Scozia: le valli di Cairngorm abitate già 8100 anni fa

9 - 11 Luglio 2015
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Gruppi di cacciatori raccoglitori del Mesolitico operavano già 8100 anni fa nei paesaggi montagnosi scozzesi dei Cairngorm Glen, presso l'insediamento di Mar Lodge nell'Aberdeenshire.
Solo oggi sono state possibili datazioni per il sito di Mar Lodge Estate, scoperto nel 2003: queste sono state fatte risalire al 6200 - 6100 a. C. La scoperta è notevole perché allora il clima in queste regioni doveva essere persino più rigido di quanto non lo sia oggi.
Link: BBC News; Past Horizons; The National; Archaeology News Network, Walkhighlands via The National Trust for ScotlandScotland Now
L'Aberdeenshire, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Scotland location map.svg (by NordNordWest). ).
 


Polacchi scoprono una sepoltura di 6.500 anni fa in Egitto

7 Luglio 2015

Polacchi scoprono una sepoltura di 6.500 anni fa in Egitto

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Il defunto nella tomba No. 11. Foto di A. Czekaj-Zastawny
Tracce di ferite intenzionali nella forma di tagli sul femore sono stati scoperti sui resti di un defunto, ritrovato durante gli scavi di quest'anno, intraprese nel Deserto Libico-Nubiano in Egitto. È il primo caso noto di tale trattamento per il periodo neolitico in questa parte dell'Africa.
La scoperta è stata fatta dalla spedizione guidata dal prof. Jacek Kabaciński dal ramo di Poznań dell'Istituto di Archeologia ed Etnologia di PAS. L'area nella quale si svolge la ricerca polacca nel deserto, chiamata Gebel Ramlah, è collocata vicino al confine meridionale dell'Egitto col Sudan, a circa 140 km ad ovest di Abu Simbel. I Polacchi hanno lavorato qui sin dal 2009 e hanno fatto importanti scoperte fin dal principio, includendo un cimitero di neonati.
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Gli uomini del Gravettiano contribuirono all'estinzione dei mammuth lanosi?

4 - 9 Giugno 2015
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Secondo un nuovo studio, i cacciatori raccoglitori europei del Gravettiano avevano il mammuth lanoso al centro della propria dieta.
Tra i venti e i trentamila anni fa, gli umani di questa cultura del Paleolitico Superiore si diffusero in Europa, in particolare nella Repubblica Ceca, sulle colline di Pavlovské (Palava) e nella Polonia meridionale. In questi siti, le ossa di mammuth rappresentano il 18% del totale, e venivano utilizzate come combustibile, come riparo e come strumenti e ornamenti, mentre la carne veniva arrostita. Questi umani si specializzarono nella caccia all'animale, e probabilmente contribuirono all'estinzione dello stesso.
Si segnala inoltre un articolo della BBC sugli sviluppi relativi al tentativo di riportare in vita i mammuth lanosi.
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Animali carnivori e ominidi: anche i Neanderthal potevano avere la peggio

15 - 18 Maggio 2015
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Nella storia dell'evoluzione umana, gli incontri anche violenti con gli animali carnivori sono sempre stati presenti con costanza. Un nuovo studio ha applicato i metodi della scienza forense a questi incontri, e in particolare ha determinato che i Neanderthal, notoriamente abili cacciatori, erano spesso anche vittime degli attacchi dei predatori.
[Dall'Abstract: ] L'interazione tra ominidi e carnivori è stata comune e costante durante l'evoluzione umana e ha generato pressioni reciproche e simili a quelle presenti nei moderni conflitti umano-carnivori a livello globale. Questa interazione attuale è alle volte violenta e può riflettersi in patologie scheletriche permanenti e altre modificazioni ossee. Nello studio in questione si sono portati avanti esami su 125 casi forensi di incontri pericolosi tra umani e carnivori. L'obiettivo è quello di dedurre i confronti diretti tra ominidi e carnivori durante il Pleistocene, tema importante per comprendere i cambiamenti comportamentali durante l'evoluzione umana. In aggiunta a ciò, il caso dei Neanderthal è esaminato per offrir prova di attacchi passati, utilizzando le osservazioni forensi. I risultati ottenuti presentano dei Neanderthal potenzialmente coinvolti in incontri pericolosi durante il Pleistocene, convalidando la metodologia utilizzata di affrontare gli attacchi passati da una prospettiva forense.
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Kenya: orme di Homo Erectus che cacciavano a Ileret

