L’ARA COM’ERA

Un racconto in realtà aumentata del Museo dell’Ara Pacis

Venerdì e sabato dalle 20 alle 24 dal 14 ottobre 2016

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Storia e tecnologia si incontrano per una visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis. L’ARA COM’ERA è il primo intervento sistematico di valorizzazione in realtà aumentata e virtuale del patrimonio culturale di Roma Capitale, nello specifico di uno dei più importanti capolavori dell’arte romana, costruito tra il 13 e il 9 a.C. per celebrare la Pace instaurata da Augusto sui territori dell’impero.

Sovrapponendo elementi virtuali alla percezione visiva, sarà possibile assistere ad un racconto multimediale, comprendere l’aspetto originario e la funzione dell’altare e osservare le trasformazioni del Campo Marzio settentrionale, l’area di Roma prescelta da Augusto per celebrare il proprio potere.

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L’ARA COM’ERA prenderà il via il 14 ottobre e sarà così articolato:

  • dal 14 ottobre al 17 dicembre, venerdì e  sabato dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
  • dal 23 dicembre all’8 gennaio, tutte le sere dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
  • dal 13 gennaio al 15 aprile, venerdì e  sabato dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
  • dal 21 aprile al 31 ottobre, tutte le sere dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)

L’ingresso sarà organizzato in piccoli gruppi contingentati, la visita avrà la durata di circa 45 minuti e sarà disponibile in 5 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco.

Il progetto, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzato  da Zètema Progetto Cultura, è stato affidato ad ETT SpA attraverso un bando di gara a cui hanno partecipato 23 proposte.

INFO TECNICHE

L’ARA COM’ERA presenterà in anteprima una innovativa esperienza di Augmented Reality (Realtà Aumentata) unica nel suo genere. Utilizzando particolari visori AR (Samsung GearVR) e la fotocamera dei device in essi inseriti, elementi virtuali ed elementi reali si fonderanno direttamente nel campo visivo dei visitatori. La particolare applicazione AR riconoscerà la tridimensionalità dei bassorilievi e delle sculture, effettuando un tracking in tempo reale. I contenuti virtuali appariranno al visitatore come “ancorati” agli oggetti reali, contribuendo all’efficacia, all’immersività e al senso di magia dell’intera esperienza. In questo percorso di scoperta, il visitatore sarà invitato a svolgere una serie di gesti e azioni che coinvolgeranno più canali percettivi. E così, osservando da varie angolazioni i plastici e i modellini, i visitatori li vedranno popolarsi di personaggi, intenti a celebrare il sacrificio, ascoltando suoni e voci come in uno spaccato dell’epoca, mentre i calchi raffiguranti la famiglia imperiale prenderanno vita e si racconteranno in prima persona.

L’interpretazione dei personaggi sarà affidata alle voci di Luca Ward e Manuela Mandracchia.

IL PERCORSO DI VISITA

Il percorso, suddiviso in 9 punti di interesse (POI), inizierà davanti al plastico del Campo Marzio Settentrionale (POI 1). Osservando il plastico ricostruttivo dell’Ara Pacis (POI 2) sarà possibile assistere al rito sacro, raccontato nel dettaglio sulla base di diverse fonti letterarie e delle rappresentazioni nella scultura antica. Secondo la tradizione dell’epoca, infatti, le interiora della vittima immolata, dopo essere state lette e interpretate, erano offerte alla divinità. Il plastico del monumento consentirà di mostrare, inoltre, le trasformazioni e i danni che l’altare ha subito nel corso dei secoli, dalla sua costruzione fino alla sua totale scomparsa sotto spessi strati di terreno su cui furono costruiti gli edifici della Roma medievale e rinascimentale.

I calchi raffiguranti i membri della famiglia imperiale (POI 3) permetteranno di esporre i meccanismi di potere e gli intrighi che hanno consentito alla dinastia giulio-claudia di reggere a lungo le sorti di Roma.

Infine si osserveranno i dettagli dell’Ara Pacis (POI 4-9).

Il passato mitico dell’Urbe prenderà vita attraverso la restituzione del colore sui marmi dei monumento, ricostruito in via ipotetica ma con la massima approssimazione consentita, sulla base di uno studio e di una sperimentazione realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nel corso di oltre un decennio.

