Giovedì 16 marzo alla Scuola Navale Morosini, per il progetto ideato dai docenti di Ca’ Foscari Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani
TORNA CLASSICI CONTRO

PRIMO APPUNTAMENTO A VENEZIA – MOROSINI

TEMA DEL 2017 UTOPIA (EUROPA)

 
Il progetto Classici Contro 2017 Utopia (Europa) dell’Università Ca’ Foscari, ritorna giovedì 16 marzo, dalle ore 9.45 alle 13.00 con la grande azione all’Auditorium della Scuola Navale Militare Francesco Morosini. L’evento, aperto a tutti i cittadini, è realizzato in collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari, il Liceo Classico Marco Polo e il Liceo Classico Marco Foscarini, e il Liceo della Scuola Navale Morosini che ospita l’evento.
In discussione, con la presentazione di Daniela Prencipe, Antonella Trevisiol e Angelo Callipo, sono i problemi più attuali dell’Europa di oggi.
L’avvio sarà segnato dalle musiche della Grecia moderna, con le parole di poeti come Elytis e Seferis e con le note di Theodorakis: risuoneranno con gli strumenti e le voci del gruppo Neochori guidato dalla chitarra e dal bouzouki di Ghiorgos Pelidis. È la Grecia che si fa simbolo proprio a Venezia delle origini della nostra cultura, ma anche delle difficoltà dell’Europa attuale. 
Inizia la discussione lo storico Dino Piovan (Vicenza-Università di Verona) che riflette da “classico contro” su cosa può significare democrazia oggi in Europa. La democrazia così come l’abbiamo conosciuta finora sembra in crisi profonda. Possiamo tentare di orientarci con le origini della parola. La democrazia ateniese di epoca classica era una forma di autogoverno ben più complessa di quanto spesso si creda, basata su regole, procedure ed istituzioni che nel corso del tempo si fecero sempre più articolate e organizzate per permettere una partecipazione incisiva alla decisioni sulla vita collettiva salvaguardando la libertà oltre che l’uguaglianza. Una specie di utopia ma soprattutto una concreta esperienza storica capace di stimolare un pensiero che non voglia arrendersi all’esistente.
Di questo coraggio di resistere e di progettare un futuro ce ne parla Luigi Spina (Antropologia e Mondo Antico Siena), che lo riporta tra noi con i pensieri del Manifesto di Ventotene, Per un’Europa libera e unita (agosto 1941): Era il tempo della Seconda Guerra Mondiale “Questa reazionaria civiltà totalitaria, dopo aver trionfato in una serie di paesi, ha infine trovato nella Germania nazista la potenza che si è ritenuta capace di trarne le ultime conseguenze”. È questo il mondo totalitario, fondato sulla violenza, che la grande utopia dell’Europa unita ha sconfitto per noi.
Ornella Doria (Liceo Marco Polo Venezia) affronta il problema di un ordine giuridico internazionale. L'”utopia realistica” del filosofo inglese John Rawls segna il passaggio da una giustizia secondo equità valida entro i confini statuali, a una giustizia internazionale potenziale, regolata dalla “Carta di base del diritto dei popoli”, in grado di aprire non solo l’orizzonte politico europeo ma – secondo il filosofo – quello mondiale, ad una “ragionevole” speranza. Servono forse nuovi orizzonti di cooperazione in Europa, per promuovere efficaci strumenti di superamento della crisi odierna.
Accanto alle voci della ricerca scientifica e della filosofia interviene il giornalista Paolo Possamai, per tentare di spiegare che cosa sta accadendo nella sensibilità collettiva di oggi, tra i barconi, i fili spinati, e le demagogie dei populismi europei. Che cosa si annunzia, quali sono i timori, quali sono le speranze.
Ma si ragiona di utopia e di futuro in una scuola navale militare, a Venezia. Il compito che aspetta i giovani passa attraverso la scuola e i pensieri europei. Sono le idee dell’utopia che attraversano i mari. A partire proprio dal Liceo Classico e dagli studenti in divisa del Morosini. Molte le isole create dalla letteratura, luoghi resi straordinari dalla loro stessa solitudine e dall’incolmabile distanza che li separa dalla vita dell’uomo comune. Sono isole la maggior parte delle utopie – da Scheria ad Atlantide, dalle Isole dei Beati a Utopia all’Isolachenoncè – mondi desiderabili e rifugi dove salvarsi da un presente pericoloso e invivibile. Il viaggio necessario per raggiungerle è molto difficile e sempre misterioso. Questi giovani oggi hanno il compito di non fermarsi. Questo dicono con i loro studi. Perché servono a tenere aperto uno spazio per un mondo possibile. La sfida è proprio nel misurarsi con tutti gli strumenti del pensiero. Insieme ai loro compagni del Morosini, gli studenti del Liceo Classico Marco Polo di Venezia propongono allora una serie di interventi che mescolano le cose più antiche con quelle più moderne, dalla Repubblica di Platone e le Storie di Tucidide al Preambolo della Carta di Nizza, alle parole di Papa Francesco (discorso per il Premio “Carlo Magno” 2016) e infine alla poesia Utopia di Wislawa Szymborska. L’obiettivo è una progettualità attuativa generatrice di trasformazioni della realtà, in un fecondo connubio di pensiero e azione.
L’intervento del Liceo Foscarini segue il filo rosso dell’esperienza di Radio B92 che a Belgrado è stata testimone dell’intero conflitto della ex-Jugoslavia. La sua storia è metafora di un’Europa inseguita e non ancora raggiunta, ecco allora il dialogo delle «Fenicie» di Euripide in cui Eteocle e Giocasta si interrogano su cosa sia essere senza patria, triste destino dell’Europa oggi meta di tanti rifugiati/disperati, per finire al lirismo di Elitys e alla sua speranza che si nutre di amore per uno spirito antico, ma mai consumato nel cuore degli uomini.I Classici Contro dell’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con le Università e i Licei portano come sempre la ricerca e la parola dei classici antichi nei teatri di fronte ai cittadini per un contributo di pensiero sui problemi più scottanti del presente. In una prospettiva europea che guarda al futuro, con la consapevolezza culturale di tremila anni di pensieri e di storia che ci viene dai classici. Una risorsa da condividere tra tutti i cittadini.
 
