settore, quello dell’archeologia subacquea, allora ancora in fase di sviluppo.

Di seguito alcuni momenti della cerimonia di premiazione:

BMTA premi archeologia subacquea

Foto di Giusy Barracca e Rolando di Martino.


intercettare pubblico cultura

BMTA: intercettare il nuovo pubblico della Cultura

Paestum, BMTA - Intercettare il nuovo pubblico della Cultura: è giovane, frequenta i social, ama i video e le tecnologie immersive.

Alla BMTA i risultati dei rapporti sulle opportunità del post-pandemia per un «new normal» e il confronto tra i direttori dei Musei del Sud.

E intanto si torna a viaggiare in Italia. Premio “Paestum Mario Napoli” ai prestigiosi tour operator che hanno trasformato l’attività di outgoing in incoming.

intercettare pubblico cultura
BMTA: conferenza sul rilancio dei Beni Culturali

C’è un nuovo pubblico della Cultura e va intercettato, perché il “vecchio Museo” va in pensione e poiché gli sforzi dedicati alla comunicazione durante il lockdown hanno migliorato le performance, da ora occorre farne tesoro perché anche le aspettative del pubblico sono cambiate.

La cultura delle nuove generazioni è il tema del rapporto dell’Associazione Civita, presentato in occasione della BMTA, dal Segretario Generale dell’Associazione Simonetta Giordani, ed edito in collaborazione con Marsilio.

Il rapporto risponde a tre domande principali: quali sono le opportunità offerte dalla trasformazione digitale; quali gli scenari che si configurano oggi con la nuova fruizione culturale e turistica; quali sono le priorità strategiche dei nuovi operatori culturali?

Le risposte vengono date partendo da tre prospettive: quella dei Musei o dei Beni culturali in generale che puntano a un aumento della pianificazione, della specializzazione da parte dei professionisti e degli investimenti, oltre che a un maggiore stimolo dell’esperienza.

Dalla prospettiva degli utenti parte un crescente trend di fruizione che si allarga ai siti, ai social media, alle piattaforme web; apprezzati sono soprattutto i video, le foto, i webinar e i tour virtuali, con grande curiosità verso le tecnologie immersive.

Infine le imprese sono quelle che guardano al “gaming”, VR, AR e MR, computer vision per contenuti personalizzati.

Il rapporto, definito “Next Generation Culture: tecnologie digitali e linguaggi immersivi per nuovi pubblici della cultura”, fa riferimento al rifiuto dell’autoreferenzialità degli operatori pubblici e alla scarsa attitudine alla sperimentazione. Una possibilità, invece, è la creazione di network tra musei e centri di ricerca, oltre alla condivisione con le comunità.

“Turismo archeologico e giovani insight e policy per un «new normal» è, poi, la ricerca presentata dal team guidato da Maria Teresa Cuomo, Associato di Politiche e gestione dei beni culturali al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno. Nello studio, che ha l’obiettivo di indagare le condizioni di rilancio del turismo archeologico/culturale e definire l’impatto dei social media nella comunicazione del patrimonio artistico-culturale dei territori, si sottolinea che “è necessario valorizzare i profili emergenti con attività di comunicazione customizzate per articolare alternative proposte di valore (ludico-educative) e utilizzare in maniera appropriata i social media per creare «legami autentici» con i visitatori, ad integrazione della formazione tradizionale”.

La necessità di investire nella formazione e di rendere i musei dei luoghi su misura per il territorio di appartenenza sono le direttive lungo le quali devono muoversi le azioni messe in campo nel post Covid. Se ne è discusso sempre nell’incontro “I beni culturali e il turismo culturale dopo la pandemia”, moderato dal Direttore Responsabile de “Il Mattino” Federico Monga.

“I musei di prossimità devono sentirsi al centro delle proprie comunità ed è necessario coinvolgere il più possibile i cittadini”, ha spiegato Maura Picciau, Direttore Servizio II “Sistema Museale Nazionale”, Direzione Generale Musei del MiC, che si è soffermata sull’opportunità che “il sistema di autonomia sia trasferito a tutti, anche alle Soprintendenze”. “Gli scavi archeologici proseguono producendo esiti – ha aggiunto Picciau – e io spero che ci siano degli atti di intesa che consentano che il patrimonio sia esposto negli spazi museali e non rimanga in deposito”.

Sul tema delle competenze e delle professioni nei musei nel post pandemia si è invece soffermata Alessandra Vittorini, Direttore Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali, che si è collegata in diretta streaming.

“Le competenze sono in grado di produrre progetti e trasformarli in azione – ha sottolineato Vittorini – Sono necessarie una serie di figure e, soprattutto, la formazione del personale per cogliere diverse opportunità tra cui quella del digitale”.

Come sottolineato, inoltre, da Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo Regione Campania, “un sistema di tutela e di sostegno ha accompagnato la programmazione della Regione Campania, che ha creduto in manifestazioni come la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, mostrando lungimiranza e capacità di riprogrammare”. Rosanna Romano ha, poi aggiunto: “Continueremo a pianificare interventi sul sistema di mostre, utilizzando anche la tecnologia che prima ci ha permesso di effettuare visite virtuali e poi di godere del nostro patrimonio da vicino”.

In linea con quanto emerso dai rapporti, per Paolo GiulieriniDirettore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, “il passo nuovo per i Musei è creare offerte esperienziali, con l’interazione per i visitatori e con il digitale”, mentre l’interazione tra grandi e piccoli attrattori è “un indirizzo ineludibile a cui del resto la Regione Campania lavora da anni”. Un momento difficile ma di grande cambiamenti che erano già in atto ma che sono stati accelerati dalla pandemia che ci ha spinto a puntare ancor di più su innovazione e digitale”, ha evidenziato Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei che, ha spiegato, sta puntando molto sull’integrazione e la sinergia della comunità locale, perché “senza la comunità locale nessun Museo può funzionare”. “Iniziative come la BMTA e l’incontro di oggi sono l’occasione per riflettere e fare rete tra operatori per migliorare i nostri servizi”, ha commentato Fabio Pagano, Direttore Parco Archeologico dei Campi Flegrei “Una rete – ha aggiunto - che deve allargarsi ai privati in una logica di complicità reciproca pubblico-privato”.

BMTA: premiazioni nell'incontro ArcheoIncoming

Accanto all’enorme sofferenza creata anche nel turismo, la pandemia si è trasformata, almeno per questo settore, in una nuova possibilità di mercato: quello della domanda di prossimità. È quanto emerso oggi nel corso dell’incontro “ArcheoIncoming: dall’Outgoing all’Incoming del Turismo Archeologico per una Domanda di Prossimità” dalle testimonianze dei tre tour operator specialisti insigniti del Premio “Paestum Mario Napoli”Enrico Ducrot Viaggi dell’Elefante; Willy Fassio Il Tucano Viaggi Ricerca; Maurizio Levi I Viaggi di Maurizio Levi.

