Manzoni leoni da tastiera

Dagli sfaccendati di Manzoni ai leoni da tastiera dei social media

Dagli sfaccendati di Manzoni ai leoni da tastiera dei social media

Molti capisaldi della letteratura italiana, nonostante un folta e diffusa frequentazione esegetica secolare e una verve esteriormente appannata, offrono ancora numerosi spunti di riflessione, attuali e preservati dall’obsolescenza: il capolavoro di Alessandro Manzoni, “I Promessi Sposi”, noto soprattutto tra i banchi di scuola di giovani generazioni di studenti, per molti aspetti “si mantiene” tutt’oggi giovane, vigoroso e moderno, grazie alla presenza di un ampio ventaglio di tematiche perfettamente calzanti con i dettami ricorrenti della società odierna.

Ed è proprio in quest’ottica di confronto e “svecchiamento” che un romanzo apparentemente distante - sia negli anni che nella forma, apparentemente tedioso e poco accattivante per un’utenza più smart - può ancora suscitare con fragore l’interesse delle menti più “fresche”, quelle dei post-millennial, dei centennial o degli zoomer, avvezzi alle tecnologie di un mondo sempre più hi-tech, in cui la fruizione dei contenuti è rapida e meccanicizzata, scevra di forme di approccio ragionato e critico.

L’opera di Manzoni, uscita per la prima volta fra il 1825 e il 1827, in chiave avveniristica sembra allinearsi su un piano culturale e richiamare fenomeni e stereotipi contemporanei tra i più disparati: tra i tanti parallelismi, leggendo con attenzione il capitolo XVI, qualunque lettore potrebbe facilmente ravvisare negli “sfaccendati” del paese di Gorgonzola delle nitide somiglianze con gli attualissimi “leoni da tastiera”.

Il tumulto di San Martino, la “rivolta del pane” nell'illustrazione di Francesco Gonin, dall'edizione del 1840: I promessi sposi: storia milanese del secolo XVII di Alessandro Manzoni. Tip. Guglielmini e Radaelli. Immagine Internet Archive in pubblico dominio

L'episodio sopracitato mette in scena la fuga di Renzo Tramaglino, giovane protagonista della vicenda narrata da Manzoni, che, carico di fede e speranza, si allontana repentinamente dai pericoli della tumultuosa Milano per raggiungere il cugino Bortolo nel bergamasco.

osteria promessi sposi coronavirus
L'osteria, la locanda della Luna piena, nell'illustrazione di Francesco Gonin, dall'edizione del 1840: I promessi sposi: storia milanese del secolo XVII di Alessandro Manzoni. Tip. Guglielmini e Radaelli. Immagine Internet Archive in pubblico dominio

La tentacolare metropoli milanese si era rivelata particolarmente insicura per l'ingenuo giovane di provincia e le numerose insidie ne avevano perfino minato l'integrità morale. La sosta emblematica alla locanda della Luna piena, gremita di delinquenti, di loschi figuri, di personaggi dalla condotta esecrabile, aveva rappresentato il punto più basso del protagonista, il momento della degradazione, dell'offuscamento e delle tenebre.

Renzo Tramaglino oramai ubriaco nell'osteria, la locanda della Luna piena, nell'illustrazione di Francesco Gonin, dall'edizione del 1840: I promessi sposi: storia milanese del secolo XVII di Alessandro Manzoni. Tip. Guglielmini e Radaelli. Immagine Internet Archive in pubblico dominio

Ma il traviamento si traduce in una rinascita, in un rinnovamento che ispira Renzo a recuperare ben presto la strada maestra e lo conduce a peregrinare tra le campagne milanesi fino a Gorgonzola. Qui un'altra sosta, in un'altra osteria, non più dominata dai "compagnoni" ma da un gruppo di inoperosi, abulici e inetti: gli "sfaccendati".

