Mound Key, un'isola artificiale in Florida

28 Aprile 2016

Due studenti presso lo scavo. Credit: Victor Thompson/University of Georgia
Due studenti presso lo scavo. Credit: Victor Thompson/University of Georgia

Nella parte sud occidentale della Florida si trova un'isola di origine artificiale, Mound Key, che era la capitale del Regno dei Calusa, ancora al tempo dell'arrivo degli Spagnoli.
L'isola è stata oggetto di uno studio, pubblicato su PLOS One, nel quale si spiega la capacità dei Calusa di adattare le acque costiere della Florida, di modo da supportare una grande popolazione. Mound Key fu costruita su un cumulo di conchiglie, ossa e altri rifiuti.
Il fatto che i più antichi di questi resti siano stati ritrovati anche sopra quelli più recenti, fa ritenere gli studiosi che i Calusa rimettessero mano a quest'isola artificiale, rimodellandola sulla base delle loro esigenze.
Immagine LiDAR che mostra la porzione centrale dell'Isola Mound Key. Credit: Victor Thompson/University of Georgia
Immagine LiDAR che mostra la porzione centrale dell'Isola Mound Key. Credit: Victor Thompson/University of Georgia

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Dai relitti e dagli anelli degli alberi, informazioni sull'uragano atlantico

7 Marzo 2016

L'uragano Katrina, il 28 Agosto 2005. Credit: NOAA
L'uragano Katrina, il 28 Agosto 2005. Credit: NOAA

Valutare l'influenza del cambiamento climatico sull'attività dell'uragano atlantico è di cruciale importanza, eppure la quantità limitata di registrazioni in merito incide sulla possibilità di effettuare proiezioni.
Un nuovo studio, pubblicato su PNAS, ha studiato la variabilità dell'uragano atlantico (a partire dal 1500), utilizzando le registrazioni relative ai relitti spagnoli nei Caraibi (1495-1825) e agli anelli degli alberi (da Florida Keys, 1707-2009). Gli autori sono così giunti alla conclusione che tra il 1645 e il 1715, periodo noto come Minimo di Maunder e caratterizzato dalla più notevole riduzione nell'attività solare (oltre che da basse temperature nel Nord Atlantico), si è pure verificato il minor numero di uragani.
Gli studiosi hanno pure utilizzato due testi per l'elenco dei relitti nell'area: "Shipwrecks in the Americas: A Complete Guide to Every Major Shipwreck in the Western Hemisphere" di Robert F. Marx e "Shipwrecks of Florida: A Comprehensive Listing" di Steven D. Singer.
Gli autori dello studio hanno utilizzato questa conta dei relitti per creare registrazioni degli uragani fino al 1500. Credit: Valerie Trouet, University of Arizona
Gli autori dello studio hanno utilizzato questa conta dei relitti per creare registrazioni degli uragani fino al 1500. Credit: Valerie Trouet, University of Arizona

Sapere che una pausa degli uragani caraibici corrisponde a un periodo di diminuita radiazione solare può permettere di comprendere meglio l'influenza dei grandi cambiamenti delle radiazioni, anche derivanti da attività antropiche (come per i gas serra).
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I segni della conquista spagnola nei geni dei maschi di Panama

22 Febbraio 2016

I volti dei membri del team dello Smithsonian Tropical Research Institute testimoniano la diversità umana a Panama. Credit: Jorge Aleman, STRI
I volti dei membri del team dello Smithsonian Tropical Research Institute testimoniano la diversità umana a Panama. Credit: Jorge Aleman, STRI

