Israele: mutamenti del paesaggio presso la cava della collina di Kazier

29 Marzo 2016
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La cava della collina di Kazier, nella parte centrale di Israele, mostra il cambiamento di attitudine nel passaggio da una società di cacciatori raccoglitori a una di agricoltori.
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La cava del Neolitico risale a 11 mila anni fa: i ritrovamenti parlano di attività di estrazione di selce e calcare su larga scala, allo scopo di costruire strumenti. La cava è la prima per la sua epoca, per dimensioni e scopo ad essere ritrovata nel Levante meridionale, e fornisce la prova di drammatiche alterazioni del paesaggio da parte degli umani.
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In particolare, la cava risale al Neolitico Preceramico A (Pre Pottery Neolithic A – PPNA), una delle fasi associate alla transizione da cacciatori raccoglitori ad agricoltori. Quel cambiamento economico è pure associato a cambiamenti di carattere tecnologico e sociale. L'introduzione dell'agricoltura fu uno dei cambiamenti più rilevanti nella storia umana, e la "domesticazione" del paesaggio fu un processo significativo nel mutato approccio alla natura.
Coloro che vissero presso la cava della collina di Kazier mutarono il loro paesaggio per sempre.
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Una rete di gallerie sotterranee nelle miniere del monte Laurio

10 Febbraio 2016
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Laurio (o Lavrio, in precedenza Thorikos) è una città nella parte sud occidentale dell'Attica, che in antichità era celebre per le sue miniere d'argento, note appunto come miniere del (monte) Laurio.
Un team di archeologi ha ora scoperto una rete di gallerie, pozzi e camere - relativa a queste attività minerarie di 5.000 anni fa - ai piedi dell'Acropoli Micenea di Thorikos, che domina il porto naturale del Laurio. Si tratta di oltre 5 km di condotti sotterranei, scavati tra marmo e scisti calcarei dell'Attica, che sono stati oggetto di esplorazione e rilevamenti. È attualmente la più grande rete sotterranea in questa parte del mondo egeo.

Archeologo al lavoro nella miniera di 5.000 anni fa a Thorikos. Credit: Ghent University
Archeologo al lavoro nella miniera di 5.000 anni fa a Thorikos. Credit: Ghent University

Le condizioni in queste miniere dovevano essere terribili: oscurità e un caldo soffocante permeano l'ambiente, con i segni lasciati dai lavoratori ancora visibili, a testimoniarci le attività sotterranee. È possibile distinguere diverse fasi di attività: le prime fasi risalgono al tardo Neolitico - esordi del Periodo elladico (3200 a. C.); la fase classica è la più evidente, con frammenti ceramici, lampade ad olio e un'iscrizione in greco; i lavori ripresero poi alla fine del periodo classico (quarto secolo a. C.). In particolare, se le testimonianze più antiche fossero confermate, il quadro per queste attività minerarie nell'Attica e nell'Egeo sarebbe profondamente modificato.
Link: AlphaGalileo 1, 2, EurekAlert! via Universiteit Gent
Tetradracma d'argento di Atene, 450 a. C. circa, Gabinetto delle medaglie della Bibliothèque nationale de France. Foto © Marie-Lan Nguyen / Wikimedia Commons, da WikipediaCC BY 2.5.


Austria: attività minerarie dell'Età del Bronzo a Montafon

9 - 10 Novembre 2015
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Le attività minerarie sulle Alpi sarebbero molto più antiche di quanto finora ritenuto, e risalirebbero all'Età del Bronzo. La ricerca, che è ora un libro, ha avuto luogo nell'area di Montafon (e in particolare presso Bartholomäberg), nello stato austriaco più occidentale: Vorarlberg.
Si tratta di una delle attività minerarie più antiche in area montagnosa, per l'Europa.
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L'inquinamento delle miniere di argento spagnole

9 - 11 Febbraio 2015
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Nel sedicesimo secolo, l'Impero Spagnolo durante la Conquista costrinse gli Inca a estrarre argento dalle miniere di Potosí, nell'attuale Bolivia. Una nuova tecnica di produzione ideata nel 1572 aumentò la produzione ma determinò anche un maggiore inquinamento a causa dell'attività.
Questo poi si depositò in Perù, sulla cappa di ghiaccio del Quelccaya. Uno studio esamina ora questi depositi, che ci permettono di meglio comprendere la storia climatica del nostro pianeta. Mentre l'Impero Inca (1438-1532) ebbe un impatto trascurabile, la situazione cambia con gli Spagnoli già a partire dal 1540, per toccare il massimo durante il ventesimo secolo.
Lo studio "Widespread pollution of the South American atmosphere predates the industrial revolution by 240 y", di Chiara Uglietti, Paolo Gabrielli, Colin A. Cooke, Paul Vallelonga e Lonnie G. Thompson, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences; The Ohio State UniversityPast Horizons
Ghiacciao Quelccaya, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, di e caricata da Edubucher