POLO MUSEALE TARANTINO-RISTRUTTURAZIONE DEL MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO DI TARANTO

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I lavori di ristrutturazione del Museo hanno avuto inizio nel 1998, a seguito di un finanziamento FIO, concesso per il Restauro, Recupero e Valorizzazione Del Polo Museale Tarantino, per un importo complessivo di 24 miliardi di lire, di cui circa 11 destinati all’edificio Museo.
Il progetto è stato suddiviso in lotti ed è stato finalizzato al conseguimento: – del consolidamento di tutte le membrature orizzontali e verticali con tecniche non invasive e, laddove necessario, con il raddoppiamento di alcuni solai con materiali ultraleggeri in modo da non alterare i vincoli perimetrali preesistenti; – del potenziamento delle vie di esodo con la realizzazione di due nuove scale; – di nuovi spazi di accoglienza per bookshop, caffetteria, sale per esposizioni temporanee e per conferenze; – di nuovi e più idonei spazi per conservazione e deposito dei materiali archeologici, tali da consentire la possibilità di accesso al pubblico; – dell’adeguamento alle normative di sicurezza e per la fruizione facilitata di ogni sua parte; – di una idea di museo estremamente chiaro nell’ordinamento museologico, percorribile dall’alto verso il basso o viceversa, secondo una progressione cronologica che si può percorrere dalla preistoria agli inizi del Cristianesimo o viceversa, in ciò supportato da un sistema di comunicazione di tipo scrittografico, grafico e, in particolare, ipermediale.
Il primo lotto ha riguardato i lavori di consolidamento e di parziale ristrutturazione dell’ala Ceschi, consentendo infine il completamento del piano rialzato, dove sono stati distribuiti gli uffici del Museo, e del piano seminterrato, destinato a deposito. Sulla scorta di un progetto generale elaborato dalla Soprintendenza per i Beni AAA S della Puglia, che ha riguardato il ridisegno dell’intera struttura, proposta con una nuova articolazione architettonica, resa funzionale al nuovo percorso espositivo messo a punto dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia, il lotto FIO ha consentito l’ampliamento degli spazi interni disponibili, attraverso l’edificazione di un nuovo volume edilizio a tre livelli fuori terra, più uno parzialmente interrato, occupando parte del cortile “Ceschi”.
Un ulteriore lotto, finanziato con fondi POP Regione Puglia, per un importo complessivo di 5 miliardi di lire, ha riguardato lo svuotamento delle sale espositive dell’ala Alcantarini con trasferimento dei materiali in capannoni realizzati ad hoc nel vicino compendio demaniale, ex convento di S. Antonio, il consolidamento statico di tutta l’ala, la realizzazione di una sopraelevazione sui lati Ovest e Sud con affaccio sul chiostro, e la rifinitura, completa di impianti, del piano rialzato, chiostro incluso. Il terzo lotto di lavori, finanziato con fondi ordinari della Soprintendenza Archeologica della Puglia, per un importo di circa 600 milioni di lire, ha interessato il completamento delle rifiniture del primo piano e del piano intermedio del nuovo volume dell’ala Ceschi, nonché l’allestimento del laboratorio di restauro. Il quarto lotto, dell’importo di circa euro 3.098.000,00, finanziato con i fondi del Gioco del Lotto, ha riguardato l’esecuzione di tutte le opere necessarie a completare l’intervento di ristrutturazione del museo, limitato ai primi 2 livelli e comprendente l’intero progetto degli impianti e di parte delle rifiniture. Il quinto lotto, di euro 4.750.000,00 con finanziamento misto Ministero Beni Culturali e Regione Puglia, ha interessato il completamento di tutte le opere necessarie a consentire il riallestimento del Museo e la definitiva riapertura al pubblico, seppure limitato al piano rialzato e parte del primo piano.