Manzoni leoni da tastiera
Dagli sfaccendati di Manzoni ai leoni da tastiera dei social media. L'osteria di Gorgonzola, nell'illustrazione di Francesco Gonin, dall'edizione del 1840: I promessi sposi: storia milanese del secolo XVII di Alessandro Manzoni. Tip. Guglielmini e Radaelli. Immagine Internet Archive in pubblico dominio

La descrizione che ne fa Manzoni è coverta fin da subito da un velo di pungente ironia e palese disprezzo, che induce il lettore ad avanzare senza riserve un giudizio negativo. Questi ignavi dominano parte di una delle scene topiche della narrazione, quella “girata” all’interno dell’osteria di Gorgonzola, e mostrano immediatamente alcune delle peculiarità che connotano il loro carattere: sono invadenti, inerti, impiccioni e irresoluti. La curiosità che li tormenta è futilmente eccessiva e, talvolta, insensatamente aggressiva. Logorati da un opprimente senso di inferiorità nei confronti della metropoli e schiacciati dal peso di una mentalità gravida di provincialismo, vivono da assoluti spettatori le vicende dei disordini milanesi, relegati in una tranquilla zona di confine, dove la sommossa si riverbera soltanto in notizie e non in azioni concrete. Essi rivendicano timidamente i propri diritti e, in tono sommesso, parlano di rivoluzione, evitando di attirare pericolosamente troppe attenzioni. Soltanto l’avvento di un mercante proveniente da Milano, immagine ideologica e icastica della borghesia agiata e delle aspirazioni forcaiole, placa le vane agitazioni degli aspiranti facinorosi con una retorica ordinata e un accurato istrionismo, spegnendo ogni fuoco sovversivo. Poche parole bastano per far tentennare gli “sfaccendati” e farli riflettere sul fatto che restare a casa sia più conveniente. Insomma, questi uomini poco audaci rivelano un atteggiamento velleitario che è tipico dei “rivoluzionari da farmacia”, così come li ha rappresentati Giovanni Verga nei “Malavoglia”, o dei già menzionati “leoni da tastiera”, che pullulano tristemente sui social media e in pantofole affermano di aspirare al cambiamento, sfociando troppo spesso nella shitstorm, attraverso commenti di violenza gratuita e odio dilagante.

Gli sfaccendati di Manzoni e i “rivoluzionari da farmacia” di Verga, anticipazione degli attuali leoni da tastiera? Aci Trezza nel film di Luchino Visconti, La terra trema, tratto dal romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga. Foto dal film in pubblico dominio

Nell’ambientazione del romanzo verghiano oltre ai comuni e paradigmatici luoghi di ritrovo, come osterie e piazze, dove la comunità consolida i rapporti sociali e nuove idee trovano terreno fertile, esiste un altro topos significativo che catalizza sedizioni e fervori populistici: la farmacia. La farmacia dello speziale don Franco ad Aci Trezza rappresenta lo spazio in cui gli uomini più istruiti del paese si riuniscono per discutere animatamente di politica e di rivoluzione. Qui le voci di don Giammaria, don Michele, don Silvestro e dello stesso don Franco sembrano sovrapporsi e affastellarsi con brio, fino a quando le occhiate fulminee e severe delle mogli non rendono evanescenti tutti i lungiloqui ambiziosi e le ampollose dissertazioni. Anche in questo caso gli ideali si rivelano labili e tutti i proponimenti si dissolvono in un nulla di fatto.

Nel momento in cui subentra l’autorevolezza del mercante e delle mogli gli pseudo-rivoltosi si tirano indietro, si rivelano pusillanimi e incapaci di reagire, proprio come accade ai famigerati “leoni da tastiera” una volta messi alle strette, smascherati e ridicolizzati dalla loro stessa natura.

Dunque, gli aspetti che accomunano gli hater o i cyberbulli con i tronfi e “baldanzosi” intellettuali di Aci Trezza e i rivoluzionari sfaccendati di Gorgonzola sono la mancanza di coraggio, l’incapacità di esporsi in prima persona e di affrontare con lucidità gli eventi, la disinformazione e la malsana abitudine di avanzare giudizi affrettati, spesso sprezzanti e provocatori, dall’alto di un piedistallo o dietro uno schermo. Gli “odiatori” feriscono, colpiscono violentemente, distruggono inconsapevolmente, radono al suolo la positività, e tutto ciò li appaga, li riempie di soddisfazione. La dialettica è quella derisoria, irriverente, tendente a schernire l’interlocutore o l’uditorio, senza alcun riguardo e rispetto. Questi individui traggono la loro forza dal “gruppo”, dalla massa alla quale appartengono, che li fa sentire invulnerabili, protetti, inarrivabili. Dietro questa facciata di sicurezza e iattanza si nascondono spesso personalità problematiche, fragili, in continuo conflitto con se stesse; ma la sofferenza non dovrebbe giustificare mai l’odio, e l’odio va arginato e combattuto.

