Martedì 26 novembre, nella prestigiosa cornice del Teatro Mercadante di Napoli, si è svolta la presentazione del libro “Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte” scritto dal Direttore del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna e pubblicato da Rizzoli.

Durante l’evento, l’autore ha dialogato con il direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo D’Errico e il professor Stefano De Caro.

Massimo Osanna al Teatro Mercadante. Foto: Teresa Pergamo

Dieci anni fa le immagini del crollo della Schola Armaturarum, avvenuto nella notte del 6 novembre 2009, fecero il giro del mondo denunciando lo stato d’incuria e degrado in cui versava il sito archeologico di Pompei. Da allora le cose sono cambiate e con l’avvio, alcuni anni dopo, del Grande Progetto Pompei si è potuto mettere in sicurezza la maggior parte delle rovine e riprendere le indagini e gli interventi di scavo. 

Libro. Foto: Teresa Pergamo

Nel volume, corredato da un ricco apparato fotografico, Osanna ha raccontato, con un approccio scientifico ma usando un linguaggio divulgativo, le recenti scoperte avvenute durante lo scavo della Regio V in cui sono stati trovati affreschi, mosaici, architetture e oggetti del quotidiano che hanno restituito uno spaccato della vita degli uomini e delle donne travolti dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Firma copie. Foto: Teresa Pergamo

Osanna ha raccontato di aver pensato di scrivere un libro sul suo lavoro a Pompei già dall’inizio del suo primo mandato da Direttore del Parco ma che il progetto ha preso forma concreta, anche grazie alla proposta della casa editrice Rizzoli, soltanto a inizio anno, nei mesi intercorsi tra la fine del primo mandato e la riconferma per il secondo. L’autore ha anche sottolineato il suo desiderio di realizzare un’opera scientifica ma al contempo comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Nel successivo dibattito con D’Errico e De Caro sono stati affrontati diversi argomenti cominciando dal fondamentale cambiamento nel modo di gestire il sito di Pompei dopo il crollo del 2009, che si è rivelato fondamentale per riscoprire l’importanza della manutenzione delle strutture. Altro tema dibattuto è stato quello dell’opportunità di effettuare nuovi scavi. Se De Caro ha evidenziato la necessità di considerare la sostenibilità economica degli scavi, Osanna ha ribadito che è necessario procedere a nuovi scavi quando servono a mettere in sicurezza il fronte di scavo. Infine, si è parlato del turismo di massa e dell’esigenza di coniugare la valorizzazione, che deve essere prima di tutto culturale, con la tutela del sito, realizzabile anche spostando l’ingente flusso turistico dal Parco Archeologico di Pompei verso altre zone meno note ma ugualmente importanti come le Ville di Stabia e i Campi Flegrei.

Massimo Osanna. Foto: Teresa Pergamo

Dopo la presentazione, Massimo Osanna si è fermato con il pubblico in sala per firmare le prime copie di “Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte”.