Una mummia avvolta nel lino scoperta ad Assuan

Ancora scoperte da Assuan. Questa volta si tratta di una mummia avvolta nel lino, all'interno di un sarcofago antropoide in arenaria, in buone condizioni.

 

 

Il ritrovamento è avvenuto in una tomba del Periodo tardo, durante gli scavi nei pressi del Mausoleo di Aga Khan sulla riva occidentale del Nilo. Nella tomba si è ritrovato anche un gruppo di mummie disposte alla rinfusa, il che fa pensare a una sepoltura comune.

Il Mausoleo di Aga Khan. Foto di Hedwig Storch, CC BY-SA 3.0

Nell'area si sono localizzate altre due tombe con resti di sarcofagi in terracotta dipinti, oltre a quelli di uno ligneo riportante testi in geroglifico. I muri delle sepolture sono decorati con immagini di Iside, Hathor e Anubi.

Una testa di statua in arenaria è stata anche ritrovata con un gruppo di amuleti in faience.

Così nelle dichiarazioni del dottor Mostafa Waziri, segretario del Consiglio Superiore delle Antichità Egizie, e del dottor Abdel Moneim Saeed, direttore generale delle Antichità per Assuan e la Nubia, che hanno commentato il ritrovamento da parte della Missione archeologica egiziana.

Link: Ministry of Antiquities; Ahram; Djed Medu

Tutte le foto dal MOA, ad eccezione di quella del Mausoleo di Aga Khan


Nuova scoperta ad Assuan: ritrovata una sfinge di epoca tolemaica

Molti di voi conosceranno il tempio di Kom Ombo, costruito in epoca tolemaica e famoso per essere totalmente simmetrico nelle sue parti. L'intero tempio infatti ha due entrate, due sale ipostile e due santuari. Ciò è dovuto al fatto che il tempio fu dedicato a due ben distinte divinità: Horus e Sobek.

Il tempio si inizió a costruire nel II sec. a.C. e distinti elementi furono aggiunti in epoca romana. In questi mesi una missione archeologica tutta egiziana, che lavorava per ridurre il livello della falda aquifera del tempio nella cittá di Assuan, ha fatto una scoperta eccezionale: la statua di una sfinge in arenaria perfettamente conservata.

La sfinge in arenaria, datata presumibilmente ad epoca tolemaica, è stata ritrovata nell'area sud orientale di Kom Ombo. Nello stesso luogo, due mesi fa circa, due stele risalenti all'epoca di Tolomeo V furono ritrovate: sulle stesse vi sono testi in geroglifico e demotico; al momento della scoperta furono trasferite al Museo Nazionale della Civiltà Egizia di Fustat. Così nell'annuncio del dott. Mostafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie.

La sfinge in arenaria sarà oggetto di studio da parte della Missione nei prossimi mesi.

Link: Ministry of Antiquities; Egypt Independent.


Nuova vita per Tani, la Tebe del Nord

Novità di rilievo per  la "Tebe del Nord", Tani (in latino Tanis, dal greco Τάνις), antica città collocata all'estremità orientale del delta del Nilo. Qui furono seppelliti i faraoni dell'Egitto della XXI Dinastia e della XXII Dinastia, ma la città rimase importante in epoca tolemaica per essere poi abbandonata in epoca romana. Oggi è nota come San al-Hagar nel Governatorato di Sharqiyya.

Il sito fu oggetto di scavi archeologici già nel diciannovesimo secolo ad opera di celebri archeologi come Flinders Petrie e Auguste Mariette; oggi vi opera la Mission française des fouilles de Tanis (MFFT). Si scoprì qui anche il tesoro di Tanis, oggi esposto al Cairo.

Rovine di Tanis. Foto di Markh, da Wikipedia (2005)

Il sito ospita un gran numero di tombe e templi, il più grande dei quali è quello di Ammone, ma si ricordino anche quelli di Mut e Khonsu.

Secondo quanto affermato dal dott. Mostafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie, in passato il sito non aveva ricevuto le attenzioni che meritava, ma a partire dal 2017 si è operato per trasformarlo in un museo a cielo aperto dell'arte egizia, e per integrarlo nell'ambito del turismo egizio.

Il dott. Khaled El-Enany, Ministro delle Antichità Egizie, si è recato a Tani per un'ispezione - accompagnato da Waziri e alla presenza di personalità politiche egiziane e della stampa - al fine di verificare le attività in tal senso da parte della Missione archeologica egiziana. Per l'occasione la popolazione di San al-Hagar li ha accolti con danze e cavalli.

Di grande rilievo per la Missione l'aver restaurato ed aver eretto nuovamente i colossi settentrionali di Ramesse II, che furono lasciati sul terreno in quattro pezzi già dalla scoperta nel diciannovesimo secolo, oltre a due obelischi e a due colonne sempre di Ramesse II.

Prima di queste attività, però, sono state svolte approfonditamente quelle di ricognizione e documentazione, con attività di conservazione per evitare i danni derivanti dall'acqua, dal sale e dall'umidità.

Il Ministro ha pure sottolineato gli sforzi per sviluppare il turismo nel Governatorato di Sharqiyya, con l'apertura pure del Museo di Tel Basta nel 2018.

