Saqqara

BMTA Special Award 2021: il premio alla scoperta archeologica più votata

Aperte fino al 30 settembre le votazioni per la migliore scoperta archeologica del 2020, sulla pagina Facebook della Borsa Mediterranea sul Turismo Archeologico: tra le scoperte proposte, quella che avrà ottenuto il maggior consenso sui social riceverà lo “Special Award”.

Il premio sarà conferito in occasione della XXIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, unitamente all’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, giunto quest'anno alla sesta edizione.

Il premio "Khaled al-Asaad", l’unico dedicato all’archeologia e riconosciuto a livello mondiale, è intitolato all’archeologo siriano ucciso nel 2015 dai militanti dell’ISIS nel tentativo di salvare dalla distruzione il sito di Palmira, patrimonio UNESCO.

Di seguito le cinque scoperte archeologiche selezionate che saranno le finaliste del Premio:

-Le centinaia di sarcofagi intatti ritrovati nella necropoli di Saqqara, in Egitto.

-Le recenti analisi del Disco di Nebra, in Germania, hanno fornito nuove prove sulla sua cronologia e sul luogo di provenienza.

-La pittura rupestre più antica al mondo, risalente a 45.000 anni fa, raffigurante un cinghiale dipinto in ocra rossa, rinvenuta sull’isola di Suwalesi, in Indonesia.

- Tre stanze di 2.000 anni fa scoperte sotto il Muro del Pianto, a Gerusalemme.

-Le più recenti scoperte di Pompei: un Thermopolium, un carro cerimoniale, le origini etrusche della città.

Un “tesoro” di centinaia di sarcofagi intatti rinvenuto nella necropoli di Saqqara, in Egitto.

L’Egitto, con la sua storia millenaria e i continui ritrovamenti archeologici, non smette mai di stupire. Una delle scoperte più importanti degli ultimi anni riguarda oltre un centinaio di tombe, portate alla luce in tempi diversi nel corso del 2020 nel sito di Saqqara, a 30 km a sud da Il Cairo. Le ricerche sono state condotte dalla Missione Archeologica Egiziana sotto la guida di Mustafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Superiore delle Antichità.

Le prime 27 tombe sono state ritrovate a settembre, in due momenti diversi, all’interno di un pozzo funerario: le bare, impilate l’una sull’altra, sono in legno e riccamente decorate; rappresentano un rinvenimento unico perché esse, essendo sigillate, sono rimaste inviolate per più di 2500 anni, e hanno restituito mummie in ottimo stato di conservazione, oltre a diversi manufatti.

Saqqara
Saqqara. Foto: BMTA

Ad ottobre hanno fatto seguito altre scoperte: 59 sarcofagi antropomorfi e policromi, anch’essi sigillati, sono stati portati alla luce da tre differenti pozzi, a oltre 10 metri di profondità. Le tombe, che al momento della scoperta erano impilate ed erano situate in diverse camere, risalgono alla XXVI dinastia (664-525 a.C.) e appartengono, secondo Waziri, ad alti funzionari della società egizia e a personaggi influenti della casta sacerdotale, in particolare ai sacerdoti della dea Bastet, una della divinità più venerate del pantheon egizio, come dimostrano le numerosissime mummie di felini - animali sacri alla divinità - rinvenute nella necropoli di Saqqara.

Nel corso della conferenza stampa, lo stesso Waziri, insieme all’egittologo Zahi Hawass, ha aperto per la prima volta due sarcofagi, scoprendo al loro interno due mummie, avvolte nelle tipiche bende di lino, insieme a ricchi ornamenti d’oro.

Saqqara
Saqqara. Ph. Presidency of the Egyptian Council of Ministers

In uno di quegli stessi pozzi vi erano inoltre 28 statue di legno raffiguranti il dio Ptah-Sokaris-Osiride, signore del regno dei morti e protettore degli artigiani, e una statuetta bronzea, alta 35 cm, del dio Nefertum, raffigurato con un grosso copricapo a forma di loto (simbolo di rinascita e immortalità), composto da pietre preziose come agata rossa, lapislazzuli e turchese.

