Pompei tra "Il tempo ritrovato" e le nuove aperture

Giornata importante e densa di appuntamenti quella di lunedi 25 Novembre per il Parco Archeologico di Pompei. Si comincia con la riapertura di Via del Vesuvio, dove, in seguito agli interventi di messa in sicurezza dei fronti di scavo che stanno interessando circa 3 Km di perimetro che costeggia l'area non scavata della città è tornata fruibile al pubblico - grazie al Grande Progetto Pompei - un'ampia zona degli scavi.
Presentazione stampa. Foto: Pompei Parco archeologico
In particolare, proprio nell'area interessata, è stato possibile ammirare, ad un anno dal ritrovamento, lo splendido affresco raffigurante il mito di Leda e il Cigno, certamente uno dei più suggestivi ritrovamenti nell'area della Regio V. La visita continua ancora con l'ingresso negli ambienti delle Terme Centrali, riaperti dopo importanti lavori di restauro e messa in sicurezza.
I visitatori, inoltre, potranno accedere  anche nella Casa degli Amorini Dorati, riaperta dopo alcuni anni in seguito ad importanti interventi di manutenzione.
Massimo Osanna. Foto: Pompei parco archeologico
Al termine dell'anteprima stampa,  presso la saletta convegni San Paolino, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, prof. Massimo Osanna, ha illustrato le varie fasi dello scavo e della messa in sicurezza dell'area della regio V, presentando in anteprima alla stampa il suo nuovo libro edito da Rizzoli: "Pompei. il Tempo Ritrovato. Le Nuove Aperture", nel quale vengono trattati gli straordinari ritrovamenti sia nel loro aspetto puramente scientifico sia da un punto d'osservazione quasi romantico, legato certamente all'emozione della scoperta e alla responsabilità avvertita nell'adottare tutte le possibili cautele affinchè il pubblico dei visitatori ne potesse goderne appieno.
Leda e il Cigno. Foto: Pompei parco archeologico
La Domus di Leda 
La casa è stata cosi ribattezzata in seguito al ritrovamento, in uno dei cubicoli (forse una camera da letto), di un raffinato affresco che illustra la scena del congiungimento tra Giove, trasformatosi in cigno, e Leda, moglie di Tindaro re di Sparta.
Dal doppio amplesso, prima con Giove poi con Tindaro, nasceranno i gemelli Castore e Polluce (I Dioscuri), Elena, futura moglie di Menelao, re di Sparta e generatrice della Guerra di Troia, e Clitennestra, sposa e assassina di Agamennone, re di Argo e fratello di Menelao.
L'intera stanza è impreziosita da decori raffinati in IV stile, caratterizzati da delicati ornamenti floreali intervallati da grifoni con cornucopie,amorini volanti, nature morte e scene di lotta fra animali; alle spalle di quest'ambiente, in una delle pareti dell'atrio, è l'Affresco di Narciso che si specchia nell'acqua rapito dalla sua immagine, secondo l'iconografia classica.
Interessante in questo ambiente, precisamente nello spazio del sottoscala, probabilmente utilizzato come deposito, il ritrovamento di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo, mentre una situla (contenitore per liquidi) bronzea è stata rinvenuta accanto all'impluvio.
L'amore e la soavità dei sensi, raffigurate nelle più svariate forme, caratterizzano gli ambienti di questa elegante domus che già dal corridoio d'ingresso accoglieva gli ospiti con l'immagine apotropaica del Priapo, vigorosamente affrescato.
Terme Centrali. Foto: Pompei parco archeologico
Le Terme Centrali  
Il complesso è posto all'incrocio tra via di Nola e via Stabiana e si sviluppa occupando lo spazio di un intero isolato, quello dell'insula 4 nella Regio IX, riutilizzato a seguito dello spianamento di edifici preesistenti, probabilmente danneggiati in maniera irreversibile dal terremoto del 62 d.C.
Al momento dell'eruzione la costruzione del complesso non risultava ultimata ma l'ambiziosità del progetto si intuisce già dalla monumentale facciata che da sul cortile; le sale per i bagni erano molto più spaziose e luminose rispetto alle altre Terme pompeiane mentre risulta mancante la separazione tra ambienti maschili e femminili, che ha fatto supporre fasce orarie diverse per le donne e per gli uomini.
L'intero complesso e' stato sottoposto a interventi di consolidamento e di restauro, realizzati con fondi ordinari.
Bambino delle Terme Centrali. Foto: Pompei parco archeologico
Nell'Aprile del 2018, all'interno del complesso, è stato rinvenuto lo scheletro di un bambino di 7-8 anni, emerso durante la pulizia di un ambiente d'ingresso, al di sotto di uno strato di circa 10 centimetri, probabilmente travolto dal flusso piroclastico mentre cercava riparo nell'ambiente chiuso.
La Casa Degli Amorini Dorati    
La casa, certamente da annoverare tra le più eleganti abitazioni di età imperiale, deve il suo nome agli Amorini incisi su due medaglioni d'oro che decorano un cubicolo del portico.
Casa degli amorini dorati. Foto: Pompei parco archeologico
La dimora si sviluppa intorno allo scenografico peristilio caratterizzato da un giardino di tipo rodio, ossia munito su un lato di colonne di maggiore altezza sormontate da un frontone, che donava un accentuato tono di sacralità agli ambienti che vi si affacciavano.
Il carattere marcatamente religioso del peristilio è riscontrabile anche dalla presenza di ben due luoghi di culto al suo interno, ossia un edicola ed un sacello; l'edicola era infatti destinata al culto domestico dei Lari, divinità connesse agli antenati, mentre il sacello era destinato al culto delle divinità egizie ritratte nei dipinti, cioè Anubi, dio dei morti con la caratteristica testa da sciacallo, Arpocrate, dio bambino figlio di Iside, la stessa Iside e infine Serapide, dio guaritore.
La presenza di oggetti legati al culto isiaco fanno ritenere che il proprietario della casa, individuato da graffiti e da un anello-sigillo in Cnaeus Poppaeus Habitus, imparentato con Poppea Sabina Minore, era forse un sacerdote.
La Domus è stata interessata da interventi di manutenzione che hanno interessato principalmente la messa in sicurezza degli apparati decorativi mediante integrazioni delle lacune dei mosaici pavimentali e degli intonaci, la messa in opera di dissuasori anti volatili, la realizzazione di una passerella di accesso ed infine la pulitura delle strutture archeologiche.