Da sempre specializzati in viaggi internazionali importanti, con il Covid ci siamo concentrati sull’Italia, sia in itinerari archeologici generali che sui siti cosiddetti ‘minori’, sposando come fatto da altri tour operator la causa Italia - ha raccontato Willy Fassio - Nella proposta generale sono risultate molto ricercate proprio le destinazioni dell’Italia minore, ma c’è da annotare che gli italiani per i viaggi di prossimità sono più propensi a organizzarsi in proprio che a rivolgersi a noi. Comunque continueremo in questo tipo di offerta perché non vogliamo disperdere quanto creato e poi questo Premio ricevuto è motivante a spingere ancor di più sui viaggi archeologici”.

“Promuovere le destinazioni culturali italiane è stata una scommessa per noi e un investimento che ci interessa molto portare avanti vista la risposta avuta in questo anno, specie per Puglia, Sicilia e Campania, risultate le regione più attrattive, anche se non c’è cosa più difficile che vendere il proprio Paese ai propri cittadini – ha raccontato Enrico Ducrot – Non basta più la cultura facile, scontata, ma c’è bisogno di offrire un rapporto umano con la cultura, di dare le emozioni del viaggio”.

Premiato anche Piergianni Addis, fondatore di Kel12 Tour Operator.

 “Dopo un periodo durissimo per il settore turismo è giunto il momento di sfruttare le situazioni favorevoli scaturite dall’emergenza - ha sottolineato Ignazio Abrignani, Presidente Osservatorio Parlamentare per il Turismo - Abbiamo a disposizione risorse economiche che non avevamo prima e abbiamo la possibilità di ripensare all’offerta turistica di tutti, dai tour operator agli stabilimenti balneari: credo molto nella creatività dei nostri imprenditori che, forti di un patrimonio primo al mondo, sapranno ripensare ad una strategia complessiva per attrarre viaggiatori nelle nostre eccellenze”.

“Il grande pilastro dell’economia italiana, che è il turismo, sarà il settore che ripartirà davvero per ultimo - ha evidenziato Sandro Pappalardo, Consigliere di Amministrazione ENIT - Le premesse sono buone, ma l’estate piena non basta a risollevare il comparto. Solo se pubblico e privati si uniscono in una nuova strategia e saremo bravi tutti insieme, Stato, Regioni e attori privati, a promozionare e rilanciare la destinazione Italia”.

A delineare le possibili strade da intraprendere Alberto Corti, Responsabile Settore Turismo Confcommercio: “Dobbiamo concentrarci su strategie che puntano inevitabilmente sulle esperienze del turismo: il successo di una destinazione sta nel riuscire a raccontare l’esperienza che racchiude e renderla vivibile appieno, soprattutto se parliamo di una destinazione archeologica. La parte digitale è fondamentale, anche se molto dipende poi dal segmento di domanda”.

“Da qui oggi parte un segnale di grande speranza per una filiera messa duramente alla prova - ha evidenziato Vittorio Messina, Presidente Assoturismo Confesercenti - ma l’unica strategia che davvero ci può riportare ai livelli pre-pandemia è riportare flussi turistici in Italia: va bene anche la domanda di prossimità ma dobbiamo essere pronti ai nastri di partenza quando torneranno turisti stranieri per recuperare prima possibile i punti percentuali persi”.

La BMTA è promossa da Regione CampaniaCittà di Capaccio Paestum e Parco Archeologico di Paestum e Velia ed è ideata e organizzata dalla Leader srl.

100 tra conferenze e incontri in 5 sale in contemporanea, 400 tra moderatori e relatori, 150 espositori (ben 18 Regioni, il Ministero della Cultura con 500 mq e i prestigiosi Parchi e Musei autonomi) da 15 Paesi, 35 buyer tra europei e nazionali, oltre ad ArcheoVirtual (Mostra Internazionale di Archeologia Virtuale con 10 produzioni), ArcheoExperience (i Laboratori di Archeologia Sperimentale) e ArcheoStartup (14 imprese giovanili del turismo culturale). Questi i numeri della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, fino a domenica 28 novembre a Paestum, nella location definitiva del Tabacchificio Cafasso.

 

Per l’accesso al Tabacchificio è richiesto il Green pass (che certifica la guarigione, la vaccinazione o un tampone effettuato nelle ultime 48 ore) il controllo della temperatura e l’utilizzo della mascherina.  Coloro che provengono da Paesi Extra UE dovranno presentare un certificato di vaccinazione in lingua inglese, che confermi l’effettuazione e il tipo di vaccino approvato da EMA. Per i visitatori della BMTA, all’esterno del Tabacchificio sarà allestito un servizio di test rapidi antigenici al costo di euro 5,00 euro grazie ai Centri Verrengia, partner sanitario della BMTA.

Per il programma della BMTA 2021: www.bmta.it

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.


Archeologia subacquea: dalla BMTA proposta di un Itinerario Culturale

In occasione della I Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo, che si terrà venerdì 26 novembre a Paestum, nell’ambito della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, verrà presentata ufficialmente la proposta di candidatura dell’Itinerario Culturale Europeo “Mediterranean Underwater Cultural Heritage”, con lo scopo di promuovere il turismo culturale in siti di particolare interesse dal punto di vista dell'archeologia subacquea .

I siti archeologici dell'Itinerario

Vista dei resti di 

itinerario culturale
un relitto al largo di Peristera (by Hellenic Ministry of Culture and Sports)

La proposta riguarda l’istituzione del primo Itinerario certificato dal Consiglio d’Europa dedicato all’archeologia subacquea, che coinvolgerà diverse regioni italiane (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), e altri quattro Paesi (Israele, Turchia, Grecia e Egitto). L'iniziativa collegherà in un unico itinerario siti dall'immenso patrimonio archeologico e culturale:

-Baia Sommersa nei Campi Flegrei e Parco Sommerso di Gaiola (Campania);

-Isole Egadi, Pantelleria, Plemmirio e Ustica (Sicilia);

-Egnazia, Isole Tremiti, San Pietro in Bevagna (Puglia);

-Capo Rizzuto (Calabria);

-Pavlopetri e Peristera (Grecia);

-Alessandria d’Egitto (Egitto);

-Cesarea Marittima (Israele);

-Kizlan (Turchia)

Le proposte sul turismo archeologico subacqueo

Ugo Picarelli, fondatore e direttore della BMTA e ideatore della candidatura, ha posto l’accento sulla necessità di puntare allo sviluppo di un turismo sostenibile nell’ambito dell’archeologia subacquea, un settore dalle enormi potenzialità ma ancora non pienamente valorizzato:

«L’itinerario va a colmare un vuoto, dal momento che tra i 45 attualmente certificati non ce n’è uno dedicato all’archeologia . Grazie all’archeologo Sebastiano Tusa, che nel 2004 ha istituito la Soprintendenza del Mare in Sicilia, ho compreso le grandi potenzialità di sviluppo turistico ed economico offerte dal patrimonio sommerso. La Sicilia vanta 23 itinerari in 16 località, frutto del grande lavoro di Sebastiano, ma è manchevole sul fronte dello sviluppo dei servizi turistici integrati nelle località di interesse per cui, almeno per adesso, non può offrire un vero prodotto turistico».