Ancora, a novembre, il team archeologico diretto da Hawass ha realizzato una scoperta ancora più incredibile: 50 sarcofagi appartenenti a un periodo molto più antico, ossia al Nuovo Regno, databile tra XVI e XI secolo a.C., sono emersi intatti dal fondo di ben 52 pozzi funerari. I sepolcri appartenevano ad un complesso funerario che faceva parte del tempio della regina Naert, consorte di Teti, il primo faraone della VI dinastia dell’Antico Regno. A ciò si aggiungono ulteriori 100 tombe, trovate nello stesso mese, databili al Periodo Tardo e all’età tolemaica, e oltre 40 statue dorate e diverse maschere funerarie.

Saqqara
Saqqara. Ph. Presidency of the Egyptian Council of Ministers

Saqqara, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità fin dal 1979, fu la necropoli della città di Memphis, capitale del Regno Antico, venendo utilizzata come luogo di sepoltura dei faraoni e delle famiglie dell’alta società egizia fin dal periodo protodinastico. A Saqqara venne inoltre costruita quella che è considerata come la più antica piramide egizia: la famosa piramide a gradoni di Djoser, costituita da sei mastabe sovrapposte, eretta dall’architetto Imhotep come tomba monumentale del faraone Djoser, appartenente alla III dinastia.

Si tratta di un sito che ha ancora molto da offrire, tant’è che le ricerche sul campo continuano senza sosta: ultimi, ma non meno importanti dei precedenti, i ritrovamenti avvenuti lo scorso gennaio che hanno permesso di scoprire ulteriori 50 sarcofagi databili al Nuovo Regno, un papiro di circa 4x1 m contenente il XVII capitolo del Libro dei Morti, oltre a numerose statue, maschere funerarie e manufatti di vario genere. Scoperte che lasciano presagire quanti altri tesori straordinari si nascondano in attesa di essere portati alla luce, testimonianze di un’antica civiltà che il lavoro degli archeologi aiuta a comprendere sempre di più.

 


Saqqara Didibastet Niut-shiae Laboratorio di mummificazione

Grandi scoperte a Saqqara: la sepoltura di Didibastet e quella dei sacerdoti di Niut-shaes

Oops, they did it again! L’Università di Tubinga lo ha fatto di nuovo!
Sempre durante lo scavo della missione tedesco-egiziana a Saqqara, è stata scoperta una nuova camera sepolcrale proprio nel Laboratorio di mummificazione scoperto nel 2018 dalla stessa missione, insieme ad altre cinque camere sepolcrali. Il Laboratorio di mummificazione risale alla XXVI Dinastia (664-525 a. C. circa).

Saqqara Didibastet Niut-shiae Laboratorio di mummificazioneDopo più di un anno di lavori e di documentazione, la missione ha scoperto quindi la sesta camera sepolcrale, nascosta da una parete di più di 2600 anni fa. Il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Dr Mostafa Waziri, annunciò ieri la nuova scoperta aggiungendo che la sepoltura conteneva quattro scarcofagi in legno purtroppo in un pessimo stato di conservazione.

Dr. Ramadan Badri Hussein ha dichiarato nell’intervista che uno dei sarcofagi appartiene ad una donna chiamata Didibastet. Fu sepolta con sei (!) vasi canopi, contraddicendo la tradizione di imbalsamare solo i polmoni, lo stomaco, gli intestini e il fegato del defunto e di riporli in quattro vasi sotto la protezione dei quattro figli di Horus: Amseti, Duamutef, Hapi e Qebesenuf.

La missione ha già esaminato il contenuto dei due vasi canopi in eccesso usando per adesso solo la tomografia computerizzata (la famosa TAC, per intenderci) e da un’analisi preliminare si evince che contengano proprio dei tessuti umani.

Per sapere se questi due vasi canopi “extra” appartengano o meno alla donna bisognerà aspettare ulteriori analisi. Secondo gli studiosi della missione la donna potrebbe aver avuto un trattamento ‘speciale’ che prevedeva appunto la mummificazione di sei diversi organi del sup corpo. Perché? Questo forse non lo scopriremo mai...

