24 Marzo 2015

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Manufatti ritrovati nel campo. Foto di Dawid Kobiałka.

Utilizzando la tecnica di scansione aerea ALS, un team di archeologi ha determinato la disposizione del campo tedesco per prigionieri di guerra a Czersk, in Pomerania, che era attivo durante la Prima Guerra Mondiale.
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Panorama contemporaneo a Czersk. Foto di Dawid Kobiałka

Attualmente, il campo è coperto dalla foresta, ma nel 1914-1918 decine di migliaia di prigionieri di guerra, prevalentemente Russi, erano tenuti qui all’aperto. I soldati erano tenuti in condizioni terribili: vivevano in trincea.

“L’area è una destinazione popolare per i dilettanti del metal detector. Sfortunatamente, gli archeologi non hanno ancora effettuato ricerche approfondite e l’esatta estensione del campo rimane solo una speculazione” – spiega il dott. Dawid Kobiałka, che insieme a due altri archeologi da Poznań – Kornelia Kajda e Mikołaj Kostyrko dell’Istituto di Preistoria, Università Adam Mickiewicz, ha utilizzato i risultati derivanti dalla scansione laser aerea. Kobiałka ha aggiunto che il soggetto dei campi della Prima Guerra Mondiale rimane terra incognita per gli archeologi polacchi.
Il metodo di scansione aerea laser utilizzato a Czersk, implica il mandare fasci di luce emessi da un dispositivo su di un aeroplano. Il fascio laser è riflesso dalla superficie terrestre e ritorna al sensore. Sulla base del tempo e della forza del riflesso, la posizione e l’angolo della luce catturata sono calcolati. Molte misure consecutive di questo tipo formano una cloud di punti. I dati così ottenuti sono utilizzati per formare un modello di terreno digitale (DTM).
P”er utilizzare questo metodo, è importante che il sito dei test abbia la sua forma di terreno. Il metodo ALS può essere utilizzato per ottenere informazioni circa le passate attività umane che hanno lasciato tracce permanenti e materiali nel panorama. Questo è il caso del campo a Czersk” – Ha spiegato il dott. Kobiałka.
I ricercatori hanno utilizzato i dati dalle risorse statali raccolte per il progetto ISOK (Sistema IT per la protezione nazionale contro pericoli estremi). Su questa base, hanno creato un modello di terreno digitale e una visualizzazione del terreno, che è stata poi oggetto dell’interpretazione. I dati ottenuti permettono di identificare due parti del campo – nord e sud, significativamente diverse. La parte nord era situata lungo il binario non preservato. La preservata trasformazione materiale del panorama suggerisce che questa parte del campo contenesse due gruppi di trincee, nelle quali erano tenuti i prigionieri. Il primo gruppo è costituito da 26 oggetti, costruiti sulla linea nord-sud. Secondo i ricercatori, ognuno misura approssimativamente 40 metri in lunghezza e 8-9 in larghezza.  È interessante notare che nessuna delle trincee è visibile all’occhio nudo nel campo. Il secondo gruppo sulla linea era sull’asse della linea nord-ovest-sud-est. Le strutture erano simili a quelle del primo gruppo. Gli archeologi sono stati in grado di distinguere i contorni di 22 oggetti di questo tipo.
Le vecchie cartoline di propaganda  sono state utili nell’interpretazione dei risultati di scansione laser: nel caso di oggetti in forme dai contorni quadrati, gli scienziati credono si tratti di caserme utilizzate per l’amministrazione del campo.
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La parte nord del campo a Czersk. Interpretazione dei risultati ALS (autore Mikołaj Kostyrko).

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La parte sud del campo a Czersk. Interpretazione dei risultati ALS (autore Mikołaj Kostyrko).

Risultati diversi si sono ottenuti nella parte sud del campo. I ricercatori hanno trovato resti di trincee molto più piccole contate in numero di 51. Hanno localizzato la linea del recinto, e possibilmente una piazza di riunione.
“Secondo i pochi rapporti conservati sui prigionieri tenuti nel campo, le condizioni di vita nelle trincee erano insopportabili. Era sempre umido e di solito c’era acqua. Nondimeno, siamo stati in grado di documentare un sistema di scolo ai bordi della parte sud del campo” – spiega il dott. Kobiałka.
I risultati enfasizzano che durante l’interpretazione dei risultati ALS, tutte le tracce sono significative – sia dal tempo delle operazioni del campo, 100 anni fa, sia quelle aventi solo pochi anni. Tra i segni dell’attività umana, anche le cavità prodotte dai moderni cacciatori di tesori.
Link: traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland; approfondimenti: http://biografiaarcheologii.pl