itinerario culturale
Foto aerea delle strutture sommerse di Porto Giulio (su concessione del Parco Archeologico dei Campi Flegrei)

Sulla stessa linea si è pronunciato  Louis Godart, Accademico dei Lincei e Componente del Consiglio scientifico della “Maison de l’histoire européenne” al Parlamento Europeo, il quale, citando la scoperta dei Bronzi di Riace come un evento cardine negli studi sulla statuaria della Magna Grecia, ha sottolineato l’importanza di una disciplina, l’archeologia subacquea, ancora giovane, ma che anno dopo anno accresce la conoscenza del patrimonio sommerso:

«È essenziale far conoscere la ricchezza rappresentata dai reperti, che da millenni giacciono sui fondali del Mediterraneo e che gli scavi subacquei condotti ovunque, e in particolare nelle acque dell’Italia e della Grecia, hanno riportato e stanno riportando alla luce»

Luigi Fozzati, Coordinatore Scientifico della Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo, punta invece sulla necessità di realizzare nuove strategie per la tutela del patrimonio archeologico sommerso, anche nell’ottica di un potenziamento nell’uso delle nuove tecnologie.

Sulla vulnerabilità dei siti subacquei greci e sull'urgenza di preservarli dal turismo stagionale di massa, attraverso l’ideazione di percorsi di visita ad hoc aperti tutto l’anno, ha invece posto l’accento il Ministro della Cultura e dello Sport della Grecia, Lina G. Mendoni, che nel corso della 1ª Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo riceverà il Premio “Paestum Mario Napoli”.

itinerario culturale
Ricerche nel sito preistorico sommerso di Pavlopetri, Laconia (by Hellenic Ministry of Culture and Sports)

La Conferenza, dunque - che sabato 27 novembre assegnerà anche il 1o Premio Internazionale di Archeologia Subacquea "Sebastiano Tusa" -  si profila come una preziosa occasione per confrontarsi sulle nuove opportunità offerte dal ricco patrimonio subacqueo del Mare Nostrum.

In questa prospettiva, l’istituzione dell’Itinerario Europeo del Patrimonio Culturale Subacqueo del Mediterraneo potrebbe incentivare la riflessione su una nuova forma di turismo inedita e coinvolgente, che porterebbe alla promozione di un patrimonio archeologico ancora in parte sconosciuto e inaccessibile ai più.


Viarium

Viarium. Paesaggi culturali dell’Ager Bantinus

“Viarium. Paesaggi culturali dell’Ager Bantinus”, prodotto dall'Ente Morale Pinacoteca Camillo d’Errico e per la regia di Francesco Gabellone, aprirà le proiezioni di domenica 17 ottobre alle ore 17:30, come prima regionale alla “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea”, per la sezione Cinema e Archeologia.

Viarium

Viarium. Paesaggi culturali dell’Ager Bantinus

Nazione: Italia

Regia: Francesco Gabellone

Consulenza scientifica: Sabrina Mutino

Durata: 11’

Anno: 2021

Produzione: Ente Morale Pinacoteca Camillo d’Errico

Prima regionale

Sinossi:

All’interno del progetto di studio del territorio tra il castello di Monteserico e Palazzo San Gervasio, voluto dalla Soprintendenza ABAP della Basilicata e la Pinacoteca e Biblioteca “D’Errico”, nasce il docu-film Viarium, storia di 29 siti rintracciati lungo la via Appia antica.

Tecniche ricostruttive avanzate, 3D e storytelling riproducono in forma semplice e immediata contesti antichi non più visibili. Un importante strumento per innescare nuove forme di turismo culturale e crescita sostenibile.

Informazioni regista:

Architetto e ricercatore all’Istituto di Nanotecnologia del CNR di Lecce. È fondatore e responsabile scientifico dell’Information Technologies lab dell’IBAM-CNR.

Svolge attività di ricerca finalizzata alla conoscenza, valorizzazione e fruizione dei Beni Culturali attraverso l’uso delle tecnologie informatiche, lo studio ricostruttivo 3D dei monumenti e dei paesaggi antichi, storytelling e comunicazione scientifica.

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Alice MAI Museum

Alla ricerca di Alice sul Lago di Garda - MAI Museum

Fino al 16 Agosto sarà possibile visitare IN WONDER(IS)LAND, progetto di digital art targato MAI Museum e ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, nella magica cornice dell’Isola del Garda.

Nove installazioni artistiche outdoor, 8 targate MAI Museum e una della guest artist Pipilotti Rist, incorniciate dal magnifico paesaggio naturale dell’isola privata dei Conti Cavazza costituiscono l'esposizione denominata IN WONDER(IS)LAND.

Il progetto è targato MAI Museum, Multimedia Art Innovation, realtà che abbina cultura e nuove tecnologie, ideata dall’art director Vera Uberti.

[…] La nostra missione è quella di collegare il pubblico all’arte in un modo completamente nuovo, stimolando le menti, le emozioni e l’immaginazione attraverso esperienze multiple“, è quanto dichiarato dalla fondatrice.

MAI Museum

Dunque fino a Ferragosto sarà possibile vivere un’esperienza artistica immersiva a 360 gradi sulla sponda bresciana del Lago di Garda.

IN WONDER(IS)LAND si presenta come un’esposizione open air: partendo in battello da San Felice del Benaco, porto Portese, il visitatore arriva sull’Isola del Garda, normalmente non accessibile. Nella magnifica residenza dei Conti Cavazza, di cui si visita anche la loggia, sono state posizionate 9 opere in un percorso che si snoda in tutto il parco. Le creazioni sfruttano le tecnologie digitali per sviluppare nuovi modi di fruizione artistica: il pubblico diventa addirittura parte di una delle opere/performance intitolata “IL PIC NIC”.

MAI Museum

Naturalmente IN WONDER(IS)LAND si ispira al racconto di Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie” e consente di vivere un’esperienza che dura dalle 20.00 alle 23.00, circa. Il percorso si snoda, in modalità accompagnata o libera, nell’immenso parco e la prima opera che si incontra è “I AM LATE“: insegna luminosa formata da lettere tridimensionali che si illuminano ad intermittenza.

Da sottolineare che tutte le installazioni sono completate da luci ed insonorizzazione ad hoc.

Alice 

Segue poi “DYSRHYTHMIA“, performance laser audiovisiva e cinetica che utilizza la tecnologia per modellare la luce. L’idea è quella di restituire la sensazione ansiogena determinata dall’arrivo della Regina di Cuori nel romanzo di Carroll, richiamando il battito cardiaco.

