Cipro: scavi presso la collina di Fabrika a Pafo

12 Febbraio 2016
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Completamento dei lavori della spedizione francese 2015 a Pafo, presso la collina di Fabrika.
Operazioni di recupero hanno interessato la parte meridionale della rotonda, l'area di prossima costruzione di un ponte (col ritrovamento di due sepolture medievali, di un bambino e di un adolescente) e la parte in cima alla collina, presso il mosaico di epoca ellenistica.
Gli scavi si sono concentrati su di un'abitazione di epoca romana, col suo impluvium, il portico ad est, due nuove stanze e scale nel cortile. Al di sotto, i resti di una cava di epoca ellenistica. L'edificio, degli inizi del primo secolo d. C., è stato pure oggetto di restauri: subì gravi danni in passato, a causa di un terremoto, per poi essere parzialmente ricostruito.
Link: Republic of CyprusArchaeology.wiki
Il distretto di Pafo a Cipro, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Cyprus location map.svg (by NordNordWest)).


Nuove scoperte presso l'antica Capitale di Cipro

15 Gennaio 2016

Archeologi fanno nuove scoperte sull'antica capitale di Cipro

Gli scavi di quest'anno. Foto di Robert Słaboński
Gli scavi di quest'anno. Foto di Robert Słaboński
L'Agorà ellenistica e romana e l'infrastruttura economica dell'antica capitale di Cipro – Pafo, costituiscono gli oggetti di un esaustivo progetto di ricerca degli scienziati polacchi. I ricercatori sono pure sulle tracce di un antico porto perduto.
"Quest'anno, sono state coinvolte persone per un numero record di 70, a causa dell'arsenale di metodi di ricerca e della scala massiccia delle nostre attività" - ha spiegato la prof.ssa Ewdoksia Papuci-Władyka, a capo del Dipartimento di Archeologia Classica all'Istituto di Archeologia dell'Università Jagellonica, e guida del Paphos Agora Project.
Gli scavi si sono concentrati all'interno dell'agorà antica, che soleva essere la piazza centrale della città. Gli archeologi hanno svelato ulteriori parti dei resti degli edifici scoperti l'anno scorso, interpretati come un tempio e un edificio adibito a magazzino. Entrambi erano probabilmente costruiti nel tardo quarto secolo a. C. Nel caso del primo, finora hanno scoperto un muro la cui lunghezza eccede i 16 metri - l'edificio è quindi più grande di quanto si pensasse in precedenza.
Pulizia del capitello corinzio scoperto. Foto di Robert Słaboński
Pulizia del capitello corinzio scoperto. Foto di Robert Słaboński

"Nella parte meridionale dell'Agorà, a sua volta, ci siamo imbattuti in un bel capitello corinzio di una colonna in marmo, che era probabilmente all'entrata della piazza" - ha aggiunto la prof.ssa Papuci-Władyka. La scoperta è stata effettuata negli scavi studiati l'anno scorso. Ad ogni modo, nello scavo archeologico aperto nuovamente quest'anno, e collocato all'angolo dell'Agorà, oltre agli elementi architettonici è stato possibile ritrovare anche molti altri frammenti di ceramiche, e persino un'anfora per il vino preservata nella sua interezza. "Abbiamo anche scoperto molti altri reperti, ma i più importanti sono i resti di finimenti per cavallo in bronzo. Questo genere di ritrovamento è molto raro a Cipro" - ha affermato il capo della spedizione.
Il progetto di ricerca dell'antica capitale di Cipro è entrato in una nuova fase con l'ottenimento del finanziamento NCN Maestro, che include non solo ulteriori lavori nell'agorà, ma pure oltre la stessa. Gli scienziati programmano di rilevare l'infrastruttura economica dell'antica città, che è collocata all'interno del Parco Archeologico; Nea Paphos è una delle principali attrazioni di Cipro. A questo scopo, utilizzerano diversi metodi non invasivi. La sfida è un'area molto ampia di ricerca - circa 75 ettari, che è grosso modo il 70 per cento dell'area dell'antica città.
"Il nostro scopo era quello di comprendere come lo spazio pubblico dell'agorà funzionasse. Guarderemo anche al sistema economico di Pafo nel periodo ellenistico e romano, nel più ampio contesto del bacino del Mediterraneo Orientale" - ha spiegato la prof.ssa Papuci-Władyka.
Per raggiungere l'obiettivo, oltre agli archeologi, architetti, addetti ai rilevamenti, geofisici, geografi e conservatori sono stati coinvolti nel progetto. La direttrice della spedizione in particolare elogia e si aspetta buoni risultati dall'applicazione dei metodi geofisici, utilizzati da specialisti invitati dall'Università di Amburgo. Utilizzando un magnetometro, hanno collocato un'interessante struttura adiacente al presunto tempo scavato. L'anno prossimo, oltre al magnetometro, gli scienziati utilizzeranno un radar a penetrazione del suolo - tutto su una scala più ampia in confronto a questa stagione preliminare. I risultati saranno verificati con piccoli scavi archeologici.
Tre altri gruppi di specialisti hanno anche lavorato al sito in questa stagione. Gli addetti ai rilevamenti hanno preparato una rete di controllo geodetico esteso per i rilevamenti non invasivi sul piano geofisico, coprendo l'intero Parco Archeologico. Inoltre hanno assistito gli archeologi nella documentazione delle scoperte durante gli scavi. Un gruppo di specialisti dell'AGH di Cracovia ha effettuato scansioni 3D degli strati e dei reperti scavati quest'anno, utilizzando Faro-Focus. Hanno anche testato la possibilità di utilizzare lo scanner per documentare le varie fasi di esplorazione degli strati archeologici. I ricercatori hanno confrontato questo metodo di documentazione con la fotogrammetria a breve raggio effettuata con una videocamera (NdT: camera in Inglese) sospesa su un drone.
Scansione di uno degli scavi. Foto di Robert Słaboński
Scansione di uno degli scavi. Foto di Robert Słaboński

