Pompei: scoperte nell'area funeraria della Necropoli di Porta Ercolano

SCAVI DI POMPEI. NECROPOLI DI PORTA ERCOLANO. NUOVE SCOPERTE NELL’AREA FUNERARIA

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Ad un anno di distanza dalla scoperta nella necropoli di Porta Ercolano di una  tomba di età sannitica, i cantieri di scavo nell’area rivelano nuovi eccezionali ritrovamenti. Una ulteriore tomba a cassa in lastre di calcare del IV sec. a.C.  con corredo funerario completo, che si aggiunge alle rare  testimonianze funerarie di età preromana.
Ma anche, in ambienti di botteghe poco distanti dall’area funeraria, monete d’oro e oggetti preziosi  ritrovati tra gli scheletri dei fuggiaschi saccheggiati da scavatori clandestini dopo l’eruzione del 79 d.C. , un forno per la fabbricazione di oggetti in bronzo e ancora una cava utilizzata per l’estrazione di materiale per costruzioni.
Sono le scoperte sorprendenti dell’ultimo cantiere di scavo della Soprintendenza Pompei con l’E’cole française de Rome et le Centre Jéan Bérard che stanno conducendo un progetto di ricerca nella zona della necropoli di Porta Ercolano con l’obbiettivo di studiare le trasformazioni di un’ area un tempo commerciale fuori le mura di Pompei.
Soprintendenza Pompei
via Villa dei Misteri, 2 - 80045 Pompei (NA)

 
Adattato da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
Le rovine di Pompei, foto di McLillo, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Nightscream.


La rete di distribuzione idrica di Napoli dopo l'eruzione del 79 d. C.

13 Maggio 2016

L'eruzione del Vesuvio dalla Baia di Napoli, nel dipinto di William Turner. © Yale Center for British Art, Collection Paul Mellon.
L'eruzione del Vesuvio dalla Baia di Napoli, nel dipinto di William Turner. © Yale Center for British Art, Collection Paul Mellon.

A duemila anni circa dall'eruzione del Vesuvio del 79 d. C., che distrusse Pompei ed Ercolano, alcuni aspetti della storia del periodo continuano ad essere ricostruiti. Gli archeologi si sono ora dedicati all'analisi dell'impatto dell'eruzione sull'acquedotto Aqua Augusta, che riforniva Napoli e le città vicine.
Le analisi geochimiche effettuate presso il porto vecchio di Napoli hanno preso in esame il piombo contenuto nelle tubature dell'epoca, giungendo alla conclusione che l'eruzione avrebbe distrutto l'acquedotto, e che ci vollero quindici anni per ripristinarlo.
Gli scavi, ad alcuni metri al di sotto del livello del mare. © Hugo Delile
Gli scavi, ad alcuni metri al di sotto del livello del mare. © Hugo Delile

I risultati delle analisi sono stati pubblicati in uno studio su PNAS, e sono state rese possibili dagli scavi archeologici effettuati durante i lavori per la nuova linea metropolitana. Le analisi geochimiche dei depositi sedimentari dimostrano una contaminazione da piombo dell'acqua per i primi sei secoli d. C., per Napoli e città vicine.
Studiandone gli isotopi è possibile tracciare gli eventi del passato: risultano infatti due distinti isotopi del piombo, prima e dopo l'eruzione del 79 d. C. Questo proverebbe la distruzione della vasta rete di distribuzione idrica che riforniva allora l'area di Napoli: la ricostruzione della stessa sarebbe avvenuta con piombo da una o più aree minerarie.
Lo studio permette poi di valutare l'espansione urbanistica e gli avvenimenti nei secoli successivi. Dal primo al quinto secolo il piombo diviene sempre più frequente, il che dimostra l'espansione della rete idraulica, dimostrandone l'espansione o un utilizzo più intenso nelle aree già fornite. A partire dal quinto secolo, invece, i sedimenti sono meno contaminati, probabilmente a causa delle invasioni da parte dei barbari, che si impadronirono dell'acquedotto per tagliare i rifornimenti cittadini, e per le eruzioni del Vesuvio del 472 e del 512.
Esempio di sezione stratigrafica utilizzata nello studio. © Hugo Delile
Esempio di sezione stratigrafica utilizzata nello studio. © Hugo Delile