Come se questo ‘enigma’ non fosse sufficiente, studiando gli altri sarcofagi della camera sepolcrale, la missione ha poi identificato sacerdoti e sacerdotesse di una particolare dea serpente, conosciuta come Niut-shaes.

Per adesso, grazie a questi ritrovamenti possiamo affermare che i sacerdoti di questa divinità venivano sepolti insieme e essa divenne una divinità piuttosto influente durante la 26ª dinastia e che forse avesse un suo santuario a Menfi.

Inoltre si potrebbe ipotizzare che questi sacerdoti fossero di origine straniera, così come i loro nomi farebbero pensare. Ayput o Tjanimit erano nomi comuni tra la comunità libica che si stanziò in Egitto a partire dalla 22ª dinastia in poi.

L’antico Egitto era una società multiculturale dove arrivava gente da diverse parti del mondo, inclusi greci, libici e fenici.

Saqqara Didibastet Niut-shiae Laboratorio di mummificazione
Foto Credits: Eberhard Karls Universität Tübingen

Dr. Ramadan Badri ha inoltre aggiunto che son stati fatto dei test di origine non invasiva, come la spettrometria di fluorescenza ai raggi X (per analizzare gli elementi chimici) sulla maschera rivestita di argento di una delle mummie di una sacerdotessa della dea Niut-shaes. Il test ha confermato la purezza della maschera d’argento al 99.07 %.

Questa maschera d’argento è la prima ad esser stata rinvenuta in Egitto dal 1939 e la terza tra le maschere mai ritrovate.

L’équipe internazionale composta da archeologi e da chimici dell’Università di Tubinga, di quella di Monaco e del Centro di Ricerche Nazionale Egiziano sta procedendo allo studio dei residui di olii e resine ritrovate nelle tazze, ciotole e vasi trovati nel Laboratorio di Mummificazione.

I primi risultati dei test confermano la presenza di sostanze ben note per il rito di mummificazione, tra le quali il bitume (catrame), olio e resina di cedro, resina di pistacchio, cera d’api, grasso animale e forse olio d’oliva e di ginepro.

Adesso non ci resta che aspettare la fine degli scavi per aver un’idea chiara dell’intera scoperta.

Ove non indicato diversamente, foto dal Ministero del Turismo e delle Antichità Egiziane: 1, 2.

Altri articoli online: Eberhard Karls Universität Tübingen, DjedMedu, Egypt Today, Associated Press,


Piramide a gradoni di Djoser

La Piramide di Djoser ritorna dopo 14 anni di restauro

Dopo circa 14 anni di restauro, da alcune settimane è stata restituita alla collettività la più antica piramide dell’Egitto: la Piramide a gradoni di Djoser, Saqqara, patrimonio UNESCO iscritto come parte della Necropoli di Menfi.

Costruita circa 4700 anni fa da Imhotep, visir e ‘architetto’ incaricato di progettare una struttura funeraria per la sepoltura del sovrano della III dinastia Djoser, indicato come il fondatore dell’Antico Regno, la struttura è alta circa 60 metri ed è composta da sei livelli di gradoni accatastati in pietra calcarea che si elevano su una tomba rettangolare, a sua volta profonda 28 metri e larga 7.

Piramide a gradoni di Djoser

La struttura, inoltre, custodisce al suo interno innovazioni architettoniche realizzate per la prima volta come colonne, capitelli a foglie pendule e grandi padiglioni cerimoniali.

Piramide a gradoni di Djoser

Piramide a gradoni di DjoserPrima piramide costruita in pietra e antenata delle note piramidi di Giza, da tempo riportava danni strutturali causati per lo più da alte temperature e dall’azione del vento del deserto; gli interventi di restauro erano cominciati nel 2006, ma subirono un arresto tra il 2011 ed il 2013 per via della rivoluzione che portò alla caduta di Mubarak. Ripresi intorno alla fine del 2013, i lavori di restauro si sono protratti per altri sette anni, per una spesa complessiva di circa 6.6 milioni di dollari, ed hanno interessato l’intero complesso funerario, dalla facciata esterna della struttura ai corridoi interni che conducono alla camera funeraria, passando per il sarcofago in pietra e le scalinate dei due ingressi.