Le conseguenze in America della conquista spagnola furono notevolissime. Le popolazioni di nativi furono colpite in maniera molto pesante, e molti uomini morirono nei conflitti. I coloni spagnoli spesso presero delle donne locali come mogli. Questo si riflette oggi, ad esempio, nella composizione genetica delle popolazioni panamensi, esaminato da un nuovo studio pubblicato su PLOS One.
Anche se vi è una forte differenziazione su base geografica, solo il 22% degli uomini ha un cromosoma Y derivante dai nativi, con il 60% dello stesso proveniente dall'Eurasia occidentale e dal Nord Africa. Il 6% di derivazione subsahariana si spiega col commercio coloniale degli schiavi. Nondimeno, il DNA mitocondriale (che si trasmette per via materna) rimane per la maggior parte di origine indigena.
journal.pone.0144223.g001
Dopo il 1519, gli Spagnoli colonizzarono soprattutto il lato del Pacifico del paese: qui un clima più asciutto favoriva l'agricoltura e l'allevamento. Gli indigeni invece trovarono rifugio nelle montagne più remote o nelle dense foreste tropicali dal lato del Mar dei Caraibi.

[Dall'Abstract:] Geologicamente, Panama appartiene al ponte di terra centroamericano tra America settentrionale e meridionale, attraversato dall'Homo sapiens più di 14 migliaia di anni fa. [...] Oggi, sette gruppi etnici indigeni spiegano il 12,3% della popolazione di Panama. Cinque parlano le lingue chibcha e sono caratterizzate da una bassa diversità genetica e un elevato livello di differenziazione. Inoltre, nessuna prova di una strutturazione differenziale tra geni ereditati per via di madre o padre è stata segnalata nei gruppi culturali istmici chibcha. Dati recenti hanno mostrato che l'83% del mtDNA (DNA mitocondriale) della popolazione generale ospite è di stirpe nativo americana.  Considerando il differenziale di mortalità maschile/femminile al tempo del contatto con gli Europei e i molteplici gradi di isolamento geografico e genetico nei successivi cinque secoli, ci si aspetta che la componente del cromosoma Y dei Nativi Americani vari lungo le diverse regioni geografiche e comunità panamensi. Per affrontare questo problema, si è investigata la variazione del cromosoma Y in 408 moderni maschi dalle nove province panamensi e in un territorio indigeno (la comarca di Kuna Yala). Diversamente dal mtDNA, la componente Nativo Americana del cromosoma Y (aplogruppo Q) supera il 50% solo in tre popolazioni che si affacciano sul Mar dei Caraibi: la comarca di Kuna Yala e la provincia di Bocas del Toro, dove le lingue chibcha sono parlate dalla maggioranza della popolazione, e la provincia di Colón dove vivono molti Kuna e popolazioni di stirpe mista indigena, africana e africana. In altri luoghi la componente dal Vecchio Mondo è dominante e rappresentata per la maggior parte da aplogruppi dell'Eurasia Occidentale, che segnalano il forte impatto genetico maschile degli invasori. L'input degli Africani subsahariani spiega il 5,9% degli aplotipi maschili. Questo riflette le conseguenze del commercio coloniale di schiavi nel Mar Atlantico e i più recenti influssi dalle Indie occidentali (di retaggio africano). Complessivamente, le scoperte dello studio rivelano un'evoluzione locale del gruppo genetico ancestrale maschile dei Nativi Americani, e una forte (ma geograficamente differenziata) predilezione unidirezionale su base sessuale nella formazione delle moderne popolazioni panamensi.
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Ceramiche da un insediamento spagnolo del sedicesimo secolo in Florida

17 Febbraio 2016
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Ceramiche del sedicesimo secolo, che testimoniano la presenza di un insediamento spagnolo dell'epoca, sono state ritrovate nella Baia di Pensacola, nel Panhandle della Florida (corrispondente alla parte occidentale della stessa).
Si tratterebbe dell'insediamento relativo alla sfortunata spedizione guidata nel 1559 da Tristán de Luna y Arellano (1519 – 19 Settembre 1573). Tristán de Luna perì durante l'uragano che causò l'affondamento di cinque navi e di gran parte del cargo della sua spedizione. Anche se parte della sua flotta è stata ritrovata, il luogo del suo insediamento era finora sfuggito: potrebbe trattarsi dunque del più antico negli Stati Uniti, essendo di sei anni più antico di quello fondato con successo da Pedro Menendez a St. Augustine, sempre in Florida.
Link: Fox News; Archaeology News Network via Associated Press; Science Daily via Associated Press
La Florida, da WikipediaCC BY-SA 3.0 (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. The source code of this SVG is valid. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Usa edcp location map.svg (by Uwe Dedering). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  USA Hawaii location map.svg (by NordNordWest). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Canada location map.svg (by Yug)).


Effetti di lungo termine per l'istruzione nelle ex colonie

1 Febbraio 2016
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L'eredità coloniale ha avuto un notevole impatto, che per quanto riguarda l'istruzione nelle ex colonie di Spagna e Francia risulta ancor oggi essere negativo. Al contrario, nelle ex colonie britanniche non sarebbe possibile rilevare questi effetti negativi.
L'effetto di lungo periodo per le colonie spagnole in particolare è particolarmente marcato, a maggior ragione se si considera che in alcuni casi quel dominio terminò due secoli fa. Le caratteristiche del sistema educativo spagnolo sono a lungo rimaste: centralizzazione, incapacità di giungere (se non in modo limitato) nelle aree rurali e a poveri e donne. Anche nei paesi ove il dominio coloniale francese terminò 50 anni fa è possibile vedere questi effetti, che includono sempre la centralizzazione, un raggio limitato delle organizzazioni non governative nella fornitura dell'istruzione, un sistema elitista e selettivo (che ha in particolare costituito uno svantaggio per le donne).
Questi alcuni dei risultati di una ricerca pubblicata su Kyklos, che ha esaminato i dati relativi ad ex colonie: 17 erano spagnole, 23 francesi e 36 britanniche.
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Disputa legale e diplomatica tra Spagna e Colombia per il tesoro del San José

15 Dicembre 2015
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Com'era prevedibile, il ritrovamento degli oltre 11 milioni di dobloni d’oro, di pietre preziose e gioielli del relitto del San José ha condotto Spagna e Colombia (e la società americana Sea Search Armada) a una disputa legale e diplomatica internazionale.
La Spagna si è appellata alla Convenzione UNESCO sulla Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo (del 2 Novembre 2001), che afferma che i relitti militari appartengono alla nazione di origine. La Colombia, tuttavia, non è firmataria della Convenzione.
Il San José non è però soltanto un tesoro, è anche un cimitero di guerra (solo 11 dei 600 membri dell’equipaggio sopravvissero), e un sito di estremo interesse per gli archeologi. E la suddetta Convenzione sottolinea la necessità di preservare il patrimonio culturale relativo a tesori, relitti e beni culturali sott'acqua.
Link: Live Science; abc.esArchaeology News Network via AFP; UNESCO 1, 2.
Combattimento navale a largo di Cartagena, 1708, dipinto di Samuel Scott (Source=David Cordingly et autres, Pirates, terror on the High Seas – from the Caribbean to the South China Sea), da WikipediaPublic Domain, caricata da Sir Ignel.


Luna: il primo insediamento europeo pluriennale negli Stati Uniti

17 Dicembre 2015
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Ritrovate prove del primo insediamento pluriennale di Europei negli Stati Uniti: sono relativi alla colonia di Luna, in Florida. La colonia fu fondata da Tristán de Luna y Arellano, e fu abitata dal 1559 al 1561.
Si sono ritrovati manufatti del periodo spagnolo coloniale (frammenti di ceramiche, relativi a stoviglie) e relativi a Nativi americani.
Tristán de Luna y Arellano giunse qui con 1.500 soldati, coloni, schiavi e Aztechi. Proveniva da Veracruz, nel Messico, dal quale si spostò con 11 navi. L'insediamento precede di 48 anni quello di Jamestown in Virginia. A determinare l'abbandono della colonia fu un uragano: i sopravvissuti furono poi recuperati da navi spagnole. In precedenza due relitti sono stati ritrovati nella Baia di Pensacola.
Link: University of West Florida 1, 2; WFSU; PNJ 1, 2; The History Blog.
La spiaggia di Pensacola, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Blankfaze~commonswiki.
 