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Inchiostro metallico nei papiri di Ercolano

25 Marzo 2016
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L'eruzione del Vesuvio del 79 d. C. ha coperto e preservato pure i papiri appartenenti all’unica biblioteca dell’antichità a conservarsi integralmente fino ad oggi, ad Ercolano (Herculaneum). Recentemente è stato pure possibile leggere alcune parole da questi papiri carbonizzati, senza srotolare i delicatissimi reperti.
Un'altra scoperta recente riguarda l'utilizzo del piombo nell'inchiostro utilizzato per la scrittura nei manoscritti greci e romani. Fino a poco tempo fa si riteneva che quell'inchiostro fosse invece prodotto col carbonio, e che il metallo fu utilizzato maggiormente solo a partire dal quarto secolo d. C.
Un nuovo studio, pubblicato su Nature: Scientific Reports, si è spinto ora a formulare ipotesi sull'origine e lo stato del piombo in quei papiri. In particolare, si è scoperto inchiostro metallico in due frammenti dei papiri della biblioteca ritrovata ad Ercolano. Ciò modifica la nostra conoscenza della storia della scrittura e spinge indietro di alcuni secoli l'introduzione dei metalli nell'inchiostro.
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Grande successo di pubblico per la mostra canadese “Pompeii in the shadow of the volcano”

POMPEI, GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO IN CANADA PER LA MOSTRA “POMPEII IN THE SHADOW OF THE VOLCANO”

A Toronto il 24 novembre Conferenza del Soprintendente Massimo Osanna 
"Pompeii: Art and Life".
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Pompei cattura il pubblico canadese. Grande successo finora riscontrato per la mostra “Pompeii in the shadow of the volcano” in corso nella città di Toronto, che dalla sua apertura nel mese di giugno 2015 ad oggi ha registrato ben  200.000 visitatori, rapiti dall’atmosfera e dalla suggestione dell’antica città di Pompei e della sua tragedia, raccontata attraverso l’esibizione straordinaria di circa 200 reperti (statue, mosaici, dipinti, marmi, bronzi, ceramica, gioielli, monete, calchi) per la prima volta in territorio canadese. In esposizione anche alcune copie di calchi delle vittime dell’eruzione, realizzate  con tecnologia all'avanguardia in 3-D.
Un’esperienza immersiva in cui i visitatori sono accompagnati nella comprensione del mondo antico della città romana, della sua vita quotidiana, dei suoi usi e costumi.
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Martedì 24 novembre il Soprintendente Massimo Osanna, nell’ambito di una serie di incontri dedicati a Pompei,  interverrà con un excursus storico “Pompeii: Art and Life” sul sito archeologico, le condizioni del sito, la “fortuna” attuale di Pompei e le prospettive di sviluppo e valorizzazione.
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La mostra, aperta al pubblico fino al 3 gennaio 2016,  è organizzata dal  Royal Ontario Museum di Toronto e dal Montreal Museum of Fine Arts , in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e la Soprintendenza archeologica di Napoli.
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Fonte dati
Soprintendenza Speciale per  Pompei, Ercolano e Stabia
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Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Denti perfetti per gli abitanti di Pompei