Dunque, al termine di questa brevissima disamina, gli “sfaccendati” descritti da Manzoni e gli eruditi rivoluzionari di Verga sembrano quasi appartenere all’epoca contemporanea, presentando effettivamente dei tratti comuni con una delle categorie social più diffuse, i “leoni da tastiera”.

La storia, in questo caso la storia letteraria, permette ancora una volta di individuare delle interconnessioni tra passato e presente, tra epoche che sembrano remote e la contemporaneità che velocemente tende al futuro. Ecco come un testo di quasi due secoli può ancora rappresentare un valido supporto, uno strumento utile per comprendere molte sfaccettature della realtà attuale e, in chiave didattico-pedagogica, una guida sicura per ogni giovane che si accinge a diventare parte integrante della società. L’odio si può fronteggiare grazie alla storia, grazie ai suoi insegnamenti, che ci permettono di discernere ciò che è corretto da ciò che può essere oltraggioso, ciò che è costruttivo da ciò che può risultare tossico, e ciò che è sicuro da ciò che è politicamente amorale.

Riferimenti:

Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, con commento di Romano Luperini e Daniela Brogi, Milano, 2013.

Giovanni Verga, I Malavoglia, Einaudi, 2014.

CarloCalcaterra, Egidio Gorra, Francesco Novati, Giulio Bertoni, Vittorio Cian, Giornale storico della letteratura italiana, volume 182, p. 218-224, Pearson, 2005.

Saverio Tommasi, Cyberbullismo in Siate ribelli, praticate gentilezza, Sperling & Kupfer, 2017.


Gherardo Colombo Anche per giocare regole Costituzione

L'ultimo saggio di Gherardo Colombo, omaggio alla Costituzione

Gherardo Colombo, Anche per giocare servono le regole: un libro che è omaggio alla Costituzione

Nonostante la Storia ci insegni che ci sono cose che è meglio non fare, ogni giorno e in ogni parte del globo anche se possiamo avere persino una accurata previsione di come andrà, ci ritroviamo a replicare quella determinata azione incuranti di quello che il passato aveva tentato di ricordarci.

Così dopo anni in Italia lottiamo ancora per i diritti civili, contro le discriminazioni e la violenza, come se non avessimo ben chiare le regole di partenza e per questo ci muovessimo disorientati nello spazio sociale.

L’approccio che l’ex magistrato Gherardo Colombo affronta in Anche per giocare servono le regole è allora ancor più decisivo, inaugurando Ri-Creazioni (il nuovo progetto editoriale di Chiarelettere), apre infatti le porte al significato della Costituzione e della consapevolezza di essere e di diventare cittadini.

La divulgazione e l’approfondimento di queste materie, oggetto della sua professione ma anche della sua vita etica e morale, si rivolge agli studenti fin dalle prime battute del libro con un linguaggio chiaro che ricalca, in qualche misura, gli obiettivi dell’associazione 'Sulle regole' da lui fondata e con cui da tempo si dedica all’educazione alla legalità nelle scuole.

Gherardo Colombo. Foto di Stefano Bolognini, CC BY-SA 3.0

“La nostra Costituzione riconosce che ciascuno di noi ha caratteristiche peculiari – genere, etnia, religione, lingua, opinioni, condizioni personali e sociali – e stabilisce che essere non possono creare discriminazione”,

così egli scrive spronando soprattutto i giovani a pensare con cognizione della Storia e della giustizia in poco più di centocinquanta pagine. In particolare fa riferimento al principio cardine su cui si fondava la Repubblica dopo le due guerre mondiali, ossia l’universalità della dignità umana.

“Tutto l’impianto della Costituzione è diretto a realizzare questo punto di partenza. Il principio della pari dignità universale costituisce il legame tra tutti gli articoli, che ne discendono a cascata; è la chiave di lettura che serve per capire, anzitutto, i motivi che hanno spinto i Costituenti a lasciarci questo testo”.

Mentre leggiamo comprendiamo che per vivere insieme agli altri e per relazionarsi con il mondo che ci circonda, come egli ricorda, abbiamo bisogno di regole che ci indichino la via su ciò che si può, si deve e non si deve fare, spiegando sia il contesto per cui la Costituzione è nata sottoscritta dalle persone in tutti i suoi 139 articoli sia la relazione che intercorre tra diritto e dovere di ognuno. Riprende:

“Questo testo non è un cumulo di norme complicato e inaccessibile, ma un documento vivo, le cui disposizioni definiscono ciò che ciascuno di noi può essere”.

