17 – 18 Settembre 2015
La dieta degli Inuit, nativi della Groenlandia, è spesso portata ad esempio come caso di dieta ricca di proteine e grassi che però li mantiene in salute a causa degli alti livelli di omega 3.
Un nuovo studio ora sottolinea che quanto può esser vero per loro può non esserlo per altri, avendo gli Inuit (e i loro antenati Siberiani) sviluppato delle mutazioni genetiche che li aiutano a contrastare gli effetti di una tale dieta, ricca in grassi da mammiferi marini. Tra gli altri effetti, una statura più bassa.
Queste mutazioni esistono però solo nel 2% degli Europei e nel 15% dei Cinesi Han. Lo studio è importante perché dimostra in modo chiaro l’adattamento di popolazioni umane a determinate diete.
Lo studio “Greenlandic Inuit show genetic signatures of diet and climate adaptation”, di Matteo Fumagalli, Ida Moltke, Niels Grarup, Fernando Racimo, Peter Bjerregaard, Marit E. Jørgensen, Thorfinn S. Korneliussen, Pascale Gerbault, Line Skotte, Allan Linneberg, Cramer Christensen, Ivan Brandslund, Torben Jørgensen, Emilia Huerta-Sánchez, Erik B. Schmidt, Oluf Pedersen, Torben Hansen, Anders Albrechtsen, Rasmus Nielsen, è stato pubblicato su Science.
Link: Science; University of California, Berkeley News; Archaeology News Network
L’interno di un igloo agli inizi del ventesimo secolo, foto da Wikipedia, Pubblico Dominio, caricata da Malo (Photograph by Canadian Geological Survey. Frank and Frances Carpenter Collection (Library of Congress)).