22 Aprile 2015

“Il Professore è Coppa del Mondo”: comprendere i linguaggi urbani ‘segreti’

La ricerca nell’ambito di un linguaggio urbano ‘giocoso’ e sempre più popolare, sorto dalla necessità dei criminali di nascondere il loro vero intento, potrebbe aiutare le organizzazioni che operano in Uganda a comunicare meglio con l’enorme popolazione giovane della Nazione.

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L’Uganda ha una delle maggiori percentuali di popolazione under 30 al mondo – più del 78% dei suoi 37 milioni di cittadini, secondo un rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA). Molti non utilizzano i linguaggi normalmente parlati in Uganda (Kiswahili, English and Luganda) nei discorsi quotidiani, ma si esprimono invece in un linguaggio di strada in perenne evoluzione, chiamato Luyaaye.
Originariamente un ‘linguaggio segreto’ parlato dai criminali, il Luyaaye è cresciuto in popolarità a causa del suo essere visto come più giocoso e meno tradizionale da molti di coloro che lo parlano, col suo utilizzo “gioioso” dell’Inglese, del Luganda e di altri linguaggi.


Molti di coloro che utilizzano il Luyaaye sono concentrati presso Kampala, la capitale di una Nazione che affronta molte sfide, con seri problemi di sanità inclusi. Per combattere queste minacce alla salute – e per far passare altri messaggi sociali – il governo deve comunicare efficacemente con la sua popolazione. Questo significa che bisogna utilizzare il Luyaaye insieme ad altri linguaggi ufficiali, sostengono i ricercatori dall’Africa e di Cambridge, che stanno collaborando come parte della Cambridge-Africa Partnership for Research Excellence (CAPREx).
La dott. ssa Saudah Namyalo della Makerere University e la dott. ssa Jenneke van der Wal del Dipartimentico di Linguistica Teoretica e Applicata a Cambridge hanno unito le forze per comprendere come sia costruito questo linguaggio urbano, sempre più popolare eppure ancora non documentato al momento. Il bisogno è crescente, ha spiegato Namyalo, poiché sempre più persone utilizzano forme di Luyaaye per comunicare. “Al momento è classificato come Linguaggio Urbano per i Giovani, ma si sta diffondendo sempre più ed è utilizzato da alcune persone più vecchie.”
Tali linguaggi non sono esclusivi dell’Uganda – altrove, forme multiculturali di Inglese Britannico, o il linguaggio Olandese di strada ‘straattaal’ e il ‘Camfranglais’ del Camerun sono tutti esempi di linguaggi che si stanno evolvendo a partire, e hanno usurpato, la madrelingua del Paese in certe comunità, ha spiegato Namyalo.
Questi linguaggi si muovono velocemente nella loro appropriazione di nuove parole, spesso prese in prestito dalla TV, dai film e dalla musica. “Amo la velocità alla quale cambia il Luyaaye,” ha spiegato. “Per esempio, la Coppa del Mondo fu vista come una cosa molto positiva. Così world cup diventò diventò rapidamente un modo veloce di dire ‘una cosa buona’ o ‘eccellente’.
“Per moltissime persone, il Luyaaye si usa per divertimento – è per farsi due risate! Utilizza spesso la metonimia [chiamare qualcosa non con il suo nome ma con un nome ad esso collegato] con effetti sorprendenti e comici. Così un Professore è qualcuno che ha imparato perfettamente ad “arrangiarsi sulla strada”, a fregare le autorità, a farla franca con tutto.”
Ad ogni modo, il linguaggio ha anche un suo lato oscuro. La crescita del Luyaaye cominciò negli anni settanta durante il regno di Idi Amin. “Il commercio illegale crebbe e si crede che il linguaggio fornisse un codice che serviva a coloro che erano coinvolti nei traffici tra Nairobi e Kampala. Era parlato principalmente dalla comunità di affari, giovane e illetterata,” spiega Namyalo.
Persino oggi il suo passato continua ad influenzare il suo sviluppo, dato che il Luyaaye aiuta i criminali a condurre affari ed esclude i non iniziati dai suoi ranghi, spiega Namyalo. “Kampala è divisa in cinque divisioni e sono territori Luyaaye. Se sei un criminale non devi sconfinare in un altro territorio – o rischi di essere bruciato vivo Il Luyaaye che usi può mostrare da quale divisione provieni o può essere utilizzato per scoprirti se non sei un appartenente.”
Namyalo punta a questi collegamenti del passato con la criminalità come fattore nella reticenza dell’establishment ad accettare il Luyaaye: “L’alta società non prende seriamente il linguaggio, o quelli che lo usano. Quando utilizzi il Luyaaye vieni considerato ignorante, eppure è il linguaggio più significativo per i giovani, più del Luganda o degli altri linguaggi formali utilizzati in Uganda.”
Ha cominciato il processo di documentazione di questo linguaggio poco studiato e in evoluzione, e vorrebbe produrre un dizionario. Dalla sua ricerca, pensa ora al linguaggio in termini di ‘strati’, ogni strato rappresenta un insieme differente del vocabolario. Il linguaggio segreto utilizzato dai criminali è quello che lei chiama il ‘core’ Luyaaye, mentre il secondo strato è quello parlato dai giovani, e lo strato più esterno è il Luyaaye ‘ordinario’, il più facile da capire e il più popolare presso il pubblico generalista.
Il suo lavoro si è finora concentrato sugli aspetti lessicali (significato delle parole) del linguaggio, ma la sua collaborazion con Van der Wal permetterà loro di esaminare la sintassi (come sono costruite le frasi) del Luyaaye, in confronto al Luganda.