29 Settembre - 1 Ottobre 2015
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I denti degli antichi abitanti di Pompei sarebbero stati perfetti, solo in parte consumati per l'abitudine di utilizzarli per spezzare o tagliare oggetti. La loro alimentazione sarebbe stata perciò molto sana, ricca di frutta e verdura e povera di zuccheri.
La presenza eccessiva di fluoro nelle falde acquifere vesuviane, invece, ne avrebbe danneggiato le ossa. Inoltre, le fratture al cranio dimostrerebbero che gli abitanti di Pompei sarebbero morti per il crollo dei tetti e muri degli edifici, e non per soffocamento.
Questi sarebbero i primi risultati ottenuti con le prime analisi dagli studiosi, analisi che comprendono le Tac (Tomografia assiale computerizzata multi strato) praticate sui calchi delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79 d. C.
Link: Il Mattino; ANSA; il Messaggero 1, 2; The History Blog; Repubblica 1, 2; Corriere del MezzogiornoeCampaniaArchaeology News Network via AGI.it
Le rovine di Pompei, foto di McLillo, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Nightscream.


Pompei: nuove scoperte a Porta Nola

27 Agosto 2015
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Nuove scoperte dalla necropoli di Porta Nola a Pompei. Sono state oggetto di studio le caratteristiche fisiche, la dieta, il modo di vivere e i riti funerari della popolazione. Ripulite anche alcune tombe dove si era accumulato del terreno.
Tra le scoperte, un ulteriore terreno sepoltura per cremazione presso la tomba monumentale di Marcus Obellius Firmus, con una moneta (utile ai fini della datazione), ceramica e frammenti del letto funerario in osso e oro. Si sono studiati anche i calchi delle vittime dell'eruzione, al fine di determinarne età, sesso, patologie, attività.
Link: BSR 1, 2; Repubblica; Il Mattino; RAI; Art DailyArchaeology News Network via The British School at Rome.
Cartina di Pompei di cmglee, MaxViol (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:House_of_the_Vettii_%28Pompeii%29_location.svg), da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Cmglee.
 


Il contributo polacco per preservare le pitture di Villa Arianna a Stabiae

24 Agosto 2015

I Polacchi contribuiscono a preservare le pitture nella villa seppellita dalle ceneri del Vesuvio

Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz
Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz
I murali multicolore che decorano la villa più vecchia dell'antico paese di Stabiae sono stati oggetto del lavoro di conservazione effettuato dal team di professionisti della Facoltà di Conservazione e Restauro delle  Opere d'Arte dell'Accademia delle Belle Arti di Varsavia.
Stabiae, vicina a Pompeii ed Herculaneum, è una delle città che furono completamente distrutte durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d. C.

Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz
Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz

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Ercolano è stata chiusa al pubblico per ragioni di sicurezza questo lunedì

29 Giugno - 8 Luglio 2015
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Con il numero ridotto di custodi ad Ercolano, è bastata una malattia perché si dovesse chiudere il sito al pubblico, "per ragioni di sicurezza", questo lunedì pomeriggio.
Link: ANSARepubblicaIl Mattino; Adrian Murdoch; Gazzetta del Sud
L'entrata nord di Ercolano, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Dommaria.
 


Rotoli carbonizzati da Ercolano, letti di nuovo dai tempi dall'eruzione del Vesuvio

21 - 24 Gennaio 2015
Per la prima volta dall'eruzione del Vesuvio, nel 79 d. C., è stato possibile leggere alcune parole dai rotoli di papiro carbonizzati e appartenenti all'unica biblioteca dell'antichità, conservatasi integralmente ad Ercolano.
La biblioteca apparteneva a Lucio Calpurnio Pisone, console e suocero di Caio Giulio Cesare. L'operazione di lettura è stata possibile grazie a un team italo - francese, guidato da Vito Mocella del CNR. Non si è reso necessario srotolare i fragilissimi rotoli, ma è stato possibile identificare lettere e due parole intere, grazie alla tomografia di contrasto di fase mediante luce di sincrotrone.

Lo studio "Revealing letters in rolled Herculaneum papyri by X-ray phase-contrast imaging", di Vito MocellaEmmanuel BrunClaudio Ferrero & Daniel Delattre, è stato pubblicato su Nature Communications.
Link: Nature Communications; CNR; Le ScienzeDiscovery News; Past Horizons; Daily MailThe Economist; ANSA; Wired; Il Fatto Storico.