Aree erbose dell'Africa Orientale ed evoluzione dei primi ominidi

6 Giugno 2016

Il fiume Turkwel nel Kenya settentrionale. Credit: Kevin Krajick/Lamont-Doherty Earth Observatory
Il fiume Turkwel nel Kenya settentrionale. Credit: Kevin Krajick/Lamont-Doherty Earth Observatory

Si ritiene che le praterie dell'Africa Orientale siano state il luogo dove emersero i primi ominidi, con la separazione dagli scimpanzé che viene ad essere collocata tra i 6 e i 7 milioni di anni fa.

Un nuovo studio, pubblicato su PNAS, contiene le registrazioni più complete finora prodotte per le antiche piante nell'area degli odierni stati di Etiopia e Kenya. Tra i 24 e i 10 milioni di anni fa, qui prevalevano le foreste. Poi vi fu evidentemente un cambiamento climatico per cui cominciarono ad emergere le aree erbose, prima ancora di qualsiasi antenato umano.

Lo scheletro del ragazzo di Turkana, un Homo erectus. Credit: Kevin Krajick/Lamont-Doherty Earth Observatory
Lo scheletro del ragazzo di Turkana, un Homo erectus. Credit: Kevin Krajick/Lamont-Doherty Earth Observatory

I sedimenti suggeriscono però che queste ultime divennero dominanti proprio quando gli umani cominciarono ad evolvere. L'essere bipede emerse come combinazione del camminare e dell'arrampicarsi sugli alberi, la creazione di utensili per avere a disposizione una più vasta gamma di cibo.

Una punta proiettile, dall'area del Lago di Turkana. Credit: Kevin Krajick/Lamont-Doherty Earth Observatory
Un proiettile dall'area del Lago di Turkana. Credit: Kevin Krajick/Lamont-Doherty Earth Observatory

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Australopithecus afarensis ritrovati ad est della Rift Valley

24 Marzo 2016

Un team internazionale ha ritrovato denti fossili e ossa dell'avambraccio da un adulto e due bambini di Australopitecus afarensis, presso il fiume Kantis vicino Ongata-Rongai, insediamento alla periferia di Nairobi. Credit: Masato Nakatsukasa / Kyoto University
Un team internazionale ha ritrovato denti fossili e ossa dell'avambraccio da un adulto e due bambini di Australopitecus afarensis, presso il fiume Kantis vicino Ongata-Rongai, insediamento alla periferia di Nairobi. Credit: Masato Nakatsukasa / Kyoto University

Il ritrovamento di nuovi fossili in Kenya fa ritenere che l'Australopithecus afarensis non si limitasse a vivere nella Rift Valley, ma ben oltre quanto finora ritenuto. I ritrovamenti sono relativi a denti fossili e ossa dell'avambraccio da un adulto e due bambini, e sono avvenuti presso il fiume Kantis, vicino Ongata-Rongai, insediamento alla periferia di Nairobi.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Human Evolution, spiega pure che la regione di Kantis nel Pliocene era umida e caratterizzata da una pianura con meno alberi che nella Rift Valley. Questo denoterebbe delle buone capacità di adattamento da parte dell'Australopithecus afarensis.
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Un massacro preistorico estende la storia dei conflitti

20 Gennaio 2016

Prove di un massacro preistorico estendono la storia della guerra

Lo scheletro di quest'uomo fu ritrovato mentre giaceva prono tra i sedimenti della laguna. Il teschio presenta lesioni multiple sulla fronte e sul lato sinistro, coerentemente con ferite da uno strumento contundente, come una clava. Credit: Marta Mirazon Lahr
Lo scheletro di quest'uomo fu ritrovato mentre giaceva prono tra i sedimenti della laguna. Il teschio presenta lesioni multiple sulla fronte e sul lato sinistro, coerentemente con ferite da uno strumento contundente, come una clava. Credit: Marta Mirazon Lahr

Resti scheletrici di un gruppo di foraggieri massacrati attorno a 10.000 anni fa sulle rive di una laguna sono la prova unica di un violento scontro tra gruppi di antichi cacciatori raccoglitori in conflitto, e suggerisce la “presenza della guerra” nelle tarde società foraggiere dell'Età della Pietra.

Le ossa fossilizzate di un gruppo di cacciatori raccoglitori preistorici, che furono massacrati attorno a 10.000 anni fa, sono state dissotterrate a 30 km ad ovest del Lago Turkana, in Kenya, in un luogo chiamato Nataruk.
Ricercatori dal Leverhulme Centre for Human Evolutionary Studies (LCHES) dell'Università di Cambridge hanno scoperto i resti parziali di 27 individui, comprendenti almeno otto donne e sei bambini.

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Caccia e imboscate da parte degli ominidi nella Rift Valley

15 Settembre 2015
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Un milione di anni fa circa, gli ominidi che abitavano la Rift Valley sfruttavano le caratteristiche del terreno per effettuare imboscate alle loro prede.
Un nuovo studio prende in esame la regione di Olorgesailie, celebre per l'inusuale quantità di fossili di ominidi e mammiferi. L'area è cambiata rispetto al passato: al tempo vi era una quantità elevata di nutrienti e un lago con acqua dolce: tra gli animali che la abitavano il babbuino gelada gigante, elefanti, ippopotami, iene maculate.
Tra gli strumenti litici ritrovati nella regione, ed utilizzati per la macellazione, vi è un gran numero di bifacciali dell'Acheuleano.
[Dall'Abstract:] Nella Rift Valley in Kenya, gli spostamenti degli animali sono influenzati da una combinazione di topografia e distribuzione dei nutrienti. Questi pattern sarebbero stati gli stessi nel passato, quando gli ominidi abitavano l'area. Si utilizza questo approccio per creare una ricostruzione del panorama di Olorgesailie, un sito chiave nella parte orientale del Rift, con prove abbondanti di macellazione di grandi mammiferi, avvenute tra  ~1.2 e ~0.5 Milioni di anni BP. La collocazione del sito in relazione ai percorsi limitati degli animali nell'area mostra che gli ominidi erano consapevoli dei movimenti degli animali e che utilizzavano la località per cacciare con imboscate nel periodo tra il Pleistocene Inferiore e il Pleistocene Medio. Queste caratteristiche spiegano l'importanza di Olorgesailie come località prediletta per le attività degli ominidi durante cambiamenti multipli nel clima e nelle condizioni ambientali locali, e fornisce conoscenze sulle abilità cognitive e di caccia dell'Homo erectus mentre indica che le loro attività presso il sito erano orientate alla caccia, piuttosto che al rovistare.

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Kenya: il relitto di Ngomeni è una nave portoghese

17  Luglio 2015
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Il relitto ritrovato nel villaggio di Ngomeni, nella contea di Kilifi in Kenya, sarebbe quello di una nave portoghese. Datato ai secoli quindicesimo o sedicesimo, è il più antico relitto scoperto in Kenya.
Link: The Star
La contea di Kilifi in Kenya, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Nairobi123
 


I più antichi strumenti litici predatano il genere Homo

20 Maggio 2015
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Ritrovati strumenti litici risalenti a 3,3 milioni di anni fa, e dunque precedenti il genere Homo, a West Turkana nelle badlands (calanchi) dell'area nord occidentale del  Kenya. Gli strumenti sono visibili sul sito African Fossils.

Il sito del ritrovamento si chiama Lomekwi 3, ed è precedente di 700 mila anni i ritrovamenti Oldowan più antichi. I ricercatori perciò propongono il nome Lomekwiano (Lomekwian) per indicare questa fase tecnologica di evoluzione, che costituirebbe un nuovo inizio per questi studi.

Si tratterebbe anche della prima prova che gruppi di protoumani avessero le capacità cognitive per produrre strumenti affilati. Considerando poi che il contesto dei ritrovamenti (fossili di ominidi del Pliocene) è caratterizzata dalla presenza di legno, si suppone che gli strumenti non fossero solo utilizzati per le carcasse, ma forse anche per le piante.

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Kenya: orme di Homo Erectus che cacciavano a Ileret

17 Aprile 2015
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Nel 2009 a Ileret, in Kenya, si scoprirono 22 orme di Homo Erectus, che furono oggetto di uno studio anatomico su ScienceNeil Roach, palaeoantropologo al Museo Americano di Storia Naturale di New York ha proseguito gli studi, ritrovando oltre 100 orme nell'area, e probabilmente riconducibili a gruppi umani che cacciavano gli animali presenti (e che a loro volta hanno lasciato simili tracce), un milione e mezzo di anni fa.
Link: Nature
La contea kenyota di Marsabit: Ileret si trova sulla sponda est del lago Turkana, ai confini con l'Etiopia. Da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata e di Nairobi123.
 


I fossili rivelano una diversa struttura corporea nelle prime specie umane

9 Marzo 2015
Un team internazionale di ricercatori, esaminando fossili relativi al bacino e al femore di un esemplare ritrovato in Kenya, e datato a 1,9 milioni di anni fa, è arrivato alla conclusione che le prime specie umane erano diversificate nella struttura corporea, avendo parti del corpo distinte.
Questo non significa che le specie vivessero o si muovessero in modo differente, ma si suggerisce che fossero delle specie distinte che potevano essere identificate non solo dai tratti facciali, ma anche dal corpo.
[Dall'Abstract: ] Durante l'evoluzione degli ominidi, è generalmente accettato che ci sia stato un mutamento nella morfologia postcraniale nel passaggio da AustralopithecusHomo. Data la scarsità di resti dei primi Homo, comunque, relativamente poco è noto della morfologia postcraniale di questi. Ci sono indizi di diversità postcraniale tra specie, ma la nostra conoscenza della natura e dell'estensione delle differenze è limitata. Nello studio si presentano ilio e femore da Koobi Fora, in Kenya, Africa, datati a 1,9 milioni di anni fa, chiaramente attribuibile al genere Homo ma che documenta un pattern morfologico che non si ritrova in Africa nel primo Homo erectus africano. Si documenta così la presenza di almeno due morfotipi postcraniali nei primi Homo, e quindi una diversità che può riflettere differenze nella forma corporea o di adattamento.
Lo studio "Associated ilium and femur from Koobi Fora, Kenya, and postcranial diversity in early Homo", di Carol V. Ward, Craig S. Feibel, Ashley S. Hammond, Louise N. Leakey, Elizabeth A. Moffett, J. Michael Plavcan, Matthew M. Skinner, Fred Spoor, Meave G. Leakey, è stato pubblicato sul Journal of Human Evolution.
Link: Journal of Human Evolution; University of MissouriPast Horizons


La grande diversità genetica dell'Homo Sapiens in Africa

19 Febbraio 2015
I frammenti di un teschio risalente a 22 mila anni fa, e proveniente da Lukenya Hill, in Kenya, dimostrano come gli Homo Sapiens presenti in Africa in quell'epoca potessero essere anche estremamente diversi.
Teschi di questo tipo per il Tardo Pleistocene sono rari, perché poche sepolture di quell'epoca sono emerse. Quello in questione dimostra una diversità originale che si è andata perdendo. Ancora oggi i moderni Africani hanno una diversità genetica maggiore che in altre popolazioni.
Lo studio "Late Pleistocene age and archaeological context for the hominin calvaria from GvJm-22 (Lukenya Hill, Kenya)", di Christian A. TryonIsabelle CrevecoeurJ. Tyler Faith,Ravid EkshtainJoelle NivensDavid PattersonEmma N. Mbua, e Fred Spoor, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States; Live Science


Come i Britannici trattarono le "intransigenti" donne Mau Mau

16  Settembre 2014
Heritage Daily segnala lo studio di Katherine Bruce-Lockhart, "“Unsound” minds and broken bodies: the detention of “hardcore” Mau Mau women at Kamiti and Gitamayu Detention Camps in Kenya, 1954–1960", pubblicato nel Journal of East African Studies.
Lo studio tratta della detenzione di donne Mau Mau durante la ribellione di questi, negli anni 1954-1960, e in particolare del campo di detenzione di Gitamayu, creato esplicitamente nel 1958 per le donne più "intransigenti". Ovviamente non mancarono le tensioni, e il dibattito sulla sanità mentale delle suddette.
Link: Journal of East African StudiesHeritage Daily