Nuovi ritrovamenti a Saqqara. Tra le mummie cuccioli di leone

Dopo un’attesa conferenza stampa, il Ministro delle Antichità egizie, Dott. Khaled El-Enany, ha annunciato una nuova scoperta avvenuta nella necropoli di Saqqara da parte della missione archeologica egiziana che scava nella necropoli degli animali sacri, guidata dal Dott. Mostafa Waziri, Segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egizie.

Foto MoA

Qui, dozzine di gatti mummificati e scarabei meticolosamente mummificati sono stati ritrovati con altre mummie di cobra e coccodrilli e con una tomba eccezionalmente ben conservata e attribuita al sacerdote reale Wahtye della Quinta Dinastia. Il Dott. El–Enany ha spiegato che la scoperta di questi giorni comprende una vasta collezione di 75 statue di legno e di bronzo di gatti di differenti forme e misure, oltre ad un gruppo di gatti mummificati trovati in 25 scatole di legno istoriate con testi geroglifici.

Foto MoA

Ci sono statue di legno di animali e uccelli con il bue Api, la mangusta, l’Ibis, il falco e il dio Anubi in forma di animale. La missione ha anche trovato, continua El-Enany, numerosissimi scarabei di pietra contenuti in una scatola di legno, due scarabei di piccole dimensioni realizzati in legno e arenaria, tre statue di coccodrilli e i resti di mummie di piccoli coccodrilli.

Tra i reperti figurano anche divinità dell’antico Egitto e, tra questi, 73 statuette di bronzo raffigurano il dio Osiride, 6 statue di legno il dio Ptah–Soker, 11 statue di legno e di faience la dea leonessa Sekhmet, così come una bellissima statua scolpita raffigura la dea Neith (venerata a Sais, capitale d’Egitto durante la XXVI dinastia) che indossa la corona del Basso Egitto.