Il sesto lotto, per un importo di euro 2.465.016,97, è stato finanziato con l’Accordo di Programma Quadro in materia di Beni e Attività Culturali, Delibera CIPE P.O.R. Puglia 2000/2006 Misura 2.1 ; con il sesto lotto è stato così possibile completare l’allestimento dell’intero secondo piano del Museo aperto finalmente al pubblico nel dicembre 2013. Il settimo lotto di euro 5.000.000 è stato finanziato con Delibera CIPE 23 marzo 2012, Suppl. Ord. n. 120 alla G.U. Serie Generale n. 138 del 15/06/2012. Con il settimo lotto si sono conclusi i lavori di allestimento dell’intero Museo comprendente anche il secondo piano. Un ulteriore finanziamento per un importo di euro 1.261.601,69 in base ad un protocollo attuativo tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha riguardato un progetto di “Efficientamento Energetico” del MARTA redatto da INVITALIA Reti S.p.A. L’ESPOSIZIONE DEL SECONDO PIANO DEL MARTA. Il secondo piano del MARTA costituisce il punto di partenza dell’intero percorso espositivo in senso cronologico, e documenta la storia di Taranto e del suo territorio dalla preistoria, alla colonizzazione, alla città greca. Una prima ala è destinata alla didattica e precede la visita, introducendo alla storia di Taranto documentata dall’esposizione.
Si articola in una sala video dove sarà proiettato in continuo un filmato sulla storia di Taranto e sui contenuti scientifici del MARTA, ed in un’area con cinque postazioni multimediali con libero accesso all’utenza, per l’approfondimento dei temi sviluppati nel percorso espositivo. La hall d’ingresso accoglie reperti di straordinaria qualità e valore scientifico riferiti ai settori che vengono sviluppati al piano. Vi spiccano lo Zeus d’Ugento e la cosiddetta “Persefone di Taranto”, enfatizzati con criteri di allestimento di particolare impatto scenografico.
La Persefone è una fedele replica dell’originale esposto all’Altes Museum di Berlino, realizzata a seguito di un accordo con l’importante Istituzione tedesca e il MARTA in base al quale il rilievo al laser scanner 3D è stato eseguito in Germania da laboratori tecnici di fiducia dell’Altes Museum, e la replica è stata poi realizzata in Italia. La replica “al grezzo” in resina ad alta densità, è stata eseguita a Carrara e finanziata dall’Autorità Portuale di Taranto.
La finitura superficiale è stata infine eseguita in cantiere da restauratori della ditta Garibaldi, esecutrice dei lavori del VII lotto. L’esposizione si snoda lungo otto sale che accolgono i reperti entro vetrine progettate ad hoc associate ad un apparato comunicativo anche di tipo multimediale che consente un primo approfondimento dei temi trattati.
Lungo il percorso sono collocati elementi scultorei ed architettonici di straordinario interesse e qualità. Isolati e collocati su supporti autonomi, atti anche a suggerire il contesto originario. Particolare attenzione è stata posta alla esposizione della famosa “Tomba dell’Atleta”, realizzando un apparato allestitivo che consente una lettura unitaria dell’insieme (sarcofago, scheletro, anfore panatenaiche) riproponendo la distribuzione dei reperti in base alla documentazione riferita all’epoca del rinvenimento, e adottando un sistema di lastre riflettenti che rendono possibile la visione del sarcofago e del suo interno a distanza, anche ai diversamente abili. La tomba degli atleti di via Crispi, è stata riproposta nelle dimensioni e geometrie originarie, inserendo al suo interno il ricchissimo corredo costituito da manufatti ceramici di straordinaria bellezza. Il completamento dell’allestimento del MARTA è stata inoltre occasione per inserire ,al piano rialzato, uno spazio dedicato alla didattica, destinato ad avvicinare il pubblico alla storia ed all’archeologia di Taranto e della Magna Grecia, privilegiando il rapporto con i giovani.
Fortemente voluto dalla Direttrice del MARTA, costituirà un vero e proprio laboratorio dove sarà possibile sperimentare le tecniche di restauro e produrre manufatti ispirati ai materiali in esposizione, sviluppando la creatività dell’utenza, guidata da personale altamente specializzato

Documentazione: Brochure

Come da MiBACT, Redattore Andrea Fiorenza