Forse una delle opere di maggior effetto è Il “LAGO DELLE LACRIME” (ideata da Vera Uberti con la partecipazione di KIF Italia, Daniele Davino, light design, e Furio Valitutti, sound design). Delle fibre ottiche luminose avvolgono gli alberi scorrendo sui tronchi ed i rami fino a cadere nell’acqua.MAI Museum

MAI Museum
Alla ricerca di Alice sul Lago di Garda - MAI Museum

Continuando il percorso i visitatori si trovano in un’ampia radura che fa da set all’installazione che li coinvolge direttamente: si riceve una lunch box di prodotti gourmet e ci si accomoda per terra su tappeti e cuscini riproponendo il tea party del Cappellaio Matto.

Seguono poi: “IL GIARDINO“; “METAMORPHOSIS“, cerchi luminosi di due dimensioni in cui i visitatori possono entrare sperimentando le metamorfosi di Alice; “DOVE VUOI ANDARE?” e “SOLE DI MEZZANOTTE”: una sfera gonfiabile in nylon illuminata a led che rappresenta la speranza per un futuro radioso.MAI Museum

MAI Museum
Alla ricerca di Alice sul Lago di Garda - MAI Museum

Infine la video installazione “OPEN MY GLADE” della guest artist Pipilotti Rist completa il progetto. Si tratta di un iconico self-portrait dell’artista che preme il viso contro il vetro, simboleggiando Alice imprigionata in se stessa e oppressa. Il prestito dell’opera è stato possibile grazie alla collaborazione con la rinomata galleria d’arte internazionale Hauser&Wirth.Alice

MAI Museum
Alla ricerca di Alice sul Lago di Garda - MAI Museum

Del resto IN WONDER(IS)LAND è frutto della collaborazione tra diverse realtà, unitesi per la valorizzare del territorio bresciano. La prima mostra del MAI Museum è stata infatti patrocinata dal comune di San Felice del Benaco (BS), dalla Camera di Commercio di Brescia, dall’Associazione Artigiani di Brescia e provincia e da Visit Brescia, ente del turismo locale. Tra i partner di rilievo anche 24 Ore Cultura.

In questa estate 2021 il Lago di Garda si anima di luci, suoni, colori grazie ad un’Alice 2.0.

Alice MAI Museum
Alla ricerca di Alice sul Lago di Garda - MAI Museum

Alla ricerca di Alice sul Lago di Garda - MAI Museum: www.maimuseum.it


Giornata per l'ambiente: riapre il Parco Sommerso della Gaiola

In seguito all'accordo di collaborazione presieduto dall'Ente gestore del Parco Sommerso di Gaiola tra Comune di Napoli, Autorità Portuale e Ministero dell'Ambiente, a partire dal 5 giugno 2021 l'area protetta marina riapre ed è nuovamente fruibile al pubblico.

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Casa degli Spiriti, riapre il Parco Sommerso della Gaiola. Foto Direttore del Parco Sommerso della Gaiola Maurizio Simeone.

La riapertura avviene nel rispetto assoluto delle norme di contenimento della pandemia e con maggior sicurezza dell'area per i visitatori. Infatti, durante gli ultimi 6 mesi di chiusura, sono state effettuate numerose opere di restauro e messa in sicurezza sia muro di contenimento del terrapieno che costeggia la lunga Pedamentina di accesso al Parco che si diparte da Discesa Gaiola, che alla banchina del porticciolo danneggiata dalle mareggiate.

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Ripristino e messa in sicurezza del muro della Discesa Gaiola. Foto Ufficio Stampa Parco Sommerso della Gaiola.

“Siamo felici che proprio all'interno di una Riserva marina e Parco archeologico sommerso,- dichiara il Direttore del Parco Sommerso della Gaiola, Maurizio Simeone - grazie ad una sana collaborazione istituzionale si sia trovata la chiave per dimostrare la possibile convivenza tra fruizione pubblica, tutela del patrimonio e sicurezza dei cittadini".

Inoltre, il giorno di riapertura della Gaiola non è casuale, difatti, il 5 giugno si celebra la Giornata per l'ambiente e in quest'ottica, il Parco vivrà questa stagione all'insegna di vivibilità, sostenibilità e sicurezza, considerato già negli scorsi anni emblema di pulizia, rispetto e decoro del paesaggio marino.

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Area marina protetta. Foto Guido Villani.

“in questi anni - afferma il Direttore Simeone - il Parco ha fatto un lavoro enorme proprio nella direzione dell'educazione ambientale e divulgazione culturale per fare sì che i cittadini stessi e le nuove generazioni abbiano piena consapevolezza di questo immenso patrimonio ambientale e storico-archeologico della nostra Città”.

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Spiaggia delle Monache del Parco Sommerso della Gaiola. Foto Ufficio Stampa Parco Sommerso della Gaiola.

Per accedere alla spiaggia delle Monache pubblica del Parco Sommerso di Gaiola sarà necessaria la prenotazione tramite il sito https://www.areamarinaprotettagaiola.it/prenotazione. L'accesso sarà consentito su due turno, il primo mattutino dalle ore 9.00 alle ore 13.00, il secondo pomeridiano dalla ore 14.00 alle ore 18.00, con un totale di 200 posti disponibili al giorno, 100 per ogni turno.

La spiaggia è stata completamente ripulita grazie al supporto dei volontari del CSI Gaiola onlus, che hanno estirpato erbacce e rovi dalla scalinatella d'accesso.

riapre gaiola
Volontari CSI Gaiola Onlus durante l'operazione di pulizia dell'area pubblica. Foto Ufficio Stampa Parco Sommerso Gaiola.

Il nuovo sistema di prenotazione permettere una miglior fruibilità dell'area per tutti i cittadini, consentendo un massimo di due prenotazioni a settimana da parte dello stesso individuo ed evitando le prenotazioni fantasma. Inoltre, la prenotazione potrà essere effettuata esclusivamente da cittadini maggiorenni, contando i minorenni nel numero delle prenotazioni e non permettendone l'accesso non accompagnati.

"Il nuovo sistema di prenotazione,- dichiara Assessore alle Pari Opportunità con Delega al mare, Francesca Menna - che verrà anche sperimentato sulla spiaggia delle Monache, garantirà ancor più un accesso plurale e democratico ai cittadini all'insegna della sostenibilità ambientale in un luogo unico della nostra Città".

