Basi psicologiche per il rapporto tra purificazione morale e quella del corpo?

12 Gennaio 2016
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Nelle società umane, purificazione rituale del corpo e purificazione morale spesso coincidono: ad esempio nel battesimo per i Cristiani o nel mikvah per l'Ebraismo, o nelle abluzioni nell'Islam e nel Buddhismo, o nei bagni nel Gange da parte degli Indù.
Un nuovo studio ha esplorato la possibilità che questa associazione abbia una base di carattere psicologico. Insomma, ci si è chiesti se la purezza morale sia un fenomeno universale, e se il rapporto tra moralità e purezza abbia una base psicologica universale.
La risposta non sembra essere interamente positiva, nel senso che se è vero che un rapporto tra le due componenti sarebbe presente in tutte le culture, è pure vero che si manifesta secondo modalità diverse a seconda del gruppo sociale. Ad esempio, se nell'Asia orientale il lavare il volto riduce il senso di colpa e i rimorsi, nell'Occidente lo stesso risultato si ottiene lavando le mani.
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Carnivori in cattività già a Teotihuacán

17 Dicembre 2015
journal.pone.0135635.g004
In antichità, gli animali non sono stati semplicemente una risorsa alimentare, ma hanno svolto un ruolo che si manifestava anche a livello sociale e rituale. Si pensi alle mummie animali egizie o ai combattimenti dei gladiatori contro le belve. In Mesoamerica, poi, contribuirono ad esprimere l'ideologia dello stato e il militarismo. Un esempio di questo ci è fornito dai resoconti dei conquistadores nella capitale azteca di Tenochtitlan: tra gli elementi di meraviglia e di splendore, per loro, vi erano pure questi "zoo".
Un nuovo studio si spinge ora più in là, verificando le radici di queste abitudini a Teotihuacán, dove puma, giaguari, lupi e aquile sarebbero stati tenuti in cattività mille anni prima circa. Si tratta di animali dall'evidente valore simbolico e rituale per queste culture. I ricercatori hanno esaminato i resti animali (ritrovati insieme ad altri umani), determinandone la cattività. Questi carnivori sarebbero stati nutriti con mais, o con animali a loro volta nutriti con mais, e forse pure con cani e umani.
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[Dall'Abstract:] Dai combattimenti gladiatori dei Romani alle mummie animali egizie, la cattura e manipolazione di carnivori è stata strumentale nel contribuire a modellare le gerarchie sociali in tutto il mondo antico. Lo studio investiga il punto di flesso, quando gli umani cominciarono a controllare animali non solo come risorse alimentari, ma come simboli rituali e attori sociali nel Nuovo Mondo. A Teotihuacán (1-550 d. C.), una delle più grandi città preispaniche, i resti animali furono componenti integrali di depositi rituali che esprimono l'ideologia dello stato e il militarismo durante la costruzione delle piramidi della Luna e del Sole. I depositi contengono i resti di quasi 200 animali carnivori, vittime umane sacrificali, e altri manufatti simbolici. Lo studio sostiene che la presenza di patologie scheletriche determinate da malattie infettive e ferite manifeste sui resti dei carnivori dimostri la prova diretta della cattività. L'analisi stabile degli isotopi (δ13C e δ15N) delle ossa e dei denti conferma che alcuni di questi carnivori stavano consumando alti livelli di cibi contenenti C4, riflettendo probabilmente una catena alimentare antropocentrica fondata sul mais. Questi risultati spostano indietro l'antichità del mantenimento in cattività di carnivori per scopi rituali, quasi mille anni prima che i conquistadores spagnoli descrivessero lo zoo di Moctezuma nella capitale azteca. Riflettendo questi documenti, i risultati indicano che un gruppo selezionato di carnivori a Teotihuacán possa essere stato nutrito con onnivori che mangiavano mais, come cani e umani. Al contrario delle registrazioni storiche, lo studio in questione fornisce la prima (e diretta) prova archeologica per questa pratica nella Mesoamerica. Rappresenta pure la prima esplorazione isotopica sistematica di una popolazione archeologica di aquile (n = 24) e felidi (n = 29).
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Polonia: ricostruzione di un tumulo a Smoszewo

