Un relitto con duemila o tremila giare di garum al largo di Alassio

10 Dicembre 2015
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Duemila o tremila giare in creta, contenenti garum, sono state ritrovate al largo di Alassio.
Si tratterebbe del carico del quinto relitto ritrovato nell'area, e testimonierebbe in maniera chiara la via commerciale tra Italia, Spagna e Portogallo (dove la salsa di pesce fermentato veniva prodotta ed esportata). Due tipologie di giare ritrovate sarebbero invece produzione dell'area del fiume Tevere, forse usate per trasportare vino.
Il relitto è stato ritrovato con una ricerca attenta che è durata due anni, a seguito di una segnalazione di un pescatore. La nave avrebbe una lunghezza di circa 25 metri e sarebbe risalente al primo o secondo secolo d. C.

Link: ANSA; Repubblica - GenovaDiscovery NewsThe Local; ASKA News (Video 1, 2).
Mosaico con brocca "fiore di garum", l'iscrizione indica la provenienza dal laboratorio dell'importatore di garum, Aulus Umbricius Scaurus (il mosaico proviene dalla villa di questi a Pompei). Foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Claus Ableiter.
 


Scozia: nocciole dalla Baia di Staffin

22 Ottobre 2015
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Resti di nocciole sono stati ritrovati presso il sito mesolitico della Baia di Staffin, in Scozia, e daterebbero a ottomila anni fa circa.
Link: BBC News
Staffin e la baia, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Paul Hermans.


Milano: Mediterranea 17 Young Artists Biennale, 300 artisti espongono alla Fabbrica del Vapore

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Mediterranea 17 Young Artists Biennale, 300 artisti espongono alla Fabbrica del Vapore

Fino al 22 novembre un evento multidisciplinare. Workshop, reading, showcooking, performance artistiche, musicali e teatrali in un evento multidisciplinare promosso da Comune di Milano e Bjcem, in collaborazione con Arci e con il Patrocinio della Fondazione Cariplo

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Milano, 22 ottobre 2015 - Dal 22 ottobre al 22 novembre 2015, la Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4), ospita MEDITERRANEA 17 YOUNG ARTISTS BIENNALE, evento internazionale multidisciplinare, curato da Andrea Bruciati, promosso da Comune di Milano e Bjcem, in collaborazione con Arci e con il Patrocinio della Fondazione Cariplo. La mostra fa parte di Expo in città, il palinsesto di iniziative che accompagna la vita culturale di Milano durante il semestre dell’Esposizione Universale.

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Mangeresti il tuo gatto?

6 - 19 Ottobre 2015
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Solo pochi anni fa (2010) fece scalpore la vicenda di Beppe Bigazzi, che durante la trasmissione "La prova del cuoco", rievocò il consumo di carne di gatto negli anni '30 e '40 in Valdarno.
Nelle gran parte delle società occidentali, difatti, la pratica costituisce un tabù: solo in pochissime aree ci si sognerebbe di mangiare il proprio animale domestico.
Tuttavia, non è così ovunque nel mondo. In Asia, 4 milioni di gatti vengono consumati ogni anno, per preferenza o superstizione, oltre che per insicurezza alimentare. Anche in Africa l'animale viene mangiato.
Un nuovo studio ha esaminato il consumo di carne di gatto in Madagascar (dove anche a causa dell'instabilità politica la pratica è aumentata), e le ripercussioni della cosa sulla salute pubblica. Ben il 34% degli intervistati ha consumato la carne di gatto nell'ultima decade, ma questo sarebbe stato determinato da opportunismo: si tratta di gatti regalati, o che si sono acquisiti in modo casuale (ad esempio, a seguito di un incidente). Non si tratterebbe perciò di una risposta alle difficoltà economiche. Per questo motivo, la cosa può costituire un rischio per la salute pubblica e per la diffusione di determinate malattie (tra cui la toxoplasmosi).
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La vita poco salubre dei ricchi nel Medio Evo

20 Ottobre 2015
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Nel Medio Evo, la vita non doveva essere poi così salubre per i ricchi: questi potevano infatti permettersi di mangiare da coppe e piatti smaltati. Quest'ultimo però conteneva piombo, che con i cibi salati e acidi si faceva strada nel corpo. Il metallo era poi presente pure nelle monete, e nell'acqua che veniva a contatto con le tegole sui tetti degli edifici (che lo contenevano). Nelle popolazioni rurali il problema era meno sentito. i Il mercurio invece era utilizzato per il colore cinabro, ma pure come medicina, ad esempio per la lebbra.
Questi alcuni dei risultati ai quali è giunto uno studio che ha studiato l'avvelenamento da piombo e mercurio nelle ossa delle popolazioni rurali e urbane della Danimarca meridionale e della Germania settentrionale, nel Medio Evo.
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La più antica farina da Grotta Paglicci