Un esplicito atto di responsabilità civica.

 

Gherardo Colombo Anche per giocare servono le regole
La copertina del libro di Gherardo Colombo, Anche per giocare servono le regole. Come diventare cittadini, pubblicato da Chiarelettere Ri-Creazioni (2020), p. 176, Euro 14.

Gherardo Colombo, Anche per giocare servono le regole. Come diventare cittadini, Chiarelettere Editore 2020, p. 176, Euro 14.

 

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.


Le monete di Elea/Velia al Liceo Artistico "Sabatini-Menna" di Salerno

LE MONETE ANTICHE DI ELEA VELIA / UNIVERSITÀ E SOPRINTENDENZA

AL LICEO ARTISTICO “SABATINI-MENNA” DI SALERNO

Mercoledì 11 dicembre alle ore 11:00 nella Sala Teatro dell’Istituto

monete Elea Velia

 

Continuano gli incontri di Soprintendenza e Università, negli Istituti Superiori di Salerno e provincia, per la valorizzazione dei Beni Culturali del territorio. Dopo il Liceo “Torquato Tasso”, mercoledì 11 dicembre 2019, alle ore 11.00, nella Sala Teatro  del Liceo Artistico “Sabatini - Menna” di Salerno sarà presentato il progetto di restauro delle MONETE ANTICHE DI ELEA-VELIA, selezionato per il concorso di ART Bonus 2019, a cura della Soprintendenza e dell’Università di Salerno. All’incontro, moderato da Michele FAIELLA, giornalista e funzionario responsabile dell’Ufficio Stampa della Soprintendenza, interverranno: Maria Tommasa GRANESE, funzionario archeologo della Soprintendenza;  Giacomo PARDINI e Federico CARBONE, professori del DISPAC dell’Università di Salerno e Rosa Maria VITOLA, funzionario per la promozione e comunicazione della Soprintendenza.

Le monete di Elea/Velia - Un restauro per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico della città di Parmenide. Il progetto, nato da una stretta collaborazione tra la Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino e il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, costituisce un’assoluta novità, in quanto per la prima volta il mecenatismo privato (la Fondazione Nazionale delle Comunicazioni-FNC, Roma) è intervenuto per restaurare, e in tal modo valorizzare, migliaia di monete in preoccupante stato di conservazione, la cui perdita avrebbe cancellato pagine di storia sociale ed economica di una delle più importanti città della Magna Grecia. L’occasione del progetto, inoltre, permette di formare studenti e giovani ricercatori coinvolti nelle attività di ricerca e, in tal senso, rappresenta anche un investimento sul capitale umano del nostro Paese, in termini di opportunità per favorire un’alta formazione tecnico-scientifica e professionale nell’ambito dei beni culturali. Sostieni e vota la candidatura del progetto Art Bonus  Le monete di Elea/Velia - Un restauro per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico della città di Parmenide.https://www.concorsoartbonus.it/edizione2019/progetti/le-monete-di-elea-velia-salerno/

 

Testo e immagine dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino


Al Museo dei Fori Imperiali la mostra NEW DESIGN 2019

Il 6 e 7 il novembre 2019 i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali ospiteranno la mostra “NEW DESIGN 2019. La creatività nell’istruzione artistica italiana”, legata al concorso nazionale ideato per celebrare la nuova identità del Liceo Artistico, luogo di manualità colta e di eccellenze.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione, che la sostiene, è organizzata dal Liceo Artistico Statale “Enzo Rossi” di Roma, con il supporto della Rete Nazionale dei Licei Artistici. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

La manifestazione verrà inaugurata il 5 novembre presso l’Auditorium dell’Hotel Parco Tirreno.  

La mostra esporrà le 86 opere finaliste provenienti da 55 licei italiani, guidando i visitatori alla scoperta della creatività e originalità dei lavori delle studentesse e degli studenti dell’ultimo triennio di studi, chiamati a confrontarsi sul tema: “Da Cosa Nasce Cosa, forma e funzione del passato nell’ottica del presente”, sollecitazione che li ha visti impegnati in un’esperienza di progettazione capace di portarli ad acquisire la consapevolezza delle radici della storia del design.