Tuttavia, la novità più importante è la musealizzazione di parte dei tunnel sotterranei, a partire dall’ingresso sul lato nord per finire al grande pozzo funerario profondo 28 metri, passando per le cosiddette “stanze blu”, un tempo foderate di piastrelle in faience turchese che oggi possono essere ammirate al vicino Imhotep Museum.

All'inaugurazione hanno preso parte il premier egiziano Mostafa Madbouly e il ministro del Turismo e delle Antichità, Khaled El-Enany. "Siamo orgogliosi che le piramidi siano parte della memoria storica dell'Egitto - ha detto il premier -, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che si tratti di un patrimonio mondiale, che ci impegneremo a salvaguardare".

Davvero un peccato non poter essere nelle condizioni di fruire proprio ora della Piramide a gradoni di Djoser e dei suoi sotterranei, dopo tutti questi anni di restauro. Non ci resta che goderne virtualmente, con video e immagini pubblicati al momento dell'annuncio e nei giorni successivi.

Fonti: UNESCO; The Step Pyramid Complex of Djoser; DjedMedu; Storica National Geographic; The Guardian; Repubblica.it; Ary NewsEgypt Independent.

Foto 1, 2 dal Ministero del Turismo e delle Antichità dell'Egitto.


Nuovi ritrovamenti a Saqqara. Tra le mummie cuccioli di leone

Dopo un’attesa conferenza stampa, il Ministro delle Antichità egizie, Dott. Khaled El-Enany, ha annunciato una nuova scoperta avvenuta nella necropoli di Saqqara da parte della missione archeologica egiziana che scava nella necropoli degli animali sacri, guidata dal Dott. Mostafa Waziri, Segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egizie.

Foto MoA

Qui, dozzine di gatti mummificati e scarabei meticolosamente mummificati sono stati ritrovati con altre mummie di cobra e coccodrilli e con una tomba eccezionalmente ben conservata e attribuita al sacerdote reale Wahtye della Quinta Dinastia. Il Dott. El–Enany ha spiegato che la scoperta di questi giorni comprende una vasta collezione di 75 statue di legno e di bronzo di gatti di differenti forme e misure, oltre ad un gruppo di gatti mummificati trovati in 25 scatole di legno istoriate con testi geroglifici.

Foto MoA

Ci sono statue di legno di animali e uccelli con il bue Api, la mangusta, l’Ibis, il falco e il dio Anubi in forma di animale. La missione ha anche trovato, continua El-Enany, numerosissimi scarabei di pietra contenuti in una scatola di legno, due scarabei di piccole dimensioni realizzati in legno e arenaria, tre statue di coccodrilli e i resti di mummie di piccoli coccodrilli.

Tra i reperti figurano anche divinità dell’antico Egitto e, tra questi, 73 statuette di bronzo raffigurano il dio Osiride, 6 statue di legno il dio Ptah–Soker, 11 statue di legno e di faience la dea leonessa Sekhmet, così come una bellissima statua scolpita raffigura la dea Neith (venerata a Sais, capitale d’Egitto durante la XXVI dinastia) che indossa la corona del Basso Egitto.

Foto MoA

Un rilievo riporta il nome del re Psamtik ed è stato rinvenuto assieme ad una serie di statue di cobra, amuleti, amuleti di faience di differenti forme e dimensioni, maschere funerarie di legno e argilla e una serie di papiri decorati con disegni che rappresentano la dea Tawert (la dea ippopotamo gravida, protettrice delle donne incinte e dei bambini).

Foto MoA

L’archeologo descrive la scoperta come un vero e proprio museo fatto da centinaia di oggetti scoperti nella necropoli di Bubaste a Saqqara e precisa, inoltre, che questi reperti risalgono alla Ventiseiesima Dinastia del VII secolo a.C. considerata come un’era di rinascita. Durante la conferenza stampa, El-Enany ha annunciato che questa non sarà l’ultima scoperta dell’anno ma che ce ne sarà un’altra il prossimo mese, prima di celebrare il Natale.