Pochi monumenti sono riusciti a trasmettere, come fa l’Ara Pacis, storia, credenze, ideali e ambizioni di un’intera epoca. A partire dai rilievi con la raffigurazione del sacrificio di Enea e a quelli con la nascita di Romolo e Remo, personaggi, gesti, divinità e animali illustreranno le origini di Roma e della famiglia di Augusto.

Osservando i diversi restauri sulle lastre con raffigurazioni di sacerdoti rivolte verso il Lungotevere, sarà invece possibile ripercorrere le complesse vicende subite dal monumento in tempi moderni. Dal loro ritrovamento nel ‘500 al trasporto a Firenze fino alla ricomposizione di tutti i frammenti poco prima della seconda guerra mondiale.

Si passerà poi ad ammirare la dea Tellus, portatrice di prosperità, e la dea Roma, seduta sulle armi dei vinti, due immagini rappresentative del mondo trasformato dalla pace augustea. Qui il colore renderà chiari funzioni e significati di personaggi e oggetti rappresentati.

Ricco di simboli è anche lo splendido fregio vegetale composto da una moltitudine di piante che nascono da cespi d’acanto, simbolo d’immortalità. Attraverso la colorazione del pannello sotto il quadro della dea Roma, una natura ordinata e rigogliosa, abitata da animali e insetti, potrà essere interpretata così come facevano gli antichi romani, che in questo giardino lussureggiante erano invitati a dimenticare gli orrori della guerra.

Al termine del percorso, lungo la processione rivolta ora verso il Mausoleo, tra gli augures, i littori, i sacerdoti, apparirà Augusto seguito dalla sua famiglia. Il corteo solenne accompagna l’imperatore, lo circonda e lo protegge mentre compie il gesto sacro. Qui si ritrova non la semplice rappresentazione di un rito di Stato, ma l’immagine del presente e del futuro di Roma che vive attraverso le sue istituzioni, Augusto e la sua famiglia, inclusi i bambini, rappresentati tutti insieme per la prima volta nella storia su un monumento pubblico.

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SCHEDA INFO

Evento

L’Ara com’era

Dove

Roma, Museo dell’Ara Pacis

Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)

Apertura al pubblico

dal 14 ottobre al 17 dicembre: venerdì e  sabato dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)

dal 23 dicembre all’8 gennaio: tutte le sere dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)

dal 13 gennaio al 15 aprile: venerdì e  sabato dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)

dal 21 aprile al 30 ottobre: tutte le sere dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)

Giorni di chiusura: 1 gennaio, 1 maggio, 24, 25, 31 dicembre

Info

060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.arapacis.it; #ARAcomera

Biglietti

Intero € 12; ridotto € 10
prenotazione consigliata allo +39 060608
L’ingresso sarà organizzato in piccoli gruppi contingentati
Speciale Ara: Ingresso ridotto con il biglietto del Museo o della mostra “Picasso Images Le opere, l’artista, il personaggio” (14 ottobre 2016 – 19 febbraio 2017)
I visori non sono utilizzabili al di sotto dei 13 anni

Promosso da

Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Organizzato da

Zètema Progetto Cultura

Progetto affidato a

ETT SpA

SPONSOR SISTEMA MUSEI CIVICI

In collaborazione con

MasterCard Priceless Rome

Media partner

Il Messaggero

Con il contributo tecnico di
Si ringrazia

ATAC; Trenitalia; Aeroporti di Roma; Dimensione Suono Due

Associazione Porto di Ripetta

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SCHEDA TECNICA

Il progetto prevede l’utilizzo di una combinazione di strumenti hardware e software per la fruizione di un percorso di scoperta e approfondimento dell’ ARA PACIS basato sull’ Augmented Reality (Realtà Aumentata). All’ingresso i visitatori riceveranno e dei visori VR (Samsung GearVR) che consentiranno all’utente di vivere in prima persona un’esperienza immersiva ed interattiva. Attraverso questo strumento i visitatori potranno osservare particolari aree della superficie dell’Ara Pacis prendere vita, infatti, colorazioni originali del monumento e informazioni aggiuntive sulle storie dei bassorilievi appariranno in primo piano grazie alla realtà aumentata. La fruizione sarà personalizzata e il percorso prevedrà un approccio ibrido e multisensoriale. Il visitatore sarà invitato a svolgere una serie di attività che coinvolgeranno più canali percettivi: l’osservazione attraverso i visori di riproduzioni in scala e delle superfici marmoree e l’ascolto di suoni e di narrazioni che accompagneranno l’intera esperienza.