Link: Ministry of Antiquities


Nuove scoperte sulla Pietra di Palermo. I risultati saranno presentati al Museo Salinas

Mercoledi 19 settembre, presso il bookshop del Museo Archeologico “Antonino Salinas” di Palermo, si terrà una conferenza che non dovreste perdere se siete nei paraggi. La conferenza in questione, dal titolo La Pietra di Palermo – L’antico Egitto tra mito e realta, illustrerà e divulgherà al grande pubblico le nuove scoperte sulla cosiddetta Pietra di Palermo, fatte grazie alla applicazione di nuove e moderne tecnologie, quali ad esempio la fotografia tridimensionale. A relazionare, Massimiliano Nuzzolo dell’Università Carlo IV di Praga Direttore della Missione Archeologica di Abusir in Egitto, dopo l'introduzione della Direttrice del Museo, Francesca Spatafora.

Questo grande frammento di basalto nero, probabilmente ritrovato ad Heliopolis, è da tempo associato a cinque frammenti più piccoli, ad oggi conservati presso il Museo Egizio del Cairo e ad un frammento conservato presso il Petrie Museum of Egyptian Archaeology di Londra. Solo un lato della Pietra è facilmente leggibile, mentre l’altro è assai abraso e di difficile lettura. Si pensi che, cosi come la Pietra di Rosetta, anche questo frammento fu riutilizzato in edilizia dalle gente locale, la nostra Pietra in particolare fu riusata come soglia di una porta.

La Pietra di Palermo.

La scoperta della Pietra è ad oggi poco chiara. Sappiamo solo che fu donata al Museo Archeologico di Palermo il 19 ottobre 1877 e che inizialmente fu conosciuta con il semplice numero 1028. Gli studiosi non son d’accordo circa la data esatta di questo frammento, ma le iscrizioni suggeriscono in maniera quasi inequivocabile che essa possa risalire alla V dinastia e che quindi fu redatta proprio in questo periodo.

La maggior parte di noi conosce la Stele di Rosetta e conosce la sua importanza per l’Egittologia tutta. La meno nota Pietra di Palermo non è da meno, anzi ci ha fornito negli anni tantissimi indizi e tantissime conoscenze che hanno fatto luce sui primi anni dell’Egitto predinastico e dinastico. Questo eccezionale reperto contiene la lista di sovrani predinastici e dinastici e gli annali reali delle prime dinastie egizie. Come potete immaginare la sua importanza è enorme e non ha niente da invidiare a quella della Stele conservata al British Museum.

Ora, per intenderci, gli Annali Reali registravano il nome del faraone/governante, la lunghezza del suo regno e le vicende degne di nota accadute durante il suo governo. La Pietra di Palermo inizia con l’elenco dei governanti predinastici (quindi quelli succedutisi prima dell’unificazione del Basso e dell’Alto Egitto) e continua fino ai faraoni della V dinastia, come accennato prima.

Per darvi un’idea di quello che vi e scritto nella Pietra di seguito riporto la traduzione di parte della seconda riga, in specifico quello riservato al re Djer della prima dinastia:

1 registro: “Viaggio (da intendere come tour processionale) di Horus, Nascita di Anubis (ovvero l’erezione di una statua dedicatoria o uno stendardo che per magia sarebbe diventato vivo) nel settimo giorno del sesto mese.”

2 registro: “[...]Unificazione del Basso e Alto Egitto, il festival ‘della Corsa intorno al Muro’ (entrambe cerimonie di intronizzazione del faraone che ne legittimavano l’assunzione al trono) nel tredicesimo giorno del quarto mese.”

Come potete notare questi esempi, le iscrizioni sono brevi e concise, quasi aride, ma dopotutto sempre di annali si tratta. Se avete trovato l’argomento di vostro interesse e se volete saperne di più, non lasciatevi sfuggire la conferenza al Museo Salinas di Palermo.


Conclusa la stagione di scavi presso la necropoli di Lisht

Conclusa la stagione di scavi presso la necropoli di Lisht, dove operano congiuntamente il Ministero delle Antichità Egizie e la UAB (Università dell'Alabama a Birmingham).


Ultimata la documentazione, la mappatura e il rilievo topografico 3D nell'area meridionale, relativamente a 802 tombe risalenti al Medio Regno, e precedentemente oggetto di scavi. Le tombe appaiono differenziate: vi sono quelle scavate nella roccia, quelle di pietra calcarea e quelle sulla cui sommità vi è una struttura di mattoni di fango.


Questo secondo Adel Okasha, direttore delle antichità al Cairo e Giza, per il quale il rilievo sarà di grande importanza per comprendere le gerarchie sociali e la vita quotidiana all'epoca del Medio Regno.


Sono anche proseguiti i lavori di scavo e pulizia presso la tomba di Antef, supervisore dell'esercito durante il regno di Sesostri I (Senusret I, XX Dinastia).


Link: Ministry of Antiquities; Luxor Times.


Nuove scoperte ad Alessandria. Dalla roccia emergono tombe tolemaiche

Gli scavi diretti da Fahima El Nahas ad Alessandria d'Egitto hanno portato alla luce delle tombe di epoca tolemaica.  Fahima El Nahas è direttrice generale degli scavi nella città.


Le tombe sono scavate nella roccia; si accede tramite delle scale a ciascun gruppo di sepolture, che costituiscono entità separate alle quali si accedeva con delle scale che conducevano a una piccola hall.


Devono essere appartenute a gente di modeste condizioni; risulta peraltro che siano state utilizzate a lungo, secondo quanto affermato dal dott. Aiman Ashmawi. Farebbero parte della necropoli occidentale dell'Alessandria di epoca tolemaica.

Il dott. Khalid Abo El-Hamd, direttore generale delle antichità ad Alessandria, ha riferito anche del ritrovamento di numerose ceramiche, oltre a lampade decorate.

 

Immagini dal Ministero delle Antichità Egizie.


Link: Ministry of Antiquities 1 , 2Luxor Times, Djed Medu.