Le più antiche testimonianze di cancro

28 Luglio 2016

L'osso del piede. Credit: Patrick Randolph-Quinney (UCLAN)
L'osso del piede. Credit: Patrick Randolph-Quinney (UCLAN)

Due studi, pubblicati nel South African Journal of Science, annunciano la scoperta delle più antiche prove di cancro e tumori ossei.

Il primo studio relaziona la scoperta dell'osso di un piede di un ominide bipede, la cui specie non è stata ancora identificata: data a 1,7 milioni di anni fa e proviene dal sito di Swartkrans. Fornisce la più antica prova di tumore maligno.

Il secondo studio invece riferisce di neoplasma benigno a una vertebra di Australopithecus sediba: proviene dal sito di Malapa e data a 2 milioni di anni fa.

Cancro del metatarso. Credit: Edward Odes (Wits)
Cancro del metatarso. Credit: Edward Odes (Wits)

In conclusione, queste scoperte ci confermano quanto già era emerso in altri recenti studi: il cancro non è un'invenzione delle moderne società industriali, ma è sempre esistito.

Vertebra di giovane Australopithecus sediba. Credit: Paul Tafforeau (ESRF)
Vertebra di giovane Australopithecus sediba. Credit: Paul Tafforeau (ESRF)

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Il cancro del colon è un prodotto della modernità?

29 Febbraio 2016
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Il carcinoma del colon retto è un tumore maligno, e la terza forma più comune di cancro. L'obesità, l'inattività fisica e i prodotti alimentari trasformati, sarebbero tra le sue moderne cause, oltre a una mutazione del gene APC (Adenomatous polyposis coli).
Nel 1995, con gli scavi nelle cripte sigillate della Chiesa Domenicana di Vác, in Ungheria, si sono ritrovate più di 265 mummie. Le cripte sono state utilizzate continuativamente dal 1731 al 1838, e le particolari condizioni ambientali hanno determinato la mummificazione (anche solo parziale) del 70% dei corpi.
La straordinaria possibilità di esaminare i tessuti di questi individui è stata sfruttata da un nuovo studio, pubblicato su PLOS One. I ricercatori hanno individuato in una di queste mummie le prove della predisposizione genetica al carcinoma del colon retto, prima dell'avvento della modernità.
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Guaritori Maya e cancro in Guatemala

27 Gennaio 2016
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Ricercatori hanno esaminato la comprensione del cancro presso i guaritori Maya, giungendo alla conclusione che questa è per molti versi simile a quella moderna occidentale.
Ancora la metà circa della popolazione in Guatemala si affida alla medicina tradizionale Maya, che è stata praticata qui per oltre duemila anni. La comprensione, da parte degli ufficiali preposti alla salute pubblica, dei principi di questa, può permettere l'implementazione di protocolli per ridurre i tassi di abbandono dei trattamenti e per garantire un comportamento dei pazienti in accordo allo stesso.
La classificazione delle malattie presso i Maya possiede ampie categorie di malattie maligne, compreso il cancro. Termini Maya specifici potrebbero applicarsi a specifiche tipologie di cancro, aprendo potenzialmente nuove strade per la ricerca. Le nozioni di malignità e metastasi erano espresse dai guaritori come caratteristiche fondamentali del cancro, una malattia che si riteneva sia materiale che spirituale. La soluzione e/o il trattamento allora si basava sulla ricostituzione di un equilibrio fisico, mentale, emozionale e spirituale del paziente, da estendersi alla sua cerchia sociale.
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