Rinvenuto un tratto della via Aemilia

L’avevamo festeggiata l’anno scorso in occasione dei suoi 2200 anni, ora un segmento della via Emilia è emerso dagli scavi in Piazza Gioberti a Reggio Emilia, un tratto di circa 3 metri costituito da un piano in ciottoli fluviali squadrati, disposti in modo da consentire il deflusso laterale dell’acqua piovana.

Il rinvenimento, peraltro già ipotizzato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, è stato documentato dagli archeologi e sarà oggetto di studio e pubblicazione da parte della soprintendenza cui spetta la direzione scientifica dei lavori.

La foto del tratto di Via Aemilia rinvenuto è di Roberto Macrì, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara

Una porzione del limite meridionale della via Emilia di epoca romana è venuta in luce nei giorni scorsi durante i lavori di riqualificazione in Piazza Gioberti legati al progetto “Ducato Estense” finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. A poco più di un anno dalla mostra On the road. Via Emilia 187 a.C.-2017 (allestita a Reggio Emilia fino a giugno 2018)è ricomparso un altro segmento della via consolare voluta da Marco Emilio Lepido nel 187 a.C. che toccava, oggi come allora, i centri nevralgici della Regio VIII coincidente con l’attuale Emilia-Romagna.

Il tracciato, documentato per una lunghezza di più di 3 metri, è costituito da un piano in ciottoli fluviali squadrati disposti a una quota maggiore verso il centro della strada in modo da consentire l’istantaneo deflusso laterale delle acque piovane e degli scarichi. La via è delimitata da una crepidine (marciapiede) realizzata con ciottoli posti di taglio che creano una sorta di gradino continuo rialzato rispetto alla parte restante del battuto stradale; parte di questa crepidine era stata asportata già in età antica.

Rimasta probabilmente in superficie fino al termine dell'Impero romano, la strada sembra però ridursi nel tempo come via carrabile per essere in parte occupata da strutture, in parte affiancata da attività artigianali come quelle metallurgiche.

Dopo tale periodo la strada venne sepolta da successivi sedimenti fluviali.

“Questo rinvenimento -spiega la Soprintendente Cristina Ambrosini- aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza del tracciato della via Aemilia, già rinvenuto in più punti nel corso del ventesimo secolo, e porta dati nuovi e fondamentali riguardo all'annosa questione della posizione del torrente Crostolo all'interno della città antica tra epoca romana e XIII secolo. Studiando i dati pregressi e quelli emersi dal controllo archeologico in corso in piazza Roversi, sempre nell'ambito del progetto Ducato Estense, potremo definire con maggior precisione la posizione dell'alveo del torrente e la conformazione di questo nevralgico settore urbano.”

I lavori archeologici si svolgono sotto la direzione scientifica dell’archeologa della Soprintendenza Annalisa Capurso e sono eseguiti in piazza Gioberti dalla ditta GEA (dottori Cecilia Pedrelli, Nicola Cassone, Gloria Saccò) e in piazza Roversi dalla ditta Archeosistemi (dott.sa Anna Losi), con la consulenza del geoarcheologo, prof. Mauro Cremaschi.


A Bologna il cibo tra necessità, condivisione e ostentazione dalla Preistoria all'età moderna

In tutte le culture il cibo ha un valore simbolico e sociale e quindi non solo la sua preparazione e conservazione ma anche la sua rappresentazione sono temi importanti sia dell’archeologia che dell’arte.

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2018, archeologi, storici dell'arte, restauratori e servizi educativi della Soprintendenza accolgono il pubblico nella sede di via Belle Arti per proporre “Panem et circenses”, variegata iniziativa che tratta il tema del cibo, dall'archeologia alla storia dell'arte, dal vasellame da mensa al gioco per i più piccoli.

L'archeologa Cinzia Cavallari e la storica dell'arte Anna Stanzani propongono "Il cibo tra necessità, condivisione e ostentazione dalla Preistoria all'età moderna", percorso per immagini commentate sull’alimentazione e la "liturgia" dei pasti.

Nel corso della Preistoria, da un'economia basata sulla caccia e la raccolta dei frutti spontanei si passa, a seguito della scoperta dell'agricoltura e dell'allevamento, a un cambiamento radicale: di fatto il focolare domestico diventa simbolo di famiglia e di comunità. L'alimentazione accompagna la storia dell'uomo in tutte le sue sfaccettature, tra necessità di sostentamento a strumento di ostentazione di stato sociale.

Pasti frugali, banchetti sontuosi in età romana e medievale, mutazioni del gusto, mode, sfruttamento delle risorse naturali, cucine, vasellame da mensa e contenitori per la cottura e la conservazione dei cibi costituiranno un'originale chiave di lettura per comprendere l'evoluzione delle società antiche, medievali e post-medievali.

