27 Gennaio 2016
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Ricercatori hanno esaminato la comprensione del cancro presso i guaritori Maya, giungendo alla conclusione che questa è per molti versi simile a quella moderna occidentale.
Ancora la metà circa della popolazione in Guatemala si affida alla medicina tradizionale Maya, che è stata praticata qui per oltre duemila anni. La comprensione, da parte degli ufficiali preposti alla salute pubblica, dei principi di questa, può permettere l’implementazione di protocolli per ridurre i tassi di abbandono dei trattamenti e per garantire un comportamento dei pazienti in accordo allo stesso.
La classificazione delle malattie presso i Maya possiede ampie categorie di malattie maligne, compreso il cancro. Termini Maya specifici potrebbero applicarsi a specifiche tipologie di cancro, aprendo potenzialmente nuove strade per la ricerca. Le nozioni di malignità e metastasi erano espresse dai guaritori come caratteristiche fondamentali del cancro, una malattia che si riteneva sia materiale che spirituale. La soluzione e/o il trattamento allora si basava sulla ricostituzione di un equilibrio fisico, mentale, emozionale e spirituale del paziente, da estendersi alla sua cerchia sociale.

Lo studio “Maya Healers’ Conception of Cancer as Revealed by Comparison With Western Medicine”, di Mónica Berger-GonzálezEduardo Gharzouzi e Christoph Renner, è stato pubblicato sul Journal of Global Oncology
Link: Journal of Global Oncology; Newswise via American Society of Clinical Oncology (ASCO)
La piazza principale di Aguateca, foto da WikipediaCC BY 2.5, caricata da e di Sebou (Sébastian Homberger).

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