Esperta dei linguaggi Bantu come il Luganda, Van der Wal è anche membro di un progetto su vasta scala per investigare i blocchi basilari di costruzione che consolidano come i linguaggi del mondo sono strutturati – il progetto Rethinking Comparative Syntax (ReCoS) finanziato dal Consiglio di Ricerca Europeo e guidato dal professor Ian Roberts, anche lui nel Dipartimento di Linguistica Teoretica e Applicata.
“L’abilità di parlare un linguaggio è qualcosa di molto speciale – è unico e parte di quel che ci rende esseri umani,” ha spiegato Van der Wal. “Voglio trovare cosa ci permette di creare frasi grammaticali e come questo varia tra linguaggi, nel Luganda puoi dire una parola in due modi diversi: puoi parlare del mangiar riso (omuceere), ma puoi lasciar fuori la prima vocale (mucheere) e ciò suggerisce che stai solo mangiando riso – concentra l’attenzione esclusivamente sul riso.”
La visita di Namyalo a Cambridge e la recente visita di Van der Wal in Uganda son state finanziate dal CAPREx e dal Fondo di Ricerca Alborada, entrambi iniziative sotto l’egida del Programma Cambridge-Africa presso l’Università di Cambridge. Il programma mira a rafforzare la capacità di ricercato africana, fornendo ai ricercatori africani le competenze e le risorse, e promuovendo collaborazioni a lungo termine e mutualmente vantaggiose con ricercatori africani per un’ampia gamma di discipline.
Per Van der Wal, la ricerca in Africa con accademici africani è stata vitale per permetterle di portare avanti la sua significativa ricerca: “Ho amato lavorare con Saudah in Uganda e ascoltare i linguaggi come venivano parlati. È stato grandioso fare ricerca sul campo insieme e sporcarmi le mani – be’, le orecchie piuttosto – e imparare ancora un altro linguaggio Bantu.”
Namyalo vede il progetto come vitale per aiutare il suo Paese a combattere alcune delle sfide più difficili. “I programmi sono stati portati avanti per diffondere informazioni sull’AIDS ma persino con un’aumentata diffusione c’è stato un decremento nell’accoglimento di quelle informazioni. Quando si è chiesto cosa potrebbe aiutare, la gente rispondeva ‘parlate la nostra lingua’.”
La dott.ssa Jenneke van der Wal e la dott.ssa Saudah Namyalo Strolling, Uganda Credit: Rod Waddington CC BY-SA
La dott.ssa Jenneke van der Wal e la dott.ssa Saudah Namyalo – Strolling, Uganda
Credit: Rod Waddington
CC BY-SA

CAPREx è finanziato dalla Carnegie Corporation di New York, dall’Alborada Trust e dall’Isaac Newton Trust
 
Luyaaye
Mentre la struttura sintattica di base del Luyaaye è il Luganda, il primo prende in prestito parole dall’Inglese, con incursioni nello Sheng, Kiswahili e Sudanese.
Oltre a prendere in prestito intere parole, prende in prestito anche suffissi e prefissi come l’Inglese  –ing che diventa –inga in Luyaaye.
Abbastanza spesso, quando chi lo parla utilizza parole Inglesi non alterano lo spelling, e così front page è utilizzato per dire ‘forehead’, fronte, e blood è utilizzato per dire ‘brother’ o ‘sister’.
Il linguaggio utilizza anche metafore, così okusunagitta significa letteralmente ‘suonare la chitarra’ ma in realtà significa ‘grattarsi’, e Vorrei uccidere uno scimpanzé significa ‘Vorrei andare al bagno’.
Utilizza anche trucchi come l’antonimia – rendendo il significato opposto a quello di quanto si dice, così okwesalaobuwero significa ‘abbigliato di vecchi vestiti’ ma significa in realtà vestito elegantemente.
Traduzione da University of Cambridge
Il mercato di Kampala, foto di Kevin Gabbert ((WT-shared) Kevin James at wts wikivoyage), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da MGA73bot2.