21 – 28 Marzo 2015
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I resti riscoperti dagli scavi compiuti oltre quarant’anni fa nel sito di La Ferrassie 8, hanno permesso la ricostruzione di una staffa (parte degli ossicini del sistema uditivo) appartenuta a un bambino Neanderthal dell’età di due anni. Lo studio certifica che, anche nelle ossa più piccole del corpo, vi erano differenze morfologiche tra noi e i Neanderthal: la staffa risulta infatti molto diversa. Nella ricerca si è infine sottolineato l’importanza di rivedere gli scavi precedenti.
[Dall’Abstract: ] Le prime prove dello scheletro parziale di un bambino Neanderthal a La Ferrassie 8 (LF8) furono scoperte nel 1970, anche se la maggior parte dei resti furono ritrovati nel 1973 come parte del lavoro da parte di H. Delporte, durante gli anni 1968-1973. Questo individuo e altri bambini Neanderthal da La Ferrassie costituirono oggetto di pubblicazione nei primi anni ottanta con J.-L. Heim, e da allora LF8 è stata considerata come uno scavo poco documentato. La recente riscoperta della scatola contenente le ossa degli ominidi dati da Delporte a Heim nella collezione del Muséum national d’Histoire naturelle (MNHN) collection fornisce nuovi fossili e aiuta a localizzare LF8 nel sito: livello M2 nel quadrato 1. Due visite al Musée d’Archéologie nationale et Domaine national de Saint-Germain-en-Laye (MAN) hanno portato ulteriori resti fossili dagli scavi del 1970 e 1973, e hanno comportato la scoperta di tutte le note dallo scavo di H. Delporte tra il 1968 e il 1973.
Nello studio sono descritti i nuovi resti fossili (47 dopo aver effettuato tutte le possibili riparazioni), rappresentano porzioni significative del cranio, della mandibola, e della colonna vertebrale insieme a una mano frammentaria e resti costali. Non sorprendentemente, la morfologia del labirinto auricolare e una staffa completa, provenienti da una parte sinistra dell’osso temporale quasi completo, mostrano chiare affinità coi Neanderthal. In aggiunta a questo, una completa rivalutazione della collezione originale LF8 ha portato come risultati l’identificazione di diversi errori nella determinazione anatomica.

Nonostante l’incremento significativo nella rappresentazione anatomica di LF8, i resti scheletrici sono ancora limitati alla testa, al torace, al bacino, e a quattro falangi della mano, con alcuni elementi molto fragili preservati relativamente bene. Diverse ipotesi sono state proposte per spiegare questa rappresentazione anatomica, che può essere testata durante la futuro ricerca sul campo.

Lo studio “La Ferrassie 8 Neandertal child reloaded: New remains and re-assessment of the original collection”, di Asier Gómez-Olivencia, Isabelle Crevecoeur, Antoine Balzeau, è stato pubblicato sul Journal of Human Evolution.

Link: Journal of Human Evolution; Science Daily via University of the Basque Country; Past Horizons; Smithsonian – La Ferrassie
Il grande rifugio roccioso di La Ferrassie, in Dordogna, Francia, occupato dai Neanderthal 35 mila anni fa circa. Foto da WikipediaCC BY-SA 4.0-3.0-2.5-2.0-1.0, caricata e di Sémhur.