8 Settembre 2015
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La più antica farina della storia, risalente al Paleolitico Superiore e a trentaduemila anni fa circa, verrebbe da Grotta Paglicci nel Gargano, in Puglia.
Veniva ottenuta macinando avena selvatica (avena fatua): nel sito in provincia di Foggia è stato ritrovato un pestello per macinarla, sul quale sono stati rilevati grani di amido. Non vi sarebbe prova che i grani fossero poi uniti ad acqua e cotti, ma l'ipotesi è per gli studiosi plausibile.
Si tratterebbe di un'ulteriore conferma al fatto che si cominciò ad utilizzare cereali e produrre farine ben prima dell'agricoltura vera e propria. Gli abitanti della Grotta erano difatti cacciatori raccoglitori della cultura Gravettiana, che raccoglievano graminacee selvatiche.
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Due bevande rituali a base di caffeina tra Stati Uniti e Messico

7 Settembre 2015
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Già nel 750 d. C., nel Sud Ovest degli Stati Uniti e nella parte Nord Occidentale del Messico si apprezzava la caffeina, sotto forma di bevande rituali a base di cacao o agrifoglio, che avevano un alto contenuto della sostanza stimolante.
La prima bevanda sarebbe cioccolata a base di cacao. La seconda, chiamata bevanda nera (NdT: black drink in Inglese) viene prodotta a partire da foglie e rametti di alcune specie di agrifoglio. Le bevande sarebbero state consumate durante riunioni comunitarie e rituali. Nessuna delle due piante cresce nel Sud Ovest degli Stati Uniti, e ci si interroga perciò sulle possibili vie commerciali che le hanno portato dai Nativi Americani dell'area. Si sospetta ovviamente il Messico e la Mesoamerica.
Gli studiosi sono giunti a questi risultati partendo da una ricerca sui residui organici presenti nei frammenti ceramici provenienti da 18 siti del Sud Ovest degli Stati Uniti e del Nord Ovest del Messico (tra la parte meridionale del Colorado e quella settentrionale dello stato di Chihuahua), per un periodo compreso tra il 750 e il 1400 d. C. Le analisi hanno rivelato  combinazioni di metilxantine (caffeina, teobromina e teofillina), rivelatrici di bevande stimolanti.
Si tenga presente che l'agrifoglio non contiene solo caffeina: foglie, bacche e altre parti della pianta sono tossiche, e il consumo è pericoloso per l'uomo e per gli animali. Le foglie di alcune specie di agrifoglio erano però utilizzate da alcune culture per produrre del tè. Ovviamente si sconsiglia vivamente l'utilizzo, in ogni forma.
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Cipro: un forno neolitico in un fosso a Prastio-Mesorotsos

26 Agosto 2015
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Un forno neolitico collocato in un fosso, scoperto presso il sito di Prastio-Mesorotsos nel distretto di Pafo a Cipro, sarebbe stato in grado di nutrire fino a duecento persone.
Il sito avrebbe rivelato tracce del Neolitico preceramico e ceramico, del Calcolitico, dell'Età del Bronzo e dei periodi Bizantino e Franco.
Link: Archaeology News Network via Department of Antiquities/Republic of Cyprus; Live Science 1, 2.
Il distretto di Pafo a Cipro, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Cyprus location map.svg (by NordNordWest)).


Alle origini del pane: farina e proto-pita d'orzo dalla Cultura Natufiana

26 Agosto 2015
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Mortai in pietra di 12500 anni fa furono utilizzati per produrre farina dall'orzo selvatico, presso il sito di Huzuq Musa nella Valle del Giordano, e risalente alla Cultura Natufiana. Veniva lì prodotta anche quella che è stata definita una "proto-pita", sotto forma di pane non lievitato e cotto col carbone.
La sfida era allora quella di non raccogliere tutto, ma di lasciare dell'orzo nei campi per la stagione successiva. Si tenga presente che la domesticazione dei cereali fu raggiunta solo 10500 anni fa, per cui prima di essa vi furono pranzi a base di cereali e farina per due o tre millenni. Alla Cultura Natufiana bisogna dunque ricondurre un sistema agricolo-tecnologico determinante nella transizione da una società di cacciatori raccoglitori a una stabile di agricoltori. Gli archeologi hanno anche ripercorso le diverse attività che conducono dal cereale alla farina, utilizzando gli strumenti dell'epoca che si sono dimostrati particolarmente adatti allo scopo.
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Turchia: un fornello del secondo secolo a. C. da Knidos

25 Agosto 2015
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Un fornello del secondo secolo a. C., probabilmente destinato alle navi, è stato ritrovato presso l'antica città di Knidos, insediamento greco della Caria, nell'attuale provincia turca di Muğla.
Link: Daily Sabah
La provincia di Muğla in Turchia, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest).)