Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Roma, sabato 12 dicembre 2015 ore 16.00

conferenza

il Mausoleo Ossario dei Caduti per Roma. Storia di un quasi sconosciuto monumento del Gianicolo

di Alessandro Cartocci

per l’occasione

Apertura straordinaria del Mausoleo Ossario garibaldino

Roma, domenica 13 dicembre ore 10.00 – 20.00

Via Giuseppe Garibaldi, 29

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Roma, 3 novembre 1941, una solenne processione sfila per le vie della città. Con giro volutamente tortuoso, lambisce il colle capitolino e punta poi dritto sul Gianicolo, in testa un feretro avvolto nella bandiera tricolore. Lì, a dominio della città, è stato innalzato un nuovo, fiammante monumento: il Mausoleo Ossario Garibaldino che, con la sua mole candida immersa nel verde del colle, attende le spoglie di uno dei padri della patria, Goffredo Mameli.
Sono le immagini, in parte inedite, di un prezioso filmato Luce proiettate in occasione della presentazione al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina dell’opuscolo dedicato al monumento – <<Il Mausoleo Ossario Gianicolense e la società di mutuo soccorso “Giuseppe Garibaldi”>>, a firma Alessandro Cartocci, edito dall’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi”  –  che ci restituiscono l’atmosfera ad un tempo solenne  e festosa che accompagnò in quel lontano 1941 il ritorno del giovane poeta sul colle fatale che lo vide solo ventiduenne prima combattere e poi cadere, il 3 giugno 1849, in difesa del sogno democratico della Repubblica Romana. E proprio a Roma, bandiera ideale dell’Italia unita e a i suoi combattenti, si volle fosse consacrato il Monumento dopo quasi un secolo di voluto oblio.

L’aereo quadriportico del Mausoleo, che svetta lungo via Garibaldi poco lungi dalla storica chiesa di san Pietro in Montorio, custodisce infatti, nel cuore del colle per eccellenza sacro alle memorie storiche di Roma, una preziosa cripta sacrario destinata ad accogliere i nomi e le spoglie dei caduti per Roma, dalle drammatiche giornate dell’assedio della città nel 1849 agli scontri di Porta Pia del 1870. Al centro della cripta, la tomba di Mameli, il vate della nuova Italia, della gioventù immolatasi all’ideale della Roma italiana, sicuramente il fiore più fresco, la figura più poetica: l’alfiere di una generazione sognatrice e generosa, fiera e coraggiosa che ha immaginato un mondo diverso in tempi in cui anche il solo pensare era un’attività pericolosa.
Al monumento – progettato dall’architetto Jacobucci, largamente finanziato ed inaugurato dallo stesso Mussolini – e alle sue poco note vicende, che riassumono quasi 100 anni di storia italiana, è dedicata la conferenza a cura di Mara Minasi, responsabile dell’area monumentale, e Alessandro Cartocci, autore dell’opuscolo presentato e  appassionato indagatore dei temi storici legati all’area gianicolense. Per l’occasione, l’area monumentale, suggestivamente illuminata dalle vive fiamme delle fiaccole perimetrali, osserverà un’apertura straordinaria per l’intera giornata di domenica 13 dicembre, dalle ore 10.00 alle ore 20.00.
Alessandro Cartocci, già consulente scientifico del Museo Garibaldino dell’ANVRG di Porta San Pancrazio e membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi, è autore di ricerche e saggi sul Risorgimento e la città di Roma, apparsi sulla “Strenna dei Romanisti” e su importanti riviste del settore. Si ricorda in particolare lo studio su Il panorama pittorico dell’assedio di Roma del Philippet e l’equivoco del primo reportage di guerra della storia, in “Rivista dell’Istituto  per il Risorgimento” e poi “Camicia Rossa, 1999, successivamente presentato in occasione della mostra Roma veduta (Roma, Palazzo Poli, 30 settembre 2000 – 31 gennaio 2001) e il contributo al convegno I Barnabiti nel Risorgimento a cura del Centro Studi Storici dei Barnabiti.
 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di Porta San Pancrazio

Informazioni e prenotazioni

Tel. 060608 tutti i giorni ore 9.00 -21.00

[email protected]

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema – Progetto Cultura

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