Foto MoA

Gli studi rivelano infatti che cinque di queste mummie potrebbero riferirsi a cuccioli di leoni e l’egittologo francese Alain Zivie ha da poco scoperto, vicino a questa stessa necropoli, lo scheletro di un leone. Il Ministro conferma che i reperti più interessanti di questa scoperta sono proprio le cinque mummie di felini, da identificarsi, probabilmente, con cuccioli di leone; le scansioni in tomografia computerizzata di due di queste mummie, infatti, hanno rivelato che la forma e la dimensione delle ossa delle mummie si accordano per il 95% a quelle di un cucciolo di leone, ma altri studi saranno portati avanti per ulteriori dettagli.


Il leone dal complesso del Bubasteion a Saqqara

Non solo gattini...

Nel 2001, per la prima volta, degli archeologi  scoprirono lo scheletro perfettamente conservato - intatto - di un leone all'interno di una tomba egizia (i resti furono difatti ritrovati al secondo livello della tomba di Maia). A darne la notizia fu - nel 2004 - l'archeologo francesce Alain Zivie, che con il suo team di ricercatori scava presso il Bubasteion dal lontano 1996. I resti del grosso animale, forse prima mummificato, furono sepolti nelle cosiddette "catacombe dei gatti", create in epoca tarda e che occuparono gran parte della molto più antica tomba di Maia, la balia del faraone Tutankhamon.
Maia e Tutankhamon in un bassorilievo. Taluni ritengono che Maia sia la sorella di Tutankhamon, Meritaten. Anche se il leone fu ritrovato nella sua tomba (scoperta da Zivie nel 1996), nel complesso del Bubasteion, non sarebbe appartenuto alla balia.

L'importanza di quel ritrovamento è data anche dal fatto che molte iscrizioni geroglifiche testimoniano che i leoni venivano allevati e seppelliti nelle tombe, ma fino ad allora nessuno scheletro era mai stato ritrovato in quel contesto.

Le ossa del grosso felino furono portate alle luce in un'area della tomba quindi dedicata alla dea Bastet, insieme ad una vasta quantità di ossa umane e di animali, inclusi gatti. Non erano avvolte in bende di lino, ma la loro posizione, così come la presenza di pigmenti e di depositi di minerali sulla loro superficie, presenta similarità con quanto riscontrato coi gatti mummificati e ritrovati all'interno della stessa tomba.

Zivie disse che le condizioni delle ossa e dei denti testimoniano il fatto che l'animale visse una vita lunga e che fu tenuto in cattività. Un punto di vista confermato da analisi più recenti, per le quali il povero animale visse sì a lungo e in cattività, ma pure in condizione estreme, soprattutto dal punto di  vista dell'alimentazione. I suoi denti infatti risultano in cattive condizioni, la maggior parte fratturati e con chiari segni di infiammazioni croniche e durature. Inoltre le costole della parte destra del torace - così come alcune vertebre - testimoniamo che l'animale subì almeno una brutta caduta. Inoltre sembra che il leone non sia appartenuto a Maia, proprietaria della tomba.

Per Emily Teeter, egittologa dell'Università di Chicago, questo "non è un vecchio leone. È un importante leone". Robert Pickering, un antropologo forense, aggiunge che "sembra l'animale sia stato trattato in maniera differente rispetto agli altri animali che furono sepolti, come parte di un quale rituale. Forse l'importanza del leone è semplicemente legata al fatto che fosse un animale domestico, piuttosto che una rappresentazione di una quale divinità."

Probabilmente non sapremo mai perché sia stato sepolto proprio in questa tomba e perché non sia stato mummificato. Molte di queste domande potranno non aver mai una risposta, ma resta l'eccezionalità di questo ritrovamento.

leone Bubasteion
Un leone (Panthera leo) non in cattività (come invece era quello del Bubasteion). Foto di Gerhild Klinkow da Pixabay

 

Fonti:

Pagina ufficiale della Mission Archéologique Française du Bubasteion (MAFB).

CBS/The Associated Press, Lion Mummy Found in Egyptian Tomb, by Alex Dominguez.