Area Marina Protetta. Foto Guido Villani.

letture primavera 2021

Le migliori letture della primavera 2021

Il nuovo anno mi ha portato a confrontarmi con ottime realtà editoriali indipendenti; questo contributo vuole essere una bussola all'interno di questo vastissimo mondo e vi indicherà la direzione per conoscere e scoprire i professionisti del libro: iniziamo questo carosello di uscite e titoli validissimi per questa primavera 2021 di letture.

letture primavera 2021
Foto di Prettysleepy

Mattioli 1885

La casa editrice indipendente ha sicuramente lasciato il segno nel mio cuore grazie a tre distinte pubblicazioni che mi hanno definitivamente conquistato. A partire dall'accattivante thriller Facile preda di John D. MacDonald, una scrittura calibratissima che racconta una storia allucinata d'amore e morte, con inseguimenti da capogiro e un finale all'altezza dei bestsellers di Stephen King. A seguire, c'è una splendida raccolta di scritti di Andre Dubus, Riflessioni da una sedia a rotelle, un devastante caleidoscopio interiore e autobiografico di uno degli scrittori più caratteristici d'America. Una pregevole raccolta di aneddoti, stralci di vita e saggi che ci fanno scoprire l'uomo dietro ai successi letterari. Infine, mi sono innamorato dell'antologia di racconti Le colline ricordano di James Still, dove l'autore americano confeziona racconti ispiratissimi e dotati di una violenta bellezza e finali destabilizzanti.

La copertina del thriller Facile preda di John D. MacDonald, pubblicato da Mattioli 1885

La Vita Felice

La Vita Felice è una casa editrice davvero di grande qualità, una perla rara nell'intero panorama italiano. A partire dalla rinomata collana di poesia (I labirinti) e alla controparte asiatica con la pubblicazione di numerosi poeti giapponesi e le loro raccolte di haiku, senza mai dimenticare il grande impegno a rinnovare la letteratura classica (Il piacere di leggere). Portano in Italia testi inediti e ottimamente tradotti e curati, per esempio Il Re dalla maschera d'oro e altri racconti di Marcel Schwob o Metamorfosi e altri racconti gotici di Mary Shelley. Pregevolissima è la mia ultima lettura, La Sirena di H. G. Wells a cura di Matteo Noja, una storia ispirata al romanticismo di fine 800 in cui si innesta l'immaginazione di uno dei più grandi autori della letteratura fantastica; un testo davvero mordace dove la sensualità va a provocare il bigottismo dell'epoca.  GM. libri è una costola della casa editrice sopramenzionata e si dedica con fervore a riportare in Italia i classici della letteratura fantasy, in particolare questi testi scomparsi da anni nei cataloghi, tra cui il Ciclo Celta di R. E. Howard o i cicli planetari di Edgar Rice Burroughs, da John Carter di Marte al Ciclo di Pellucidar (pubblicazioni a cura di Masa Facchini).

La copertina del volume La Sirena di H. G. Wells, a cura di Matteo Noja, pubblicato da La Vita Felice

 

Del Vecchio Editore

Ho conosciuto Del Vecchio Editore recensendo proprio su ClassiCult la squisita raccolta di racconti brevi di Jacopo Masini, Polpette e altre storie brevissime. Dopo questo primo e felice incontro, mi sono avvicinato alla curatissima collana di poesia con un testo che sta diventando "cult" nella sua nicchia letteraria. Parlo di Non praticare il cannibalismo. 100 poesie (con traduzione e curatela di Paola Del Zoppo, Cristina Consiglio e  Riccardo Frolloni), di un altro autore capitale del canone americano ovvero Ron Padgett che scrive poesie con una disarmante leggerezza (e perciò complessità) e che avvicina la giovinezza con lo sfiorire degli anni, la bellezza alla ruvidezza delle vite distrutte, il pensiero al corpo. Un autore ricco di nostalgia, amore, pensieri candidi e verità disincantate in un continuo sciabordare di ossimori, rivelazioni e metafore dell'innocenza.

La copertina di Non praticare il cannibalismo. 100 poesie, di Ron Padgett, con traduzione e curatela di Paola Del Zoppo, Cristina Consiglio e  Riccardo Frolloni, pubblicato da Del Vecchio Editore

 

NN Editore

Casa editrice che conoscevo da anni, ma che ho iniziato a leggere da pochissimo (ed è stato un colpo di fulmine). Dopo aver recensito su altri portali la squisita antologia di racconti I poteri forti di Giuseppe Zucco e Decameron Project (AA. VV.) - due dirompenti letture - ho scoperto Brian Panowich con Hard Cash Valley uno dei thriller più belli letti nella mia vita, con un ritmo serrato e personaggi complessi e un'orchestrazione della storia a tinte cinematografiche. Consigliatissimo. Sul versante italiano ritorna Michele Vaccari, con un romanzo che è già un classico moderno (in ristampa dopo 3 giorni!). Urla sempre, primavera è un romanzo-mondo, uno squarcio metafisico all'interno della carcassa putrescente della storia e della letteratura nostrana, un titolo che fonde al suo interno generi diversi; eppure Vaccari crea una sinfonia narrativa, invece di una cacofonia di fantasy, science fiction e speculative fiction (e molto altro, come l'avventura, l'epica, etc).

La copertina del romanzo Urla sempre, primavera di Michele Vaccari, pubblicato da NN Editore (2021)

 

 

Carbonio Editore

Dopo aver recensito Solo di August Strindberg, sono tornato da Carbonio grazie alla pregevole raccolta a firma di Sadeq Hedayat, Il randagio e altri racconti, con la traduzione di Anna Vanzan, una delle più grandi studiose dell'Oriente in Italia, che purtroppo ci ha lasciato nel terribile 2020. Avevamo già recensito Hedayat e il suo La civetta cieca con una bellissima intervista ad Anna Vanzan a cui rivolgiamo il nostro amore e la nostra stima, nonché le sentite condoglianze ai suoi studenti e soprattutto ai familiari.

Hedayat è uno dei maggiori rappresentanti del mondo culturale iraniano e punta di diamante della letteratura persiana moderna, un uomo dalla caratura intellettuale infinita e autore di numerosi gioielli. All'interno del libro troverete nove racconti estremamente interessanti e contrassegnati dagli stilemi di Hedayat, dall'estetica grottesca, a volte spettrale e allucinata, dove una lirica spesso surrealista va innestarsi in un repertorio di immagini oniriche e cangianti.

La copertina della raccolta Il randagio e altri racconti, di Sadeq Hedayat, pubblicata da Carbonio Editore

 

Neo. Edizioni

Neo. Edizioni è stata una delle scoperte più sorprendenti di questo 2021. Dopo aver recensito Beati gli inquieti di Stefano Redaelli (con intervista in diretta all'autore) e La carne di Cristò (sempre su ClassiCult) mi sono innamorato definitivamente del loro catalogo e della loro mentalità editoriale.

In lettura ho Vinpeel degli Orizzonti di Peppe Millanta e si sta rivelando uno dei "fantasy" più atipici che io abbia mai letto, scritto con una prosa incantata e pervasa dall'innocenza, una storia intima e di grande coraggio narrativo, perché la narrativa di genere made in Italy sembra essere sotto torchio da parte della critica letteraria contemporanea. Consigliata anche la raccolta (s)poetica Romanticidio. Spoesie d'amore e altre disgrazie di Eleonora Molisani, che coniuga l'ironia all'abusato tema dell'amore e delle relazioni all'interno del mondo poetico e degli autori "sensibili"; Molisani scrive con irriverenza e divertimento e consegna ai suoi lettori una lettura dal sapore agrodolce. perfetta per sovvertire gli stereotipi del poeta classico e moderno, di tutte le sue costruzioni metaforiche e romantiche.

