The Forgiven

Regia e sceneggiatura di| John Michael McDonagh

Interpretato da | Ralph Fiennes, Jessica Chastain, Matt Smith, Chris Abbott, Caleb Landry Jones
Durata | 117 minuti

 

The Forgiven di John Michael McDonagh
La locandina del film The Forgiven di John Michael McDonagh

Logline

Una ricca coppia in vacanza in Marocco uccide accidentalmente un adolescente locale, scatenando una reazione a catena interculturale che ha conseguenze devastanti.

Foto copyright Nick Wall

Breve sinossi

Guidando a grande velocità attraverso il deserto marocchino per partecipare a una sontuosa festa di un vecchio amico, i ricchi londinesi David e Jo Henninger (Ralph Fiennes e Jessica Chastain) restano coinvolti in un tragico incidente con un adolescente del posto. Una volta arrivati in grande ritardo alla villa dove la festa è al suo culmine, la coppia cerca di nascondere l’incidente con la connivenza della polizia locale. Ma quando arriva il padre del ragazzo per cercare giustizia, la scena è pronta per uno scontro tra culture pieno di tensione in cui David e Jo devono scendere a patti con quello che hanno commesso e le sue devastanti conseguenze.

The Forgiven di John Michael McDonagh
Foto © Focus Features

Lunga Sinossi

David e Jo Henninger (Ralph Fiennes e Jessica Chastain), un medico e una scrittrice di libri per bambini, sono venuti in Marocco da Londra per partecipare a uno stravizioso ed esclusivo fine settimana nella sontuosa villa nel Sahara del loro amico Richard (Matt Smith) e del suo amante Dally Margolis (Caleb Landry Jones). Dopo un pranzo andato per le lunghe in cui ha bevuto molto, un David stanco e barcollante insiste nel fare il lungo viaggio in macchina da Tangeri alla festa, litigando con Jo per tutto il tragitto. Quando due ragazzi appaiono improvvisamente dal buio e David perde il controllo dell’auto, uno di loro, un adolescente marocchino di nome Driss (Omar Ghazaoui), viene ucciso.

In preda al panico la coppia mette il suo corpo sul sedile posteriore dell’auto e continua a guidare verso la villa di Richard, sperando che lui possa aiutarli a evitare ogni conseguenza. La polizia locale sembra non avere alcun interesse nell’investigare sull’accaduto e la festa va avanti imperterrita. Quando arriva a reclamare il corpo di suo figlio, l’addolorato padre di Driss, Abdellah (Ismael Kanater), insiste che David lo accompagni al suo villaggio per aiutarlo a seppellire il ragazzo.

The Forgiven di John Michael McDonagh
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Riluttante David acconsente a un viaggio di due giorni di auto per raggiungere la casa della famiglia nel mezzo delle Montagne Atlas, dove Abdellah, le sue tante mogli e il suo unico figlio Driss si guadagnavano da vivere cercando fossili e a vendendoli ai ricchi occidentali. Da solo con Abdellah, David nega ogni responsabilità per l’incidente, ma l’umile dignità del marocchino lo tocca in modi inaspettati. Nel frattempo, nella villa di Richard, il breve flirt di Jo con un altro ospite, Tom (Christopher Abbott), le permette di immaginare una vita diversa per se stessa.

The Forgiven di John Michael McDonagh
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Basato sull’inquietante romanzo dell’acclamato scrittore Lawrence Osborne, The Forgiven combina una sensualità rovente, una maestria cinematografica e colpi di scena inaspettati mentre l’Oriente incontra l’Occidente e l’affidabilità del vecchio mondo collide in maniera catastrofica con la moderna indifferenza.

The Forgiven di John Michael McDonagh
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Scritto e diretto dall’acclamato cineasta John Michael McDonagh, The Forgiven è interpretato dal candidato all’Oscar® Ralph Fiennes (Grand Budapest Hotel, Il paziente inglese), dalla vincitrice dell’Oscar Jessica Chastain (Gli occhi di Tammy Faye, Zero Dark Thirty), Matt Smith (The Crown, L’ultima notte a Soho), Saïd Taghmaoui (G.I. Joe – La nascita del cobra, John Wick 3 ), Abbey Lee (The Neon Demon, Mad Max: Fury Road), Mourad Zaoui (The Spy, Zanka Contact), Caleb Landry Jones (Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Scappa – Get Out), Ismael Kanater (Queen of the Desert, “The Honorable Woman”), Christopher Abbott (Possessor, Black Bear), Alex Jennings (The Crown) e Marie-Josée Croze (Munich).

LA PRODUZIONE

Misterioso, mistico e spesso frainteso, il Marocco incombe nell’immaginazione dei viaggiatori europei e americani come un luogo dove gli outsider e i fuorilegge possono trovare redenzione… o oblio. La polverosa medina di Casablanca, il famoso suk di Marrakesh e lo sconfinato deserto del Sahara hanno attirato persone alla ricerca di qualcosa e anime perse come Paul e Jane Bowles, William S. Burroughs, Brian Jones e Jean Genet a cercare l’ineffabile sotto il sole nordafricano.

Nell’ultimo film del regista John Michael McDonagh, The Forgiven, una coppia anglo-americana arriva a Tangeri con la speranza di fuggire dai costanti sarcasmi e insulti del loro matrimonio fallito. Basato sull’acclamato romanzo del 2012 di Lawrence Osborne, il film segue David Henninger, un chirurgo, e sua moglie Jo, una scrittrice di libri per bambini che ha perso l’ispirazione, nel loro fatale viaggio nel Sahara. Lungo il tragitto i due scatenano involontariamente uno scontro su cultura, fede e responsabilità in un thriller orchestrato meticolosamente e condito con un umorismo pungente e osservazioni aspramente accurate.

Abbiamo inseguito questo libro con tenacia,” dice la produttrice Elizabeth Eves di House of Un-American Activities, che è stata la produttrice dei tre film precedenti di McDonagh: Un poliziotto da happy hour, Calvario e War on Everyone. “Dopo aver costruito un rapporto di fiducia con Lawrence, alla fine ci sono stati garantiti i diritti. Le sensibilità di Lawrence e John sono finemente in sintonia. Metterli insieme ha prodotto una sceneggiatura potente.”

I produttori Trevor Matthews e Nick Gordon di Brookstreet Films si sono uniti alla Eves e a McDonagh sul progetto e hanno contribuito a ottenere i finanziamenti. “Il loro supporto incondizionato e l’impavidità di fronte a tutte le sfide sono stati a dir poco eroici,” dice la Eves.

Matthews e i suoi colleghi della Brookstreet sono degli estimatori di lunga data del lavoro di McDonagh. “Cineasta classico nel vero senso della parola, lui è precisamente il tipo di autore coraggioso, visionario e abile con il quale vogliamo fare film,” dice Matthews. “Dal nostro primo incontro con John e Lizzie — che è una forza, brillante e formidabile anche lei — abbiamo capito che saremmo andati d’accordo. Sentire che John voleva portare sul grande schermo il bestseller avvincente ed evocativo di Lawrence Osborne The Forgiven ha solo aumentato il nostro entusiasmo.”

Dramma teso e che fa riflettere, The Forgiven si svolge in un fine settimana tra le montagne e i deserti del Marocco e racconta le conseguenze di un tragico incidente automobilistico che ha ucciso un ragazzo marocchino. “Questa è una sconcertante e misteriosa storia di occidentali incuranti che vengono coinvolti in circostanze da cui non possono sfuggire né con i soldi né con le parole,” dice la Eves. “C’è un’atmosfera generale di presagio e minaccia. I dialoghi hanno un certo peso. Il risultato è un film consapevole, intelligente e visivamente distintivo che smaschera scaltramente le supposizioni che facciamo quando si scontrano privilegio e povertà.”