18 Novembre 2015

Ricostruzione di un tumulo a Smoszewo

Fonte: UM Krotoszyn
Fonte: UM Krotoszyn
 La ricostruzione di un tumulo di 3.500 anni fa, nel quale un membro della comunità della Cultura del Tumulo era seppellito, può essere ora visitata a Smoszewo (Contea di Krotoszyn). Il progetto è stato effettuato nel Laboratorio di Archeologia Mediterranea dell'Età del Bronzo, Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz University a Poznań.
Gli Archeologi di Poznań si sono avventurati nelle foreste di Krotoszyn quasi cento anni fa. Al tempo, gli scavi a Smoszewo furono guidati dal prof. Józef Kostrzewski, uno dei fondatori dell'Università Adam Mickiewicz. Nel 1923, in quattro giorni, con l'aiuto di trenta soldati, esaminò cinque dei 22 tumuli.
"I risultati pubblicati di questo lavoro incontrarono grande interesse tra gli specialisti dell'Età del Bronzo, e determinarono ulteriori spedizioni in quel sito" - ha spiegato Mateusz Cwaliński, dottorando all'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz, coinvolto nella ricostruzione del tumulo. Oltre alla ricostruzione, bacheche informative sono state montate in Polacco e Inglese, revisionate dagli archeologi di Poznań.
Il tumulo selezionato per la ricostruzione è stato studiato dal 2009 al 2011. Gli scavi e le numerose analisi degli esperti sono stati effettuati da un gruppo di impiegati e studenti dell'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz e dell'Institut für Ur- und Frühgeschichte CAU a Kiel. All'interno del tumulo, gli archeologi hanno scoperto strutture ben preservate e costruite in pietra. Due anelli e un nucleo di pietra sono stati esposti alla ricostruzione - originariamente la struttura era coperta con terra.
Fonte: UM Krotoszyn
Fonte: UM Krotoszyn

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La più antica decapitazione in America

23 Settembre 2015
journal.pone.0137456.g004
Quando gli Europei giunsero in America, furono certo impressionati dall'esposizione di parti del corpo umano da parte dei Nativi. Non di rado questo comportava la decapitazione, sempre per motivi rituali e simbolici.
Si tratta di pratiche diffuse e molto antiche nelle Americhe. A confortarlo, sarebbe ora l'interpretazione di quella che sembra essere la più antica decapitazione rituale dalla sepoltura 26 a Lapa do Santo. Il sito si trova nella regione di Lagoa Santa, nello stato di Minas Gerais, nota per essere la culla della paleontologia brasiliana.
A colpire, e a indicare in modo abbastanza inequivocabile l'attività rituale nel caso in questione, è l'amputazione delle mani e la loro disposizione rispetto al cranio nella sepoltura.
journal.pone.0137456.g001
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Due bevande rituali a base di caffeina tra Stati Uniti e Messico

7 Settembre 2015
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Già nel 750 d. C., nel Sud Ovest degli Stati Uniti e nella parte Nord Occidentale del Messico si apprezzava la caffeina, sotto forma di bevande rituali a base di cacao o agrifoglio, che avevano un alto contenuto della sostanza stimolante.
La prima bevanda sarebbe cioccolata a base di cacao. La seconda, chiamata bevanda nera (NdT: black drink in Inglese) viene prodotta a partire da foglie e rametti di alcune specie di agrifoglio. Le bevande sarebbero state consumate durante riunioni comunitarie e rituali. Nessuna delle due piante cresce nel Sud Ovest degli Stati Uniti, e ci si interroga perciò sulle possibili vie commerciali che le hanno portato dai Nativi Americani dell'area. Si sospetta ovviamente il Messico e la Mesoamerica.
Gli studiosi sono giunti a questi risultati partendo da una ricerca sui residui organici presenti nei frammenti ceramici provenienti da 18 siti del Sud Ovest degli Stati Uniti e del Nord Ovest del Messico (tra la parte meridionale del Colorado e quella settentrionale dello stato di Chihuahua), per un periodo compreso tra il 750 e il 1400 d. C. Le analisi hanno rivelato  combinazioni di metilxantine (caffeina, teobromina e teofillina), rivelatrici di bevande stimolanti.
Si tenga presente che l'agrifoglio non contiene solo caffeina: foglie, bacche e altre parti della pianta sono tossiche, e il consumo è pericoloso per l'uomo e per gli animali. Le foglie di alcune specie di agrifoglio erano però utilizzate da alcune culture per produrre del tè. Ovviamente si sconsiglia vivamente l'utilizzo, in ogni forma.
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Polacchi scoprono una sepoltura di 6.500 anni fa in Egitto

7 Luglio 2015

Polacchi scoprono una sepoltura di 6.500 anni fa in Egitto

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Il defunto nella tomba No. 11. Foto di A. Czekaj-Zastawny
Tracce di ferite intenzionali nella forma di tagli sul femore sono stati scoperti sui resti di un defunto, ritrovato durante gli scavi di quest'anno, intraprese nel Deserto Libico-Nubiano in Egitto. È il primo caso noto di tale trattamento per il periodo neolitico in questa parte dell'Africa.
La scoperta è stata fatta dalla spedizione guidata dal prof. Jacek Kabaciński dal ramo di Poznań dell'Istituto di Archeologia ed Etnologia di PAS. L'area nella quale si svolge la ricerca polacca nel deserto, chiamata Gebel Ramlah, è collocata vicino al confine meridionale dell'Egitto col Sudan, a circa 140 km ad ovest di Abu Simbel. I Polacchi hanno lavorato qui sin dal 2009 e hanno fatto importanti scoperte fin dal principio, includendo un cimitero di neonati.
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Manufatti e Hoodoo per gli schiavi della Piantagione Hume in South Carolina

7 - 10 Maggio 2015
Continua la ricerca archeologica nel sito della Piantagione Hume nell'isola di Cat Island in South Carolina. Il sito è ricco di manufatti a partire dall'epoca preistorica e che riguardano Nativi, e quindi Europei e Africani. Gli scavi questa volta toccano gli alloggiamenti degli schiavi, condotti qui a partire dalla fine del Seicento dal Congo e dalle isole della Giamaica. Nel luogo vi sono prove della pratica di magia rituale Hoodoo (da non confondersi col Voodoo).
Link: Northern Arizona University


Ignoranza nel Clero e una cerimonia matrimoniale nella Spagna degli ultimi secoli di Medio Evo

9 Maggio 2015
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Si ritiene normalmente che un uomo di Chiesa nel Medio Evo conoscesse i fondamenti teologici, la liturgia e i sacramenti, e conseguentemente che fosse in grado di  parlare il Latino, lingua fondamentale della liturgia. Uno studio pubblicato su eHumanitas evidenzia invece come ci siano prove in senso contrario, riguardo il Clero spagnolo degli ultimi secoli di Medio Evo. Parecchi appartenenti ad esso sarebbero stati poco istruiti e assai poco abili nel parlare quella lingua.
A testimoniarlo sarebbe anche la letteratura, ad esempio nella leggenda del tredicesimo secolo “El clérigo ignorante” nei Milagros de nuestra Señora, di Gonzalo de Berceo, che parla di un sacerdote rimproverato dal Vescovo in quanto in grado di dire solo una messa, e più per abitudine che per reale conoscenza. Il narratore di Lazarillo de Tormes (1544) lancia invece in modo divertente l'accusa ai sacerdoti ordinati più sulla base del denaro che della conoscenza. Non si tratta purtroppo di casi isolati. Il punto di partenza dello studio è un documento, Sacramentum matrimonii, con parti in Latino e parti nella lingua locale, che erano proprio quelle da comprendere e che costituivano le istruzioni sulla base delle quali si agiva. Il documento supporta perciò quanto si legge nella letteratura.
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Ossa manipolate di Neanderthal: cannibalismo o rituali?

13 - 14 Aprile 2015
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Ossa di Neanderthal tagliate, colpite, fratturate, l'operazione compiuta poco dopo il momento della morte dei soggetti. Un'osservazione che apre molti interrogativi, e relativa al sito di Marillac, presso il fiume Ligonne a Marillac-le-Franc  nel dipartimento di Charente, nella regione francese di Poitou-Charentes.
Strumenti litici del Musteriano sono anche presenti nell'area. Simili situazioni sono possibili per altri siti, ma per quale motivo i Neanderthal manipolavano i corpi di adulti e bambini? Le ipotesi sono quelle del cannibalismo, o di rituali (ancora presenti nel ventunesimo secolo in alcune regioni).
Lo studio "Neanderthal infant and adult infracranial remains from Marillac (Charente, France)", di María Dolores Garralda,Bruno Maureille e Bernard Vandermeersch, è stato pubblicato sull'American Journal of Physical Anthropology.
Link: American Journal of Physical AnthropologyScience Daily via SINC; Past Horizons; Phys.org; International Business Times
Ricostruzione della testa del fossile Shanidar 1, un maschio di Neanderthal che visse circa 70.000 anni fa (John Gurche 2010). Ricostruzione di John Gurche; fotografia di Tim Evanson (http://www.flickr.com/photos/[email protected]/7283199754/), da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da Tim1965.


Religione Norrena e Siti rituali Scandinavi tra il sesto e l'undicesimo secolo

19 Ottobre 2014
Mjollnir
Oggi ci sono molte più possibilità di identificare archeologicamente i riti pre-Cristiani nei vari resoconti delle fonti scritte. L'Edda e le saghe forniscono una struttura per quelle religioni, che però erano molto di più che miti e leggende sulle figure antropomorfe del periodo.
Si avvertì poi anche l'influenza delle divinità Greco-Romane dal Mediterraneo.  Le nostre fonti scritte derivano dal Medio Evo post-Vichingo: un quadro più completo lo si può ottenere perciò coi resti archeologici.
Oggi Medievalists presenta questi temi, che si possono ritrovare nell'abstract  e nell'introduzione del testo  di Lars Jørgensen, "Norse Religion and Ritual Sites in Scandinavia in the 6th – 11th century", pubblicato all'interno del libro "Die Wikinger und das Fränkische Reich. Identitäten zwischen Konfrontation und Annäherung. Unter Mitarb. von Nicola Karthaus", ed. Kerstin P. Hofmann, Hermann Kamp und Matthias Wemhoff (München: Fink, 2014).
Link: Academia.eduMedievalists
Mjölnir, fonte: Nordisk familjebok (1913) vol.18 p.716, foto da WikipediaPublic Domain, uploaded by Porsche997SBS.