6 Luglio 2016

Credit: Christopher Henshilwood
Credit: Christopher Henshilwood

Potrebbe non esserci stata interazione tra cambiamento climatico e prime innovazioni umane: queste le conclusioni di un nuovo studio, pubblicato su PLOS One, che ha raccolto i dati sull’ambiente da siti archeologici in Sud Africa.

Quello che gli anglofoni chiamano Middle Stone Age (tra 280 mila e 50-25 mila anni fa) fu un periodo di cambiamenti drammatici per i primi umani nell’Africa meridionale, e si è ritenuto che il cambiamento climatico sia stato il principale propulsore per l’apparizione di invenzioni come strumenti in osso, produzione di ocra e ornamenti personali. Altri hanno invece postulato che proprio una stabilità climatica possa aver permesso tali innovazioni.

Gli autori dello studio hanno analizzato resti animali da due siti, la grotta di Blombos e il rifugio di Klipdrift (per un periodo tra 98 e 73 mila anni fa e 72 e 59 mila anni fa rispettivamente). I risultati hanno confermato che non ci sarebbe coincidenza tra cambiamenti climatici e ambientali e innovazioni presso i due siti.


Lo studio “Climate, Environment and Early Human Innovation: Stable Isotope and Faunal Proxy Evidence from Archaeological Sites (98-59ka) in the Southern Cape, South Africa”, di Patrick Roberts, Christopher S. Henshilwood, Karen L. van Niekerk, Petro Keene, Andrew Gledhill, Jerome Reynard, Shaw Badenhorst, Julia Lee-Thorp, è stato pubblicato su PLOS One.
Link: PLOS One; EurekAlert! via Public Library Of Science; EurekAlert! via University of the Witwatersrand; EurekAlert! via The University of Bergen.