"In conclusione decidemmo che la fotogrammetria ci permette di ottenere un'immagine sufficientemente buona in un tempo significativamente inferiore a confronto con la scansione" - ha riferito la prof.ssa Papuci-Władyka.
Un problema insoluto al momento di utilizzare la fotogrammetria a breve raggio rimane... la lotta impari col sole. Sfortunatamente, nell'area del Mediterraneo il sole è eccezionalmente forte durante il giorno - la luce condiziona la documentazione dei ritrovamenti - ciò è sfavorevole per gli strati archeologici e determina che il colore dello strato non sia documentato accuratamente. E differenze di colore tra strati permettono agli archeologici di comprendere quali processi sono avvenuti nell'area di studio - quali strutture esistevano lì, cosa avveniva al loro interno e come furono distrutte.
"Risolvere questo problema sarà uno dei principali obiettivi per l'anno prossimo" - ha affermato l'archeologa.
Moderne tecnologie sono utilizzate a Pafo per specifici scopi scientifici, e non per creare "belle immagini". Gli specialisti dell'Università Jagellonica e l'Università della Tecnologia di Varsavia hanno elaborato le immagini prese dal drone per preparare un modello di terreno digitale (Digital Terrain Model - DTM), un modello tridimensionale dell'intera area del Parco. Le osservazioni più interessanti sono state effettuate nella parte nord-occidentale della città.
"Vogliamo testare l'ipotesi dell'esistenza di un altro porto a Pafo. Il porto principale era quello collocato nella parte meridionale della città. L'analisi preliminare del materiale acquisito ha rivelato l'esistenza di contorni di antichi edifici in prossimità della costa - potrebbe trattarsi di moli o magazzini del porto perduto" - così ha speculato la scienziata.
La ricerca geoarcheologica dovrebbe anche contribuire a chiarire la portata della possibile esistenza di un secondo porto e molte altre questioni associate ai cambiamenti climatici a Pafo. È stata condotta da un altro gruppo di specialisti, questa volta dall'Università di Kielce. L'analisi mostrò, tra le altre cose, che i sedimenti portati dai due fiumi (Koskinos ed Ezousas), le valli dei quali hanno uno sbocco nell'area, coprirono di fango l'area e causarono cambiamenti nella linea di costa.
"Questa potrebbe essere la ragione per cui la precedente ricerca subacquea portata avanti alla ricerca di tracce del porto non ha restituito risultati. Vogliamo verificare questo e abbiamo già i primi risultati" - ha concluso la prof.ssa Papuci-Władyka.
Ambasciatrice Barbara Tuge-Erecińska (seconda da sinistra) visita il sito. La prof.ssa E. Papuci-Władyka (prima da destra) parla. Foto di Robert Słaboński
Ambasciatrice Barbara Tuge-Erecińska (seconda da sinistra) visita il sito. La prof.ssa E. Papuci-Władyka (prima da destra) parla. Foto di Robert Słaboński

Le ricerche di quest'anno sono state condotte in Agosto e Settembre. Il progetto è sotto il patrocinio dell'Ambasciata polacca a Nicosia.
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

Fattoria di 2700 anni fa e monastero bizantino di 1500 anni fa da Rosh Ha-‘Ayin

30 Dicembre 2015 - 5 Gennaio 2016
Rosh_HaAyin
Due scoperte vengono da Rosh Ha-‘Ayin (nei pressi di Tel Aviv): un'impressionante fattoria di 2700 anni fa e un monastero bizantino di 1500 anni fa.
La fattoria si è preservata per un'altezza di due metri, e nei 30 x 50 metri sulla quale si sviluppa vi sono 24 stanze, costruite attorno a un cortile centrale. Qui una sorta di silo serviva per immagazzinare il grano, mentre si sono ritrovate anche macine per trasformare il grano in farina e semplici presse, ricavate nella roccia, per produrre olio. La fattoria fu costruita in seguito alla conquista assira nel 722 a. C., per poi essere abbandonata in epoca ellenistica. Tra i manufatti, due monete del quarto secolo a. C. con Atena e la civetta.
Il monastero bizantino del quinto secolo d. C., invece, comprendeva una chiesa e una pressa per l'olio, aree abitate e stalle. Nella chiesa pavimenti a mosaico colorati e disegni anche geometrici. Nel mosaico anche l'indicazione che la chiesa cristiana fu costruita sotto il sacerdote Teodosio. In epoca ottomana, una calcara distrusse parte del monastero.

Link: Israel Antiquities Authority; Israel Ministry of Foreign AffairsHaaretz; Times of Israel; The Jerusalem PostDaily Mail; Live Science 1, 2UPI; The Star.
Immagine di Rosh Ha-‘Ayin, foto di Pixie (from he) da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Beny Shlevich.
 


Fortificazioni di Tana, colonia greca nella Russia meridionale

7 Dicembre 2015

Polacchi studiano l'antica colonia greca di Tana

Archeologi al lavoro. Foto di M. Matera
Archeologi al lavoro. Foto di M. Matera
L'antica città, risalente a più di duemila anni fa, e situata nell'odierna Russia, alla foce del Fiume Don nel Mar d'Azov, è stata studiata dalla spedizione del Centro Ricerche per le Antichità dell'Europa Sud-orientale dell'Università di Varsavia. Si tratta della sola missione archeologica permanente polacca al lavoro nel paese.
I Ricercatori sono tornati dagli studi di una delle più remote colonie greche in Agosto, ma solo ora sono stati in grado di completare le analisi necessarie che permettono di tracciare conclusioni circa lo scopo e l'età dei vari ritrovamenti. Tra le scoperte più interessanti hanno citato porzioni del terrapieno rinforzato con uno strato di grandi pietre non tagliate.
Il terrapieno con lo strato di pietra esterno. Foto di M. Matera
Il terrapieno con lo strato di pietra esterno. Foto di M. Matera

"La datazione assoluta della struttura fa sorgere una serie di difficoltà. Il rafforzamento in pietra fu coperto con uno strato artificiale che costituisce il coronamento dei bastioni. Il materiale archeologico scoperto nel corso della ricerca è, ad ogni modo, cronologicamente irregolare - ha affermato il dott. Marcin Matera dell'Istituto di Archeologia dell'Università di Varsavia, alla guida della spedizione. - La stratigrafia di questa parte degli scavi mostra, ad ogni modo, che il terrapieno fu costruito dopo la conquista di Tana da parte di Polemone". Polemone I fu un re del Bosforo Cimmerio, che regnò nel primo secolo a. C.

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Israele: una vanga per incenso da Khirbet el-Eika

13 Novembre 2015
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Una vanga per incenso di 2200 anni fa, ritrovata a Khirbet el-Eika, potrebbe contribuire a una migliore comprensione del popolamento della Galilea da parte degli Ebrei. L'area cominciò ad essere sotto il dominio ebreo solo con l'emergere della dinastia degli Asmonei. Archeologicamente, è molto difficile stabilire chi fosse ebreo qui, nel terzo e secondo secolo a. C.
Il reperto in bronzo, di epoca ellenistica e progettazione greco-romana, ha un caratteristico manico a forma di oca.
Link: Times of Israel; Archaeology.wiki
Vista del Lago di Tiberiade, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da e di Pacman.
 