Foto MoA

Un rilievo riporta il nome del re Psamtik ed è stato rinvenuto assieme ad una serie di statue di cobra, amuleti, amuleti di faience di differenti forme e dimensioni, maschere funerarie di legno e argilla e una serie di papiri decorati con disegni che rappresentano la dea Tawert (la dea ippopotamo gravida, protettrice delle donne incinte e dei bambini).

Foto MoA

L’archeologo descrive la scoperta come un vero e proprio museo fatto da centinaia di oggetti scoperti nella necropoli di Bubaste a Saqqara e precisa, inoltre, che questi reperti risalgono alla Ventiseiesima Dinastia del VII secolo a.C. considerata come un’era di rinascita. Durante la conferenza stampa, El-Enany ha annunciato che questa non sarà l’ultima scoperta dell’anno ma che ce ne sarà un’altra il prossimo mese, prima di celebrare il Natale.

Foto MoA

Gli studi rivelano infatti che cinque di queste mummie potrebbero riferirsi a cuccioli di leoni e l’egittologo francese Alain Zivie ha da poco scoperto, vicino a questa stessa necropoli, lo scheletro di un leone. Il Ministro conferma che i reperti più interessanti di questa scoperta sono proprio le cinque mummie di felini, da identificarsi, probabilmente, con cuccioli di leone; le scansioni in tomografia computerizzata di due di queste mummie, infatti, hanno rivelato che la forma e la dimensione delle ossa delle mummie si accordano per il 95% a quelle di un cucciolo di leone, ma altri studi saranno portati avanti per ulteriori dettagli.


Una mummia avvolta nel lino scoperta ad Assuan

Ancora scoperte da Assuan. Questa volta si tratta di una mummia avvolta nel lino, all'interno di un sarcofago antropoide in arenaria, in buone condizioni.

 

 

Il ritrovamento è avvenuto in una tomba del Periodo tardo, durante gli scavi nei pressi del Mausoleo di Aga Khan sulla riva occidentale del Nilo. Nella tomba si è ritrovato anche un gruppo di mummie disposte alla rinfusa, il che fa pensare a una sepoltura comune.

Il Mausoleo di Aga Khan. Foto di Hedwig Storch, CC BY-SA 3.0

Nell'area si sono localizzate altre due tombe con resti di sarcofagi in terracotta dipinti, oltre a quelli di uno ligneo riportante testi in geroglifico. I muri delle sepolture sono decorati con immagini di Iside, Hathor e Anubi.

Una testa di statua in arenaria è stata anche ritrovata con un gruppo di amuleti in faience.

Così nelle dichiarazioni del dottor Mostafa Waziri, segretario del Consiglio Superiore delle Antichità Egizie, e del dottor Abdel Moneim Saeed, direttore generale delle Antichità per Assuan e la Nubia, che hanno commentato il ritrovamento da parte della Missione archeologica egiziana.

Link: Ministry of Antiquities; Ahram; Djed Medu

Tutte le foto dal MOA, ad eccezione di quella del Mausoleo di Aga Khan


8 milioni di mummie animali egizie dalle Catacombe di Anubi a Saqqara

18 - 20 Giugno 2015
800px-British_museum,_Egypt_mummies_of_animals_(4423733728)
Un'immensa fossa comune, sacra al dio Anubi, nella quale si sono ritrovate 8 milioni di mummie animali egizie. Questa la scoperta effettuata nella parte settentrionale di Saqqara, in un luogo noto da lungo tempo (vi è una mappa datata al 1897 che lo indica), ma nel quale si è cominciato a scavare solo dal 2009. Si tratta delle catacombe di Anubi, datate al periodo tra il 750 e il 30 a. C. Purtroppo le condizioni delle mummie animali ritrovate non sono buone. Ancora una volta si sottolinea come questi culti avessero una grande importanza, anche dal punto di vista economico.
Nel soffitto vi era poi il fossile di un vertebrato marino databile tra i 56 e i 48 milioni di anni fa e parente di lamantini e dugonghi. Rimane però incerto se gli Egizi fossero a conoscenza della sua presenza.
Leggere di più