Con molto piacere sono venuto a conoscenza di una pregevole impresa di Edizioni della Terra di Mezzo, a cui va il mio plauso per aver pubblicato la silloge di miti e leggende Celtic Wonder Tales del 1910 e scritta da Ella Young (1867-1956), con il titolo italiano Le Meravigliose Leggende Celtiche.

Una premessa è necessaria: non possiamo più pensare a un’unica, uniforme nazione celtica che copre per secoli gran parte dell’Europa. Detto questo, non possiamo non rimanere affascinati da un’autrice come Ella Young, proveniente dalle terre degli antichi druidi delle terre di Éire e poi espatriata negli Stati Uniti d’America per raggiungere amici come il poeta irlandese Padraic Colum: rimarrà qui dal 1925 in poi. Frequentò diversi poli accademici come lettrice universitaria per lo studio della cultura celtica, finché non fu assunta all’Università della California come lettrice di Mitologia e Letteratura celtica.

Mi interessa sottolineare il parallelismo con un’altra famosa autrice e attenta studiosa del patrimonio folclorico irlandese, ovvero Pamela L. Travers (cfr. La Sapienza segreta delle Api), autrice con la quale condivideva la stessa origine (ma cresciuta in Australia) che farà di tutto per raggiungere la patria tanto immaginata ,attraverso i libri e i racconti dei familiari. Travers e Young sono tanto simili quanto agli antipodi nelle loro destinazioni finali. Ella Young morì senza mai prendere marito nel 1956, preferendo la compagnia di un reggimento di felini, libri e sicuramente di qualche essere del Piccolo Popolo delle Fairy Lands.

Vi anticipo che il volume è ottimamente curato, sia dal punto di vista contenutistico che per la sua resa materiale; la nota introduttiva di Hal Belson (di cui lo stesso editore ha pubblicato L’Arpa Celtica) ci permette di addentrarci nel mondo mitopoietico di Ella Young e di capire l’impostazione “cronologica” dei miti (ri)scritti dall’autrice, inoltre il testo in appendice presenta un apparato di note esplicative per risalire a tutti i personaggi citati nelle leggende. Circa il libro inteso come oggetto, devo ammettere che adoro le copertine dell’Edizioni Terra di Mezzo. Tra parentesi, ho conosciuto l’editore proprio ammirando la copertina del romanzo proto-fantasy, profondamente legato all’arazzo mitologico anglo-irlandese, La Figlia del Re degli Elfi (1924) di Lord Dunsany. I volumi, brossurati con alette, presentano delle copertine realizzate con una carta davvero particolare e che ricorda la ruvidezza delle pergamene medievali e che mettono in risalto le illustrazioni, in questo caso un lodevole ed evocativo disegno di G. Verveine che raffigura probabilmente la dea-madre Brigit del pantheon irlandese.

Ella Young, come la citata Pamela L. Travers, dedicò la sua vita a quel movimento socio-culturale del “Celtic Revival”, o come preferisco dire, del Crepuscolo Celtico. Il movimento in realtà era una variopinta unione di tendenze artistiche, eredità culturali, aspetti religiosi e testimonianze letterarie del mondo gaelico, gallese e celtico; queste istanze storico-folcloriche erano volte a creare un blocco ideologico contro l’aggressiva modernizzazione del Regno Unito, il tentativo romantico e nazionale di auspicare un “return” alle origini mitico-arcaiche. Famosi esponenti furono William Butler Yeats, Lady Gregory, Lord Dunsany, William Morris, “AE” Russell ed Edward Martyn per citarne alcuni; un vero manifesto letterario-leggendario per ricordare il poetico verseggiare dei bardi dei tempi remoti.

Questo è il contesto in cui una donna appassionata e colta tuffa le sue mani nel magmatico calderone del sottobosco culturale celtico per estrarre una fresca codificazione del repertorio mitologico irlandese, non schematizzato in un’asettica nomenclatura, bensì in un piacevolissimo macro-racconto ad episodi, dal più antico a quello più recente. Una vera guida alla religione e al folclore gaelico.

La particolarità della Young non si esaurisce nel raccogliere miti, episodi e leggende celtiche ma si perpetua grazie all’abilità con cui costruisce il suo storytelling, moderno e classicheggiante al tempo stesso, perché riccamente ornato da stilemi poetici e soavemente coerenti alle saghe epiche del mondo irlandese; una vera riscrittura del passato.

John Duncan, il dipinto Riders of the Sidhe (1911) ritrae i Tuatha Dé Danann. Immagine in pubblico dominio

Per questa ragione non posso non consigliare questo stupefacente volume a tutti gli appassionati del mondo gaelico, una guida essenziale e ben fatta per apprezzare in toto un mondo così lontano – eppure così vicino a noi – grazie alle meravigliose emozioni che Ella Young sa suscitare con la sua scrittura. Saremo sedotti dall’aulico suono dell’arpista dei Tuatha Dé Danann (popolo/stirpe della dea Dana), ovvero il fatato Abchan! Oppure terrorizzati dal violento re dei mostruosi Fomori, Balor, dotato di un occhio maligno e così potente da distruggere ogni cosa; altrimenti vi invito ad ascoltare Dagda, la divinità dei druidi, padrone degli elementi e grande guerriero nonché mitico preparatore di elisir di lunga vita.
Ella Young ci presenta l’infinito delle terre d’Irlanda, a noi non rimane che conoscerlo.

leggende celtiche
La copertina del libro Le meravigliose leggende celtiche
con note finali sui personaggi mitici citati nel testo, rinarrate da Ella Young, pubblicato dalle Edizioni della Terra di Mezzo