Note sull’Hardware

Il visore Samsung Gear VR abbinato allo smartphone Samsung S7, è una soluzione progettata per la fruizione di Realtà Virtuale, ma anche per esperienze di Realtà Aumentata. Questo è possibile mostrando all’utente che indossa il visore quanto ripreso direttamente dalla fotocamera dello smartphone. Allo stato attuale, soltanto questa soluzione tecnologica, permette la reale fusione nel campo visivo dell’utente di elementi reali ed elementi virtuali.

Tracking 3d real-time

ETT per la realizzazione del progetto ha utilizzato un sistema di tracking 3d per l’esperienza in Realtà Aumentata che si avvale dei più avanzati algoritmi per la computer vision. Grazie a questa proprietà, l’intero sistema AR proposto sarà in grado di riconoscere la tridimensionalità dei bassorilievi degli oggetti scultorei e di effettuare su di loro un tracking in tempo reale. Questo sistema di riconoscimento farà apparire i contenuti aumentati come “ancorati” agli oggetti reali, contribuendo all’efficacia, all’immersività e al senso di magia dell’intera esperienza.

Caratteristiche dei supporti tecnologici multimediali

L’hardware prescelto per l’esperienza è il Gear VR, stato dell’arte per l’AR/VR, prodotto da Samsung, accompagnato da uno Smartphone di ultima generazione (S7) al suo interno.

Il progetto, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzato  da Zètema Progetto Cultura, è stato affidato ad ETT SpA.

ETT S.p.A. (www.ettsolutions.com) è una Industria Digitale Creativa internazionale con un’ampia gamma di esperienze e competenze in ambito New Media, Smart Government e Ricerca Scientifica. Nata nel 2000, impiega oggi oltre 100 persone distribuite tra la sede principale di Genova e le diverse sedi in Italia, a Roma, Milano, Napoli, Ancona, Pescara, Palermo. In Europa ETT è presente con una filiale nella Tech City di Londra e una nel Tecnopolo Ticino di Lugano. ETT unisce design innovativo, storytelling e tecnologie all’avanguardia per creare esperienze coinvolgenti per i musei, spazi aziendali e pubblici. Vanta oggi oltre 450 installazioni immersive in tutto il mondo, in più di 50 musei e clienti privati, per un totale di oltre 2 milioni di visitatori.

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L’ARA PACIS E IL SUO MUSEO

IL MONUMENTO

Quando ritornai dalla Spagna e dalla Gallia, durante il consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio, dopo i buoni esiti delle operazioni in quelle province, il Senato decretò in onore del mio ritorno la consacrazione di un altare alla Pace augustea in Campo Marzio e ordinò che su quell’altare magistrati, sacerdoti e Vergini Vestali celebrassero ogni anno un sacrificio. (Res gestae, II.12)

Lo stesso Augusto con queste parole testimonia la decisione del Senato di costruire l’Ara Pacis in Campo Marzio nel 13 a.C.. Non si trattò di un’impresa semplice e dalla ricchezza della realizzazione architettonica lo si intuisce: l’Ara venne ultimata e dedicata solennemente alla Pax augusta tre anni e mezzo dopo, il 30 gennaio del 9 a.C.

L’altare fu edificato lungo la via Lata (attuale via del Corso), con un orientamento est-ovest, e divenne parte del grande progetto augusteo di urbanizzazione della porzione settentrionale del Campo Marzio, iniziato già nel 28 a.C. con la costruzione del Mausoleo. Proprio la collocazione in questa area del Campo Marzio, luogo ricco di connotati simbolici, ne determinò di fatto l’obliterazione: il progressivo innalzamento di quota del terreno, causato dai frequenti straripamenti del Tevere e dalla conseguente deposizione di strati di limo, provocò un inesorabile interramento del monumento, già testimoniato da tentativi di salvaguardia in antico. Con il passare dei secoli l’area, che aveva ormai perso la propria originale vocazione, divenne oggetto di una vera e propria espansione edilizia e l’Ara rimase sepolta e dimenticata, fino a quando nel 1879 il giovane archeologo tedesco Friederich Von Duhn non propose l’identificazione dei resti che erano emersi al di sotto delle fondazioni del palazzo Fiano –Almagià (tra le attuali piazza di S. Lorenzo in Lucina e via del Corso) come parti pertinenti all’Ara Pacis.

La fortunata identificazione di Von Duhn stimolò l’inizio degli studi e delle ricerche da parte degli archeologi, fino alle due importanti campagne di scavo, prima nel 1903 e poi nel 1937-1938, che permisero l’effettivo recupero delle parti dell’altare e la sua successiva ricomposizione.

In previsione dei festeggiamenti per l’anno augusteo (settembre 1937 – settembre 1938), bimillenario della nascita dell’imperatore, infatti, nel febbraio del 1937 il Consiglio dei Ministri decretò l’inizio di nuove operazioni di scavo e recupero dell’altare, affinché ne venisse realizzata la ricomposizione e, soprattutto, la nuova collocazione in una teca dedicata sul Lungotevere, il cui progetto fu affidato all’architetto Ballio Morpurgo. Si completava così il disegno mussoliniano di recupero archeologico e sistemazione urbanistica di piazza Augusto Imperatore. Come la vediamo oggi, dunque, l’Ara Pacis conserva l’orientamento della sistemazione decisa negli anni trenta, diverso dall’originale, ovvero nord-sud e non più est-ovest.

La struttura architettonica del monumento consiste di un recinto perimetrale che racchiude al suo interno la mensa, l’altare vero e proprio, dove un tempo si svolgeva il sacrificio di celebrazione annuale. Il tutto poggia su una basamento di marmo di circa undici metri e mezzo per dieci metri e mezzo. Il recinto è decorato sia nella sua parte interna che in quella esterna.

L’interno rappresenta il perimetro dell’area consacrata agli dei, all’interno della quale doveva essere eretto il monumento, attraverso il motivo del tavolato di legno, decorato nel registro superiore da festoni, bucrani, coppe rituali e bende sacre, tutti oggetti che fanno riferimento al mondo del rito e del sacrificio. L’esterno del recinto, caratterizzato da due aperture sui lati corti, è riccamente decorato da rilievi di diverso soggetto: a carattere storico e mitologico sui lati corti e a carattere propriamente storico sui lati lunghi, dove si conserva la rappresentazione di una vera e propria processione, sviluppata in parallelo. L’insieme del programma decorativo, attraverso allusioni simboliche e mitologiche, celebra l’imperatore Augusto e la sua famiglia, ma soprattutto sottolinea la predestinazione al comando di Ottaviano e il ritorno ad una meravigliosa e mitica età dell’oro delle origini, grazie alla sua opera di pacificazione.

IL MUSEO

La teca di Morpurgo, realizzata in tempi molto stretti, non aveva quelle caratteristiche strutturali indispensabili ad assicurare la conservazione del monumento. L’instabilità delle condizioni igrometriche e il mancato isolamento termico erano problematiche non solo per le parti originali dell’Ara Pacis, ma persino per la tutela delle operazioni di restauro e ricomposizione da poco realizzate.

In queste condizioni, nel 1970 si rese indispensabile un intervento di ripristino della stessa teca e di restauro del monumento, che versava in pessime condizioni conservative; di nuovo, negli anni ottanta, fu necessario intervenire con nuovi restauri, ma era ormai chiara la necessità di una misura di tutela urgente, dovuta all’impossibilità di adeguamento della teca degli anni trenta. Da questa urgenza è derivata la decisione dell’Amministrazione nel 1996 di affidare il progetto di costruzione di una nuova sede museale per l’Ara Pacis all’architetto Richard Meier. Non doveva trattarsi semplicemente di una nuova sede, ma di un edificio che fosse all’altezza dell’opera da tutelare, che ne garantisse la conservazione e la valorizzazione.

Il nuovo Museo dell’Ara Pacis, inaugurato nel 2006, costituisce di fatto uno dei pochi casi di confronto tra l’archeologia e l’architettura contemporanea, ma è soprattutto uno strumento di tutela, perseguita attraverso l’isolamento termico, igrometrico e atmosferico del monumento, e di valorizzazione, realizzata tramite un percorso museale costruito intorno al monumento e che è in continuo divenire.

Testi e immagini da Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura