terza XI Rassegna Licodia

Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna di Licodia Eubea

Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea

https://www.classicult.it/etiopia-lontano-lungo-il-fiume/

È stato il film di Lucio Rosa, Etiopia. “Lontano” lungo il fiume ad aprire la terza giornata del Festival documentaristico di Licodia Eubea. Il film, presentato in prima regionale, racconta di un’Africa profonda, nel sud della valle dell’Omo, in cui il tempo resta sospeso e si cela nel lungo passato, dal quale emergono tracce ancora vivide.

terza XI Rassegna Licodia
Terza giornata per la XI Edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea. Alessandra Cilio (direttore artistico), Dionysia Kopana (regista) e Vincenzo Palmieri (traduttore)

https://www.classicult.it/the-trace-of-time/

Il pomeriggio di sabato 16 è continuato con la proiezione di The trace of time, della regista greca Dionysia Kopana, che ha presentato personalmente il film, proposto in prima nazionale e dedicato al tempo, alla memoria e alla nostalgia, in cui la bellezza dell’archeologia e dello scavo rivivono attraverso il ricordo postumo di Yannis Sakellarakis.

https://www.classicult.it/ecco-che-cominciamo-a-dipinger-con-la-pietra/

L’ultimo film della sessione pomeridiana di Cinema e archeologia è stato Ecco che cominciamo a dipinger con la pietra di Massimo D’Alessandro, prodotto dal Parco archeologico di Ostia, che racconta il complesso lavoro di restauro eseguito su un mosaico pavimentale delle terme di Portus, tra Roma e Ostia.

https://www.classicult.it/songs-of-the-water-spirits/

La sessione serale è stata, invece, dedicata a Cinema e antropologia, con la proiezione di Songs of the Water Spirits, di Nicolò Bongiorno, che ritorna a Licodia dopo aver vinto la IX edizione del Festival, con un racconto sulla regione indiana del Ladakh e sul percorso di rigenerazione culturale che il territorio sta affrontando, tra il richiamo di una tradizione arcana e quello di uno sviluppo rampante, che rischia di minacciare l’ambiente e di snaturare gli abitanti.

Nicolò Bongiorno (regista)

Durante il pomeriggio, si è svolta anche la prima delle performance dell’attrice Margherita Peluso e della scultrice Pamela Vindigni, in piazza Stefania Noce, che si lega al progetto Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo, di cui fa parte anche la mostra fotografica di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa, esposta da giovedì presso i locali del Museo Etnoantropologico “P. Angelo Coniglione”. Il progetto si ispira alla concezione della Grande Madre, intesa come energia creatrice della natura e degli uomini, che ha assunto nomi diversi al cambiare delle culture e dei tempi. Le performance, previste anche per domenica mattina alle ore 10 al Castello Santapau, combinano materia e corpo in azione, mettendo a contatto l’uomo e la natura.

terza XI Rassegna Licodia
Margherita Peluso (attrice e performer), Pamela Vindigni (scultrice)

La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo - Sicilia Film Commission, nell'ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Licodia Eubea.

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.


La scuola cattolica

La scuola cattolica: il film con la trama sbagliata

La scuola cattolica è il titolo del nuovo film di Stefano Mordini, tratto dall'omonimo libro di Edoardo Albinati. La pellicola, presentata presso la 78esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, puntò la propria campagna pubblicitaria su quella che, in definitiva, è una sottotrama: il massacro del Circeo.

La scuola cattolica
La scuola cattolica, una produzione Warner Bros, Entertainment Italia e Picomedia

 

La storia

Il film inizia presentandoci colui che sarà il filo conduttore dell'intera narrazione: Edoardo Albinati (Emanuele Maria Di Stefano). Ci troviamo nella Roma del 1975. Un anno il 1975 noto per due atrici delitti: l'omicidio di Pier Paolo Pasolini e il Massacro del Circeo. Edoardo frequenta un istituto cattolico maschile (Il San Leone Magno) ed è circondato da compagni di classe ricchi di famiglia. I pariolini (nome affibbiato ai ragazzi che vivono nel ricco quartiere Parioli, sono il perno centrale su cui si concentra la narrazione di Edoardo.