Le copertina di Vinpeel degli orizzonti di Peppe Millanta, pubblicato da Neo. Edizioni

 

Jaca Book

Questa casa editrice è tra le migliori che il pubblico di ClassiCult può scoprire, una realtà indipendente estremamente sensibile al mondo dell'arte, della storia, della religione, dell'archeologia e di tantissime altre discipline umanistiche.

Tra i titoli che mi sento di consigliare c'è certamente Il Mito a cura di Julien Ries, uno stupendo libro cartonato di notevoli dimensioni che raccoglie il repertorio mitologico dell'intero corpus sensibile della storia umana, in maniera verticale e orizzontale perché si spazia dal Paleolitico ai giorni nostri e dalle grotte di Lascaux agli Aborigeni australiani. All'interno del catalogo Jaca Book c'è molto spazio per Mircea Eliade e della sua opera magna del dizionario delle religioni e dei simboli, un acquisto imprescindibile per antropologi, appassionati di letterature comparate e studiosi delle religioni e dell'arte.

La copertina del saggio Il mito. Il suo linguaggio e il suo messaggio, di Julien Ries, pubblicato da Jaca Book

 

NPE edizioni

NPE è una delle realtà fumettistiche che mi sento di consigliare su ClassiCult, Nicola Pesce - oltre ad essere un ottimo scrittore (ne ho parlato già per La Cura del Dolore) - è un editore attento ed esigente e pretende il massimo dai suoi collaboratori e dagli artisti che mette in catalogo.

Mi sento in dovere di consigliare alcune opere cardine del catalogo, a partire da Eccetto Topolino (Gori, Lama, Gadducci) uno splendido volume saggistico che esplora la storia della figura di Topolino con la lente d'ingrandimento della storiografia italiana e del giornalismo nostrano e con un focus sul rapporto tra Walt Disney e il fascismo. Sul lato fumetti consiglio l'intera bibliografia di Sergio Toppi, Dino Battaglia, Nino Cammarata, Attilio Micheluzzi,  Ivo Milazzo, Sergio Tisselli (a cui rivolgiamo amore e stima per la sua recente scomparsa nel 2020), Sergio Vanello. Oltre a questi autori immensi consiglio caldamente agli amanti del fantastico le Guide Immaginarie dei Vampiri e de i luoghi di Lovecraft.

La copertina di Sharaz-de. Le mille e una notte di Sergio Toppi, pubblicato da NPE edizioni

 

Aguaplano Editore

Ottima casa editrice indipendente, che investe nei suoi libri una curatela maniacale (per fortuna!) e tantissima passione. Dopo aver amato Esecuzione dell'ultimo giorno di Lorenzo Chiuchiù sono passato a un libro unico ovvero Aura di Alessandro Celani, un magnifico reportage fotografico della nostra Italia (e che edizione!) che si snoda attraverso un'edizione bilingue caratterizzata da testi di accompagnamento altamente evocativi. Un testo che si può contemplare in un pomeriggio o per tutta la vita.

Sempre per Aguaplano ho apprezzato tantissimo la raccolta di poesie Ragli di Fabio Greco, libro dal carattere sperimentale e dal linguaggio evocativo quanto indomabile; consiglio davvero a tutti gli amanti della poesia l'intera collana edita da Aguaplano. In lettura ho il Gran Bazar del XX secolo, di Stefano Trucco, che si sta rivelando un romanzo pulp-meta lovecraftiano godibilissimo e che gli amanti della letteratura weird/fantastica dovrebbero recuperare. Le edizioni Aguaplano sono particolarmente pregiate, siano esse cartonati rilegati o brossure più economiche.

La copertina di Esecuzione dell'ultimo giorno di Lorenzo Chiuchiù, pubblicato da Aguaplano nella collana Blaupause

 

Ronzani Editore

Chi segue ClassiCult avrà già incontrato Ronzani, una delle realtà editoriali che dà alle stampe libri dalla qualità perfetta, con edizioni di pregio e attente ai bisogni bibliofili dei suoi lettori.

Ultimamente ho concluso il thriller turco di Ahmet Ümit, Perché Istanbul Ricordi, che si è rivelata una lettura pazzesca per esplorare la storia recente della Turchia e il suo viscerale legame con l'antica Bisanzio/Costantinopoli. Un romanzo stratificato e ricchissimo di vita e morte, avventura e momenti davvero travolgente. Ma Ronzani è un editore attento a qualsisia tassello del mondo culturale, che sia la produzione di riviste, poesie, saggi e molto altro. Tutti i loro titoli sono stampati con una cura unica, basti pensare alle poesie di Pasolini per la sua Casarsa.

La copertina del thriller di Ahmet Ümit, Perché Istanbul Ricordi, pubblicato da Ronzani Editore

 

ABEditore

Per i cultori dell'estetica vittoriana, gotica e decadentista non posso non consigliarvi ABEditore, uno dei migliori editori dal punto di vista tipografico e delle traduzioni, per quanto concerne il recupero di testi classici di letteratura immaginifica e fantastica.

Vi consiglio caldamente i volumi miscellanei di Draculea (a cura di Lorenzo Incarbone) e Follettiana (a cura di Pietro Guariello), che analizzano rispettivamente il repertorio folclorico e letterario di Vampiri e membri del Piccolo Popolo. I volumi sono scrigni preziosi per compiere esperienze di lettura eccezionali e curati nei minimi dettagli per fornire al lettore le sensazioni di mondi dimenticati e storie sepolte dal mistero.

Su ClassiCult abbiamo avuto ospite Fabio Camilletti, per un'intervista spettrale.

La copertina della Follettiana di Pietro Guariello, pubblicata da Abeditore

 

Jimenez Edizioni

Jimenez è la mia più recente scoperta e sono davvero felice di presentarvi un catalogo eccezionale, del quale la mia prima lettura è La notte arriva sempre di Willy Vlautin, un thriller a dir poco avvincente che parte dal presupposto della presente crisi finanziaria e immobiliare che ha investito la città di Portland portando la protagonista Lynette a compiere azioni sempre più folli, fino a realizzare un'accozzaglia di avventure grottesche nell'ambito della vita notturna cittadina, tra criminali, individui pericolosi e tanta illegalità. I libri sono di pregevolissima fattura e non vedo l'ora di conoscere l'intero catalogo.

La copertina del romanzo La notte arriva sempre di Willy Vlautin, pubblicato da Jimenez Edizioni

 

Il Palindromo

La casa editrice palermitana Il Palindromo è una delle realtà editoriali indipendenti più interessanti, soprattutto per quanto riguarda la collana I Tre Sedili Deserti, dedicata al fantastico. Dall'Elogio del Fantastico di Jacques Bergier a La Collina dei Sogni di Arthur Machen possiamo riassaporare i testi che hanno canonizzato l'immaginario moderno con elementi weird, fantascientifici e gotici. Una cura esemplare nell'apparato critico, dalle traduzioni alle prefazioni con un notevole innesto di fonti fotografiche o iconografiche a cura di artisti italiani o stranieri coevi alle opere.