È stata l’abilità di Osborne nel creare personaggi vividi e autentici, specialmente Jo e David, ad attrarre inizialmente la Eves e McDonagh verso il romanzo. “Nessuno dei due è simpatico nel libro,” spiega la Eves. “E nessuno dei due è stato interpretato in maniera empatica. Non voglio essere necessariamente loro amica, ma ne sono affascinata. Voglio sapere cosa faranno dopo e cosa gli succederà.”

Un matrimonio fragile

Per interpretare David Henninger, i realizzatori del film hanno scelto uno degli attori inglesi più versatili e premiati. Il candidato all’Oscar Ralph Fiennes, saltato alla ribalta internazionale con il suo agghiacciante ritratto di un ufficiale nazista delle SS in Schindler’s List – La lista di Schindler e poi trasformato nel malvagio Lord Voldemort nella saga di Harry Potter, è stata la prima scelta di tutti per il ruolo di Henninger, dice la Eves.

Non c’è nessuno che avrebbe potuto interpretare questo ruolo così bene come Ralph,” aggiunge. “Rende David una persona molto specifica, e questa specificità si presta incredibilmente bene al personaggio.”

Innegabilmente cafone e polemico, nelle abili mani di Fiennes David è anche un personaggio complesso e contraddittorio: intelligente, spesso spiritoso e inasprito da una vita che molti invidierebbero. “Gli piace bere,” afferma Fiennes. “In lui c’è qualcosa di impaziente e arrabbiato con la vita. È un uomo incline a esclamazioni pungenti e spesso offensive e a sgambetti verbali che mirano a offendere. Ha un rapporto teso con sua moglie e si percepisce che in questo matrimonio le cose non vanno molto bene.”

The Forgiven di John Michael McDonagh
Foto © Focus Features

Su insistenza del padre di Driss, si ritrova ad affrontare un viaggio che non è arduo solo fisicamente ma anche spiritualmente perché David fa di tutto per continuare a negare la sua colpevolezza nei confronti del lutto che la famiglia sta vivendo. “Nel corso di quel viaggio, lontano dal mondo, David si trasforma, vive una sorta di riaggiustamento e di riconsiderazione della vita,” dice Fiennes. “Lentamente riconosce la sua responsabilità per aver ucciso questo giovane marocchino. Ed è questo cambiamento in lui che ha reso per me interessante interpretare questo ruolo. Dentro di sé ha in qualche modo mollato, ma qualcosa in lui riconosce che questa è un’opportunità di redenzione, anche se potrebbe essere ucciso dalla famiglia del ragazzo. Vuole essere purificato in qualche modo attraverso il confronto. Ho tante cose pungenti, politicamente scorrette da dire, ma il vero dramma, l’anima di tutto, è quello che succede a David in viaggio con gli uomini marocchini.”

David è generalmente di cattivo umore ma trova sollievo alla sua noia pungolando sua moglie Jo, spiega la Eves. “È un personaggio prepotente e ci si chiede perché Jo stia con lui. Jo, d’altra parte, sembra più accomodante e in sintonia con la gente e questo le permette di gestire sia David che i personaggi che stanno loro intorno. Verso la fine del film, però, questa dinamica cambia drammaticamente.”

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La vincitrice dell’Oscar Jessica Chastain, che interpreta Jo, ha recitato con Fiennes nel suo esordio alla regia del 2011, Coriolano, e i due sono rimasti amici. “Recitare insieme in questo film è stata una gioia,” dice Fiennes. “Il fatto che ci fosse lei ha reso il progetto molto allettante. Ha portato una sorta di concretezza che era fondamentale nell’interpretare Jo.”

La Chastain dice che era già una grande ammiratrice del romanzo di Osborne prima di ricevere il copione. “L’ho comprato all’aeroporto quando è stato pubblicato, senza sapere niente del libro. Me ne sono innamorata e ho anche tentato di vedere se i diritti fossero disponibili, perché pensavo fosse una bella storia da raccontare. Dato che non lo erano, ho accantonato l’idea. Quando mi è ritornato in questa versione, l’ho sentita molto vicina al modo in cui l’avevo immaginato originariamente.”

L’attrice era entusiasta della prospettiva di lavorare con Fiennes di nuovo e con McDonagh per la prima volta. “Sono una grande ammiratrice ed estimatrice del lavoro di John. Questo adattamento del romanzo, che conoscevo molto bene, era molto forte. Ha preso questo materiale e ha fatto un film che è pieno di tensione e amore e rimpianto e amarezza e paura, ma anche crescita.”

Fiennes e Chastain sono arrivati sul set in sintonia e da amici, dice la Eves. “Questo è stato incredibilmente utile. Ed entrambi sono attori davvero emozionanti. Jessica è bravissima a interpretare le emozioni in maniera intelligente e laconica, cosa che si adatta al personaggio. Jo è più cerebrale che emotiva e quello che sta vivendo è una sorpresa per lei. Ma, attraverso un tradimento, si rinnova come essere umano.”

C’è una frase nel romanzo che la Chastain dice sia rimasta con lei nel corso degli anni. “A un certo punto Jo dice, ‘Sono così cosciente. Sono pericolosa,’” racconta l’attrice. “L’ho menzionata a John e lui l’ha messa nel copione. Jo fa un percorso di auto-scoperta. Quando la vediamo per la prima volta, lei è come una sonnambula. Vive la sua vita sentendo di non aver nulla di interessante o di utile da dire. Vive l’esistenza in uno stato di intorpidimento, di insensibilità.”

La Chastain e Fiennes concordano sul fatto che McDonagh lasci molta libertà agli attori. “John è il tipo di regista che lascia in pace gli attori,” dice Fiennes.

Detto ciò, aggiunge la Chastain, è particolarmente esigente per quanto riguarda il linguaggio. “Se perdi alcune parole, lui le rivuole indietro. Il primo giorno mi ha detto che dato che Jo è inglese nel romanzo e americana nel copione io dovevo “americanizzare” i dialoghi. C’era molta libertà ma mi sono sempre sentita in mani capaci. C’era sempre un capitano a guidare la nave, cosa molto importante specialmente quando si ha un così ampio gruppo di personaggi.”

Benvenuti alla festa

Matt Smith (uno dei famosi interpreti del “Dr. Who”) interpreta Richard Galloway, un amico di scuola di David la cui festa porta lui e Jo in Marocco. “È stato bello avere a bordo Matt,” dice la Eves. “Rende unico ogni ruolo che interpreta. Con Richard ci ha offerto un personaggio alla Gore Vidal, uno dalle maniere provocatorie, nobili e spiritose.”

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Nelle mani dell’attore, Richard ha un’aria da sofisticato e disincantato conoscitore del mondo imperturbabile e disinvolto. “Ha fatto dei soldi nel mondo dell’arte,” dice Smith del suo personaggio. “È un uomo che ha gusti raffinati e decadenti a cui piace dare feste in cui ci siano il bello, il brutto, il buono e il cattivo. Quindi, questi adulti super-privilegiati e agghiaccianti si presentano tutti alla più stramba Industria di Cioccolato di Willy Wonka del mondo. A Richard piace avere una carta jolly a ogni festa, e per questo ha invitato David. Anche se credo lui sia molto affezionato a Jo e che la volesse lì.”

Nella vita reale, Smith è l’opposto del cinico e calcolatore Richard, secondo la Chastain. “Ogni volta che eravamo sul set insieme mi veniva solo voglia di coccolarlo,” dice. “Richard è un amico per Jo, questa donna che per 12 anni è stata insieme a un uomo che è un guastafeste. Richard è l’opposto. Ogni volta che avevo una scena con lui, ho sentito quest’energia rassicurante.”