Per raccontare, Mordini decide di optare per la voce fuori campo. Al San Leone Magno troviamo anche Salvatore Izzo (Leonardo Ragazzini) fratello minore di Angelo Izzo (Luca Vergoni) e altri adolescenti fragili figli di una borghesia che ha perso il fascino tanto decantato da Bunuel un paio d'anni prima.

Il film pare voler seguire due binari narrativi. Da una parte scopriamo l'educazione ricevuta dagli adolescenti presso l'Istituto San Leone Magno e dall'altra ci scontriamo con personaggi di contorno come Gianni Guido (Francesco Cavallo) e Andrea Ghira (Giulio Pranno) seguiti da Donatella Colasanti (Benedetta Porcaroli) e Rosaria Lopez (Federica Torchetti). Questi due binari, secondo l'intento iniziale del regista, dovrebbero condurci verso quello che fu il Massacro del Circeo.

La scuola cattolica
La scuola cattolica, una produzione Warner Bros, Entertainment Italia e Picomedia

 

La cronaca

La cronaca nera dell'epoca, descrisse il massacro del Circeo come uno degli omicidi più efferati del Novecento italiano. Le immagini di Donatella mentre cerca di abbandonare il cofano dell'auto degli aguzzini, fa parte della storia italiana contemporanea. A commettere il reato furono Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira. Rosaria Lopez, purtroppo, fu brutalmente uccisa e la Colasante si salvò fingendo la sua morte e restando in silenzio assoluto mentre i ragazzi riportavano l'auto di famiglia dal Circeo a Roma. L'impatto mediatico e giuridico di questa cupa pagina di storia, risiede in quella che fu una vera e propria rivoluzione. Difatti, dopo la condanna in primo grado per gli imputati, la Stato Italiano decise di aprire una riflessione riguardo al concetto di violenza carnale.

Nel 1975 i giovani erano vicini ai movimenti neofascisti, i tre aguzzini del Circeo si dichiaravano fascisti e camerati.
Secondo quanto raccontato da Donatella, stuprarono e torturano le due ragazze in quanto donne (quindi ritenute inferiori) e in quanto appartenenti ad una classe sociale inferiore (Donatella e Rosaria erano due "borgatare").

Tuttavia, per motivi non particolarmente convincenti, Stefano Mordini decide di eliminare tutto il background politico, rileggendo l'azione del massacro del Circeo a suo modo, ovvero puntando il dito verso un certo tipo di educazione ricevuta.

La locandina del film La scuola cattolica, una produzione Warner Bros, Entertainment Italia e Picomedia

La scuola cattolica: confusione e mancanze

La regia di Mordini, per quanto virtuosa ed un'unita ad una squisita fotografia, non riesce a penetrare l'animo di ciò che realmente fu il massacro del Circeo. E tutto ciò perché, come si evince nel libro di Albinati, il massacro del Circeo NON è l'elemento principale della storia. I due binari su cui si basa la narrazione cozzano continuamente tra di loro. Non riusciamo ad entrare pienamente nella vite di Edoardo e dei suoi compagni come - ahinoi - non riusciamo nemmeno a comprendere quale sia il ruolo di Izzo e degli altri.
Sarebbero il braccio armato dell'educazione sessista ricevuta? Il risultato di un'educazione parentale disattente e menefreghista?

Questi quesiti, tuttavia, creano un secondo ed enorme problema: anche se la produzione ha stigmatizzato "una censura operata su un film che denuncia la violenza sulle donne", più volte il film pare quasi giustificare la carneficina fatta al Circeo.

Il regista Stefano Mordini ha così ribattuto sul punto:

“Nella motivazione della commissione censura si lamenta il fatto che le vittime e i carnefici siano equiparati, con particolare riferimento a una lezione di un professore di religione, ma questo è esattamente il contrario di quello che racconta il film, e cioè che, provenendo dalla stessa cultura, è sempre possibile compiere una scelta e non deviare verso il male. Una delle due vittime, all’epoca, era minorenne e il nostro è un film di adolescenti interpretato da adolescenti. Trovo assurdo che oggi si vieti ai ragazzi anche solo di vedere, attraverso un libero mezzo di espressione, quello che due ragazze come loro anni fa hanno subito, questo atto censorio priva una generazione di una possibile presa di coscienza che potrebbe essere loro utile per difendersi da quella violenza spesso protagonista nella nostra cronaca.
E questo perché alcune delle ragioni di quella tragedia sono purtroppo ancora attuali.”

Come abbiamo letto ovunque, La scuola cattolica è un film vietato ai minori di 18 anni. In molti si sono chiesti il perché di questo divieto, pensando che forse la scena del Massacro fosse stata resa con eccesiva crudezza. Il divieto non è stato imposto per la violenza, bensì per una lezione in cui Golgota (Fabrizio Giufini) analizza un dipinto in cui Gesù viene flagellato. Golgota afferma che Gesù sia responsabile di tale azione quanto i suoi aguzzini. Risulta palese, quindi, che l'intento metaforico dietro questa affermazione sia quello di traslare la figura di Gesù sulle due giovani e quella dei flagellatori sui rampolli/aguzzini. Per tale motivo (e non per una questione religiosa) il film è stato vietato ai minori, poiché la sua riflessione è ritenuta alquanto ambigua.

Sfortunatamente, per quanto sicuramente l'intento di Mordini non sia quello di benedire i tre assassini, il suo film pare dirci le stesse parole di Golgota: "Per subire il male ci sarà pure bisogno di qualcuno che lo commetta". Peccato che il massacro del Circeo non fu solo un atto nato dal "male" ma figlio di un contesto sociale e politico ben più complesso rispetto a quello presentato nel film. La scelte di estromettere il movente politico e le condizioni psichiatriche dei tre uccisori, non fanno altro che incrementare il senso di parità che si vuol creare tra vittima e carnefice. Tutto ciò, oltre a non ricostruire la cronaca del tempo, risulta essere un messaggio pericoloso, specialmente in un clima come il nostro dove i femminicidi sono all'ordine del giorno.


seconda giornata XI Edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

Seconda giornata della XI Edizione della Rassegna di Licodia Eubea

Seconda giornata della XI Edizione della Rassegna di Licodia Eubea

La seconda giornata della XI Edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica, si è aperta con la sezione Ragazzi e archeologia.

https://www.classicult.it/it-s-naxos/

Ospiti del Festival sono stati gli studenti della prima media dell’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Verga” di Licodia Eubea, che hanno assistito alla proiezione del video It’s Naxos, di Francesco Gabellone, che ricostruisce digitalmente la colonia greca omonima durante il regno di Ierone di Siracusa, intorno al V secolo a. C., e della docufiction Lagaria: tra Epeo e Kleombrotos storia e leggenda di una città della Magna Grecia, prima internazionale, firmata e prodotta da Paolo Gallo, che, prendendo spunto da alcuni reperti ritrovati a Francavilla, racconta la storia di Kala, fanciulla enotria, e le vicissitudini del suo popolo.

https://www.classicult.it/lagaria-tra-epeo-e-kleombrotos-storia-e-leggenda-di-una-citta-della-magna-grecia/

seconda giornata XI Edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
La seconda giornata della XI Edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. L'archeologa Concetta Caruso

La mattinata è stata conclusa con il laboratorio, coordinato dall’archeologa Concetta Caruso, dal titolo Greci e indigeni: incontro o scontro?, nel quale gli studenti, attraverso lo scavo simulato, hanno appreso come la coesistenza tra popoli diversi, possa passare anche attraverso un pacifico scambio di doni e di conoscenza. L’archeologa Stefania Berutti ha poi invitato gli studenti a immaginare degli archeo-racconti, prendendo spunto dalle immagini di alcuni vasi greci e indigeni.

L'archeologa Stefania Berutti

https://www.classicult.it/le-refuge-oublie/

In apertura della sessione pomeridiana, dedicata a Cinema e archeologia, è stato presentato il teaser del documentario Storia dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita, prodotto dall’Università di Macerata, in collaborazione con Fine Art Produzioni. Sono stati, quindi, proposti al pubblico tre documentari. Il primo è stato il francese Le refuge oublié, di David Geoffroy, presentato in prima nazionale e dedicato allo studio di un’estesa cava sotterranea all’interno della periferia di Caen, in Francia.

https://www.classicult.it/the-antikythera-cosmos/

È seguito il film britannico The Antikythera Cosmos, di Martin Freeth, anch’esso in prima nazionale, nel quale un team di ricerca tenta di ricostruire il complesso meccanismo di Antikythera, tra elementi astronomici e matematici.

https://www.classicult.it/thalassa-il-racconto/

L’ultimo documentario del pomeriggio è stato Thalassa. Il racconto, di Antonio Longo, presentato per la prima volta ad un Festival alla presenza del coautore del film, l’archeologo Salvatore Agizza, che rappresenta in modo inedito la ricerca archeologica nei mari del Sud Italia.

L'archeologo Salvatore Agizza

Nel pomeriggio la storica Maria Stupia, all’interno dello spazio Incontri di archeologia, ha presentato il suo libro Clavdio. L’imperatore fra opposizione e consenso. Dinamiche di esclusione e di integrazione, dedicato alla figura dell’imperatore Claudio, spesso sottostimato dalla storiografia senatoria, che in realtà fu un raffinato politico, capace di comprendere a fondo le dinamiche di corte e di attuare un processo di integrazione e consenso tra le comunità provinciali romane.

seconda giornata XI Edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
Alessandra Cilio con Maria Stupia

https://www.classicult.it/poggiodiana-sicilia-svelata/

La seconda giornata si è conclusa con la sessione serale, nella quale sono stati presentati il documentario di Gabriele Gismondi, Poggiodiana, appartenente alla serie “Sicilia Svelata” e dedicato alla scoperta del castello medievale nei pressi di Ribera (AG) e il film Antica Trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre, presentato, in prima internazionale, dal regista Francesco Bocchieri, che rappresenta il viaggio, attraverso la Sicilia, riscoprendo uno dei cammini più antichi d’Italia.

https://www.classicult.it/antica-trasversale-sicula-il-cammino-della-dea-madre/

Il regista Francesco Bocchieri

La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo - Sicilia Film Commission, nell'ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Licodia Eubea.

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.


XI Edizione Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

È cominciata l’XI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica

È cominciata l’XI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica

cominciata XI Edizione Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
Da sinistra, Lorenzo Daniele, Giacomo Caruso e Alessandra Cilio

Ha preso vita nella giornata di giovedì 14 ottobre la nuova edizione del festival documentaristico che ha trasformato, ormai da undici anni, la piccola cittadina di Licodia Eubea, nella capitale del cinema archeologico.

La cerimonia di apertura, introdotta dai direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha visto la partecipazione del sindaco di Licodia Eubea, Giovanni Verga, e del vicesindaco, Santo Cummaudo, con un intervento di Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub cittadino.

Da sinistra, Lorenzo Daniele, Santo Cummaudo, Giovanni Verga, Alessandra Cilio

Sono, quindi, iniziate le proiezioni della sessione pomeridiana, con un video promozionale dedicato al decennale del ritorno in Italia della Dea di Morgantina, a cui è seguita l’apertura della sezione Cinema e archeologia.

https://www.classicult.it/sulle-tracce-del-patrimonio-le-ragioni-dellarcheologia/

Sono stati presentati due documentari italiani. Il primo, Sulle tracce del patrimonio. Le ragioni dell’Archeologia, di Eugenio Farioli Vecchioli, è stato prodotto da RAI Cultura, e guarda al rapporto tra archeologia, industria, agricoltura e lottizzazione edilizia, mentre il secondo, Cahuachi. Labirinti nella sabbia, è stato trasmesso in prima internazionale alla presenza della regista Petra Paola Lucini e rappresenta un viaggio nel tempo e tra i paesaggi peruviani, alla scoperta delle antiche civiltà del deserto di Cahuachi.

https://www.classicult.it/cahuachi-labirinti-nella-sabbia/

https://www.classicult.it/nos-vestiges-our-remains/

A concludere la sessione, il documentario francese Nos vestiges di Pierrick Chilloux, proposto in prima nazionale, che pone degli interrogativi sulle possibili e diverse destinazioni dei resti umani, frutto dei ritrovamenti archeologici.

https://www.classicult.it/inter-lapides/

Protagoniste della sezione serale dedicata a Cinema e antropologia, sono state le proiezioni di Inter lapides, documentario dedicato all’arte dei muri a secco, proiettato per la prima volta a un Festival, che porta la firma di Antonio Sarzo e di Renato Stedile, e di Il monte interiore di Michele Sammarco, dedicato al rapporto affettivo tra un anziano contadino e il suo asino malato, per il quale il protagonista intende chiedere l’intercessione di Sant’Antonio Abate.

https://www.classicult.it/il-monte-interiore/

Da sinistra Vincenzo Palmieri (traduttore e inteprete), Giovanni Jay Cavallaro e Alessandra Cilio

Si è tenuto anche il primo degli Incontri di Archeologia, con la presentazione della mostra Cà semu. La terra madre del fotografo e documentarista italoamericano Giovanni Jay Cavallaro, ospitata all’interno dell’ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara, nella quale avvengono anche le proiezioni del Festival.

La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, ha il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo - Sicilia Film Commission, nell'ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Licodia Eubea.

cominciata XI Edizione Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
È cominciata l’XI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica. I direttori artistici della Rassegna, Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.


Le refuge oublié

Le refuge oublié

“Le refuge oublié”, prodotto da Court-jus Productions e per la regia di David Geoffroy, aprirà le proiezioni di venerdì 15 ottobre alle ore 17:00, come prima nazionale alla “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea”, per la sezione Cinema e Archeologia.

Le refuge oublié

Nazione: Francia

Regia: David Geoffroy

Consulenza scientifica: Cyril Marcigny, Laurent Dujardin

Durata: 52’

Anno: 2019

Produzione: France Télévisions, Court-jus Productions, INRAP (Institut national de recherches archéologiques préventives)

Prima Nazionale

Sinossi:

Nella periferia di Caen, un gruppo di archeologi sta studiando un’estesa cava sotterranea. Migliaia di oggetti disseminati a terra sono i resti dimenticati dalle persone che si sono rifugiate qui per proteggersi dai bombardamenti degli alleati, durante il giugno 1944. Allora Yvette Lethimonnier aveva 12 anni. Oggi, Yvette è tornata nel rifugio. Con gli archeologi, ridiscende a più di 20 m sotto terra, per fare pace con un passato doloroso. Per gli archeologi, la sua testimonianza è estremamente preziosa.

Le refuge oublié
Yvette Lethimonnier, nel film Le refuge oublié, prodotto da France Télévisions, Court-jus Productions, INRAP e per la regia di David Geoffroy

Trailer:

https://www.images-archeologie.fr/Accueil/Recherche/p-11-lg0-notice-VIDEO-Le-refuge-oublie-extrait-.htm?&notice_id=11853

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

France 3 Normandie (TV), 16 settembre 2021

Vincitore del Prix Special du Jury al XVII Festival International du Film d’Archéologie de Bordeaux

Informazioni regista:

Appassionato di storia, civiltà antiche e archeologia fin dall’infanzia, la vocazione di David come documentarista è stata molto precoce. Dopo la laurea in cinema e fotografia, ha studiato tecniche di produzione audiovisiva all’IRTIS. Dal 2006 ha scritto e diretto nove documentari dedicati all’archeologia, soprattutto per la televisione. Ha ricevuto molti riconoscimenti in numerosi festival internazionali. Il suo particolare punto di vista si riflette sulla sua scrittura: precisa, musicale e poetica.