17 Aprile 2015
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Nel 2009 a Ileret, in Kenya, si scoprirono 22 orme di Homo Erectus, che furono oggetto di uno studio anatomico su ScienceNeil Roach, palaeoantropologo al Museo Americano di Storia Naturale di New York ha proseguito gli studi, ritrovando oltre 100 orme nell'area, e probabilmente riconducibili a gruppi umani che cacciavano gli animali presenti (e che a loro volta hanno lasciato simili tracce), un milione e mezzo di anni fa.
Link: Nature
La contea kenyota di Marsabit: Ileret si trova sulla sponda est del lago Turkana, ai confini con l'Etiopia. Da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata e di Nairobi123.
 


Cuba: piante coltivate nei Caraibi prima di quanto ritenuto finora

5 Aprile 2015
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Fino ad oggi si riteneva che prima del 500 d. C., a Cuba e nei Caraibi non fossero utilizzate piante coltivate. Un nuovo studio, opera di un team internazionale di studiosi, ha però rovesciato questi assunti, datando alcuni resti, individuati con tecniche innovative, fino al 1000 a. C.
Il metodo utilizzato ha permesso di ricavare la dieta a partire dal tartaro dei denti, da grani di amido e da isotopi del collagene delle ossa. I "pescatori raccoglitori" di Caminar Abajo, nella provincia cubana di Matanzas, facevano già uso di fagioli coltivati, patata dolce e di zamia, una pianta tossica se non trattata adeguatamente. I locali praticavano pesca, caccia, e facevano uso di cultigeni (cioè di piante deliberatamente alterate o selezionate dagli uomini) come di piante selvatiche.
Lo studio "Starch analysis and isotopic evidence of consumption of cultigens among fisher–gatherers in Cuba: the archaeological site of Canímar Abajo, Matanzas", di Y. Chinique de Armas, W.M. Buhay, R. Rodríguez Suárez, S. Bestel, D. Smith, S.D. Mowat, M. Roksandic, è stato pubblicato su Journal of Archaeological Science.
Link: Journal of Archaeological Science; University of Winnipeg; Past Horizons
La provincia di Matanzas a Cuba, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Cuba location map.svg (by NordNordWest).)
 


Uova di 300 mila anni fa svelano l'ambiente del Paleolitico

31 Marzo 2015
Nel 1990 furono ritrovati a Schöningen delle lance datate a 300 mila anni fa. Nell'area sono stati però ritrovati materiali organici in grandi quantità: tra questi, anche i gusci delle uova di diverse specie di uccelli, che ora i ricercatori tedeschi esaminano per ottenere informazioni circa le migrazioni e i comportamenti degli stessi, oltre che sulla dieta umana.
Link: Phys.org; Past Horizons via Universität Tübingen


Una nuova datazione di cacciatori dell'ultima Era Glaciale in America

23 - 27 Marzo 2015
Presso Wally's Beach, in Canada, vi sono i resti di sette cavalli e di un cammello, e costituiscono le uniche prove di caccia e macellazione di questi animali  in tempi preistorici in America. Una nuova ricerca mostra che i frammenti delle ossa degli animali sarebbero da datarsi a 13300 anni fa, uccisi in un breve lasso di tempo.
Si tratta di una scoperta molto importante, sia perché documenta il ruolo dell'uomo nell'estinzione dei grandi mammiferi alla fine dell'ultima Era Glaciale, sia perché implica la presenza umana nel continente, molto prima di quanto ritenuto finora.
https://twitter.com/NewsHour/status/580384893923905537
Lo studio "Late Pleistocene horse and camel hunting at the southern margin of the ice-free corridor: Reassessing the age of Wally’s Beach, Canada", di Michael R. WatersThomas W. Stafford, Jr.Brian Kooyman, e L. V. Hills, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America; Phys.org via Texas A&M University; PBS Newshour; Past Horizons