Cipro: conclusa la stagione di scavi a Nea Paphos

6 - 26 Novembre 2015
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Completata la stagione di scavi a Nea Paphos: quest'anno il team australiano si è concentrato sul più antico teatro della città, utilizzato dal 300 a. C. fino al terremoto del 365 d. C., collocandolo nel contesto cittadino.
È stata così rivelata un'importante strada pavimentata per accedere al teatro e al vicino nymphaeum, una fontana del secondo secolo. La strada conferma anche la pianta a griglia ellenistica.
Completata pure la quinta stagione di scavi da parte del Dipartimento di Archeologia Classica dell'Istituto di Archeologia dell'Universita Jagellonica di Cracovia, nell'ambito del Pafos Agora Project. Questa punta allo studio dell'Agorà di Nea Pafos, e quest'anno ci si è occupati delle infrastrutture economiche e delle attività economiche della città. Gli scavi sono proseguiti nelle tre trincee esistenti. La ricerca geofisica è avvenuta invece attraverso specialisti dell'Università di Amburgo.
Link: Archaeology News Network via Republic of Cyprus, Ministry of InteriorArchaeology News Network via Republic of Cyprus, Ministry of Interior.
Il distretto di Pafo a Cipro, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Cyprus location map.svg (by NordNordWest)).


Israele: scoperta la Fortezza di Acra a Gerusalemme?

3 Novembre 2015
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È stata probabilmente scoperta la fortezza di Acra (o Akra, dal greco ἀκρόπολις), costruita dal sovrano Antioco IV Epifane dell'Impero Seleucide per controllare il Monte del Tempio a Gerusalemme. Così nell'annuncio dell'Autorità delle Antichità Israeliane.
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Della fortezza ci parlano anche la Bibbia, nel Primo Libro dei Maccabei (1 Maccabei 1:35 - 38), e Flavio Giuseppe (Antichità Giudaiche 12:252-253). La fortezza era vista come una spina nella carne della città. Qui avvenne un episodio importante nella Rivolta dei Maccabei, nel 167 a. C., che condusse alla fondazione della Dinastia degli Asmonei. Il luogo corrisponde a uno di quelli precedentemente proposti, e cioè il Parcheggio Givati a Gerusalemme. Si risolverebbe così uno dei più importanti enigmi dell'archeologia israeliana.
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A fornire un definitivo elemento di prova in tal senso è stato il ritrovamento, negli ultimi mesi, di impressionanti fortificazioni: una sezione di muro difensivo, una torre e un glacis (o spalto, un pendio artificiale della fortificazione, il cui fine è quello di esporre gli assalitori).
Presso il sito si sono ritrovate anche munizioni per fionda, punte di frecce in bronzo e pietre di balista, probabile resto della battaglia incorsa tra Maccabei e Milizie Seleucidi. Sulle armi era impresso un tridente, simbolo di Antioco IV Epifane. Ritrovati anche vasi per vino provenienti dall'Egeo.


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Cipro: stagione di scavi completata ad Anogyra

3 Novembre 2015
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Completata la stagione di scavi ad Anogyra, nel Distretto cipriota di Limassol.
Il rilevamento geomagnetico ad Anogyra-Tsoulloufatesena, in direzione opposta al monastero di Timios Stavros (Santa Croce) ha determinato la quasi certa presenza di un grande edificio.
A sud i rilevamenti hanno permesso di individuare quello che sarebbe un centro per la produzione ceramica, in connessione con quella di olio nel Tardo Ellenismo.
Link: Republic of Cyprus – Ministry of Interior; Archaeology News Network.
Il Distretto di Limassol, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Cyprus location map.svg (by NordNordWest)).
 
 


Turchia: scavi presso un tempio di epoca romana a Küçükdalyan

15 Ottobre 2015
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Nel 1932 un team dell'Università di Princeton scoprì un tempio di epoca romana presso Küçükdalyan, nella provincia turca di Hatay. Gli scavi però non proseguirono che nel 2011: si tratterebbe di una struttura che per dimensioni sarebbe paragonabile al tempio di Artemide ad Efeso o a quello di Apollo a Didyma. La città fu fondata nel 300 a. C. circa, ad est del fiume Asi (l'antico Oronte). Küçükdalyan si sovrapporrebbe in parte all'antica Antiochia di Siria.
Link: Hurriyet Daily News via Anadolu Agency; Archaeology News Network.
La provincia di Hatay in Turchia, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata e di TUBS (This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest). ).


Turchia: conclusi gli scavi per quest'anno a Patara

1 Ottobre 2015
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Conclusi gli scavi per quest'anno a Patara, antica città della Licia nota in seguito come Arsinoe, nell'attuale provincia turca di Antalya. Si sono rivelati dettagli dell'architettura ellenistica presso l'acropoli di Tepecik, mentre presso la Basilica è emersa la navata sud e una porta, oltre a laboratori di epoca successiva. La città è nota anche per essere il luogo natale di San Nicola.
Link: Hurriyet Daily News via Anadolu Agency
La strada di Patara, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da Janmad (Junkmale2000 (talk)JOhn Morgan-Evans; uploaded to Commons by Janmad - enWiki).