11 Aprile 2015

PRESENTAZIONE ITINERARI STORICI
“Un viaggio nel tempo” a bordo del treno storico delle Ferrovie dello Stato

1428742377857_Cattura
Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini,  ha presentato nella mattina dell’11 Aprile, durante lo speciale itinerario a bordo del treno storico delle Ferrovie dello Stato, l’adesione del  Mibact  alla Fondazione delle Ferrovie dello Stato Italiane, che ha il compito di preservare, valorizzare e consegnare integro il patrimonio ferroviario italiano alle future generazioni.

[slideshow_deploy id=’3280′]

In un’ottica di sviluppo futuro del turismo la valorizzazione dei treni storici, come anche le linee minori che attraversano l’Italia sono fondamentali strumenti per una nuova strategia di sviluppo del nostro Paese, per la riscoperta di siti culturali e turistici oggi poco valorizzati, ma pieni di fascino e contenuti. Centri solo nominalmente minori, ma che a fianco delle grandi città d’arte, sono il tessuto connettivo culturale d’Italia.

Il treno storico, con il suo andare lento è uno dei mezzi, insieme ai cammini e le ciclabili, su cui il MIBACT vuole investire per fare dell’Italia il luogo del turismo slow, un turismo attento e sensibile, che cerca nel viaggio esperienziale la possibilità di andare al di là della semplice vacanza. Un turismo in cui la qualità del tempo impegnato nella scoperta dei beni di un territorio, conta quanto, e più, del numero dei beni scoperti.

Il Mibact quindi ha accolto con favore la richiesta da parte della Fondazione FS di entrare a far parte di essa in qualità di Aderente Istituzionale, in virtù della sua peculiare missione culturale, contribuendo alla vita ed al perseguimento delle finalità della Fondazione.

Insieme, Mibact e Fondazione FS avvieranno una serie di azioni strategiche per promuovere e valorizzare, utilizzando la mobilità dolce, i luoghi della cultura nelle aree interne, meno note e davvero tutte da ritrovare, del Paese.

Per scoprire che talvolta un viaggio più lento, fa andare il viaggiatore più veloce.

————————————————————————————-

Il riutilizzo di treni storici restaurati e di ferrovie in disuso

Quattro tratte ferroviarie ad alto valore storico e paesaggistico, per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per i manufatti, sono state individuate per entrare a far parte di un vero e proprio “museo dinamico” che la Fondazione FS Italiane intende preservare e valorizzare:

– la “Ferrovia del Lago”: da Palazzolo sull’Oglio a Paratico/Sarnico sulle rive del Lago d’Iseo;

– la “Ferrovia della Val d’Orcia”: da Asciano a Monte Antico nell’incantevole paesaggio delle “Crete Senesi” ;

– la “Ferrovia del Parco”: da Sulmona a Castel di Sangro, la seconda ferrovia più alta d’Italia – dopo il Brennero – passando per Roccaraso e i boschi della Majella.

– la “Ferrovia dei Templi”: da Agrigento Bassa a Porto Empedocle, tra i Templi della Magna Grecia, Patrimonio Unesco.

Rete Ferroviaria Italiana, socio fondatore della Fondazione FS Italiana, garantirà, in regime di economia, la manutenzione delle quattro linee deputate all’esercizio turistico per consentire il transito di convogli a bassa velocità e far rivivere emozioni e ritmi di altri tempi.

La Fondazione è aperta a forme di partnership con gli Enti o le Associazioni locali, al fine di commercializzare itinerari inconsueti della nostra bella “provincia italiana”, poco conosciuti ma ricchissimi di attrattive.

Sui binari correranno affascinanti treni composti da rotabili storici della Fondazione FS Italiane, che viaggeranno a calendario e che potranno anche essere noleggiati per gite “su misura”.

Locomotive a vapore, carrozze in legno primi ‘900, “Littorine”: saranno questi i mezzi che condurranno i visitatori tra il verde, l’arte e la bellezza del nostro Paese.

Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa

Tra i maggiori spazi espositivi del Paese, si sviluppa in 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti.

È articolato in padiglioni e settori in cui è esposto materiale di assoluto valore, tra cui: la riproduzione fedele della Bayard, il treno inaugurale della prima tratta ferroviaria Napoli Portici del 1839; 25 locomotive a vapore; 6 locomotori elettrici; 12 rotabili tra automotrici elettriche/nafta (le cosiddette littorine), diverse tipologie di carrozze (Postale, Detenuti, Centoporte) tra cui la carrozza n. 10 dell’ex Treno Reale (oggi treno Presidenziale); 5 locomotori diesel; 25 modelli in scala di treni/carrozze/plastici di stazioni ferroviarie; plastico “Brunetti” meglio noto come plastico del “Trecentotreni”; arredi sala d’attesa della stazione ferroviaria di Roma Trastevere del 1905.

Il Museo è uno dei più importanti centri di archeologia industriale del nostro Paese e polo nazionale di cultura ferroviaria. E ancora una sede espositiva unica nel panorama nazionale, per la singolarità e ricchezza dei contenuti in mostra, nonché per l’assoluta affinità tra la storia delle sue architetture e la storia in essa raccontata. Il Museo di Pietrarsa entra di diritto nel circuito dei principali musei ferroviari d’Europa.

Come raggiungere il museo: in aggiunta ai mezzi pubblici urbani, è possibile utilizzare il treno della linea metropolitana Napoli Piazza Garibaldi – Salerno/Torre Annunziata.

L’ingresso del Museo è di fronte alla stazione di Pietrarsa/San Giorgio a Cremano e vi si accede utilizzando il sottopasso della stazione.

La biblioteca centrale

Istituita nel 1905 con la nascita dell’Azienda di Stato, la Biblioteca Centrale costituisce, oggi, la principale raccolta libraria in materia di trasporto ferroviario esistente all’interno del Gruppo FS Italiane ed una delle fonti primarie per lo studio della storia ferroviaria, economica e sociale del nostro Paese. La Biblioteca conserva un vasto patrimonio bibliografico costituito da volumi, periodici ed opuscoli pubblicati a partire dalla metà dell’Ottocento: un complesso bibliografico e documentario assai articolato, costituito da normativa tecnica e di esercizio, istruzioni professionali, relazioni statistiche, album descrittivi del materiale rotabile, cartografia ferroviaria, manuali per le tariffe, bilanci, volumi celebrativi, memorie, verbali di organi societari.

L’archivio audiovisivi

L’Archivio audiovisivi è un patrimonio documentario costituito da oltre 500mila immagini tra lastre in vetro, nativo digitale, negativi, diapositive, stampe e da più di 6mila cassette video fra filmati e girati.

Di grande importanza il materiale che racconta la storia della Ricostruzione attraverso le immagini delle grandi opere infrastrutturali (rete, stazioni, ponti, viadotti) e la documentazione della vita ferroviaria e dell’attualità degli anni ’50 e ’60 (treni rapidi, moda, ricorrenze, viaggi di personalità).

Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone

Write A Comment

Pin It