Cécile Callou, Roger Lichtenberg, Philippe Hennet, Anaïck Samzun & Alain Zivie, Le lion du Bubasteion à Saqqara (Égypte). Une momie remarquable parmi des momies de chats, Anthropozoologica 46 (2), 30 Dicembre 2011, pp.63-84. Al link dello studio è anche possibile vedere le foto dei resti dell'animale.


Da Saqqara un antico laboratorio per la mummificazione

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali: Antike Welt (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).

L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” – giunto alla quinta edizione e intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale – è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

Tra le 5 scoperte candidate anche il ritrovamento in Egitto di un laboratorio per la mummificazione

A sud del Cairo la missione archeologica egiziano- tedesca del Supremo Consiglio delle Antichità e dell’Università di Tubinga ha rinvenuto a sud della piramide di Unas un antico laboratorio di mummificazione risalente alla XXVI e XXVII dinastia e databile tra il VI e il V secolo a.C.

A 30 km a sud del Cairo e precisamente nella necropoli di Saqqara a 30 metri di profondità, sono stati scoperti  5 sarcofagi e una maschera funeraria in argento dorato, 35 mummie, una sarcofago di legno, numerose statuette ushabti e vasi per contenere oli. La piramide di Unas, nonostante le piccole dimensioni, è considerata una delle piramidi più importanti di tutto l’Egitto perché è la prima struttura in cui sono stati scritti e ritrovati i Testi delle Piramidi, formule di carattere funerario e religioso che avrebbero permesso al defunto di risorgere tra le stelle imperiture.

Il lavoro della missione continuerà in quanto bisognerà ancora portare alla luce 55 mummie già individuate. La scoperta, votata come finalista, fornirà nuove informazioni sulle tecniche dell’imbalsamazione degli antichi egizi in quanto i vasi di ceramica contengono ancora residui di oli e prodotti usati proprio nel processo di imbalsamazione, riportando anche le scritte con i nomi dei prodotti sopra i contenitori.

Egitto, a Saqqara un antico laboratorio di mummificazione

Una tomba della V dinastia eccezionalmente conservata a Saqqara

Una nuova importante scoperta presentata alla stampa in quel di  Saqqara. A mostrarsi in tutta la sua magnificenza la tomba del sacerdote Wah-t, vissuto al tempo di Neferirkara Kakai, terzo faraone della V dinastia che regnò durante la prima parte del venticinquesimo secolo a. C.

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1074045868150583298

A colpire è innanzitutto il fatto che questa tomba sia rimasta indisturbata per oltre 4.400 anni: a permetterlo probabilmente la sua collocazione; lo stesso Ministro delle Antichità Egizie, Khaled Al Anani, ha poi sottolineato come la tomba risulti "eccezionalmente ben conservata".

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1073950312837378048

La tomba, situata nella necropoli di Saqqara, presenta un' ampia camera rettangolare con le decorazioni parietali che conservano ancora  colori straordinari. Le iscrizioni in geroglifico, anche questi con colori ancora ben preservati, ci parlano dell'occupante e dei membri della sua famiglia: la moglie Wret Ptah e la madre Meret Min, i figli e altri parenti. Le scene raffigurate non si limitano alle offerte religiose e alla realizzazione del corredo funerario, ma riguardano anche scene della vita quotidiana, come spettacoli musicali, la caccia, la produzione di ceramiche e vino. Le numerose sculture, collocate in nicchie su due livelli, raffigurano sempre l'importante sacerdote e i membri della sua famiglia, oltre ad alcuni faraoni.

https://twitter.com/SRomatet/status/1073882807880089600

La missione archeologica era già giunta alla facciata di questa tomba a Novembre, ma non vi furono allora possibilità di ingresso; l'operazione è stata resa possibile solo dopo la rimozione dei detriti lì presenti. L'architrave con le sue iscrizioni in geroglifico mostra così i titoli dell'occupante che era sacerdote uab (cioè sacerdote puro), supervisore per il faraone Neferirkara Kakai e ispettore della barca sacra.