Fiennes aggiunge: “Matt è brillante. È rilassato, tranquillo, non si lascia sbilanciare dagli eventi. Ha una splendida maniera tranquilla di affrontare e sistemare le cose. E mi piace Caleb nel ruolo di Dally. Sembrano stare molto bene insieme, anche se ho solo poche scene con loro.”

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Dally Margolis, interpretato da Caleb Landry Jones, è l’amante di Richard e un’incognita permanente nella sua vita. “Sono il cane che non può essere addestrato,” dice Landry Jones del suo personaggio. “Allo stesso tempo, lui vuole tanto appartenere a questo mondo, ma non ci riuscirà mai. Con Richard lui può vivere quell’immagine, quella sorta di versione della vita da rivista patinata. Penso che loro si amino ma credo che il rapporto possa anche essere brutale.”

Landry Jones è apparso anche nella black comedy di McDonagh del 2016 War on Everyone, impressionando i realizzatori con la sua memorabile interpretazione del ruolo del perverso braccio destro di un boss del crimine. “È stato brillante in quel film, per questo eravamo entusiasti di avere l’opportunità di lavorare di nuovo con lui,” dice la Eves. “Caleb interpreta un uomo impulsivo, libero, in contrasto con la personalità più abbottonata di Richard, cosa che crea un’interessante dinamica tra i due.”

A godere dell’ospitalità over-the-top di Richard e Dally c’è anche Tom Day, un americano ricco e bello dal carattere discutibile. Interpretato da Christopher Abbott, star della serie TV di grande successo Girls, Tom sfrutta l’assenza di David per usare il suo fascino con Jo.

La Chastain pensa che per il suo personaggio, Abbott abbia preso quello che era sul copione e l’abbia approfondito. “Ti chiedi veramente chi è Tom,” dice l’attrice. “Quali sono le bugie che ha creato e quali sono i suoi demoni personali? Ci potrebbe essere tutto un film su Tom, o su ognuno di questi personaggi, e questa è la genialità di quello che John ha scritto.”

Abbott paragona il suo personaggio all’antieroe camaleontico e sociopatico di Patricia Highsmith, Tom Ripley. “È difficile capire se sta mentendo o dicendo la verità in ogni momento,” dice l’attore.

A causa del piano di lavorazione, la Chastain e Abbott hanno cominciato le riprese con le loro scene più intime. “Non l’ho mai fatto prima,” dice la Chastain. “Non ho mai cominciato con l’intimità fisica con uno sconosciuto senza esplorare cosa ci abbia portato lì. Chris sapeva che ero spaventatissima dal fatto di non sapere come i personaggi fossero arrivati a quello. Il primo giorno ha fatto tutto quello che poteva per farmi ridere e per mettermi a mio agio, incluso bere uno shot di tequila con me prima della nostra scena. C’era il ballo e la musica e semplice stupidità e questo era tutto quello di cui avevo bisogno per affrontare quella relazione.”

McDonagh ha riempito la lista degli ospiti della festa con un’abbondanza di personaggi loschi ed equivoci tra cui la party girl Cody, che cavalca l’onda fino alla fine. Interpretata dalla modella, attrice e musicista australiana Abbey Lee, Cody è una presenza indimenticabile nel film nonostante dica pochissime battute.

Abbey è molto divertente e molto intelligente,” dice la Eves. “Eravamo contenti che avesse accettato la parte perché non è un ruolo grande, ma la sua interpretazione di Cody è brillante.” L’attrice francese Marie-Josée Croze, già apparsa in Calvario, interpreta l’annoiata fotografa Isabelle. “È stato bello tornare a lavorare con lei,” dice la Eves. “Ha molto talento e un forte senso dell’umorismo. Questo è sempre stato importante per John. Si capisce dai suoi film che a lui piace ingaggiare comici e persone con un senso dell’umorismo. David McSavage, che era anche lui in Calvario, interpreta William Joyce nel film, ma nella vita reale è uno scandaloso comico stand-up.”

Gli uomini invisibili

A osservare le vicende sregolate e depravate ci sono i silenziosi marocchini, che non vengono mai pienamente riconosciuti dagli Occidentali. Hamid, il domestico di Richard e Dally, coordina tutto quello che succede nello ksar (“castello”) e tiene traccia degli ospiti e del resto del personale. Interpretato da Mourad Zaoui, un marocchino apparso in numerose serie e film americani e inglesi, Hamid è l’uomo che sa tutto e parla poco. “Mourad è stato grande,” dice la Eves. “Ha interpretato in modo brillante e ricco di sfumature il maggiordomo che sovrintende alle stravaganze di Richard e Dally, mediando tra lo staff marocchino, i locali e gli ospiti. Hamid è un uomo arabo moderno che si muove tra i vecchi e i nuovi mondi.”

Ismael Kanater, che interpreta il ruolo centrale del padre di Driss, Abdellah, è stato presentato ai realizzatori del film dal loro responsabile casting marocchino Salah Benchegra. Nato in Marocco, Kanater ha studiato cinema alla Rhode Island School of Design e ha scritto e diretto per il leggendario club teatrale sperimentale di New York La MaMa. “Credo che per John sia stato ovvio fin dal loro primo incontro a Tangeri che aveva il suo Abdellah,” dice la Eves. “È un bel ruolo e lui è bravissimo a interpretarlo. Abdellah ha un faccia a faccia con David che è la scena cruciale del film, per cui per noi era importante trovare qualcuno che fosse all’altezza della sfida. E lui lo era.”

Il traduttore e alleato fidato di Abdellah, Anouar, è interpretato dall’attore franco-marocchino Saïd Taghmaoui. Taghmaoui è esploso sulla scena più di 25 anni fa nel pluripremiato film drammatico di Mathieu Kassovitz L’Odio, e da allora è apparso in blockbuster mondiali come Wonder Woman e John Wick 3 – Parabellum, oltre a un gran numero di produzioni americane, francesi e inglesi.

Nato e cresciuto a Parigi, Taghmaoui dice di considerarsi marocchino. “Le mie radici, le mie tradizioni, la mia istruzione sono marocchine,” dice. “Conosco questo mondo.”

I filmmaker, che hanno seguito la carriera dell’attore per anni, l’hanno incontrato a Parigi nel 2018, molto prima che la produzione iniziasse. “Un paio di anni dopo ho ricevuto una telefonata da John che diceva, ‘Faremo presto questo film ma non c’è un grande budget.’ Gli ho detto che non ho bisogno di soldi. E di darmi semplicemente una data d’inizio e un biglietto aereo e dirmi dove dovevo firmare.”

Taghmaoui dice che il suo personaggio è semplicemente un tipo normale del sud del Marocco. “È un personaggio molto bello, con una filosofia di vita molto basica, maniere basiche e un’istruzione basica,” spiega. “Ma diventa la scintilla della redenzione di David. Senza rendersene conto, lui tiene uno specchio davanti a David dicendogli, ‘Guarda chi sei, Guarda cosa sei diventato.’ A volte si incontrano delle persone che, in qualche modo, ti aiutano a riconnetterti con te stesso e a trovare la tua verità. Questo è quello che io credo sia l’anima del film. È un viaggio per trovare la tua verità e cosa è importante nella vita. È tutto sull’onestà e la redenzione e sul diventare un essere umano migliore.”