Ritrovato il tesoro del Galeone San José

7 Dicembre 2015
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Si sarebbe ritrovato il relitto del galeone spagnolo San José, costruito nel 1696 e affondato nel 1708 durante la Battaglia di Barú, al largo della costa di Cartagena, in Colombia.
La Battaglia di Barú ebbe luogo l'8 Giugno 1708, nell'ambito della Guerra di Successione Spagnola (1701-1714). Lo squadrone di quattro vascelli inglesi, guidati da Charles Wager, si scontrò con la flotta spagnola, composta da quattordici navi mercantili, una urca e tre navi da guerra. Il San José era guidato dal Comandante della flotta, il Capitano José Fernández de Santillán. Il Galeone affondò improvvisamente, dopo l'abbordaggio: solo 11 dei 600 membri dell'equipaggio sopravvissero. Gran parte del tesoro trasportato dalla flotta spagnola era concentrato sulle tre navi maggiori, tra le quali proprio il San José.
E si tratta di uno straordinario tesoro: oltre 11 milioni di dobloni d'oro, pietre preziose e gioielli. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha parlato del più grande tesoro della storia. Non si fatica a comprendere il sorgere di una complessa disputa internazionale che vede da una parte la Spagna, dall'altra la Colombia, e dall'altra la società americana Sea Search Armada (Ssa) che individuò l'area del relitto nel 1981.
Il relitto sarebbe stato identificato grazie ai cannoni in bronzo dalla caratteristica forma a delfino, da esperti dell'Istituto Colombiano di Antropologia e Storia (Icanh), coadiuvati dalla Marina Militare. La scoperta sarebbe stata effettuata il 27 Novembre, secondo quanto nel comunicato del Presidente Santos. Secondo un comunicato successivo, il galeone non sarebbe inoltre esploso, come finora ritenuto.
Ci vorranno diversi anni per recuperare i reperti dal relitto. Del galeone si parla anche nel romanzo di Gabriel Garcia Marquez, L'amore ai tempi del colera.
https://twitter.com/JuanManSantos/status/673177850732609536
Link: Presidencia de la República - Colombia 1, 2ANSA; Live Science 1, 2EuronewsCNN; The Guardian; NPRRepubblica.it; La Stampa; Huffington PostGiornalettismo; TG COMScience Daily via Newsy
Combattimento navale a largo di Cartagena, 1708, dipinto di Samuel Scott (Source=David Cordingly et autres, Pirates, terror on the High Seas - from the Caribbean to the South China Sea), da WikipediaPublic Domain, caricata da Sir Ignel.
 


Irlanda: quattro cannoni dell'Invincibile Armata al Museo Nazionale d'Irlanda

20 - 21 Luglio 2015
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Quattro cannoni in bronzo sono stati trasferiti al Museo Nazionale d’Irlanda. Su uno dei reperti è possibile vedere l'immagine di San Pietro con le chiavi del paradiso.
Nel Settembe 1588, al largo della costa di Sligo, affondarono tre galeoni dell’Invincibile Armata. A Streedagh c'è preoccupazione perché tempeste locali possono aver esposto La Juliana: gli altri due relitti presenti sono quelli relativi a La Lavia e alla Santa Maria de Vison.
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Irlanda: due cannoni dal relitto La Juliana

17 - 18 Giugno 2015
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Due cannoni del sedicesimo secolo sono stati recuperati dal relitto La Juliana, uno dei tre galeoni dell'Invincibile Armata che affondarono nel Settembe 1588 al largo della costa di Sligo. Saranno conservati nel Museo Nazionale d'Irlanda.
Link: The Local es; Archaeology News Network via The Irish Times
La spedizione dell’Invincibile Armata, autore l’History Department of the United States Military Academy at West Pointda WikipediaPubblico dominio, caricato da Kooma.