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1073949130572087303

Si è accennato a questa tomba anche durante il recente annuncio della scoperta delle mummie animali presso la necropoli di Saqqara. Gli scavi della missione cominceranno oggi 16 dicembre e proseguiranno nei prossimi mesi. Le aspettative sono altissime e anche le scoperte, a cominciare dal sarcofago dell'occupante.

https://twitter.com/SibilleCartier/status/1073897190878265346

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1074048565230665728

Link: BBC; Ahram online 1, 2; Euronews; Live ScienceNational GeographicDjedMedu; La Stampa; La Repubblica

necropoli di Saqqara Wah-t Neferirkara Kakai V dinastia Wret-Ptah Meret Min
Foto dell'ambasciatore francese Stéphane Romatet

necropoli Saqqara Userkaf piramide mummie animali gatti scarabei coccodrilli serpenti

Mummie animali scoperte presso la necropoli di Saqqara

Tre tombe del Nuovo Regno e quattro dell'Antico Regno, che in epoca tarda furono utilizzate come luogo nel quale venivano deposte mummie animali. Tra le tombe dell'Antico Regno, la più importante sarebbe quella appartenente al supervisore degli edifici reali nel palazzo, Khufu-Imhat, databile tra la fine della quinta e gli inizi della sesta dinastia.

Queste sono solo alcune delle straordinarie scoperte effettuate da una missione archeologica egiziana nell'area collocata sul limite del complesso della piramide del faraone Userkaf (V Dinastia), presso la necropoli di Saqqara. Gli scavi sono stati effettuati da aprile fino ad oggi.

Nella sua spiegazione, il Ministro delle Antichità Egizie Khaled El-Enany ha anche aggiunto che “questa è la prima di tre nuove scoperte in arrivo in diversi governatorati egiziani, che saranno annunciate prima della fine del 2018”. Le altre due verranno dunque rivelate il 19 novembre al Museo Egizio del Cairo.

Secondo quanto riportato dal Ministero, in precedenza una missione francese aveva effettuato scavi nella sezione orientale del sito, ritrovando anche qui tombe dell'Antico e del Nuovo Regno che in epoca tarda erano state utilizzate per deporre mummie di gatti. Lo scavo si era interrotto nel 2008 con la missione che si era dedicata allo studio, alla documentazione e al restauro, ma i lavori si erano interrotti nel 2013.

A colpire di questa scoperta sono in particolare proprio queste mummie animali, di coccodrilli, gatti, serpenti e scarabei. Notevolissime, anche per l'ottimo stato di conservazione, sarebbero le mummie di scarabei, avvolte nel lino. Due di queste son state ritrovate in un piccolo sarcofago rettangolare in pietra calcarea decorato. Come ha ulteriormente spiegato il dottor Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio Superiore delle Antichità, decine di mummie di gatti sono state poi ritrovate insieme a cento statue in legno dorato e a una in bronzo, dedicata alla dea Bastet.

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1061301090539446275

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1061303285485920257

Tra le altre statue in legno dorato, quelle di un leone, di una vacca e di un falco; mentre spiccano sarcofaghi in legno dipinti di cobra con mummie al loro interno, e due sarcofaghi in legno di coccodrilli. Ritrovati anche circa mille amuleti in faïence, ritraenti diverse divinità come Taweret, il toro Api, Anubi, Bes, Ptah-pateco, Khnum, Thoth, Horus e Iside, oppure in altre forme ancora, come quelli con l'udjat.

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1061531938215870464

Mummia di coccodrillo

Moltissimi i ritrovamenti, oltre ad amuleti e mummie animali: si tratta ad esempio di vasi canopi in alabastro e strumenti per la scrittura, come vasetti di inchiostro con stilo e papiri in demotico e ieratico, e alcuni capitoli dal Libro dei Morti. Il direttore generale della necropoli di Saqqara, Sabri Farag, ha anche elencato ulteriori ritrovamenti, relativi a ceste e funi di papiro, oltre a 30 vasi in creta e sepolture umane; un poggiatesta, giare in alabastro e bronzo si sono rinvenuti all'interno di un sarcofago.

 

 

Fonte: Ministero delle Antichità Egizie. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.