Informazioni casa di produzione:

https://www.court-jus.com

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://france3-regions.francetvinfo.fr/normandie/calvados/lieux-memoire-peuvent-ils-etre-conserves-grace-aux-archeologues-aux-temoignages-anciens-refugies-1722391.html

Scheda a cura di: Fabio Fancello

Le refuge oublié
La locandina del film Le refuge oublié, prodotto da France Télévisions, Court-jus Productions, INRAP e per la regia di David Geoffroy

Antica Trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre

“Antica Trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre”, prodotto da Eternal Joy Movies srls e per la regia di Francesco Bocchieri e Luana Dicunta, concluderà le proiezioni di venerdì 15 ottobre, come prima internazionale dopo le ore 21:00, alla “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea”, per la sezione Cinema e Archeologia.

Antica Trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre

Nazione: Italia

Regia: Francesco Bocchieri e Luana Dicunta

Consulenza scientifica: Giuseppe Labisi

Durata: 80’

Anno: 2021

Produzione: Eternal Joy Movies srls

PRIMA INTERNAZIONALE

Sinossi:

Un viaggio attraverso la Sicilia, seguendo il percorso dell’Antica Trasversale Sicula, uno dei cammini più antichi d’Italia. Da Mozia a Camarina, 650 km di strade riscoperte da un gruppo di appassionati ispirati dalle ricerche dell’archeologo Biagio Pace, immerse nella natura, nel paesaggio e nella Storia. Un viaggio di luoghi, persone, incontri e di forti emozioni, un atto di amore per la propria terra.

Trailer:

https://youtu.be/Cs2_tP0du3M

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

25 settembre, Chiostro di Sant’Agostino, Corleone (PA) (Anteprima)

26 settembre, Rocca di Cerere Factory, Aidone (EN) (Anteprima)

2 ottobre, Mercato Piazza delle Erbe, Comiso (RG) (Anteprima)

Informazioni regista:

Francesco Bocchieri nasce a Ragusa il 4 ottobre 1986. Amante della natura, del suo territorio e degli argomenti archeologici, nel 2018 realizza, con la moglie Luana Dicunta, il documentario “Ragusa Terra Iblea”. Da allora si appassiona sempre più ai temi archeologici e decide di affrontare una sfida ancora più ardua, la realizzazione del documentario “Antica Trasversale Sicula - il cammino della dea madre”, sull’omonimo cammino archeologico di 650 km che attraversa l’intera isola.

Informazioni casa di produzione:

https://www.eternaljoymovies.com/

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://livesicilia.it/2019/11/07/lantica-trasversale-sicula-nasce-un-docu-film-sul-cammino

Scheda a cura di: Fabio Fancello

Antica Trasversale Sicula
La locandina di “Antica Trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre”, prodotto da Eternal Joy Movies srls e per la regia di Francesco Bocchieri e Luana Dicunta

It's Naxos

It’s Naxos

“It's Naxos”, prodotto dal Parco Archeologico Naxos Taormina e per la regia di Francesco Gabellone, aprirà le proiezioni alla mattina di venerdì 15 ottobre alle ore 10:30, alla “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea”, per la sezione Ragazzi e Archeologia.