Té nel deserto

Le riprese di The Forgiven sono cominciate in Marocco il 14 febbraio 2020. La troupe inglese e marocchina comprendeva: il direttore della fotografia Larry Smith, che aveva già lavorato su Un poliziotto da happy hour e Calvario; lo scenografo Willem Smit, designer d’interni del magnifico hotel El Fenn di Marrakesh; e la costumista Keith Madden (Patrick Melrose).

Foto © Focus Features

Si è girato a Tangeri, Erg Chebbi, all’oasi di Safsaf, Alnif e Erfoud. Alcune delle location erano davvero remote, secondo la Eves. “È stato impegnativo girare in questi luoghi ma l’autenticità era fondamentale,” dice. “John voleva fare un adattamento fedele del libro, per cui siamo sempre andati a filmare nei luoghi in cui si svolge la storia nel romanzo. La parte specifica del Marocco in cui abbiamo girato diventa un personaggio importante della storia.”

Fiennes concorda su quanto fosse importante girare il film il più possibile come Osborne l’aveva immaginato. Le scene nel deserto, che David percorre per arrivare alla rudimentale casa di Abdellah, sono state particolarmente significative, dice l’attore. “Avere quella luce e il deserto come sfondo, sabbia vera e le montagne e le scarpate di roccia, era meraviglioso. È stata una bella giornata con Abdellah e Anouar, a girare parte del viaggio di David in auto che guida su un costone a precipizio da cui vede il paesaggio roccioso del deserto. Improvvisamente si capisce che è qui che il film si espande – quando riesci a sentire il paesaggio.”

Taghmaoui descrive l’opportunità di lavorare in Marocco come un dono di Dio. “È una benedizione perché la luce è meravigliosa come l’energia e il cibo e la gente e la cultura,” dice l’attore. “Il Marocco è diventato un teatro di posa a cielo aperto. Molti film sono stati girati qui. È molto sicuro e ci sono bravi tecnici e belle persone.”

I realizzatori del film hanno trovato lo ksar di Richard e Dally nel deserto, e l’oasi vicina dove i partecipanti alla festa trascorrono una giornata, nella provincia di Errachidia. “Stavamo filmando nel Sahara per cui trovare un’oasi con dell’acqua a una distanza ragionevole dalle nostre altre location è stato difficile,” ricorda la Eves. “Quella parte del Marocco stava vivendo un periodo di siccità. Ho setacciato mappe satellitari su internet per giorni fino a che non ho visto qualcosa di promettente. Era una sorgente naturale, per cui prima di filmare il nostro art director ha costruito una diga da una parte che creava una pozza d’acqua nell’oasi. Credo che i tradizionali proprietari terrieri Amazigh la terranno come l’abbiamo lasciata.”

Vestire la parte

Jessica Chastain è un’icona della moda, che omaggia regolarmente della sua presenza i red carpet e le prime file delle sfilate. L’attrice ha assunto un ruolo attivo nelle decisioni sulla pettinatura, il trucco e i costumi del suo personaggio. Amante del rischio che è costantemente in mostra, il guardaroba di Jo doveva essere sofisticato, sensuale e d’effetto.

Quello che una persona sceglie di indossare dice moltissimo di chi sia,” spiega la Chastain. “Jo è molto curata quando la vediamo per la prima volta, molto sobria nel suo abbigliamento, nella pettinatura e nel trucco. Sembra però contenuta, trattenuta. Nel corso del film si capisce che si libera di questo aspetto proprio come si libera emotivamente del ruolo che ha interpretato per così tanto tempo.”

La Chastain ha contattato Ralph Lauren, il marchio per il quale è ambasciatrice globale e la cui eleganza classica e dalle line pulite si adattava perfettamente al personaggio. “Visto che questo è un film con un budget ridotto, non avevamo molte risorse,” dice. “Ho parlato con Keith Madden, il costumista, sulla possibilità di collaborare con Lauren. Ho pensato che sarebbe stato un look fantastico per Jo, e Keith era entusiasta dell’idea. Ci hanno fornito gli abiti più raffinati. Si capisce l’opulenza del mondo in cui vive Jo in contrasto con il mondo degli abitanti del deserto.”

Un’interruzione improvvisa

Il 16 marzo 2020, la pandemia ha interrotto la produzione una settimana prima che le riprese finissero. McDonagh, la Eves e il resto della troupe internazionale sono dovuti tornare a casa. “Avevamo montato quello che avevamo girato mentre cercavamo di trovare i finanziamenti per finire il film,” dice la Eves. “Abbiamo dovuto trattenere il respiro fino a quando le autorità marocchine ci hanno permesso di tornare a completare le riprese. Siamo tornati in Marocco all’inizio di novembre e abbiamo finito di girare.”

Avendo finito la maggior parte delle scene della festa allo ksar e quelle con la Chastain, c’erano ancora delle scene chiave da girare. “Era arrivato il momento di partire per il viaggio che trasforma David,” dice la Eves. “E avevamo cinque giorni per farlo. Era una situazione molto stressante, ma tutti nel cast e nella troupe hanno capito e accettato la sfida. Ce l’abbiamo fatta per il rotto della cuffia. E siamo grati a tutti per aver creduto nel film tanto quanto noi.”

Una resa dei conti

In The Forgiven, il regista McDonagh immortala le innumerevoli contraddizioni del Marocco, un paese moderno che vive in parte nel mondo antico, dove i suoi straordinari artisti, le tradizioni architettoniche senza tempo e la generosa ospitalità stanno fianco a fianco con la sua povertà, le ingiustizie razziali e una storia di sfruttamento.

Nonostante le ovvie differenze culturali, etniche e socioeconomiche tra i personaggi occidentali e quelli marocchini, l’anima di The Forgiven è una parabola sulle cose che sono insite nella natura umana: i sentimenti di amore, perdita e anche il bisogno di una ricompensa che trascende le divisioni sociali e di classe,” dice il produttore Nick Gordon. “John esplora abilmente fin dove uno può spingersi nella ricerca dell’assoluzione e le conseguenze di ogni falsità e ipocrisia in questa ricerca.”

Senza eroi e, alla fine, cattivi, il film rappresenta tutti i personaggi, marocchini e occidentali, come persone a tutto tondo, secondo la Eves. “Come tutti gli esseri umani, loro hanno le loro ragioni per fare ciò che fanno. La direzione che prende il racconto è dirompente e provocatoria. Esamina, in egual misura, le debolezze e i fallimenti di due culture e porta alla luce l’umanità imperfetta in entrambe.”

E se il pubblico si siede pensando di stare guardando una ordinaria storia che racconta di Oriente contro Occidente, le sue aspettative verranno presto stravolte. “The Forgiven parla del deterioramento dei rapporti e di espiazione tanto quanto dell’invadenza dell’Occidente,” dice la Eves. “E il risultato non può essere che descritto come devastante e inevitabile.”

GLI ATTORI

RALPH FIENNES (David Henninger) è stato candidato all’Oscar, ai Golden Globe e ai BAFTA per i suoi ruoli sia in Il paziente inglese che in Schindler’s List – La lista di Schindler, vincendo il BAFTA come miglior attore non protagonista per l’ultimo. È stato candidato ai BAFTA per Fine di una storia e per The Constant Gardener – La cospirazione. Più recentemente, Fiennes è stato candidato a un Golden Globe e a un BAFTA per il suo ruolo da protagonista in Grand Budapest Hotel. È stato premiato con il premio di Variety per i risultati ottenuti nella sua carriera, con il premio Richard Harris dei British Independent Film Awards e con il premio Film Legend della rivista Empire.

Gli ultimi crediti cinematografici di Fiennes comprendono: The King’s Man – Le origini, La nave sepolta, Official Secrets – Segreto di stato, A Bigger Splash, Kubo e la spada magica, Ave, Cesare! e LEGO Batman – Il film. I prossimi film dell’attore includono The Menu e Four Quartets.

Fiennes ha debuttato sul grande schermo nel ruolo di Heathcliff in Cime tempestose nel 1992. I suoi crediti cinematografici comprendono: The Reader –A voce alta, Quiz ShowOscar e LucindaOneginSpider, Sunshine, Strange Days e The Hurt Locker. Fiennes ha anche interpretato Lord Voldemort nella saga Harry Potter e il ruolo di “M” in tre film di James Bond: Skyfall, Spectre e No Time to Die del 2021.

Fiennes ha esordito alla regia nel 2011 con Coriolano, che ha anche interpretato nel ruolo del protagonista, ricevendo una nomination ai BAFTA per Straordinario Debutto di uno scrittore, regista o produttore inglese. Nel 2013 ha diretto e interpretato The Invisible Woman e nel 2019 è stato il regista di Nureyev – The White Crow, film sul grande ballerino russo.

Il lavoro di Fiennes per la televisione include la triologia di David Hare “Page Eight,” “Turks and Caicos” e “Salting the Battlefield.” Ha interpretato T.E. Lawrence in “A Dangerous Man: Lawrence After Arabia” ed è apparso in “Prime Suspect” e “Rev.”

A teatro, Fiennes ha recitato al Bridge Theatre nel 2020 in “Beat the Devil” di David Hare e nel 2021 ha girato l’Inghilterra in tournee con la sua produzione di “The Four Quartets.” Entrambi gli spettacoli sono stati messi in scena rispettando le norme per il distanziamento sociale. Nel 2022 ha interpretato Robert Moses nella nuova pièce di David Hare “Straight Line Crazy” diretta da Nicholas Hytner.

L’attore ha ricevuto molti premi e nomination per il suo lavoro a teatro. Per l’Almeida, Fiennes è apparso nel ruolo del protagonista in “Riccardo III”, per il quale ha ricevuto un premio come miglior attore dell’Evening Standard, oltre a “Riccardo II,” “Coriolano,” “Ivanov” e “Amleto” tutti diretti da Jonathan Kent. “Amleto” è stato presentato all’ Hackney Empire e poi al Belasco a Broadway, dove Fiennes ha ricevuto il Tony Award® per Miglior Attore. Fiennes è tornato a Broadway nel 2006 e ha ricevuto una nomination al Tony per il suo ruolo in “Faith Healer” di Brian Friel, già messo in scena al Gate Theatre Dublin. Nel 2016 Fiennes ha interpretato Solness in “The Master Builder” diretto da Matthew Warchus all’Old Vic, per il quale ha ricevuto un Evening Standard come miglior attore.

I crediti di Fiennes al National Theatre includono: “Antonio e Cleopatra” con Sophie Okonedo, per il quale ha ricevuto un Evening Standard come miglior attore, oltre a “Uomo e superuomo”, “Edipo re”, “The Talking Cure”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Padri e figli” e “Ting Tang Mine”. Il suo lavoro alla Royal Shakespeare Company include: “Troilo e Cressida”, “Re Lear”, “Pene d’amor perduto”, “Tanto rumore per nulla”, “Re Giovanni”, “The Man Who Came to Dinner” e “Brand” di Ibsen. 

JESSICA CHASTAIN (Jo Henninger) è un premio Oscar® e una delle attrici più richieste nell’industria cinematografica. Per il suo lavoro ha ricevuto innumerevoli nomination e riconoscimenti. Nel 2021 la Chastain ha prodotto e interpretato, insieme a Andrew Garfield, il biopic di Michael Showalter Gli occhi di Tammy Faye, nel ruolo della televangelista Tammy Faye Bakker. Per questo ruolo, acclamato dalla critica, ha vinto un Oscar® come miglior attrice, lo Screen Actors Guild (SAG) Award e il Critics’ Choice Award.

Quest’anno la Chastain reciterà accanto a Eddie Redmayne nel thriller di prossima uscita The Good Nurse, che racconta la storia vera della ricerca e cattura di Charles Cullen (Redmayne), un’infermiera considerata una delle serial killer più prolifiche della storia. Onorerà con la sua presenza anche il piccolo schermo interpretando la leggenda musicale del country Tammy Wynette nella miniserie Spectrum Originals e Paramount+ “George & Tammy”. Prodotta dalla sua Freckle Films, la serie racconta le vite delle star del country – e marito e moglie – Wynette e George Jones e il loro complicato rapporto. La Chastain sta attualmente girando Mothers’ Instinct a New York, sempre prodotto dalla Freckle Films e recentemente acquisito dalla Neon per la distribuzione negli Stati Uniti. La Chastain recita accanto a Anne Hathaway in questo thriller psicologico che segue due migliori amiche/vicine negli anni ’60 il cui forte legame comincia a disfarsi dopo un tragico incidente coperto da colpa, sospetto e paranoia.

In aggiunta al suo lavoro da attrice, acclamato dai critici, nel 2016 la Chastain ha lanciato la Freckle Films, una società di produzione cinematografica e televisiva con base a New York. Oltre a Secret Team 355, Gli occhi di Tammy Faye, Mothers’ Instinct e “George & Tammy”, la Freckle Films è attualmente in produzione con Netflix su The Division, basato sul videogioco di grandissimo successo della Ubisoft, interpretato da Jake Gyllenhaal e la Chastain. Inoltre, la Freckle Films ed Endeavor Content stanno sviluppando una serie, adattamento del romanzo scritto da Alice Feeney, His & Hers, e un adattamento del libro di Jessamine Chan The School for Good Mothers.

MATT SMITH (Richard Galloway) è uno degli attori inglesi più dinamici e talentuosi in circolazione oggi. È conosciuto per il suo memorabile ritratto del protagonista nella serie seminale “Doctor Who”, ruolo che gli è valso il plauso della critica e una nomination ai BAFTA.

Presto Smith interpreterà il personaggio centrale del Principe Daemon Targaryen nel prequel della HBO di “Il trono di spade”, “House of the Dragon”. Sarà anche il protagonista del film horror soprannaturale Starve Acre, con Morfydd Clark.

Smith è stato di recente visto nei panni del cattivo in Morbius di Daniel Espinosa. Prima di questo è apparso nel popolare film horror di Edgar Wright Ultima notte a Soho, con Anya Taylor-Joy, Thomasin McKenzie e Diana Rigg. Nel 2019 Smith ha recitato accanto a Keira Knightley nel thriller di spionaggio Official Secrets – Segreto di stato. Mostrando di nuovo la sua versatilità, Smith ha interpretato il ruolo di Charles Manson in Charlie Says di Mary Harron ed è apparso nel film horror di Remi Weekes His House. Nel 2018 è stato visto in Paziente zero di Stefan Ruzowitzky, interpretato anche da Natalie Dormer, Clive Standen e Stanley Tucci, ed è stato il protagonista del biopic Mapplethorpe.

Gli altri crediti cinematografici di Smith includono: PPZ –Pride + Prejudice + Zombies di Burr Steers con Lily James, Lena Headey e Douglas Booth; Lost River di Ryan Gosling, presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard, e Womb di Benedek Fliegauf, insieme a Eva Green.

Sul piccolo schermo, Smith ha interpretato il Principe Filippo in “The Crown”, la serie Netflix di enorme successo sulla famiglia reale britannica. Ha anche vestito i panni di Christopher Isherwood nel telefilm della BBC “Christopher and His Kind” e interpretato il ruolo del protagonista nel film della BBC di Jimmy McGovern, acclamato dalla critica, “The Street”, insieme a Jim Broadbent e Timothy Spall. I suoi altri crediti televisivi includono “Party Animals” e “Bert & Dickie”, entrambi della BBC.

Smith ha esordito a teatro al Royal Court Theatre in “Fresh Kills”, diretto da Wilson Milam, che lo ha diretto anche nella produzione per il West End di “Swimming With Sharks”, con Christian Slater. Smith ha inoltre recitato accanto a Claire Foy nell’adattamento di Matthew Warchus dell’originale storia d’amore scritta da Duncan Macmillan “Lungs” all’ Old Vic, e ha completato un’intera stagione di grande successo interpretando “American Psycho”, adattamento musical del romanzo di Bret Easton Ellis. I suoi altri crediti teatrali includono: “That Face”, “Unreachable”, “On the Shore of the Wide World”, “Burn”, “Citizenship”, “Chatroom” e “The History Boys”.

Oltre al suo lavoro come attore, nel 2013 Smith ha anche diretto un episodio di “Playhouse Presents” dal titolo “Cargese”, scritto dal drammaturgo Simon Stephens.

SAÏD TAGHMAOUI (Anouar) è un attore franco-marocchino apparso in più di 60 tra film e serie televisive che è scoppiato sulla scena dopo aver recitato e co-sceneggiato il rivoluzionario film francese L’Odio. Taghmaoui ha continuato a essere stimato in tutto il mondo per il suo lavoro che include la sua memorabile interpretazione di Sameer in Wonder Woman di Patty Jenkins, con Gal Gadot, Chris Pine e Robin Wright, e ruoli chiave in Three Kings, G.I. Joe – La nascita del cobra e John Wick 3 – Parabellum.

Taghmaoui è apparso anche in: The Infiltrator, con Bryan Cranston; Traitor –Sospetto tradimento, con Don Cheadle e Guy Pearce; Oceano di fuoco – Hidalgo, con Viggo Mortensen; e Prospettive di un delitto, con Dennis Quaid e Forest Whitaker. I suoi altri crediti cinematografici comprendono Spartan di David Mamet e Il cacciatore di aquiloni di Marc Forster. Sul piccolo schermo, Taghmaoui è stato visto in “The West Wing”, “Sleeper Cell”, “Lost”, “Ballers”, “Touch” e “The Professionals”, e in altre serie.

CHRISTOPHER ABBOTT (Tom Day) è uno stimato attore teatrale e cinematografico più conosciuto per il suo ruolo da protagonista nella miniserie della Hulu “Catch-22”, diretta da George Clooney, per la quale Abbott è stato candidato a un Golden Globe nella categoria miglior attore in una miniserie o film realizzato per la televisione.

Vedremo Abbott accanto a Margaret Qualley nel thriller indipendente di Zachary Wigon Sanctuary e nella storia d’amore fantascientifica di Yorgos Lanthimos Poor Thing, con Emma Stone, Willem Dafoe, Mark Ruffalo e Ramy Youssef. Attualmente sta girando il film Marvel di J.C. Chandor Kraven the Hunter, in cui interpreta il cattivo, accanto a Aaron Taylor-Johnson e Ariana DeBose.

L’attore è stato visto di recente nell’esordio alla regia di Jerrod Carmichael On the Count of Three, presentato al Sundance nel 2021; in Il mondo che verrà di Mona Fastvold, con Katherine Waterston, Casey Affleck e Vanessa Kirby; Possessor di Brandon Cronenberg, con Andrea Riseborough; e nel meta-dramma di Lawrence Michael Levine Black Bear, interpretato anche da Aubrey Plaza e Sarah Gadon.

I precedenti crediti cinematografici di Abbott includono: First Man – Il primo uomo di Damien Chazelle, Piercing di Nicolas Pesce, Sweet Virginia di Jamie Dagg, It Comes at Night di Trey Edward Shults, 1981: Indagine a New York di J.C. Chandor, The Sleepwalker di Mona Fastvold e La fuga di Martha di Sean Durkin. Nel 2015 è stato selezionato da Variety come uno dei “10 Attori da tenere d’occhio” dopo la sua interpretazione nel ruolo del protagonista nel film pluripremiato di Josh Mond James White. Questa interpretazione gli è valsa anche nomination come miglior attore sia agli Independent Spirit che al Gotham. 

A teatro Abbott ha debuttato a Broadway in “The House of Blue Leaves” di John Guare. I suoi altri lavori teatrali includono: “The Rose Tattoo”, al Festival di Williamstown; “Where We’re Born” di Lucy Thurber al Rattlestick Playwrights Theater; “John” di Annie Baker al Signature Theatre; e “Fool for Love” di Sam Shepard al festival teatrale di Williamstown.

ABBEY LEE (Cody) è apparsa di recente in film importanti come Welcome the Stranger di Justin Kelly, con Caleb Landry Jones e Riley Keough; Elizabeth Harvest di Sebastian Gutierrez, con Ciarán Hinds; il thriller criminale australiano Outlaws – Uno per cento, presentato al TIFF nel 2017 e venduto alla A24; il film di Gaspar Noé Lux Æterna, presentato a Cannes nel 2019; e Old di M. Night Shyamalan, con Vicky Krieps e Gael Garcia Bernal.

Abbey Lee sta attualmente girando la serie dei fratelli Dowdle per Paramount+ “American Tragedies: Waco – The Trials”, con Michael Shannon. Ha recentemente completato le riprese di “Florida Man” per Netflix con Edgar Ramirez, diretto da Miguel Arteta e prodotto esecutivamente da Jason Bateman. La Lee è stata vista nella serie della HBO, acclamata dalla critica, “Lovecraft Country”, con Jonathan Majors, Jurnee Smollett, Courtney B. Vance e il defunto Michael Kenneth Williams.

Abbey Lee ha esordito sul grande schermo accanto a Tom Hardy e Charlize Theron nel blockbuster Mad Max: Fury Road, diretto da George Miller. Il film ha vinto sei premi Oscar. A seguire ha interpretato il corto dello stimato regista Sean Baker Snowbird e i film Gods of Egypt, La festa prima delle Feste e La torre nera. La Lee ha anche interpretato il ruolo della cattiva opposta a Elle Fanning in The Neon Demon, scritto e diretto dal cineasta Nicolas Winding Refn. 

MOURAD ZAOUI (Hamid) ha di recente interpretato un ruolo chiave nella miniserie Netflix “The Spy”, con Sacha Baron Cohen. Zaoui è stato visto in film come Homeland, Rock the Casbah e Zanka Contact. Sul piccolo schermo, l’attore ha recitato nelle miniserie “Tut” e “The Night Manager”, nelle serie “Khamsa” e “The Blacklist” e nei telefilm “The Ark” e “Killing Jesus.”

Zaoui viene da Casablanca, Marocco, è il maggiore di due figli di un fabbricante di scarpe algerino e un’artista marocchina. Dopo il baccalaureato in business communication al Lycée Elbilia di Casablanca nel 1999, si è trasferito a New York per studiare inglese al Queens College. È stato in questa città vibrante di creatività che ha scoperto il suo sogno di diventare attore. Tre anni dopo, però, Zaoui è stato costretto a tornare in Marocco per prendersi cura del padre a cui avevano diagnosticato un cancro. A casa Zaoui ha portato avanti il business di manifattura di scarpe del padre fino alla sua morte due anni più tardi. La dura consapevolezza della morte che spesso accompagna una perdita così importante ha riacceso in Zaoui la passione per la recitazione e ha deciso di continuare a inseguire il suo sogno.

