Giornata importante per la città di Castellammare di Stabia. Oggi, presso il Palazzo Reale di Quisisana è stato firmato l’accordo di valorizzazione tra il Parco archeologico di Pompei e il Comune di Castellammare per la costituzione del Museo archeologico della città.  L’accordo prevede che nelle stanze della ex residenza borbonica siano allestite sale con reperti del territorio stabiano, tra cui affreschi provenienti dalle ville e oggetti del quotidiano ritrovati durante gli scavi.

Recenti lavori di restauro hanno inoltre permesso di recuperare il corpo di fabbrica del Palazzo Reale di Quisisana che si colloca in una cornice paesaggistica eccezionale, sulle pendici del Monte Faito, restituendo una realtà importante dal punto di vista storico e destinata a ricevere una fruizione culturale e istituzionale di altissimo livello. La firma della convenzione giunge al termine di un percorso avviato a metà degli anni ’90 per l’individuazione della nuova sede dell’“Antiquarium Stabiano”, chiuso dal 1997, e la realizzazione di un polo museale di eccellenza a Castellammare di Stabia, che vada ad integrare l’offerta culturale e il circuito archeologico dell’antica Stabiae, in rete con Villa San Marco e Villa Arianna.

Cimmino e Osanna. Foto: Parco archeologico di Pompei

La Reggia di Quisisana ha origini antiche. Fu costruita nel XIII secolo dai sovrani angioini come luogo salubre per la villeggiatura e la cura, ma le fattezze attuali della reggia sono quelle degli interventi condotti da Carlo III di Borbone tra il 1765 e il 1790. L’edificio rispecchiava quelle che erano le regole architettoniche della caccia e della villeggiatura e presenta una struttura ad L così da godere una splendida vista sul golfo di Napoli e un collegamento fruibile verso Castellammare. Successivamente anche il parco venne riammodernato e ingrandito seguendo il modello del giardino all’inglese con grandi viali, scale, fontane e giochi d’acqua che sfruttavano l’abbondanza idrica proveniente dalle sorgenti del Faito.

Tante le testimonianze dei viaggiatori che soggiornarono e visitarono la Reggia. Splendidi furono gli acquerelli e le incisioni di Hackert e Dahl nonché le vedute della Scuola di Posillipo. Dopo decenni di abbandono, i recenti restauri completati nel 2009 hanno cercato di portare all’antico splendore il palazzo di proprietà del comune di Castellammare di Stabia che ne gestisce la fruizione, mentre le funzioni di tutela sono di competenza del Parco Archeologico di Pompei.

Quisisana. Doto: Parco archeologico di Pompei

“L’approvazione dello schema di convenzione tra il Parco Archeologico di Pompei e il Comune di Castellammare di Stabia per la realizzazione del Museo Archeologico nel Palazzo Reale di Quisisana è stato il primo provvedimento della nostra giunta, testimonianza evidente della rilevanza che questo progetto assume per la nostra Amministrazione e per l’intera Città di Castellammare di Stabia. Abbiamo chiesto di intitolare il Museo al professor Libero D’Orsi, che alla guida del comitato per gli scavi avviò nel 1950 le attività di riesplorazione delle ville romane. E in sinergia con il Parco Archeologico di Pompei continueremo a dare impulso al percorso per la valorizzazione degli scavi di Stabia, simbolo della nostra storia e della nostra cultura”.

Quisisana. Foto: Parco archeologico di Pompei

“Questa firma rappresenta un traguardo importante per Stabia e il suo ricco patrimonio culturale. – dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei – Dopo le travagliate vicende, che hanno accompagnato il processo di completamento di questa convenzione, finalmente possiamo attivarci per dare un’appropriata collocazione ai numerosissimi reperti stabiani.  Lavoreremo per allestire, quanto prima, un’ampia collezione permanente oltre a prevedere mostre temporanee, al fine di dare un nuovo impulso alla conoscenza di questo patrimonio straordinario e al turismo. In tal senso, la collaborazione con il Comune di Castellammare è di fondamentale importanza per un’azione ad ampio raggio di valorizzazione del territorio. L’intervento di tutela e salvaguardia delle strutture archeologiche, che è naturalmente una nostra priorità, non è da solo sufficiente per il rilancio turistico dell’area. È mia volontà lavorare assieme, anche per migliorare l’accessibilità e raggiungibilità delle Ville di Stabia.”