It’s Naxos

Nazione: Italia

Regia: Francesco Gabellone

Consulenza scientifica: Maria Grazia Vanaria, Maria Costanza Lentini

Durata: 2’46”

Anno: 2019

Produzione: Parco Archeologico Naxos Taormina

Sinossi:

Il video ricostruisce in digitale la colonia greca di Naxos nella sua fase storica di V secolo a.C. sotto Ierone di Siracusa (474 a.C.), quando i cittadini di Naxos, insieme con quelli di Katane, furono espulsi e concentrati a Leontinoi. I Nassi poterono far ritorno nella città solo dopo la morte di Ierone nel 467/6 a.C. e la successiva caduta della tirannide.

It's Naxos

Trailer:

https://youtu.be/UIYuLvY5eUg

Informazioni regista:

Architetto e ricercatore all’Istituto di Nanotecnologia del CNR di Lecce. È fondatore e responsabile scientifico dell’Information Technologies lab dell’IBAM-CNR.

Svolge attività di ricerca finalizzata alla conoscenza, valorizzazione e fruizione dei Beni Culturali attraverso l’uso delle tecnologie informatiche, lo studio ricostruttivo 3D dei monumenti e dei paesaggi antichi, storytelling e comunicazione scientifica.

Informazioni casa di produzione:

https://www.parconaxostaormina.com

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Lagaria Epeo Kleombrotos

Lagaria: tra Epeo e Kleombrotos storia e leggenda di una città della Magna Grecia

“Lagaria: tra Epeo e Kleombrotos storia e leggenda di una città della Magna Grecia”, prodotto da Itineraria Bruttii Onlus e per la regia di Paolo Gallo, proseguirà le proiezioni della mattina di venerdì 15 ottobre alle ore 10:30, come prima internazionale alla “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea”, per la sezione Ragazzi e Archeologia.

Lagaria: tra Epeo e Kleombrotos storia e leggenda di una città della Magna Grecia

Nazione: Italia

Regia: Paolo Gallo

Consulenza scientifica: Paolo Gallo

Durata: 19’

Anno: 2021

Produzione: Itineraria Bruttii Onlus

Prima Internazionale

Sinossi:

Il docufilm ha come protagonista Kala, una fanciulla enotria il cui nome è stato rinvenuto su una coppa greca nella necropoli del sito che ci racconta la storia del suo popolo dall’arrivo di Epeo, costruttore del cavallo di Troia e fondatore di Lagaria, agli scontri con i Sibariti continuando con le feste, le danze e i riti in onore della dea Athena e dell’olimpionico Kleombrotos che si svolgevano sull’acropoli fino alla decadenza seguita alla caduta di Sybaris.

Lagaria Epeo Kleombrotos
Un fotogramma dal docufilm Lagaria: tra Epeo e Kleombrotos storia e leggenda di una città della Magna Grecia, , prodotto da Itineraria Bruttii Onlus e per la regia di Paolo Gallo

Trailer:

https://youtu.be/bRGL80Iaxfw

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

Parco Archeologico di Francavilla Marittima (CS), 12 giugno 2021(anteprima)

Informazioni regista:

Paolo Gallo è nato a Cosenza il 17/01/1966 dove vive e insegna Lettere.

Specializzato in Archeologia, dal 1990 si occupa di gestione e valorizzazione dei beni culturali con attività di living history, teatro, rievocazioni, docufilm e archeologia sperimentale.  Dal 2004 è direttore di Itineraria Bruttii onlus per la quale ha realizzato progetti di didattica dei beni culturali, di teatro classico antico, reading teatrali, una collana editoriale e alcuni docufilm a tema storico-archeologico.

Informazioni casa di produzione:

https://itinerariabruttii.it

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://ecodellojonio.it/articoli/ecocult/2021/06/a-francavilla-marittima-il-docufilm-lagaria-da-epeo-a-kleombrotos-storia-e-leggenda

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Nos vestiges - Our Remains

“Nos vestiges”, prodotto da Jacques Gerstenkorn e per la regia di Pierrick Chilloux, seguirà nelle proiezioni di giovedì 14 ottobre a partire dalle ore 17:30, come prima nazionale alla “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea”, per la sezione Cinema e Archeologia.