Nel 2005, a 25 anni, Zaoui è stato scelto per il ruolo del protagonista nel suo primo film, Wake Up Morocco. Il primo film di Zaoui è stato una dura prova, perché un ruolo già difficile è diventato ancora più difficile a causa delle ferite che l’attore si era procurato in un incidente in moto prima delle riprese e da un attacco di appendicite durante le riprese. La perseveranza di Zaoui avrebbe comunque dato i suoi frutti, visto che l’attore è stato poi scelto per interpretare più di 60 tra film e progetti televisivi in Marocco e in tutto il mondo.

Da appassionato surfista, motociclista e artista marziale, Zaoui si sente perfetto per la città che ora chiama casa, Los Angeles.

CALEB LANDRY JONES (Dally Margolis) è apparso su “Next Gen” di Hollywood Reporter e nella lista dei “10 attori da tenere d’occhio” di Variety, oltre a venir citato dal critico cinematografico Richard Brody di The New Yorker come uno degli attori più interessanti del presente. Di recente ha ricevuto il premio come miglior attore a Cannes 2021 per il film di Justin Kurzel Nitram, e ha recitato accanto a Tom Hanks in Finch di Miguel Sapochnik. Precedentemente, aveva ricevuto il plauso della critica per la sua interpretazione in The Outpost di Rod Lurie, con Orlando Bloom e Scott Eastwood.

Gli altri crediti cinematografici di Jones includono: The Kindness of Strangers di Lone Scherfig, con Andrea Riseborough, Zoe Kazan e Bill Nighy; I morti non muoiono di Jim Jarmusch, con Bill Murray e Tilda Swinton; Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, con Frances McDormand; Scappa – Get Out di Jordan Peele, con Daniel Kaluuya; Barru Seal –Una storia americana di Doug Liman, con Tom Cruise; e Un sosgno chiamato Florida di Sean Baker, con Willem Dafoe. Sul piccolo schermo, Jones è apparso nel revival di “Twin Peaks” di David Lynch per Showtime.

ISMAEL KANATER (Abdellah Taheri) è stato visto in innumerevoli programmi televisivi tra cui “Alias”, “24”, “Sleeper Cell”, “Tyrant” e “Ghoul” oltre alle miniserie “The Honorable Woman” e “Tut.” I suoi crediti cinematografici includono The End, Queen of the Desert e The Pilgrims.

Kanater è nato a Casablanca, Marocco. Quasi ogni notte, al lume di una candela, ascoltava suo nonno raccontare storie meravigliose, immaginandole come se stesse guardando un film. Più tardi ha raccontato queste storie ai suoi amici interpretandone tutti i personaggi. Mentre studiava teatro al conservatorio a Casablanca, Kanater ha scoperto un libro del famoso insegnante di teatro Lee Strasberg. Da allora i suoi studi lo hanno portato sul palcoscenico, dove ha interpretato Re Erode in “Salomé” e i ruoli del protagonista in “Ghashiram Kotwal”, “Caligola”, “Arthur Rimbaud” e “Diari di un pazzo” di Gogol.

Ismael si è diplomato sia al Conservatorio di Casablanca che in cinema alla Rhode Island School of Design.

MARIE-JOSÉE CROZE (Isabelle) è nota per aver interpretato il film campione d’incassi di Denys Arcand Le invasioni barbariche, che le è valso il premio come miglior attrice al Festival di Cannes nel 2003. Ha anche interpretato il ruolo della protagonista nel biopic, acclamato dalla critica, Lo scafandro e la farfalla, che ha fatto incetta di BAFTA, Golden Globe e premi a Cannes.

Più recentemente, la Croze è stata vista nel ruolo della protagonista nella serie televisiva canadese “Mirage” e in un ruolo ricorrente in “Into the Night” per Netflix. Precedentemente era stata vista nella serie di successo di Amazon “Tom Clancy’s Jack Ryan” con John Krasinski e in “Birdsong,” per la BBC. 

La svolta della Croze è arrivata con il suo ruolo in Maelstrom di Denis Villeneuve. Ha anche ricevuto ottime recensioni per il suo ruolo nei panni di un’assassina olandese nel film di Steven Spielberg, candidato all’Oscar, Munich. I suoi altri crediti cinematografici comprendono: Disappearance at Clifton Hill, For the Ones We Loved, Ritorno alla vita e Non dirlo a nessuno.

I REALIZZATORI

JOHN MICHAEL McDONAGH (Sceneggiatore/Regista/Produttore)

LAWRENCE OSBORNE (Scrittore) è autore di numerosi romanzi acclamati dalla critica tra cui The Forgiven (Nella polvere) e Only to Sleep: A Philip Marlowe Novel (Only to sleep), libro selezionato dal New York Times e candidato al premio Edgar. Osborne ha scritto anche sei libri di non-fiction, tra cui Bangkok Days (Bangkok). Il suo ultimo romanzo, On Java Road, verrà pubblicato ad agosto 2022.

Osborne ha vissuto una vita da nomade; ha vissuto a Parigi, New York, il Messico e Istanbul. Attualmente vive a Bangkok.

ELIZABETH EVES (Produttrice, Montatrice) è una produttrice anglo-australiana socia dello sceneggiatore e regista di questo film, John Michael McDonagh, nella loro società di produzione House of Un-American Activities. È stata produttrice associata sul film irlandese indipendente di maggiore successo di tutti i tempi, Un poliziotto da happy hour (2011), e ha co-prodotto i film di grande successo commerciale e di critica Calvario (2014) e War on Everyone (2016). 

TREVOR MATTHEWS (Produttore) ha fondato la Brookstreet Pictures nel 2004 per produrre e finanziare film indipendenti. Come membro del Consiglio della società di venture capital di Terry Matthews, la Wesley Clover International, Matthews si è occupato di aumentarne il portfolio media e intrattenimento. Come presidente e CEO della Brookstreet, ha prodotto e interpretato il primo film della società, la commedia horror Jack Brooks: Monster Slayer (2007). Il film ha vinto il Midnight X-treme Award al Festival internazionale di Sitges. Dopo il successo di questa prima pellicola, Matthews ha prodotto e finanziato The Shrine nel 2010 e Girl House nel 2013, completando una trilogia di film horror indipendenti.

Nel 2010 Matthews ha trasferito gli uffici della Brookstreet da Ottowa a Los Angeles e ha cominciato ad ampliare l’attività sviluppando e producendo indie incentrati sul personaggio e interpretati da star. Nel 2016 ha prodotto il dramma carcerario con Jeffrey Wright “O.G.” per la HBO, e il thriller con Bruce Willis First Kill, per Lionsgate. Più di recente ha lavorato come produttore esecutivo sul film del regista premio Oscar Guy Nattiv, Skin, interpretato da Jamie Bell e Vera Farmiga. Ha anche prodotto e finanziato Brothers by Blood, interpretato da Joel Kinnaman e Matthias Schoenaerts.

NICK GORDON (Produttore) è il presidente della Brookstreet Pictures. Di recente ha prodotto Brothers by Blood, interpretato da Matthias Schoenaerts, Joel Kinnaman, Maika Monroe e Ryan Phillippe, e prodotto esecutivamente Skin, scritto e diretto da Guy Nattiv e interpretato da Jamie Bell, Danielle Macdonald, Vera Farmiga e Bill Camp. Prima di questi, Gordon ha prodotto il film sul carcere “O.G.” per la HBO e ha scritto il film First Kill, interpretato da Bruce Willis e Hayden Christensen. Gordon è stato precedentemente COO della Brookstreet e prima ancora Direttore dello Sviluppo, incarico in cui ha supervisionato l’acquisizione di nuovo materiale e nuovi titoli per la società. Nel 2012 ha scritto e prodotto il film splatter Girl house.