Questo progetto testimonia come le scuole artistiche in Italia abbiano sempre dimostrato una grande capacità di cambiamento, trasformandosi da luoghi di insegnamento/apprendimento di tecniche finalizzate in veri e propri laboratori di ricerca e di valorizzazione dei più svariati linguaggi espressivi.

L’allestimento espositivo nei suggestivi spazi della Grande Aula dei Mercati di Traiano non è casuale: esso costituisce infatti il punto di arrivo di un percorso condiviso, iniziato con la realizzazione del plastico del sito medievale di Cencelle, proseguito con lo svolgimento di progetti di Alternanza Scuola Lavoro e culminato nel 2016 nella mostra celebrativa dei 50 anni dell’Istituto “Arte in Cattedra nei Mercati di Traiano”.

La manifestazione “New Design 2019” rappresenta dunque un evento espositivo particolare, rivolto alla valorizzazione del museo e della scuola come luoghi privilegiati di formazione e di cultura.

Alle 55 scuole finaliste del concorso è stato assegnato il riconoscimento di un soggiorno premio a Roma per uno studente e un docente accompagnatore in rappresentanza dell’istituto partecipante.

Ai primi tre classificati, selezionati dal Comitato Tecnico-Scientifico istituito dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, verranno invece assegnate un’opera artistica originale prodotta dalla sezione vetraria del Liceo Artistico Statale Enzo Rossi e una Menzione Speciale. La premiazione verrà svolta il 7 novembre, dalle ore 10.30 alle 13.00, presso il MAXXI, il Museo delle Arti del XXI secolo.

Il Comitato Tecnico-Scientifico è composto da: Flaminia Giorda (Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale d’istruzione), Marina Bonavia (architetto); Rolando Meconi (membro Nucleo di valutazione dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone), Daniela Ricci (Flower Designer), Roberto Borchia (docente e web designer), Francesco Branca (dirigente Miur); Paolo Tamborrini (Architettura e Design, Politecnico di Torino), Giacomo Molitierno (dirigente Miur); Alessandro Pedron (architetto), Rocco Fiano (Ateneo Veneto), Mariagrazia Dardanelli (presidente onorario ReNaLiArt, Rete Nazionale dei Licei Artistici Italiani).


MAT 4.0: alternanza scuola-lavoro al Museo Archeologico di Tarquinia

Sabato 21 Settembre 2019, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2019, si è tenuta presso il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia la presentazione di M.A.T. 4.0 - Dal reale al virtuale. Reperti archeologici e nuove tecnologie, un progetto di alternanza scuola–lavoro nato dalla collaborazione tra il Polo Museale del Lazio - Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, I.I.S. “V. Cardarelli” di Tarquinia e l’associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia.

Gli allievi, coordinati dalla prof.ssa Manuela Paganelli, responsabile dei Progetti per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO 2019), hanno lavorato a tre diversi progetti insieme ai soci dell’associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia: fotogrammetria e scansioni 3D, ispezioni allo stato di conservazione dei dipinti, percorsi interattivi con chatbot.

Il primo gruppo, guidato dalla restauratrice Adele Cecchini, ha compiuto sopralluoghi negli ipogei dipinti della Necropoli dei Monterozzi per verificare lo stato di conservazione delle pitture; un gruppo di studenti dell’indirizzo Geometri, insieme al designer Massimo Legni, ha invece effettuato scansioni 3D e rilievi fotogrammetrici dei più importanti oggetti della collezione del Museo; infine, alcuni allievi degli indirizzi Turistico e Tecnico-Programmatori, guidati dalla dott.ssa Eleonora Brunori, hanno lavorato a dei percorsi interattivi con chatbot, dedicati alla Necropoli dei Monterozzi e ai luoghi del poeta Vincenzo Cardarelli.