Per l'età moderna, si aprirà una finestra particolare: quali sono i cibi e le suppellettili messi in tavola dai pittori? E quali sono le occasioni principali per rappresentare il cibo e i temi conviviali? Banchetti sacri e profani, cucine e osterie, nature morte e mercati saranno il filo conduttore di un viaggio nella civiltà della tavola.

Siriana Zucchini propone ai più piccoli l'esperienza ludico-formativa "Caccia ai cocci" per bambini dai 6 agli 11 anni, con ricerca di tessere che andranno a comporre le immagini di reperti legati al cibo di cui i bambini potranno vedere l'originale nel laboratorio di restauro e scoprirne l'uso.

Il laboratorio di restauro sarà aperto al pubblico fino alle 12.30: i restauratori Mauro Ricci e Virna Scarnecchia mostreranno vasi, brocche, bicchieri, posate, contenitori da mensa e da cucina, illustrando le varie fasi del loro restauro.


Infine una serie di immagini commentate illustreranno brevemente la millenaria storia del quartiere e di Via Belle Arti, lo sviluppo urbanistico di quest'area, gli edifici più significativi del passato e del presente e le illustri personalità che hanno vissuto in quella che fino al 1877 era chiamata Borgo della Paglia


Mosca: presentazione del libro «I partigiani sovietici in Italia» di Massimo Eccli

Il 21 settembre 2018, presso la Biblioteca Statale Russa, si terrà la presentazione del libro «I partigiani sovietici in Italia». Il libro apre una pagina ignota della storia della Seconda Guerra Mondiale, sulla partecipazione dei cittadini sovietici, nel movimento della Resistenza italiano.

In alcune centinaia tra città e paesi dell'Italia vi sono sepolture di soldati sovietici. Le maggiori sono a Torino, Cuneo, Genova, Firenze, Milano, Bologna e Verona. I locali portano fiori sulle tombe, malgrado ciò, spesso esse sono ignote. Una di queste tombe di soldati sovietici si trova nel cimitero di San Zeno di Montagna, in provincia di Verona ed attirò l'attenzione dello storico Massimo Eccli. Egli decise di trovare testimonianze su questa persona e trovare i suoi parenti. Durante queste ricerche, egli trovò informazioni sui destini dei cittadini sovietici deportati durante la Guerra, in Italia, egli decise di sistematizzarle. Risultato finale di questo lavoro è il libro «I partigiani sovietici in Italia», pubblicato dalla casa editrice «Veche».

Secondo Massimo Eccli, molti soldati sovietici, arrivati in Italia negli anni di guerra, ancora oggi sono considerati dagli archivi sovietici come dispersi. Durante il lavoro sul libro, si riuscì a ricostruire alcuni dei loro nomi.

In Italia, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, molti soldati furono prigionieri dei campi di lavoro. Solamente i soldati dell'Armata Rossa, furono più di 20.000. Coloro che riuscirono a fuggire si unirono al movimento della Resistenza ed ai distaccamenti partigiani. Alcuni nostri connazionali, sono leggendari membri della Resistenza italiana: Fjodor Poletaev, Nikolaj Bujanov, Daniil Avdeev, Fore Mosuligvili, furono insigniti della più alta decorazione italiana, per le prodezze sul campo di battaglia, la medaglia d'oro «al Valor Militare». Vennero premiati con il titolo di «Eroe dell'Unione Sovietica»: Fjodor Poletaev, Fore Mosulisvili, Daniil Avdeev e Nikolaj Bujanov. Molti ricevettero le più alte onoreficenze sovietiche soprattutto ad Memoriam.

 

Nell'ambito della presentazione nella sala espositiva Rosa della RSL, si terrà anche l'apertura della mostra internazionale «Sotto il cielo d'Italia e Russia». Il progetto, iniziò nel 2014, durante l'anno incrociato del turismo Russia — Italia ed è un'iniziativa del'Unione Creativa Giovanile «Le due capitali Mosca - San Pietroburgo» e del Movimento internazionale giovanile «Amici» Italia - Russia. I lavori presenti alla mostra, sono stati eseguiti dai partecipanti al progetto «La longevità Moscovita» dello studio «Cobalt» del centro «Arbat - Tverskoj».

Alla presentazione si esibirà il cantante lirico Luca Lattanzio. Il 9 maggio 2018 egli si esibì al Cremlino, durante la festa per il Giorno della Vittoria.

Alla presentazione prenderanno parte i parenti dei partigiani sovietici, rappresentanti dell'Ambasciata d'Italia, delle organizzazioni culturali ed educative della Russia e dell'Italia: l'Associazione Dante Alighieri, la scuola «Italo Calvino», il liceo «Paolo Diacono», il «Fotozentr» di Gogolevskij Boulevard e Dom íumalista.