Particolarmente amata è la riedizione del "primo" Pinocchio di Collodi, una narrazione più oscura del classico della letteratura italiana arricchito dalle splendide illustrazioni fumose e grottesche di Simone Stuto. Un un'ultima uscita davvero particolare è Etna. Guida immaginifica del vulcano di Rosario Battiato con la travolgente copertina di Chiara Nott.

La copertina di Pinocchio. La storia di un burattino di Carlo Collodi, a cura di Salvatore Ferlita e con le illustrazioni di Simone Stuto, pubblicato da Il Palindromo

 

Miraggi Edizioni

Miraggi è una delle mie case editrici preferite, perché mi ha permesso di conoscere non solo ottimi autori italiani (La Chiusa, Forlani, ecc.)  ma di affacciarmi alla letteratura del mondo slavo grazie alla strepitosa collana NováVlna. Su ClassiCult avevo già recensito Grand Hotel di Jaroslav Rudiš, ma vi consiglio moltissimo anche La perlina sul fondo, Il lago, Il bruciacadaveri e il magnifico Krakatite di Karel Čapek, uno dei più importanti romanzi di fantascienza del '900.  Bellissima anche la collana di poesia e gli Scafiblù, dedicati agli autori italiani, di cui vi consiglio Il bambino intermittente, Colloqui con il Pesce Sapiente e Uno di noi.

 

La copertina del romanzo di fantascienza Krakatite di Karel Čapek, pubblicato da Miraggi Edizioni

XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico BMTA

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: a Paestum la XXIII edizione

Da giovedì 25 a domenica 28 novembre 2021 a Paestum la XXIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico BMTA

La BMTA si presenta come evento unico nel suo genere, il più grande salone espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico in cui operatori del settore e pubblico appassionato approfondiscono temi legati al mondo della cultura, dell'archeologia e del turismo.

XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico BMTA
Tempio di Nettuno e Tempio di Hera a Paestum

Da anni il format di successo può vantare prestigiose collaborazioni di organismi internazionali come UNESCO e UNWTO oltre ad un numero che supera i 100 espositori di cui 20 paesi esteri, circa 70 conferenze e incontri, 300 relatori , 100 operatori dell'offerta e più di 100 giornalisti accreditati all'evento.

 

XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico BMTA
Tempio di Cerere a Paestum

Punti forti e attesi per la XXIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico sono gli Incontri con i Protagonisti, con i più noti divulgatori culturali, archeologi, direttori di Musei, accademici, giornalisti. Dal 2015 si è aggiunto inoltre l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio alle scoperte, unico al mondo e intitolato all’archeologo simbolo di Palmira trucidato dall’Isis e dal 2021 il Premio “Sebastiano Tusa” alla scoperta archeologica subacquea o alla carriera, alla migliore mostra per la valenza scientifica internazionale, al progetto più innovativo a cura di Musei e Parchi, al miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione.

Numerose le sezioni speciali: ArcheoExperience, Laboratori di Archeologia Sperimentale per la divulgazione delle tecniche utilizzate dall’uomo nel realizzare i manufatti di uso quotidiano; ArcheoIncoming, Spazio espositivo e workshop con i tour operator che promuovono le destinazioni italiane per l’incoming del turismo archeologico; ArcheoIncontri, Conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro, Area espositiva dedicata alle Università, presentazione dell’offerta formativa e delle figure professionali per l’orientamento post diploma e post laurea; ArcheoStartUp, Presentazione di nuove imprese culturali e progetti innovativi nel turismo culturale e nella valorizzazione dei beni archeologici in collaborazione con l’Associazione Startup Turismo; ArcheoVirtual, Mostra e Workshop internazionali di realtà virtuale e robotica in collaborazione con ISPC Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.

Per ulteriori informazioni: www.bmta.it

XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico BMTA

 

XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico BMTA
Area archeologica di Paestum

Per le foto si ringrazia la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.


palafitte lago di Varese

Sotto la superficie dell'acqua: palafitte nel lago di Varese

Il ghiaccio che ricopriva l'area prealpina nei dintorni di Varese iniziò il proprio massiccio disgelo circa 15000 anni fa. Qualche millennio più tardi le prime comunità umane si insediarono lungo le sponde dei corsi d'acqua e dei laghi che da questo scioglimento ebbero origine. Qui piantarono pali in legno sui fondali e nei pressi delle rive e crearono piccoli abitati che restarono attivi per diverso tempo: sotto la superficie dell'acqua e negli strati di crollo delle palafitte si conservano tracce preziose e significative della nostra preistoria.

Lungo tutto l'arco alpino sono stati identificati circa 1000 siti palafitticoli, di cui una ventina collocati in territorio lombardo, tra i laghi di Varese, Monate, Comabbio e Biandronno e tre definiti patrimonio dell'umanità UNESCO nel 2011. Tra questi ultimi, sito di enorme importanza per la ricchezza delle testimonianze archeologiche riscontrate è il cosiddetto isolino Virginia, o isolino di Varese, a breve distanza dal molo di Biandronno: il piccolo isolotto altro non è che il risultato di un accumulo di depositi prodotti dall'uomo nei secoli di frequentazione del posto.

Le ricerche palafitticole iniziarono nel 1863 per dare risposta alla curiosità personale di alcuni ricercatori, tra cui tre noti pionieri degli studi palafitticoli, l'abate Stoppani, gli studiosi Desor e Montillet, che supponevano una possibile somiglianza e continuità culturale con le testimonianze rinvenute in territorio svizzero, presso il lago di Zurigo nel 1854, ovvero dal lato opposto dell'arco alpino. Era assolutamente plausibile, se non persino ovvio, supporre che gli antichi abitanti dei due versanti delle Alpi avessero avuto contatti per tramite del passaggio lacustre e che, in una situazione geologica e climatica simile, avessero condotto stili di vita del tutto equiparabili.

La prima esplorazione ebbe un clamoroso successo poiché alcuni pali furono avvistati emergere dalla superficie al loro primo arrivo all'Isolino: sono numerosi e conservati fino a pelo d'acqua. Un secolo e mezzo di scavi e ricerche ha permesso di definire l'isolino Virginia come il più antico abitato palafitticolo dell'area.

Il piccolo molo di approdo all'isolino. Foto di Jessica Lombardo

Per il Neolitico Antico e parte del Neolitico Medio perdurò nel luogo la modalità abitativa della bonifica e a seguire l'ideazione delle prime forme di abitazione a palafitta, ovvero in alzato sulla superficie dell'acqua, in una posizione dunque più protetta rispetto alla costa del lago alla quale potevano giungere gli animali selvatici dei boschi circostanti e, paradossalmente, meno umida proprio perché non a contatto con il terreno intriso di acqua. L'isolino, con le sue numerose stratificazioni diventa una vera e propria enciclopedia dei primi insediamenti della preistoria europea.

