11 Marzo 2015
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Un nuovo studio, opera di scienziati inglesi e greci, ha utilizzato una melma, una muffa acellulare dalle peculiari abilità euristiche, al fine di analizzare le strade romane nei Balcani, per il periodo che va dal primo secolo a. C. al quarto secolo d. C. L’organismo, quando cerca il cibo, si diffonde con una rete di tubi che, in condizioni controllate, può riprodurre le reti di trasporto umane, o imitare altri manufatti tecnologici o processi. Nell’esperimento, la muffa ha infatti riprodotto la Via Egnatia e la Via Diagonalis, e addirittura una serie di strade minori.
[Dall’Abstract: ] A causa delle sue inaspettate abilità di computo, Physarum polycephalum, uno stadio vegetativo di una muffa acellulare, è stata utilizzata ripetutametne durante l’ultima decade, al fine di riprodurre le reti di trasporto. Dopo aver condotto una serie di esperimenti biologici e con l’aiuto di un modello di Cellular Automata (CA), si prova ad esplorare l’abilità della melma al fine di imitare la rete stradale romana nei Balcani, un’area che era di grande importanza strategica per la stabilità dell’Impero Romano nell’Oriente. Con l’applicazione di macchine di Physarum polycephalum, si spera di offrire un primo passo verso un nuovo approccio all’archeologia, interdisciplinare e non convenzionale.
Lo studio “Slime mould imitates development of Roman roads in the Balkans”, di Vasilis Evangelidis, Michail-Antisthenis Tsompanas, Georgios Ch. Sirakoulis, Andrew Adamatzky, è stato pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports.
Link: Journal of Archaeological Science: Reports; University of Bristol; Archaeology News Network
Physarum polycephalum, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, foto di e caricata da Lebrac
 
 

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