 

Nos vestiges

Nazione: Francia

Regia: Pierrick Chilloux

Consulenza scientifica: Emma Bouvard-Mor

Durata: 24’

Anno: 2021

Produzione: Jacques Gerstenkorn

Prima Nazionale

Sinossi:

Emma Bouvard-Mor, archeo-antropologa del Servizio Archeologico di Lione, s’interroga sulle possibili e diverse destinazioni dei resti umani che porta alla luce, secondo prospettive sia scientifiche che etiche. “Nos Vestiges” esplora i diversi stadi del lavoro scientifico su antichi resti umani. Uno dei progetti del capo di Emma è quello di creare un ossuario archeologico in un cimitero di Lione. Durante il discorso di Emma, ci possiamo anche chiedere quale posto diamo ai defunti nelle nostre città.

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

30° Fête de la science, 2021

Informazioni regista:

Dopo la laurea in Arti performative specializzata in Cinema all’università di Poitiers, Pierrick continua i suoi studi con un Master in Cinema e Audiovisivi con un focus sulla produzione e la regia del Documentario Culturale all’università Lumière Lyon 2. Due anni al Conservatorio di Poitiers hanno contribuito a formare la sua predilezione per le tecniche miste. Inoltre, scrive e dirige spettacoli teatrali.

Informazioni casa di produzione:

https://ecoleanthropocene.universite-lyon.fr/jacques-gerstenkorn--196813.kjsp

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://allevents.in/lyon/projection-rencontre-nos-vestiges/200021619176010

Scheda a cura di: Fabio Fancello

Nos vestiges
La locandina del film Nos vestiges, prodotto da Jacques Gerstenkorn e per la regia di Pierrick Chilloux

Poggiodiana Ribera Sicilia svelata

Poggiodiana - Sicilia Svelata

“Poggiodiana”, puntata di “Sicilia Svelata” prodotta da Gabriele Gismondi, Jean Paul Barreaud e per la regia di Gabriele Gismondi, aprirà le proiezioni di venerdì 15 ottobre alle ore 21:00 alla “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea”, per la sezione Cinema e Archeologia.

Sicilia Svelata - Poggiodiana

Nazione: Italia

Regia: Gabriele Gismondi

Consulenza scientifica: Jean Paul Barreaud

Durata: 12’

Anno: 2017

Produzione: Gabriele Gismondi, Jean Paul Barreaud

Sinossi:

Il conferenziere Jean Paul Barreaud ci invita, in questa puntata di "Sicilia Svelata", alla scoperta del castello medioevale di Poggiodiana presso Ribera (AG). Sulla base di osservazione, congetture e ipotesi, affida alle pietre il compito di trasmettere il loro sapere. Il secondo tempo è dedicato allo studio, per cementare il sapere sulle basi emozionali della primaria/primordiale avventura. Come quando, in Francia, insegnava la musica con il metodo Orff. Un gioioso ritorno all'infanzia.

Poggiodiana Ribera Sicilia svelata
Il castello medioevale di Poggiodiana presso Ribera (AG), protagonista di questa puntata di "Sicilia Svelata"

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

RAM Film Festival – Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, Rovereto, 2018

Firenze Archeofilm, Firenze, 2018

Informazioni regista:

Autore, regista e montatore per video promozionali, reportages e documentari per Web e TV; laureato in Tecniche dell'Audiovisivo presso il DAMS dell’Università di Bologna, co-autore della rassegna Festival Documentario di Palermo 2007 presso il Teatro Nuovo Montevergini di Palermo. Nel 2007 riceve il 1° premio “Franca Pellini” per lo spot “Il raggio verde” a favore della campagna per la donazione degli organi. Attualmente è impegnato nella realizzazione di serie di documentari brevi per web e TV.

Informazioni casa di produzione:

https://gabrielegismondi.com

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://www.siciliafan.it/sicilia-svelata-poggiodiana/?refresh_ce

Scheda a cura di: Fabio Fancello