Nella stessa giornata del 28 aprile del 1863 i tre studiosi lasciarono l'isolino e si avvicinarono alla costa presso il comune di Bodio Lomnago, dove una seconda grande soddisfazione li attendeva: anche qui era possibile constatare la presenza di una stazione palafitticola di grandi dimensioni. Il loro obiettivo era raggiunto, dimostrare una continuità di cultura e civiltà tra i due opposti lati dell'arco alpino e con ciò aprire a nuove numerosissime possibilità di ricerca e conoscenza.

La Soprintendenza Archeologica della Lombardia avviò nel 2005 lo scavo metodico della palafitta di Bodio e la conseguente documentazione constatando che l'estensione del sito è ben maggiore rispetto a ciò che gli studiosi ottocenteschi avevano immaginato: è la palafitta più estesa del lago, come fosse stata il centro di riferimento per gli abitanti del territorio, il quale non consta di un villaggio unitario, ma di una serie di insediamenti che si sono sovrapposti nei millenni.

Lo scavo subacqueo di palafitte consente di prelevare campioni di pali di legno ben conservatisi nella torbida acqua del lago e ciò a sua volta consente datazioni dendrocronologiche ben precise: al XVII sec. a.C. sono stati datati, dal laboratorio di dendrocronologia di Verona, i 350 campioni di legno presi dai siti varesini. Oltre al legno molti furono i reperti raccolti nel contesto delle palafitte: l'abbondanza di elementi litici e materiali di scarto della lavorazione permettono di supporre che in loco fosse scheggiata la pietra necessaria ad ottenere strumenti litici utili per la caccia, per la lavorazione di carni e pelli e per altre quotidiane attività di sopravvivenza.

I reperti che si ritrovano però con maggiore frequenza sono frammenti di recipienti in ceramica di uso comune che, seppur piccoli, hanno fornito diverse informazioni sull'abitato frequentato alla fine della media età del bronzo. Le forme testimoniate sono quelle tipiche del periodo, vasellame da mensa e grossi vasi da stoccaggio per cibi e granaglie. È molto probabile infatti che sulle sponde del lago il terreno umido e fertile fosse coltivato a cereali e, come evidenziato dalla presenza di ossa bovine di medie dimensioni, gli animali da fatica fossero utilizzati come aiuto nel lavoro agricolo; è inoltre probabile che questi animali e ancora di più gli ovini fossero mantenuti in allevamento puro, cioè con fini esclusivamente nutrizionali. I cervidi infine, presenti nei boschi circostanti erano cacciati in natura come fonte di carne, corno e pellame.

Varese palafitte
Materiali provenienti dall'isolino Virginia - Museo Archeologico di Varese. Foto di Jessica Lombardo

Cuore di una civiltà di pescatori e agricoltori, il lago di Varese fu un primo antico ponte tra il mondo d'oltralpe e la cisalpina di cui, al formarsi dei primi centri urbani si era persa memoria. Al tempo dei Besozzi l'isolino era intitolato a san Biagio, poi si chiamò “Camilla” in onore della moglie del duca Litta Visconti Arese e passando di proprietà in proprietà si impose all'attenzione internazionale dopo le scoperte dell'800, quando ormai era parte dei possedimenti del marchese Andrea Ponti, che lo rinominò “Virginia” in omaggio alla consorte. Oggi meta di escursioni e attività didattiche la macchia verde dell'isolino ha molto da raccontare sul ruolo del territorio varesino e sulle prime fasi della sua frequentazione.

Varese palafitte
Ricostruzione di una palafitta sull'isolino Virginia. Foto di Jessica Lombardo

fumo negli occhi

Fumo negli occhi, quando Caronte sorride

Fumo negli occhi di Caitlin Doughty, pubblicato da Carbonio Editore, è senza dubbio una rivelazione. Uno squisito memoir in tinte romanzate di una giovane donna che si barcamena in una nuova carriera lavorativa. In parole povere, lavora per l'impresa di pompe funebri Westwind Cremation & Burial in Oakland, California.

Cosa ha spinto una giovane ragazza ad avventurarsi in un ambiente lavorativo così atipico e lugubre? Probabilmente la sete di conoscenza, per placare un'atavica curiosità e saziare preistorici interrogativi. Laureata in storia medievale, poi in scienze mortuarie, il percorso accademico di Caitlin Doughty, per quanto singolare, è connaturato da cangianti nozioni culturali che echeggiano in armonia tra tutte le pagine del libro.

fumo negli occhi
La copertina di Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio di Caitlin Doughty, tradotto da Olimpia Ellero e pubblicato da Carbonio Editore nella collana Cielo stellato

Quindi un memoir autobiografico, ma Fumo negli occhi abbandona qualsiasi pretesa intimistica o fin troppo riflessiva e si erge a scanzonato (non banale) viaggio negli inferi. Caitlin Doughty è un perfetto cicerone che ci guida nei meandri del suo mondo e della sua esperienza lavorativa con ironica intelligenza e densa profondità intellettuale. Una stupenda anabasi nel culto della morte.

Caitlin Dougty fonde le vicende personali e le arricchisce di innesti culturali estrapolati da anni di letture ed esperienze, ogni pagina è uno spaccato nel mondo dell'antropologia, nel folklore, nella mitologia e nella storia. Belle e pungenti le riflessioni filosofiche, metafisiche a volte puramente soggettive che traslano il pensiero dell'autrice in una dimensione inedita e ammantata da una comicità genuina e frizzante. L'intento dell'autrice non è quello di sensibilizzare i suoi lettori con la propria esperienza lavorativa presso le pompe funebri e tanto meno esibire un carosello di nozioni e accorgimenti accademici, bensì è quello di restituire alla morte una dimensione “normalizzata” e di svincolarla dai tabù e dai traumi del dolore.

Crediti © Caitlin Doughty

Facendo questo l'autrice pesca da varie culture e sotto-culture, esplora attraverso lo spazio e il tempo, toccando gli eventi della storia  medievale fino a quelli più recenti, senza mai eccedere nell'erudizione tediosa. Il nostro immaginario viene analizzato chirurgicamente, come sul tavolo dell'autopsia. Vengono cicatrizzate aneddotiche erronee e colmate lacune essenziali. Passando dalla tassidermia alla mummificazione egiziana, alle riflessioni buddhiste al vitalismo del super-uomo fino al negativismo di Cioran e al suicidio della ragione, il percorso mnemonico e culturale di Caitlin Doughty è magnetico e scritto con una leggerezza senza pari. Di questa autrice esigo un romanzo, un saggio, una serie TV. Qualsiasi cosa! Fumo negli occhi è una lettura esplosiva che soddisfa l'apparato cerebrale e l'animo. Assolutamente unico.

fumo negli occhi
Foto di Skitterphoto