La volontà della dott.ssa Daniela De Angelis, Direttrice del Museo, è quella di far continuare il progetto anche nei prossimi mesi, sia con il proseguimento delle attività di scansione e pubblicazione in rete dei modelli, con l’obiettivo di creare un vero e proprio “museo virtuale” fruibile anche a distanza, sia con lo studio dei possibili impieghi di tali tecnologie, come la stampa 3D di alcuni reperti per aumentare l’accessibilità del Museo attraverso un percorso tattile, attualmente in fase di progettazione.

alternanza scuola-lavoro Museo Archeologico di Tarquinia


La formazione delle giovani leve al Parco Archeologico di Ercolano

La formazione delle giovani leve al Parco Archeologico di Ercolano

I Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento:

numerose convenzioni con gli  istituti superiori

Partiti da qualche anno i percorsi di Alternanza scuola-lavoro, oggi trasformati in Pcto: Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento, vedono la loro realizzazione anche all’interno del Parco Archeologico di Ercolano. I percorsi formativi che il Parco propone si rivolgono a diversi indirizzi di studio (classico, scientifico, linguistico, turistico e alberghiero) e sono stati elaborati in seguito alle relazioni stabilite con i dirigenti e i docenti degli Istituti del territorio ercolanese e campano con i quali sono state stipulate convenzioni, con l’obiettivo di soddisfare le istanze formative degli indirizzi di studio di ciascuno degli Istituti partner. Tali percorsi presentano sempre uno stretto collegamento con le molte attività svolte dallo staff del Parco e si inseriscono, organicamente e in una prospettiva pluriennale, nelle diverse tipologie di attività del sito.

La metodologia didattica messa in campo intende concretizzare il concetto di pluralità e complementarietà dei diversi approcci nell’apprendimento, realizzando un organico collegamento delle istituzioni scolastiche con il mondo del lavoro e la società civile, e congiungendo il momento formativo con quello operativo. Inoltre, si pone l’obiettivo di accrescere la motivazione allo studio e di guidare i giovani nella scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e delle modalità di apprendimento individuali, arricchendo la formazione scolastica con l’acquisizione di competenze maturate “sul campo”.

La possibilità di ospitare studenti, durante gli anni della loro formazione, grazie ai percorsi Pcto – dichiara il Direttore Sirano – rappresenta un importante anello di congiunzione tra le nuove generazioni e la storia passata che il Parco Archeologico rappresenta. Potendo svolgere attività pratiche all’interno del sito i ragazzi sentono il Parco parte integrante della loro storia, della loro crescita e ne riescono ad individuare le potenzialità per futuri sbocchi lavorativi e professionali”.

Nello specifico il Parco Archeologico di Ercolano ha attivato percorsi cha vanno dall’’Audience Development’ all’accoglienza ed orientamento dei visitatori, dalle “visite speciali” alla manutenzione ordinaria e ai laboratori artigianali.

L’Audience Development mira ad un processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizioneGli studenti compileranno un questionario, già predisposto dall’HCP in italiano, inglese e francese, mediante interviste dirette ai turisti; e con l’ausilio di mappe e schede create ad hoc, faranno rilevamenti sui percorsi di visita svolti dai gruppi con guida turistica e sulle modalità di fruizione e sull’indice di gradimento della mostra SplendORI, allestita nell’Antiquarium del Parco. Inoltre, gli studenti parteciperanno attivamente all’elaborazione dei dati raccolti durante le attività ASL della primavera 2018, così da avere piena consapevolezza di tutte le fasi del processo di audience dei visitatori e dell’esito finale dell’attività svolta in un’ottica pluriennale di tirocinio.

PCTO ErcolanoPer il capitolo riguardante l’Accoglienza al Parco, si propone agli Istituti convenzionati un’attività di accoglienza dei visitatori in edifici del sito che rientrano nel percorso di visita, come ad esempio le Terme centrali, la Casa del Tramezzo di Legno, la Casa Sannitica, la Casa dei Cervi e la Casa dello Scheletro). Luoghi del sito, che risultando più frequentati degli altri, forniscono un’ottima occasione agli studenti per imparare a relazionarsi con i turisti in più lingue, fornire indicazioni sul sito, e vigilare sul rispetto delle strutture e dei manufatti antichi.

Altro interessante sviluppo sarà quello di ‘Una visita speciale’, che si propone di creare un dialogo tra i ragazzi degli Istituti Superiori di Ercolano e gli studenti, più piccoli e più grandi,  degli Istituti Comprensivi ubicati nelle vicinanze del Parco, ovvero ospiti da regioni d’Italia. Infatti, saranno proprio gli studenti a preparare un itinerario, con relativa tempistica, e a guidare nel Parco scolaresche di quarta o quinta elementare o di scuole superiori ospiti, raccontando la storia di Ercolano e dell’eruzione, dello scavo e della scoperta, e accompagnandoli nelle strade e nelle case della città antica, che si estende ancora oggi sotto la loro città e le loro abitazioni.

