Nell’ambito della rassegna “Il mito di Circe: letteratura, storia, arte, archeologia”, Igor Baglioni (direttore del Museo “Raffaele Pettazzoni”) terrà la conferenza  “Dalla bellezza all’orrore. Circe e la metamorfosi di Scilla”.

L’evento si terrà venerdì 31 agosto alle ore 21:30, presso la torre dei Templari a S. Felice Circeo.

Abstract

Tra i versi più belli che possiamo leggere nelle Metamorfosi di Ovidio vi sono quelli dedicati ad una bellissima fanciulla, Scilla, e a come questa giovane donna, desiderata da molti uomini e perfino da dèi, diverrà un orribile mostro sanguinario, con il nero ventre cinto di feroci cani urlanti. Fu la gelosia e l’odio a muovere la mano di colei che preparò il filtro magico che trasformò una splendida ragazza in un terribile mostro, una figura enigmatica che la tradizione antica ci ritrae allo stesso tempo come una dea e come una maga: Circe!

Nell’intervento, commenteremo i versi delle Metamorfosi dedicati a questa tragica vicenda, soffermandoci su come il poeta ritragga le protagoniste dell’episodio, su come abilmente ne determini le caratteristiche qualificanti, tessendo insieme e accostando, casualmente in apparenza, una trama di episodi e di parole dai molteplici rimandi che porteranno ad una tela sublime che resisterà per secoli nel nostro immaginario. In questo quadro straordinario, è Scilla veramente una vittima innocente? E Circe è veramente una maga spietata e crudele o anche lei è vittima di una maledizione? Quanto nella storia che il poeta ci narra affonda nel patrimonio mitico e religioso tradizionale e quanto è invece creato dal poeta Ovidio stesso?

IL MITO DI CIRCE
LETTERATURA / STORIA / ARTE / ARCHEOLOGIA / 2018
a cura di Giorgia Diamanti

Rassegna che nasce come omaggio alla dea Circe e a questi luoghi.
Una serie di appuntamenti con esperti e artisti che ricostruiranno accuratamente alcuni frammenti della complessa tessitura che compone il mito della Signora di Eea.
L’importanza del proporre nella contemporaneità uno sguardo a questo mito arcaico risiede nella necessità di ri-membrare l’archetipo di un modello femminile completo e libero dalle distorsioni culturali che nel corso dei millenni hanno tentato, invano, di relegare all’oblio attraverso lo smembramento e la demonizzazione.

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