Per la prima volta il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli partecipa a RESTAURA
il Salone dell’economia, della conservazione, delle tecnologie e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali.

22-23-24 marzo 2017

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CONFERENZA

Il Mosaico di Alessandro: da Pompei al Real Museo Borbonico e oltre,
alla luce di nuovi documenti inediti

Mercoledì 22 marzo
(Ore 12:30 – 13:30 Sala A, tra pad. 3 e 4)


Il racconto e la ricostruzione, grazie a inedite lastre fotografiche datate 1916-1917
delle vicende e delle soluzioni tecniche utilizzate  nel primo decennio del Novecento, per la delicata movimentazione del mosaico
composto da oltre 1 milione di tessere – dal piano terra all’ammezzato del Museo.



Introduzione: Paolo Giulierini, Direttore del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Relatrice: Luigia Melillo, funzionario archeologo, responsabile dell’ufficio restauro e dell’ufficio relazioni internazionali del MANN
ingresso libero



Per la prima volta anche il MANN – il Museo Nazionale Archeologico di Napoli parteciperà a “Restaura” – Il Salone di Ferrara giunto alla XXIV edizione, in programma  dal 22 al 24 marzo – su decisione del suo direttore Paolo Giulierini, che ha inteso richiamare la giusta attenzione su uno dei tanti settori di competenza e di attività del Museo napoletano che costituiscono
un fiore all’occhiello
per dimensione, specializzazione e riconoscibilità nazionale e internazionale, e che il prossimo maggio si arricchirà – nei progetti di ampliamento e di rinnovamento del MANN, con la nuova direzione – di ulteriori 4 nuovi laboratori attrezzati.

Il MANN di Napoli dunque, oltre all’enorme patrimonio culturale che custodisce –  tra i più importanti musei archeologici al mondo con i suoi 250.000 oggetti che comprendono le collezioni Borboniche da Pompei, Ercolano e Paestum e le raccolte Farnesi – rappresenta un’Istituzione di riferimento anche nel campo documentario e in quello del restauro.
In particolare quest’ultimo costituisce un vero e proprio dipartimento con 22 operatori (5 funzionari restauratori; 12 assistenti tecnici; 4 operatori tecnici; 1 assistente tecnico fotografo),
distribuiti in cinque Sezioni (Materiali Lapidei e Copie; Dipinti Murali e Mosaici; Ceramica, Vetri, Ossi, Avori; Metalli; Allestimenti), prevedendo interventi nei cantieri di scavo – ad esempio il cantiere delle navi romane della Stazione Metro di Piazza Municipio – o anche su materiali archeologici che ad esso affluiscono, su richiesta delle soprintendenze territoriali, per interventi specializzati.
Tantissime sono anche le collaborazioni promosse dall’Ufficio di Restauro del MANN per gli stage formativi degli studenti(Corso di Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, del Centro di Restauro Venaria Reale
di Torino, del CESMA del Piemonte e di Scuole di Restauro italiane e straniere), così come le collaborazioni con Università e Istituti di ricerca italiani e stranieri per progetti di diagnostica per la conservazione e per il restauro.
Il Direttore del MANN Paolo Giulierini ha voluto così inserire anche il tema del restauro nel Memorandum di Collaborazione quadriennale siglato pochi mesi
fa con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo
e nel contempo ha rinnovato l’accordo di collaborazione con il J. Paul Getty  Museum di Los Angeles per la realizzazione di progetti di prestiti di lunga durata finalizzati al restauro – congiuntamente seguito dai due musei – su opere di grande rilevanza.
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Nell’ambito del Salone di Ferrara, il MANN propone una conferenza il giorno di apertura
il  22 marzo alle ore 12.30 nella Sala A, tra i pad. 3 e 4 – dedicata allo straordinario e monumentale Mosaico di Alessandro, uno degli emblemi del MANN di Napoli universalmente noto, rinvenuto nel 1831 nella Casa del Fauno di Pompei e trasferito nel 1843, dopo anni di acceso dibattito, presso il Real Museo Borbonico.
Tanto si era consapevoli dell’unicità di tale opere che all’epoca Ferdinando II si preoccupò di raccomandare a Pietro Bianchi – architetto della Real Casa
incaricato della direzione degli scavi di Pompei, Ercolano e Paestum – “
di badar bene a quello che si facea, perché questo monumento non era nostro, ma dell’Europa, ed alla intera Europa doveasi dar conto delle nostre operazioni”.

Di questo capolavoro dell’arte musiva ( 5,82 x 3,13 m) composto da circa un milione di tessere e realizzato con un finissimo opus vermiculatum sono state ora ricostruite – grazie a un’inedita e puntuale documentazione su lastre fotografiche, datate 1916 e 1917 – le complesse vicende e gli aspetti tecnici della successiva movimentazione, avvenuta in quegli anni, con lo spostamento del  grande mosaico pompeiano dal pianoterra del Museo all’ammezzato occidentale, nella sala dei mosaici dove si trova tutt’ora.
Un’operazione delicatissima, ricostruita e raccontata a Ferrara per la prima volta.

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Testo e immagine da Ufficio Stampa Villaggio Globale International