È previsto inoltre il coinvolgimento dei giovani nell’ambito della manutenzione ordinaria del sito; la realizzazione di laboratori dimostrativi presso la mostraSplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano” con lavorazioni su soggetti e materiali ispirati ai reperti esposti nelle vetrine.

PCTO ErcolanoTesto e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Ercolano


Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide: Percorsi di alternanza in mostra

Percorsi di alternanza in mostra

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano allo Ionio (Cosenza)

Si è tenuta con successo la giornata conclusiva del progetto di alternanza scuola-lavoro presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide.

Gli studenti del Liceo Artistico A. Alfano” e del Liceo ClassicoG. Garibaldi” di Castrovillari hanno partecipato a questo percorso culturale e formativo volto a orientare e sensibilizzare i cittadini e le istituzioni del nostro territorio verso un approccio artistico e creativo di promozione e rivalutazione di quella produzione feconda e di quelle istanze culturali che rappresentano le nostre radici.

Le iniziative attuate, in sinergia con l’ufficio Servizi Educativi del Museo della Sibaritide, durante questo percorso didattico sono molteplici.

Il Liceo Classico ha realizzato, invece, una proposta di reinterpretazione delle Favole Sibarite, ha ideato delle attività per raccontare il Museo ai bambini ed un percorso sul vino nell’antichità, nonchè la produzione di testi per le guide cartacee e audio guide del Museo della Sibaritide e il Museo di Amendolara.

Il Liceo Artistico ha inoltre prodotto degli splendidi monili realizzati dai ragazzi della sezione Metalli. Spiccano tra questi sicuramente una parure di collier e orecchini progettati sulla planimetria del Parco Nazionale Archeologico della Sibaritide.

Il toro, emblema storico di Sibari ha ispirato, invece, la sezione Tessuti nella produzione di alcuni spettacolari foulard di seta e di un arazzo di lana, realizzato con la tecnica dell’uncinetto e del punto a raso.

Durante la giornata è stata allestita una mostra dei progetti realizzati che si potranno ammirare, fino al 27 maggio 2018, visitando il Museo della Sibaritide.

È stato possibile realizzare questo processo di interazione tra scuola e contesto sociale grazie all’impegno reciproco tra il Liceo Artistico e Classico di Castrovillari ed il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide rappresentati rispettivamente dal dirigente scolastico Elisabetta Cataldi e da Adele Bonofiglio, direttore del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide.

L’intero percorso è stato facilitato dalla collaborazione dei tutor Dante Damonte, orafo di eccellenza, e Anna Lucia Casolaro, responsabile Servizi Educativi del Museo della Sibaritide.

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Progetto didattico "Dalla storia al laboratorio"

Progetto didattico

Dalla storia al laboratorio

Museo Archeologico dell’antica Kaulon

c/da Runci SS 106 – Monasterace (Reggio Calabria)

Nei giorni scorsi nel Museo Archeologico dell’antica Kaulon ha avuto luogo, dopo quello effettuato con la Scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “De AmicisMaresca”, plesso Santa Monica – Locri, il progetto didattico Dalla storia al laboratorio con la scuola primaria “ A. Tedeschi” di Serra San Bruno (Vibo Valentia).
Il progetto si è articolato nella presentazione, attraverso immagini, della storia  della colonia greca di Kaulon  ed in un’attività laboratoriale, grazie alla quale, gli alunni hanno potuto realizzare la riproduzione di alcuni manufatti. L’attività  è stata finalizzata “all’approccio diretto” degli alunni con i reperti per avvicinarli alla storia antica, quindi  alle nostre radici.

L’iniziativa è stata curata dai Servizi Educativi del Museo che si sta distinguendo per un impegno indefesso e continuativo nei confronti delle Scuole del territorio.