Prima di entrare alla Brookstreet, Gordon ha lavorato come sceneggiatore e consulente per documentari. Ha scritto da solo Behind the Masks: The Story of the Screen Actors Guild, una miniserie documentaria in quattro parti che racconta la storia della più famosa unione sindacale di Hollywood. Gordon è stato anche un fondatore di HotJobs, un sito web di collocamento, leader nell’industria, acquistato da Yahoo! nel 2000. Si è laureato cum laude a Harvard.

LARRY SMITH (Direttore della fotografia) ha vinto il Kodak Award al Dinard British Film Festival per la miglior fotografia per il suo lavoro su Un poliziotto da happy hour, diretto da John Michael McDonagh. Nel corso della sua carriera, Smith ha anche lavorato estensivamente con il regista Nicolas Winding, collaborando sull’episodio della serie TV “Miss Marple: Nemesis” e poi sui film Fear X, Bronson e Solo Dio perdona. Smith ha recentemente curato la fotografia di Things Heard & Seen di Shari Springer Berman e Robert Pulcini, interpretato da Amanda Seyfried.

Smith è emerso sotto la tutela del regista Stanley Kubrick. Il loro legame si è cementato sul set di Barry Lyndon, dove Smith era capo elettricista, quando i due hanno parlato approfonditamente dei sistemi di illuminazione. Circa un anno prima dell’inizio delle riprese di The Shining, Smith ha cominciato a lavorare come tecnico delle luci e ha creato tutte le luci del set usando un’illuminazione non cinematografica creata apposta da zero per ottenere l’effetto di trovarsi in un vero hotel. Dopo aver lavorato per 13 anni quasi senza pausa per Kubrick, Smith si è cimentato in nuove sfide e, nel corso del successivo decennio, ha curato la fotografia di più di mille pubblicità, lavorando con registi del calibro di Ridley Scott, Doug Liman, Adrian Lyne, Daniel Barber e Paul Weiland. Anni dopo, Kubrick ha chiesto a Smith di dirigere la fotografia di Eyes Wide Shut.

Smith è stato il direttore della fotografia di numerose serie televisive, più recentemente di “The Letter for the King” per Netflix e “L’Alienista” per TNT. Ha lavorato molto con il regista Tom Hooper, anche su “Elizabeth I” e “Prime Suspect 6: The Last Witness” per HBO, “Love in a Cold Climate” per la or BBC e il film Red Dust per la BBC Films.  

WILLEM SMIT (Scenografo) ha cominciato la sua carriera come direttore di un teatro in Olanda, dove ha scoperto di essere ossessionato dalla scenografia tanto quanto della produzione teatrale. Le cose hanno preso una piega radicale quando Smit, nel 2010, ha accettato l’incarico di direttore generale dell’El Fenn, il tanto lodato art hotel di Marrakech. Si è trasferito con i suoi tre bassotti dall’Europa al Nord Africa in una Land Rover Defender carica di tesori collezionati nel corso di una vita.

Tre anni fa Smit ha trovato il posto perfetto per il suo progetto, il sogno di una vita. Sedotto dai panorami sconfinati dell’Atlantico e dalla tradizionale architettura in pietra impilata tipica della campagna dolcemente ondulata di Essaouira, Smit ha chiesto l’aiuto dello Studio KO (che ha costruito anche il nuovo Museo Yves Saint Laurent a Marrakech), per realizzare la sua idea del design e dello stile di vita marocchini nel 21mo secolo. La villa che ne è risultata è una struttura fatta di linee scultoree, camere voluminose e dalla sensazione di essere nascosti (qualità fedeli al patrimonio architettonico del paese), ma che è corredata anche di una cucina modernissima e di un ambiente living open-plan.

KEITH MADDEN (Costumista) è un costumista che apprezza immergersi nella ricerca ed estremamente concentrato sul personaggio. Dopo essersi laureato cum laude in scultura contemporanea, Madden ha cominciato la sua carriera alla BBC. Da allora ha collaborato con alcuni dei registi più acclamati e celebrati oggi. Di recente ha ripreso la sua collaborazione di lunga data con James Watkins per creare i costumi della miniserie “The Ipcress File”, interpretata da Joe Cole, e ha ideato i costumi anche per la serie “Patrick Melrose” della BBC e Showtime, interpretata da Benedict Cumberbatch.

Madden ha creato i costumi per Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto di Bill Condon, con Ian McKellen, e L’inganno perfetto, con McKellen e Helen Mirren. Madden ha lavorato anche con il regista Dominic Cooke, prima su Chesil Beach – Il segreto di una notte, adattamento cinematografico del libro di Ian McEwan, e poi su The Courier, ambientato durante la crisi missilistica cubana, interpretato da Cumberbatch. Ha anche lavorato sul film biografico di Gurinder Chadha Il palazzo del Viceré e su due film di James Watkins, The Woman in Black e Eden Lake.

Gli altri crediti cinematografici di Madden includono: Centurion, interpretato da Michael Fassbender, Riz Ahmed e Dominic West; Perrier’s Bounty, con Gabriel Byrne e Cillian Murphy; Good People, con Kate Hudson e James Franco; e Bambini nel tempo, interpretato da Cumberbatch.

CHRIS GILL (Montatore) ha vinto un British Independent Film Award (BIFA) per il montaggio del film di grande successo American Animals. Il suo lavoro più recente è stato sul biopic del 2021 Stardust, centrato sui primi anni di David Bowie.

Gill è venuto alla ribalta con il suo montaggio di 28 giorni dopo per Danny Boyle con il quale ha continuato a collaborare anche nei film successivi, tra cui Millions e Sunshine. Gill ha montato anche il primo film di Ricky Gervais, Il primo dei bugiardi (The Invention of Lying), poi il grande successo, acclamato dalla critica, Marigold Hotel, per John Madden. Gill ha montato tutti e tre i film di John Michael McDonagh, inclusi Un poliziotto da happy hour e Calvario. Ha lavorato anche su Churchill, interpretato da Brian Cox, e The Journey, con Timothy Spall. Poi su Mrs Lowry & Son, interpretato da Spall e Vanessa Redgrave.

JINA JAY (Responsabile casting) è una responsabile casting con base a Londra. I suoi progetti più recenti includono: The Way of the Wind di Terrence Malick, Dune di Denis Villeneuve, “The First Lady” di Susanne Bier e Exit West di Yann Demange. Altri titoli importanti sono: Spider-Man: Far From Home, L’ora più buia e Rogue One: A Star Wars Story oltre a “Black Mirror” e “The Night Manager” per la televisione.

Nel corso della sua carriera Jay ha lavorato con registi come Tomas Alfredson, Alejandro Amenábar, Hossein Amini, Wes Anderson, Otto Bathurst, John Boorman, Park Chan-wook, George Clooney, Costa-Gavras, Alfonso Cuarón, Anton Corbijn, Stephen Daldry, Ralph Fiennes, Mike Figgis, Peter Jackson, Neil Jordan, Yorgos Lanthimos, Jonathan Liebesman, Kevin Macdonald, John Madden, Paul McGuigan, Ridley Scott, David Slade, Steven Spielberg, Jon Stewart, Michael Winterbottom, Edgar Wright e Joe Wright, solo per citarne alcuni.

Nel 2019 Jay e Shaheen Baig hanno creato un corso di casting alla National Film and Television School britannica, promuovendo la differenza tra i membri della troupe dietro alla cinepresa.

 

Testo, video e foto da Universal Pictures.

Dove i classici si incontrano. ClassiCult è una Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Bari numero R.G. 5753/2018 – R.S. 17. Direttore Responsabile Domenico Saracino, Vice Direttrice Alessandra Randazzo

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