I CARABINIERI DEL TPC RECUPERANO LA LETTERA DI CRISTOFORO COLOMBO RELATIVA ALL’ANNUNCIO DELLA SCOPERTA DEL NUOVO MONDO, TRAFUGATA DALLA BIBLIOTECA RICCARDIANA DI FIRENZE

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Nel 2012, in seguito alla denuncia pervenuta dall’allora Direttore della Biblioteca Nazionale di Roma per il furto di alcuni volumi antichi di notevole pregio ed interesse storico-archivistico, il Comando CC TPC iniziò le indagini, coordinate dalla D.ssa Tiziana CUGINI della Procura della Repubblica di Roma.
Nel corso delle attività, il Reparto Operativo sequestrava, presso la predetta Biblioteca, l’esemplare della lettera di Colombo datata 1493, ritenuta falsa, relativa all’annuncio della scoperta del Nuovo Mondo ai grandi della Terra.
L’attività investigativa, caratterizzata dal profilo di internazionalità, è stata frutto della straordinaria conoscenza dei meccanismi illeciti nel traffico di beni librari acquisita negli anni dal TPC, nonché  della rielaborazione ed analisi di molteplici dati investigativi emersi in numerose indagini (ultima delle quali quella tesa ad individuare i traffici illeciti esteri di DE CARO Massimo). Ed infatti, in seguito a specifiche richieste avanzate dal TPC,  l’Homeland Security Investigation (HSI) di Wilmington (USA) inviava una nota relativa alla presunta presenza, in territorio statunitense, di edizioni della lettera di Colombo, datata 1493, ritenute false.
Nel dettaglio, l’H.S.I. ipotizzava che la lettera (denominata edizione Plannck 2 ) di Cristoforo Colombo, conservata proprio presso la Biblioteca Nazionale di Roma, fosse stata sostituita con un falso.
Dal medesimo filone investigativo, inoltre, emergeva che un’ulteriore versione della Lettera di Colombo, datata 1493 e custodita presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze, era un falso realizzato attraverso  riproduzioni fotografiche moderne, stampate su carta antica, ma non corretta per quelle edizioni.
In seguito alle ulteriori indagini svolte in relazione all’accertamento dell’autenticità della Lettera di Colombo custodita presso la Biblioteca fiorentina, anche quest’ultimo documento veniva sottoposto a sequestro.
Gli accertamenti tecnici, condotti dal RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche), accertavano la falsità delle due lettere sequestrati.
Ulteriori elementi venivano forniti dagli studi dell’autorevole esperto, Prof. NEEDHAM Paul, curatore della Sezione libri antichi e manoscritti della Biblioteca dell’Università di Princeton (USA),
Le attività investigative, arricchite da numerosi accertamenti tecnici e dalla mole di documentazione acquisita, nonché grazie alla straordinaria cooperazione internazionale con il predetto H.S.I., consentivano di individuare l’esemplare autentico della Lettera di Colombo (valore € 1 milione), trafugato dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze, in quello acquistato dalla Biblioteca del Congresso di Washington da una casa d’aste di settore, che l’aveva posto in vendita per la somma -sottostimata- di 400.000 dollari.
Gli Stati Uniti d’America, sulla base dei numerosi elementi investigativi forniti dal TPC, nel 2016 restituivano all’Italia lo straordinario documento “Epistola…. de Insulis Indie…. nuper inventis…” relativa all’annuncio della scoperta del Nuovo Mondo ai Reali di Spagna, stampata a Roma da Stephan Plannck nel 1493.

Roma, 18 maggio 2016
 
Fonte dati: 
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
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FRANCESCHINI, RESTITUITO ORIGINALE DELLA LETTERA DI COLOMBO
Segno della intensa collaborazione tra Italia e Stati Uniti

Credit foto - Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Credit foto – Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha partecipato oggi alla cerimonia per la restituzione da parte della Biblioteca del Congresso di Washington dell’incunabolo della Biblioteca Riccardiana di Firenze che reca la traduzione in latino della relazione del primo viaggio di Cristoforo Colombo. Alla cerimonia, svoltasi alla Biblioteca Angelica di Roma, sono intervenuti il Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Gen. Mariano Mossa, il Direttore della Biblioteca Riccardiana, Lorenzo Stacchetti, e l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America John Phillips.
Credit foto - Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Credit foto – Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
 “Il recupero di questo prezioso documento – ha dichiarato il Ministro Franceschini – avvenuto grazie alla preziosa opera dei carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, è il segno della intensa e solida amicizia e collaborazione tra Italia e Stati Uniti. Ora l’incunabolo ritornerà nella Biblioteca Riccardiana di Firenze, dove sarà a disposizione degli studiosi”.
Di seguito la traduzione dal latino di alcuni brani del testo riportato nel documento restituito oggi dalle autorità statunitensi.
Credit foto - Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Credit foto – Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
“Nel trentatreesimo giorno successivo alla partenza da Cadice arrivai nel mare indiano, dove trovai molte isole con innumerevoli abitanti […] di cui presi possesso in nome del nostro felicissimo re. Alla prima diedi il nome di San Salvatore […] a un’altra isola Santa Maria Concezione, a un’altra Ferdinanda, a un’altra Isabella, a un’altra Giovanna. […] Dapprima navigammo verso quell’isola che chiamai Giovanna. Procedetti per un certo tempo verso occidente lungo il suo litorale. Essa era talmente grande che la ritenemmo non un’isola ma una provincia del continente del Catai. Non vedevamo fortificazioni o città situate sulla linea di costa fuorché alcuni villaggi e terreni rustici con i cui abitanti non riuscivamo a parlare poiché fuggivano non appena ci vedevano. Procedevamo oltre pensando di trovare una qualche città o paese, ma per lungo tempo non emergeva niente di nuovo. […] Molti fiumi grandi e salubri vi scorrono nel mezzo e vi sorgono monti altissimi. Tutte queste isole sono molto amene e di vario aspetto, piene di una gran varietà d’alberi che si elevano a grandi altezze e ritengo non siano mai privi di foglie. Io le vidi così rigogliose e ridenti come lo è di solito la Spagna nel mese di maggio. […] Gli usignoli e altri vari e numerosi uccelli gorgheggiavano mentre io stesso camminavo attraversandole nel mese di novembre[…].  Gli abitanti di entrambi i sessi camminano sempre nudi, tranne alcune femmine che coprono le pudenda con foglie e fronde o con un velo di seta. Non possiedono alcuno strumento di ferro, come dissi sopra, non hanno armi poiché non le conoscono né vi sono portati, non a causa di deformità corporee poiché sono ben formati ma poiché sono timidi e pieni di paura. Tuttavia al posto delle armi portano delle canne nelle cui radici configgono del legno secco appuntito, ma non osano mai utilizzarle. […] Danno molto per niente […] Capitò una volta che per un cucchiaio ebbi tanto peso d’oro quanti sono tre soldi aurei. […]”
Credit foto - Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Credit foto – Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Roma, 18 maggio 2016
Ufficio Stampa MiBACT

Documenti:
Attività Operativa 2015 (File PDF, 115 MB documento di 26 pagine)
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone