20 Gennaio 2016

Enorme collezione di documenti medievali scoperta a Gniezno

Parte del documento di Łaskarz di Sarnowa, rettore di una chiesa di Broniszew con sigillo visibile del chierico che ritrae lo stemma Godziemba; carta, 210x177 mm. Foto di Jakub Łukaszewski
Parte del documento di Łaskarz di Sarnowa, rettore di una chiesa di Broniszew con sigillo visibile del chierico che ritrae lo stemma Godziemba; carta, 210×177 mm. Foto di Jakub Łukaszewski
Circa 1500 documenti, che mostrano il funzionamento della corte ecclesiastica di Gniezno in epoca medievale, sono stati scoperti in una delle stanze della Cattedrale di Gniezno.
“Così, l’archivio di Gniezno divenne il contenitore di una delle più grandi collezioni di documenti medievali su carta. Insieme a Gdańsk e Wrocław – si tratta della terza collezione di questo tipo nel Paese” – ha spiegato Jakub Łukaszewski dell’Istituto di Storia dell’Università Adam Mickiewicz a Poznań.
I documenti sono ora negli Archivi dell’Arcidiocesi di Gniezno, dove saranno inventariati. Il Direttore degli Archivi, Fr. dott. Michał Sołomieniuk ha spiegato che fino al 1998 la sede degli archivi era nella cattedrale. Da lì, i documenti sono stati trasferiti verso i nuovi locali. I cosiddetti depositi di archivi sporchi (NdT: dirty file storage in Inglese) sono rimasti nella cattedrale.
“Contiene documenti e libri in pessime condizioni. Non potevano essere spostati nei nuovi locali perché insieme a loro le minacce biologiche – funghi e insetti – sarebbero stati portati nei nuovi locali” – spiega il direttore. Le autorità dell’archivio hanno deciso di ripulire gradualmente la stanza problematica. “Sono convinto che ulteriori interessanti scoperte ci aspettino” – ha affermato il Fr. dott. Sołomieniuk.
Lato anteriore del documento di Jan di Goślub, vicario generale e ufficiale di Gniezno, pubblicato a Gniezno il 17 Febbraio 1490, nel quale istruisce Tomasz, ufficiale di Kamieniec e Grzegorz Provost a Cerekwica sull'ascolto di testimoni nel caso tra Stanisław Provost a Tuchola e il concilio cittadino locale; carta, 322x215 mm, sotto il documento il sigillo di Jan di Goślub (stemma Sulima). Foto di Jakub Łukaszewski
Facciata del documento di Jan di Goślub, vicario generale e ufficiale di Gniezno, pubblicato a Gniezno il 17 Febbraio 1490, nel quale istruisce Tomasz, ufficiale di Kamieniec e Grzegorz Provost a Cerekwica sull’ascolto di testimoni nel caso tra Stanisław Provost a Tuchola e il concilio cittadino locale; carta, 322×215 mm, sotto il documento il sigillo di Jan di Goślub (stemma Sulima). Foto di Jakub Łukaszewski

L’ultima scoperta è stata effettuata durante il progetto “Inventario delle risorse della biblioteca della Cattedrale a  Gniezno” sotto il Programma Nazionale per lo Sviluppo degli Studi Umanistici. Il suo direttore è il dott. Piotr Pokora. I documenti della corte furono scoperti inaspettatamente durante la ricerca di vecchie stampe.
“Tali collezioni associate con la corte ecclesiale medievale non esistono negli archivi delle chiese in Polonia. Questo si è preservato in buone condizioni” – ha aggiunto Łukaszewski. Al tempo della loro creazione questi erano i documenti del più alto rango. Il ricercatore spiega che non erano perpetui, ma documenti in circolazione. Includono documenti che oggi devono essere considerati unici. Tra loro ci sono frammenti di libri che presentano le attività di ufficiali – Vicari Generali. Quello dall’anno 1399 è ora il più antico frammento noto da un libro di una corte ecclesiastica polacca.
Retro, con certificato dell'esecuzione, del documento di Jan di Goślub, vicario generale e ufficiale di Gniezno, pubblicato a Gniezno il 17 Febbraio 1490, nel quale istruisce Tomasz, ufficiale di Kamieniec e Grzegorz Provost a Cerekwica sull'ascolto di testimoni nel caso tra Stanisław Provost a Tuchola e il concilio cittadino locale; carta, 322x215 mm, sotto il documento il sigillo di Jan di Goślub (stemma Sulima). Foto di Jakub Łukaszewski
Retro, con certificato dell’esecuzione, del documento di Jan di Goślub, vicario generale e ufficiale di Gniezno, pubblicato a Gniezno il 17 Febbraio 1490, nel quale istruisce Tomasz, ufficiale di Kamieniec e Grzegorz Provost a Cerekwica sull’ascolto di testimoni nel caso tra Stanisław Provost a Tuchola e il concilio cittadino locale; carta, 322×215 mm, sotto il documento il sigillo di Jan di Goślub (stemma Sulima). Foto di Jakub Łukaszewski

La maggior parte dei documenti riguarda il lavoro della corte ecclesiastica a Gniezno. Ma ci sono anche quelli che hanno sorpreso i ricercatori. Adam Kozak dall’Istituto di Storia, tra gli altri, ha menzionato l’inventario delle reliquie nella cappella reale della Cattedrale sulla Collina di Wawel. Tra queste c’era, per esempio, il dito di Santa Jadwiga. “In Polonia ci sono solo pochi inventari come questi del periodo medievale. Questa è una fonte importantissima di conoscenza per la religiosità dell’epoca” – ha affermato Kozak. Ci sono pure documenti reali pubblicati per i protetti, al fine di assicurare una decisione favorevole nella corte ecclesiale a Gniezno.
Secondo gli scienziati, la scoperta permetterà di ottenere un quadro completo dei problemi morali legati alla cultura personale e legale del Clero. Gli storici apprenderanno dei casi specifici di fronte alle corti della Chiesa di mezzo millennio fa, e così apprenderanno nuove conoscenze sulle procedure medievali. Kozak ha spiegato che il raggio d’azione della giustizia ecclesiale di 500 anni fa era molto ampio e non limitato ai casi relativi al clero.
Alcuni dei documenti portano anche le impronte dei sigilli. La loro analisi sarà compito del dott. Piotr Pokora dall’Istituto di Storia dell’Università Adam Mickiewicz a Poznań.
Attualmente, la collezione viene inventariata – per ora, dopo pochi mesi di lavoro, circa 400 posizioni sono state registrate. L’inventario preliminare permetterà ai ricercatori di candidarsi per un finanziamento per la conservazione e lo studio della preziosa collezione. Allo stesso tempo gli Archivi dell’Arcidiocesi di Gniezno porteranno avanti la campagna “Patrocinio dei Tesori della Parola” per cercare il supporto finanziario necessario alla conservazione di manoscritti inestimabili e stampe conservate nelle sue collezioni.
“Molti dei nostri tesori della parola, a causa del loro pessimo stato di conservazione, invocano aiuto. Possiamo permettere che queste parole siano distrutte, che la storia ancora viva in loro divenga permanentemente silente?” – così nell’appello. Su richiesta dei sostenitori, i finanziamenti potranno essere pure usati per la conservazione della collezione appena scoperta.

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland, Szymon Zdziebłowski. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

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