Veleni, piante e cacciatori Paleolitici

21 Marzo 2015
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Dozzine di piante comuni sono tossiche. Gli archeologi hanno sospettato a lungo che i nostri antenati del Paleolitico utilizzassero i veleni dalle piante per rendere più letali le loro armi nella caccia. Adesso la dott.ssa Valentina Borgia si è unita a un chimico forense per sviluppare una tecnica per rilevare residui di sostanze letali presenti su reperti archeologici.
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Siamo circondati da piante velenose, che prosperano nei nostri parchi e giardini, cespugli e boschi. La digitale (Digitalis) sembra affascinante ma i suoi semi possono uccidere. I fiori dell'aconito (Aconitum napellus) sono di un blu intenso, ma le sue radici possono essere letali. La cicuta (Conium maculatum) è sia comune ed estremamente tossica, come ci ricordano Socrate e Platone, o Shakespeare nel Macbeth con gli incantesimi delle streghe.
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Gli archeologi hanno creduto a lungo che i nostri antenati estraessero i veleni da queste piante per rendere le loro armi più letali e uccidere le loro prede più rapidamente. Immergendo una punta di freccia in una pasta velenosa, il cacciatore poteva assicurarsi che l'animale ricevesse una dose di sostanze tossiche (alcaloidi o cardenolidi) che l'avrebbero ucciso immediatamente o rallentato.
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Popolazioni di mammut decimate 30 mila anni fa circa

12 Dicembre 2014 - 8 Febbraio 2015
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Uno studio da parte dei ricercatori dell'Università di Tübingen, insieme a quelli del  Senckenberg Nature Research Society, evidenzia un declino nella popolazione di mammut lanosi, attorno ai 30 mila anni fa, nonostante le stabili condizioni di clima e di cibo. Il cambiamento sarebbe perciò da imputare alla caccia da parte degli umani.
[Dall'abstract:] Il mammut lanoso (Mammuthus Primigenius) era una specie chiave, oltre che emblematica, del cosiddetto ecosistema della steppa del mammut, da collocarsi tra i 110.000 e i 12.000 anni fa. Il suo contributo alla sussistenza umana durante il periodo Gravettiano, come fonte di materie prime, è documentato nel sud ovest della Francia e nel sud ovest della Germania, con alcune prove della sua caccia nella seconda regione. Peraltro, la diversità genetica decrescente e indicatori crescenti di stress nutrizionale mettono in evidenza un probabile declino del megaerbivoro. [...] (Sulla base del tracciamento multi-isotopo,) Quindi ipotizziamo che durante i periodi Aurignaziano e Gravettiano, la nicchia ecologica del mammut fosse intatta, ma non occupata intensivamente da questi, a causa di un declino nella popolazione, da spiegarsi possibilmente con la pressione umana attraverso la caccia.
Lo studio "Tracking possible decline of woolly mammoth during the Gravettian in Dordogne (France) and the Ach Valley (Germany) using multi-isotope tracking (13C, 14C, 15N, 34S, 18O)", di Dorothée G. Drucker, Carole Vercoutère, Laurent Chiotti, Roland Nespoulet, Laurent Crépin, Nicholas J. Conard, Susanne C. Münzel, Thomas Higham, Johannes van der Plicht, Martina Lázničková-Galetová, Hervé Bocherens, è stato pubblicato su Quaternary International
Link: Quaternary International; Universitat Tübingen 1, 2Past Horizons
Mammut lanoso, modello dal Royal BC Museum, a Victoria (Canada), foto di Flying Puffinda WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da FunkMonk.