Questo anno i Classici Contro, dopo Xenia, hanno scelto il tema Utopia (Europa). Nella parola “utopia” c’è una prospettiva aperta, molteplice, anche problematica: contiene un desiderio, ma c’è in essa anche il dubbio socratico dell’incertezza e la consapevolezza dei limiti.
 
“L’Europa c’è, ma forse ciò che manca sono i cittadini. Ai cittadini europei del presente e del futuro proviamo a pensare col progetto Classici Contro 2017 Utopia (Europa) – ribadiscono il grecista Alberto Camerotto e il filologo classico Filippomaria Pontani dell’Università Ca’ Foscari. Accettiamo questa sfida, con fiducia. Ma anche con attenzione, se non – almeno negli ultimi tempi – con allarme. Perché la storia qualche volta fa presto a tornare indietro ai suoi momenti peggiori.
Le difficoltà che tutti abbiamo davanti agli occhi mettono in evidenza i problemi e le prospettive. Abbiamo visto l’Europa di fronte alla crisi economica, i paesi d’Europa chiudersi, incapaci di trovare una via per sostenere se stessi e per aiutare il paese più in difficoltà di tutti, proprio la Grecia. Abbiamo visto l’Europa al collasso di fronte alla marea dei migranti e dei profughi. Ognuno per sé, muri, barriere, fili spinati: i confini sono tornati all’improvviso a innalzarsi e a dividere l’Europa. Soprattutto nei pensieri collettivi. Nessuno vuole condividere il fardello, meglio che ognuno si salvi come può per conto proprio.
Vogliamo guardare al futuro, e lo facciamo a partire dai pensieri più antichi, dai nostri classici. E lo facciamo con i nostri giovani, per la nostra generazione Erasmus. Il pensiero di un’Europa unita è un’idea straordinaria, ma un’Europa dell’economia non basta, un’ Europa del privilegio non ha senso. Ci vuole un’Europa dei pensieri, un’Europa dei cittadini. E, allora, ricominciare dai classici, dall’inizio della democrazia e della nostra vita insieme, ma anche dal mito di un’Europa che viene da oriente, può essere una buona via. Che sa guardare alle difficoltà senza nascondersi nulla”.
 
 
CLASSICI CONTRO 2017 UTOPIA (EUROPA)
TUTTO IL PROGRAMMA
http://www.unive.it/classicicontro
 
 
Testo da Ufficio Comunicazione Università Ca’ Foscari Venezia
L’Università Ca’ Foscari a Venezia, foto di Stefano Remo, daWikipediaCC BY-SA 3.0.