10 Agosto 2015
2011_State_of_the_Union
Una nuova analisi sui “big data” ha preso in esame i discorsi sullo Stato dell’Unione presentati dai Presidenti degli Stati Uniti negli ultimi 224 anni (1790-2014), individuando nel 1917 il punto di svolta nella storia americana.
Nessun altro documento può catturare lo spirito della nazione più del discorso sullo Stato dell’Unione, e secondo lo studio in questione, il moderno pensiero politico moderno emergerebbe con la fine della Prima Guerra Mondiale. Sotto il profilo della politica estera, parole come “democrazia”, “pace”, “unità”, “terrore”, sostituiscono vecchie concezioni statuali e diplomatiche, e gli U.S.A. non sono più “un’isola”. Per quanto riguarda la politica interna, l’attenzione si sposta invece da parole come “Tesoro”, “spese”, e “ammontare” a parole come “sgravi fiscali”, “incentivi”, “welfare”.

Lo studio “Lexical shifts, substantive changes, and continuity in State of the Union discourse, 1790–2014”, di Alix RuleJean-Philippe Cointet, e Peter S. Bearman, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America.
Link: PNAS; Science Daily via Eurekalert via Columbia University.
Il discorso sullo Stato dell’Unione del 2011, foto di Chuck Kennedy (Executive Office of the President of the United States – http://www.whitehouse.gov/state-of-the-union-2011) da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Jatkins
 

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