11 Settembre 2015

MUSEI: I NUOVI 20 DIRETTORI SI PRESENTANO ALLA STAMPA
Martedì 15 settembre conferenza stampa con il ministro Franceschini

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Sarà martedì 15 settembre la prima uscita pubblica dei 20 nuovi direttori dei principali musei italiani selezionati con la procedura internazionale prevista dalla riforma Franceschini.

Alle ore 16:00 presso il salone del Ministro del Mibact – via del Collegio Romano, 27 il Ministro Franceschini ha convocato una conferenza stampa a cui parteciperanno i direttori:  Anna Coliva (Galleria Borghese), Eike Schmidt ( Gallerie degli Uffizi, Firenze), Cristiana Collu (Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma), Paola Marini (Gallerie dell’Accademia di Venezia), Sylvain Bellenger (Museo di Capodimonte, Napoli), James Bradburne (Pinacoteca di Brera, Milano),  Mauro Felicori (Reggia di Caserta), Cecilie Hollberg (Galleria dell’Accademia di Firenze), Martina Bagnoli (Galleria Estense, Modena), Flaminia Gennari Santori (Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma), Peter Aufreiter (Galleria nazionale delle Marche, Urbino), Marco Pierini (Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia), Paola D’Agostino (Museo Nazionale del Bargello, Firenze), Paolo Giulierini ( Museo Archeologico Nazionale di Napoli), Carmelo Malacrino (Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria), Eva Degl’Innocenti (Museo Archeologico Nazionale di Taranto), Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico di Paestum), Peter Assmann (Palazzo Ducale di Mantova), Serena Bertolucci (Palazzo Reale di Genova) e Enrica Pagella (Polo Reale di Torino).

Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone
11 Settembre 2015

MUSEI, ICOM PROMUOVE SELEZIONE PUBBLICA DEI 20 DIRETTORI
“Per la prima volta da oltre un secolo i musei italiani tornano ad avere un loro direttore”

“L’Icom riconosce con parole molto chiare l’importanza e il valore della riforma del sistema museale italiano. Credo che questa sia la risposta più neutrale e autorevole possibile alle critiche, spesso conservatrici e provinciali, che si sono sollevate dopo la nomina dei 20 direttori dei musei autonomi”.
Così il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, commenta la posizione dell’International Council of Museums sulla selezione pubblica dei direttori dei musei statali ad autonomia speciale.
L’organizzazione non governativa associata all’UNESCO definisce la riforma Franceschini “l’avvio di una nuova epoca nella gestione di tutti i musei italiani” e da’ atto nella propria posizione di “una svolta che, nei suoi principi e nelle sue linee di fondo, corrisponde a uno scenario che la comunità museale aveva auspicato da decenni si realizzasse”.
Il documento dell’ICOM, organismo consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, articola in dodici punti il proprio pensiero in merito partendo dal riconoscimento del fatto che “per la prima volta, da oltre un secolo, i musei italiani tornano ad avere un loro direttore”. Un punto che sta molto a cuore alla principale associazione professionale del settore museale in Italia, che definisce l’innovazione come un “concreto passo in vista del superamento dell’anomalia dei musei statali italiani, costituita, com’è noto, tanto dalla loro inesistenza in quanto istituto quanto dall’assenza di un direttore alla loro testa, come avviene invece in tutto il resto del mondo”.
Positivo per l’ICOM anche il fatto che “i direttori sono stati e saranno scelti ad locum”, fatto che “non accadeva da oltre un secolo, quando – tra il 1908 e il 1909 – si svolsero le prove per l’ultima tornata di concorsi ad locum” e che costituisce “una significativa svolta nella gestione dei musei dello Stato”.
Molto apprezzato anche il fatto che “la figura e il ruolo del direttore di museo corrispondono a un profilo professionale ben definito” e “corrisponde a uno standard nazionale ed europeo che ICOM Italia ha contribuito in modo determinante a definire”.
Riguardo alla designazione contestuale dei 20 direttori, l’ICOM la ritiene “una giusta scelta”, vista la “fondamentale differenza fra la situazione italiana e quella degli altri Paesi, dove i direttori dei musei statali esistono da sempre e il loro avvicendamento avviene fisiologicamente in modo dilazionato nel tempo”.
L’ICOM loda anche il fatto che si sia partiti dal vertice piuttosto che dalla base della struttura e che siano presenti tra i vincitori cittadini di altri Paesi, nell’auspicio che “da un serio confronto con altre realtà e modi di gestire i musei pubblici possano emergere idee e proposte per rendere più semplice” operare in un contesto normativo e amministrativo complicato come quello italiano”.
Il documento riconosce inoltre che “è stato un bene” che “il ministero abbia deciso di adottare un metodo di selezione aperto e non riservato solo ai propri dipendenti”. Anche il fatto che “il bando riservasse al Ministro la prerogativa di partecipare alla scelta finale appare del tutto legittima: non si tratta infatti di un’intromissione, ma di un’assunzione di responsabilità da parte dell’organo di governo del tutto normale nella scelta di un direttore di museo”, “peraltro bilanciata dal parere tecnico di una Commissione sulla cui composizione nessuno si è sentito di fare obiezioni”.
L’ICOM raccoglie poi “l’appello di chi propone di dare credito ai neodirettori, attendendo a formulare un giudizio almeno sino a quando saranno resi pubblici i programmi di mandato” da confrontare in seguito con i risultati raggiunti.
Il documento inoltre anziché “lanciarsi in ipotesi non sostenute da fatti o in lamentazioni che finiscono per assumere un carattere corporativo e autolesionistico”, preferisce richiedere un pronunciamento del Ministro e della Commissione riguardo il fatto che uno solo dei venti direttori selezionati provenga dai ranghi del Ministero.
Riguardo alle competenze scientifiche e gestionali, l’ICOM supera anche il doppio equivoco in base al quale “l’essere un ottimo studioso consenta di essere il miglior direttore di un museo e che le competenze necessarie a dirigere un museo siano quelle strettamente legate alla disciplina di riferimento per lo studio delle collezioni” portando l’esempio di “uno dei migliori direttori di museo del Novecento”, Vittorio Viale, “archeologo di formazione, posto alla testa di un museo civico le cui collezioni spaziavano dall’archeologia all’arte antica sino a quella contemporanea”.
Il documento inoltre afferma che “da come si realizzerà questa prima attuazione della riforma dipende il futuro di un Sistema Museale Nazionale che ha bisogno di un nuovo modo di essere e di fare da parte del Ministero innanzitutto”.
L’ICOM infine conclude chiedendo alla comunità museale “impegno e collaborazione a questo cambiamento” per “accompagnare la svolta, contribuendo in tutti i modi e a tutti i livelli perché si realizzi nel migliore e non nel peggiore o mediocre modo possibile”.

Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone

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