Testo dal servizio stampa della Biblioteca Statale Russa

La Biblioteca Statale Russa, foto di Vladimir TokarevCC BY-SA 3.0, da Wikipedia.


Bologna: "Le tavole dell'arte - Riflessioni tra arte e cibo"

Le tavole dell'arte

Riflessioni tra arte e cibo

giovedì 14 aprile 2016
ore 9.30 -18
Sala Farnese di Palazzo d’Accursio,  Bologna

image (4)Le tavole dell’arteRiflessioni tra arte e cibo, porterà a Bologna ospiti internazionali, alcune tra le più importanti Istituzioni Museali Italiane e Internazionali, a confrontarsi sul rapporto tra arte e cibo. La giornata, aperta al pubblico, si svolge nell'ambito di “CONCIVES 1116-2016 Nono centenario del Comune di Bologna”.

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#AlPostoGiusto: iniziative in dodici città italiane

#AlPostoGiusto

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Montgomery. Alabama. È il primo dicembre del 1955. Rosa Parks, figlia di James e Leona McCauley e moglie di Raymond Parks, attivo nel movimento dei diritti civili, torna a casa dopo il suo lavoro. Rosa lavora da sarta in un grande magazzino della sua città. Quel freddo giovedì di dicembre non trova altri posti liberi nella parte riservata ai negroes e decide di sedersi al primo posto dietro alla fila riservata i bianchi, nel settore dei posti ‘comuni’.
Subito dopo di lei sale un uomo bianco, che rimane in piedi, essendo terminati i posti a sedere. Dopo poche fermate l’autista chiede a Rosa di alzarsi e lasciare il suo posto all’uomo bianco.
Rosa non si scompone e rimane al suo posto, rifiutandosi di alzarsi con dignitosa fermezza.
L’autista ferma il mezzo e chiama due poliziotti. Rosa viene arrestata e portata in carcere per condotta impropria e per non aver rispettato il divieto che obbliga i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nei settori cosiddetti comuni.
Un atto coraggioso, determinato, possente, in seguito al quale si avvia una protesta che poi diventa storica quanto il gesto di Rosa.
Quella stessa notte, Martin Luther King, insieme ad altre decine di leader delle comunità afroamericane, dà vita a una serie di azioni di protesta. Tra queste, il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, affinché fosse cancellata una norma odiosa e discriminatoria che comprometteva persino la normale possibilità quotidiana di sedersi, come gli altri, su un autobus.
Rosa muore a Detroit lunedì 24 ottobre 2005. Passa alla storia come The Mother of the Civil Rights movement e la Casa Bianca ospita le sue spoglie con tutti gli onori.
Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo vuole ricordare quel gesto semplice e rivoluzionario sessanta anni dopo, con la campagna #AlPostoGiusto.
In molte città italiane verranno realizzate iniziative tra martedì 1 e domenica 6 dicembre. Un atto dovuto ad una donna meravigliosa come Rosa Parks, per ricordare quel gesto ma anche e soprattutto per riflettere sulle discriminazioni che esistono ancora ai nostrigiorni.
La memoria ha senso se ha la capacità di volgere lo sguardo all’oggi e al futuro e non rimanere ancorata al passato per fare mero ricordo di un avvenimento, bensì trasformare in ispirazione gli esempi di persone come Rosa.

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Presentazione ufficiale delle iniziative del ‘Comitato Pasolini’, in occasione del quarantennale dalla scomparsa

Presentazione ufficiale delle iniziative del ‘Comitato Pasolini’, in occasione del quarantennale dalla scomparsa

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Il 20 ottobre 2015 al Teatro India si è svolta la conferenza di presentazione delle iniziative del ‘Comitato Pasolini’, presieduto da Dacia Maraini, per ricordare Pier Paolo Pasolini, in occasione del quarantennale dalla scomparsa. Erano presenti le istituzioni coinvolte e i membri del comitato, tra gli altri: Antonio Calbi, Dacia Maraini, il Ministro Dario Franceschini, l’Assessore Giovanna Marinelli, Ninetto Davoli e Lidia Ravera.

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Itinerari Giotteschi: il 16 Ottobre ad Assisi e in altri luoghi

Venerdì 16 ottobre alle 12,00 presso la Basilica Superiore di Assisi – e in contemporanea negli altri luoghi degli itinerari - saranno presentati gli “Itinerari Giotteschi”, curati dal Mibact nell’ambito di EXPO 2015.

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Il concetto
#GiottoItalia è l’hashtag di un progetto culturale curato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nell’ambito di Expo 2015. La straordinaria capacità che Giotto ha avuto di esprimere la cultura del suo tempo e in certa misura anche di superarla, aprendo il percorso della pittura verso i futuri sviluppi, ne ha fatto nei secoli uno dei grandi Italiani. Per questa sua emblematicità il Mibact lo ha scelto in occasione di Expo, predisponendo un programma unitario e complesso, modulato in una mostra a Milano, Palazzo Reale – aperta fino al 10 gennaio 2016 e in sei “Itinerari nei luoghi di Giotto”, legati insieme da un ricco catalogo, una guida sugli Itinerari, e l’offerta gratuita in rete al pubblico di un ArtPlanner per fruire in modo innovativo tutta questa proposta. La vera ricchezza e la particolarità culturale dell'Italia è infatti quello che si può definire un "museo diffuso", cioè una impressionante rete unica al mondo per ricchezza e collocazione di beni e attività culturali sull'intero territorio della nazione italiana. L'intero programma è concepito esattamente con questa filosofia. Si tratta di una più moderna concezione del nostro patrimonio artistico, in grado di valorizzarlo in un  contesto, come quello attuale, che vede la domanda globale concentrata su pochi grandi attrattori.

Scoperto a Bologna un tratto dell'antica via Emilia

28 Maggio 2015
Scoperta nel corso dei  lavori del cantiere BoBo in centro a Bologna, i quali hanno dato alla luce i resti della via Emilia romana. Ma non ci si aspettava di incontrarla già a 80 cm di profondità, quando nella vicina biblioteca Salaborsa, come il pavimento trasparente rivela, i resti della strada sono a tre metri di profondità. Purtroppo questo tratto della via Emilia, non sarà più visibile: già in queste ore in via Ugo Bassi si sta procedendo alla sua copertura con teli in tessuto-non tessuto, sabbia e cemento. Uno strato di materiali che garantirà, dicono gli esperti, "la tombatura per altri duemila anni". Risalgono infatti al primo secolo dopo Cristo, in epoca augustea, le pietre (trachiti dei colli Euganei), che in alcuni tratti mostrano ancora i segni lasciati dai carri. Rinvenuto anche il margine settentrionale della via Emilia, una sorta di marciapiede, che suggerisce agli studiosi le dimensioni dell'antica strada: tra i sei e i sette metri di ampiezza. Dallo scavo, spiega l'archeologa Renata Curina, emerge che la via Emilia fatta così venne "utilizzata per tutti secoli dell'Impero fino all'età tardo-antica", ovvero tra il quarto e il sesto secolo dopo Cristo, quando "venne rialzata con un battuto in laterizio che diventa altrettanto solido per il passaggio dei carri". La strada "è conservata dov'è e la lasceremo lì- afferma Curina- chiaramente con una copertura che ci permette di conservarla. Purtroppo non ce l'abbiamo tutta e altri tratti sono stati gia' sicuramente manomessi nel corso dei secoli con la crescita della città". A futura memoria di quanto ritrovato, saranno predisposti pannelli con documentazione fotografica da installare in via Ugo Bassi e Rizzoli.
Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone


"Bizantini e Longobardi. Culture e tradizioni in una secolare tradizione": Accordo fra l’Archivio di Stato di Modena e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per il riconoscimento di crediti formativi

19 Marzo 2015

"Bizantini e Longobardi. Culture e tradizioni in una secolare tradizione": Accordo fra l’Archivio di Stato di Modena e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per il riconoscimento di crediti formativi

Mentre proseguono le due mostre, Dal Baltico all’Emilia. Il Dna dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto rivela tracce di antiche migrazioni germaniche - nell’androne e nella Sala del Consiglio del Municipio di San Giovanni in Persiceto - e Segni sulle terre. Confini di Pianura tra Modena e Bologna - nella Chiesa di Sant’Apollinare - e il ciclo di conferenze, la Giunta del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha concesso il patrocinio alla seconda edizione del Progetto triennale “Il confine che non c’è. Bolognesi – Modenesi uniti nella terra di mezzo” intitolata appunto Bizantini e Longobardi tra Bologna e Modena. Culture e territori in una secolare tradizione (dal secolo VI al 1859).
La Giunta ha inoltre deliberato di riconoscere due crediti formativi agli studenti del Dipartimento che parteciperanno ad almeno tre conferenze del secondo ciclo e che produrranno una breve relazione. Il professore Giovanni Vittorio Signorotto è stato nominato referente dell'iniziativa.

Come da MIBACT, Redattrice Maria Carfì


Firenze, Uffizi: Amico Aspertini e i musei di ieri

12 Dicembre 2014
Due nuove mostre dagli Uffizi: "L’Amico rivisitato. Amico Aspertini e altri bolognesi", e “Ieri. I Musei”, proposta dal Gabinetto Fotografico agli Uffizi.Leggere di più