Link: BBC, phys.org via AP, IndependentNational Geographic, DjedMedu,


Abusir: la scoperta della tomba del sacerdote Kaires, 'confidente del re'

La spedizione dell'Istituto Ceco di Egittologia (dell'Università Carolina di Praga) - dopo ben due anni di lavori ad Abusir, a nord di Saqqara - ha reso nota la scoperta di un complesso sepolcrale appartenuto dal sacerdote, nonché 'confidente del re', Kaires. È situata tra piramidi datate tra il venticinquesimo e il ventiquattresimo secolo a. C., alla V Dinastia dell'Antico Regno.
La tomba di Kaires, vista dalla piramide di Neferirkare
La cappella
La tomba si estenderebbe per piu di 500 m² e consta di numerose stanze, probabilmente usate per il culto del defunto e per tutti quei riti di purificazione a cui i sacerdoti si sottoponevano prima di entrare nella tomba. La cappella per il culto rappresenta una caratteristica assai peculiare per l'epoca (III millennio a.C.), dal momento che è completamente ricoperta con lastre di basalto. L'uso del basalto era privilegio esclusivo dei sovrani, perciò questo denota l'esclusivo status del proprietario della tomba in questione. Purtroppo e come spesso accade, fu già saccheggiata in antichità, ma di fronte al sarcofago in calcare, la statua in granito del sacerdote Kaires (con tracce di colore e che i titoli onorifici scritti in geroglifico) è stata miracolosamente conservata e ritrovata nella sua posizione originale. Che gli antichi tombaroli avessero avuto timore della maledizione?
La statua in granito di Kaires
La camera sepolcrale col sarcofago
Questa tomba presenta inoltre un'altra unicità: la camera funeraria fu costruita a partire da un pozzo aperto. Il sarcofago fu fatto discendere lentamente nella stanza, le pareti vennero ricoperte da lastre di calcare e il soffitto infine chiuso con blocchi giganti, ognuno dei quali pesava quasi 9 tonnellate.
La camera sepolcrale con la parte inferiore della statua
Gli studi di questa tomba procedono e presto saranno pubblicati. Gli scavi procedono in collaborazione con il Ministero delle Antichità Egizie e con la supervisione dell'Ispettorato delle Antichità di Saqqara.
La tomba AC 33 vista da sud-est

Foto dall'Istituto Ceco di Egittologia dell'Università Carolina di Praga.

Entrata alla cappella

Museo Egizio del Cairo: Oggetti del Mese - Marzo 2016

6 Marzo 2016

Oggetti del Mese - Marzo 2016

esibiti al Museo Egizio del Cairo, in coincidenza con le celebrazioni in Egitto per la festa della mamma e l'inizio dell'anno cinese (Anno della Scimmia) :

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La scimmia nell'Antico Egitto (in occasione del Capodanno cinese "Anno della Scimmia", che è cominciato l'8 Febbraio 2016)
Le scimmie erano usualmente rappresentate durante il saluto al sole nascente.
Le basi di diversi obelischi sono incise con raffigurazioni di babbuini con le braccia alzate nella caratteristica postura di adorazione, e in un fregio di babbuini lungo la facciata del Grande Tempio ad Abu Simbel hanno le loro braccia sollevate in adorazione del sole nascente. Il babbuino era anche una delle principali manifestazioni del dio Thoth (dio della scrittura e della conoscenza). La scimmia era anche associata al dio lunare.

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La maternità nell'Antico Egitto (in occasione delle celebrazioni per la Festa della mamma in Egitto, il 21 Marzo):
Hathor e Iside erano considerate come simboli della maternità nell'Antico Egitto. Entrambe le divinità erano venerate come madri del dio del sole, e di ogni essere umano, vivo o morto.
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Oggetto restaurato dal Dipartimento Conservativo del Museo Egizio.
Maschera in cartonnage dorato del Medio Regno, scoperta a Saqqara e restaurata dal Dipartimento Conservativo nel museo, durante il 2015.
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Si getta luce su un oggetto nella collezione del Museo Egizio:
Stele dedicata dal Faraone Tolomeo V al toro Buchis, sacro toro di Armant (a sud di Luxor).

Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.