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Il cinese insegnato ai ragazzi: ecco il Sillabo

Il cinese insegnato ai ragazzi: ecco il Sillabo, che detta le linee guida della didattica nei licei

Il documento, elaborato da un team coordinato dal sinologo della Sapienza Federico Masini, è il primo modello europeo
800px-Innenhof_des_Palazzo_della_SapienzaPresentato qualche settimana fa, è adesso disponibile online il nuovo Sillabo cinese, una sorta di prontuario ad uso dei docenti delle scuole superiori che si trovano sempre più spesso ad affrontare l’insegnamento di questa lingua ai ragazzi. Lo strumento, frutto del lavoro di una commissione del Miur ha come obiettivo principale proprio quello di rendere omogenea la didattica e di approdare a materiali didattici coerenti.

La presenza del cinese nelle scuole italiane non è una novità: già da alcuni anni, infatti, molti istituti hanno attivato lo studio di questa lingua, parlata da quasi 900 milioni di persone al mondo e divenuta oggetto di interesse perché facilita l'ingresso nel mondo del lavoro e risponde a un processo di internazionalizzazione che si va consolidando nel nostro sistema scolastico.

Nell'anno scolastico appena trascorso più di 200 scuole hanno offerto l'insegnamento del cinese, curriculare e non, e in particolare le regioni in cui maggiormente lo studio della lingua si è diffuso sono l'Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto, cioè aree nelle quali il tessuto economico e produttivo sembra rispondere più velocemente al processo di apertura in atto.

“Alle classi che offrono il cinese, però, come materia curriculare finora mancava un'indicazione unitaria sui contenuti dello studio” spiega Federico Masini, docente di Lingua cinese alla Sapienza e coordinatore del team che ha realizzato le linee guida “Noi abbiamo cercato di colmare questo vuoto e trasformare l'insegnamento del cinese da una materia che veniva gestita liberamente dal docente di turno a un programma stabilito dal ministero con contenuti standardizzati, come accade per l'insegnamento di tutte le altre discipline”.

Nello specifico le linee guida, le prime elaborate in ambito europeo per il cinese, orientano la didattica verso competenze linguistiche pratiche, basandosi cioè sul saper fare. “Il Sillabo premia le abilità piuttosto che i contenuti” continua Masini “Le circa 100 ore curriculari offerte dalle scuole per ciascun anno scolastico, serviranno per illustrare funzioni linguistiche, lessico e grammatica, ma anche tratti della cultura cinese e il modo in cui presentare se stessi, parlare del cibo, parlare dei viaggi”.

Testi dall’Ufficio Stampa e Comunicazione Università La Sapienza di Roma.

Il cortile del Palazzo della Sapienza, foto di Anthony Majanlahti (antmoosehttp://www.flickr.com/photos/antmoose/14694803/), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da Foundert~commonswiki.


Libriamoci 2016. Giornate di lettura nelle scuole

LIBRIAMOCI. GIORNATE DI LETTURA NELLE SCUOLE
Sviluppare l'amore e la curiosità per i libri attraverso la lettura performativa

libriamoci2016

Dal 24 al 29 ottobre 2016, in ogni scuola italiana di ordine e grado sul territorio nazionale e all’estero, gli insegnanti inviteranno gli studenti a leggere o a farsi leggere brani ad alta voce,  in una modalità aperta, slegata dal programma di studio.
‘Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole’ è l’iniziativa promossa dal Centro per il libro e la lettura e dalla Direzione generale per lo studente, nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che ogni anno, a fine ottobre, coinvolge le scuole italiane di ogni ordine e grado, sia sul territorio nazionale che all’estero.
L’obiettivo è quello di promuovere la lettura tra gli studenti, invitando tutti gli Istituti scolastici ad inserire, nelle proprie attività educative e formative, dei momenti da dedicare alla lettura ad alta voce, considerata strumento fondamentale per la crescita emozionale e cognitiva dello studente.
Nelle giornate in cui si svolge l’iniziativa, si invitano studenti, insegnanti, volontari ma anche personaggi noti e meno noti del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, ad ‘entrare’ nelle classi per  leggere alcuni brani dai loro testi preferiti, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla lettura dei libri, alla comprensione dei testi, alla discussione dei contenuti.
Portale ufficiale della campagna è: Libriamoci a scuola (www.libriamociascuola.it), una piattaforma digitale che mette in contatto diretto docenti, bibliotecari, librai, editori, associazioni, scrittori, attori, illustratori, offrendo uno spazio informativo dettagliato e consentendo di condividere buone pratiche, raccontare le esperienze di lavoro, dare suggerimenti, cercare collaborazioni e coordinare la realizzazione dei progetti.

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone