Eldorado El Dorato

Il mito di El Dorado: un revival medievale nelle Americhe

Il mito di El Dorado
di Antonio Fichera – Maurizio Reina de Jancour

Un revival medievale nel nuovo mondo

Eldorado (1848)

Vestito di tutto punto,
Un coraggioso cavaliere,
Al sole e all'ombra,
Aveva viaggiato a lungo,
Cantando una canzone,
Alla ricerca di Eldorado.

Ma diventò vecchio-
Questo cavaliere così audace-
E sul suo cuore un'ombra-
Calò, quando non trovò
Nessun pezzo di terra
Che somigliasse all'Eldorado.

E, quando le forze
Alla lunga lo abbandonarono,
Incontrò un'ombra pellegrina-
“Ombra,” lui chiese,
“Dove può essere-
Questa terra d'Eldorado?”

“Oltre le Montagne
Della Luna,
Giù per la Valle delle Ombre,
Cavalca, cavalca col sangue freddo”
Rispose l'ombra-
“Se cerchi l'Eldorado”

[Edgar Allan Poe, da Il Corvo e tutte le poesie, traduzione di Alessandro Manzetti, Independent Legions Publishing ]

In seno alla letteratura odeporica (di viaggio) notiamo come l'uomo medievale riversi tutte le sue fantasie in fantasmagoriche terre remote, in particolare quelle orientali. Dalle prime esplorazioni nell'impero Mongolo di Giovanni Pian del Carpine, a Guglielmo di Rubruk e alle ben più celebrate spedizioni di Marco Polo il locus asiatico tramutò inesorabilmente in un altro mondo popolato da portenti magici e bizzarrie varie. Tale trasformazione del resto era già in atto durante la cultura classica grazie alle immaginifiche descrizioni di Erodoto delle terre egizie e persiane, agli esoticismi curiosi descritti da Arriano nell'India o nella satira narrativa di Luciano di Samosata. Ad alimentare questo orientalismo fantastico arrivò anche la Chiesa cattolica e il mondo cavalleresco, rispettivamente con i testi legati al Prete Gianni (mistico sovrano cristiano che nascondeva il suo ricchissimo regno in inaccessibili terre asiatiche) e ai poemi/romanzi cavallereschi con protagonisti Alessandro Magno o paladini carolingi/arturiani persi nelle terre degli infedeli.

Il mito di una terra rigogliosa, ricca, opulenta e di difficile collocazione si radicò facilmente per tutto il medioevo (e oltre) a ogni latitudine, dal paese della Cuccagna di sapore provenzale al paese dei Bengodi descritto da Boccaccio nel Decameron, per poi essere usato come metafora satirica da Sebastian Brant ne La Nave dei folli o come elemento di fascinazione nelle opere di Lope de Rueda nel cinquecento spagnolo.

Proprio il mondo ispanico sarà il principale protagonista di questa folle caccia delle mirabilia asiatiche grazie ai viaggi di Cristoforo Colombo del 1492. Sappiamo che all'inizio gli esploratori e gli intellettuali del XVI secolo credevano di aver trovato la rotta per raggiungere l'Oriente, in particolare il Cipango (Giappone) la terra dove i sovrani abitavano palazzi dai tetti d'oro, passando per l'Occidente. Quando l'Europa sbarcò sulle coste americane fu davvero convinta di essere entrata in contatto con il Giappone e l'India. I meravigliosi paesaggi lussureggianti, i primi contatti pacifici con gli indigeni e i doni ricevuti come offerte di ospitalità alimentarono la convinzione degli spagnoli di essere giunti alle famose isole della Macaronesia (isole dei beati) e quindi nel Regno del Prete Gianni o nel dorato Cipango.

Eldorado El Dorato
Il Lago Parime (Parime Lacus) su una cartina di Hessel Gerritsz (1625). Situata sulla riva occidentale del lago, Manõa o El Dorado. Immagine in pubblico dominio

Il mito di El Dorado nasce quindi con queste istanze, è il frutto di una proteiforme traslazione del repertorio mitico, folclorico e odeporico del mondo europeo in queste nuove terre. In sintesi l'orientalismo coltivato per secoli in Asia viene trapiantato nelle americhe, portando a una nuova distorsione perpetua e locale dei miti europei. Il vello d'oro degli Argonauti, le misteriose amazzoni (guarda caso il Rio delle Amazzoni e la foresta amazzonica derivano dalla mitologia greca e dai nomi usati dall'esploratore Francisco de Orellana), e l'età aurea dell'antichità classica vengono rievocati soavemente nelle nuove Indie, ciò che non era mai stato scoperto dagli europei per tutto il Medioevo ora è alla portata di mano dei coraggiosi hidalgos che con spirito picaresco e cavalleresco si sobbarcano responsabilità e pericoli pur di soddisfare la sete di gloria, ricchezza e per onorare la corona spagnola.

Il libro edito dalla ASEQ Edizioni di Roma e scritto a quattro mani da Antonio Fichera e Maurizio Reina de Jancour ripercorre con sintetica capacità l'architettura mitica de El Dorado, dal pallido vociferare dei soldati spagnoli a mito trainante della conquista delle nuove terre, fino alla codificazione di una vera e propria leggenda aurea amerinda che ingolosì non solo avventurieri e cavalieri ma anche le sfere ecclesiastiche e politiche di Spagna, Portogallo e delle forze interessate alle Americhe. Il saggio inoltre è arricchito da numerose immagini e fotografie, cartine e citazioni d'epoca che rendono la lettura coinvolgente e fruibile a tutti. Tale edizione a mio avviso è il perfetto vandemecum per iniziare uno studio del fenomeno El Dorado e delle sue implicazioni storico-culturali, poiché oltre a tratteggiare una genealogia del mito offre diversi apparati critici di livello: come una lista ben documentata delle principali spedizioni esplorative e militari perpetrate dai paesi coinvolti nella conquista, lista che si connota anche degli sviluppi del dialogo/scontro tra conquistadores e Inca, Maya e Aztechi; si conclude nel tratteggiare le più interessanti scoperte archeologiche (false, probabili e verificate) degli ultimi anni. Inoltre presenta una nutrita bibliografia saggistica delle fonti secondarie poiché delle crónicas ispaniche (fonti primarie, insieme alle epistole di funzionari ispanici e ecclesiastici) gli autori ne discutono ampiamente nei capitoli centrali. Il mito di El Dorado quindi è anche un invito allo studio del mito e del periodo storico, una perfetta introduzione a lavori più di nicchia che possono essere compresi con questa lettura preliminare ma ottima, figlia della collana Antropos.

El Dorado
La copertina del libro Il mito di El Dorado di Antonio Fichera e Maurizio Reina de Jancour per ASEQ Edizioni

 

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.


Puerto Rico: primi incontri religiosi e pitture rupestri

19 Luglio 2016

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Pitture rupestri testimoniano come alcuni nelle prime generazioni di Europei ad arrivare in America siano stati coinvolti dalle credenze spirituali degli indigeni, nelle grotte di una remota isola nei Caraibi.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

L'isola di Mona era infatti una tappa chiave nel percorso dall'Europa all'America: era al cuore dei progetti coloniali spagnoli del sedicesimo secolo e fu pure indicata da Cristoforo Colombo nel 1494.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Nella grotta si sono ritrovate più di 30 iscrizioni con nomi di individui, frasi in Latino e Spagnolo, date e simboli cristiani, offrendo uno spaccato sulle dinamiche religiose dell'epoca.

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Carabinieri TPC recuperano lettera Cristoforo Colombo su scoperta Nuovo Mondo

I CARABINIERI DEL TPC RECUPERANO LA LETTERA DI CRISTOFORO COLOMBO RELATIVA ALL’ANNUNCIO DELLA SCOPERTA DEL NUOVO MONDO, TRAFUGATA DALLA BIBLIOTECA RICCARDIANA DI FIRENZE

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Nel 2012, in seguito alla denuncia pervenuta dall’allora Direttore della Biblioteca Nazionale di Roma per il furto di alcuni volumi antichi di notevole pregio ed interesse storico-archivistico, il Comando CC TPC iniziò le indagini, coordinate dalla D.ssa Tiziana CUGINI della Procura della Repubblica di Roma.
Nel corso delle attività, il Reparto Operativo sequestrava, presso la predetta Biblioteca, l’esemplare della lettera di Colombo datata 1493, ritenuta falsa, relativa all’annuncio della scoperta del Nuovo Mondo ai grandi della Terra.
L’attività investigativa, caratterizzata dal profilo di internazionalità, è stata frutto della straordinaria conoscenza dei meccanismi illeciti nel traffico di beni librari acquisita negli anni dal TPC, nonché  della rielaborazione ed analisi di molteplici dati investigativi emersi in numerose indagini (ultima delle quali quella tesa ad individuare i traffici illeciti esteri di DE CARO Massimo). Ed infatti, in seguito a specifiche richieste avanzate dal TPC,  l’Homeland Security Investigation (HSI) di Wilmington (USA) inviava una nota relativa alla presunta presenza, in territorio statunitense, di edizioni della lettera di Colombo, datata 1493, ritenute false.
Nel dettaglio, l’H.S.I. ipotizzava che la lettera (denominata edizione Plannck 2 ) di Cristoforo Colombo, conservata proprio presso la Biblioteca Nazionale di Roma, fosse stata sostituita con un falso.
Dal medesimo filone investigativo, inoltre, emergeva che un’ulteriore versione della Lettera di Colombo, datata 1493 e custodita presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze, era un falso realizzato attraverso  riproduzioni fotografiche moderne, stampate su carta antica, ma non corretta per quelle edizioni.
In seguito alle ulteriori indagini svolte in relazione all’accertamento dell’autenticità della Lettera di Colombo custodita presso la Biblioteca fiorentina, anche quest’ultimo documento veniva sottoposto a sequestro.
Gli accertamenti tecnici, condotti dal RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche), accertavano la falsità delle due lettere sequestrati.
Ulteriori elementi venivano forniti dagli studi dell’autorevole esperto, Prof. NEEDHAM Paul, curatore della Sezione libri antichi e manoscritti della Biblioteca dell’Università di Princeton (USA),
Le attività investigative, arricchite da numerosi accertamenti tecnici e dalla mole di documentazione acquisita, nonché grazie alla straordinaria cooperazione internazionale con il predetto H.S.I., consentivano di individuare l’esemplare autentico della Lettera di Colombo (valore € 1 milione), trafugato dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze, in quello acquistato dalla Biblioteca del Congresso di Washington da una casa d’aste di settore, che l’aveva posto in vendita per la somma -sottostimata- di 400.000 dollari.
Gli Stati Uniti d’America, sulla base dei numerosi elementi investigativi forniti dal TPC, nel 2016 restituivano all’Italia lo straordinario documento “Epistola…. de Insulis Indie…. nuper inventis…” relativa all’annuncio della scoperta del Nuovo Mondo ai Reali di Spagna, stampata a Roma da Stephan Plannck nel 1493.

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L'imaging multispettro per svelare i segreti di una cartina del 1491

12 Giugno 2015
Grazie all'imaging multispettro, una cartina geografica prodotta da Henricus Martellus Germanus nel 1491 prende nuova vita, e sarà presto pure digitalizzata. L'opera, conservata a Yale, è importante perché gli studiosi ritengono molto probabile che essa sia stata utilizzata da Cristoforo Colombo. La cartina in questione presenta però altri motivi di interesse: in particolare, per le informazioni che ci fornisce sull'Africa dell'epoca.
Link: Yale University


La Storia di Oggi: Cristoforo Colombo approda in America

12 Ottobre 2014
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Nella giornata di oggi, 522 anni fa, Cristoforo Colombo giungeva a San Salvador, nelle attuali Bahamas dei Caraibi. Colombo era partito il 3 Agosto del 1492 da Palos, ed era convinto di essere giunto nelle Indie.
Colombo trovò lì le pacifiche tribù Lucayan, e Taíno/Arawak. L'identificazione dell'isola, che il genovese reclamò per la Spagna e che gli indigeni chiamavano Guanahani, è ancora incerta.
Negli U.S.A., il Columbus Day non si festeggia in questa giornata, ma storicamente il secondo lunedì del mese di Ottobre. Quest'anno a Seattle la festa sarà però chiamata "Indigenous People's Day".
12 Ottobre 1492 – Cristoforo Colombo scopre le Americhe per la Spagna, dipinto di John Vanderlyn, olio su tela, da WikipediaPubblico Dominio, caricato da Davepape.


Relitto al largo di Haiti probabilmente non è la nave di Colombo

26 Settembre 2014
La nave ritrovata a nord di Haiti non sarebbe la Santa Maria di Cristoforo Colombo, in quanto più recente e nel luogo sbagliato per poterlo essere.
Lo scopritore del relitto, Barry Clifford, rimane però convinto che si tratti della nave che partecipò all'importante viaggio verso le Americhe.
Link: abc news