Anche grazie ai suini, scoperte le più antiche attività umane in Scozia

9 Ottobre 2015
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Scoperti sull'isolotto di Rubha Port an t-Seilich, nell'arcipelago scozzese delle isole Ebridi Interne, strumenti litici datati a dodicimila anni fa. Si tratta del ritrovamento più antico effettuato in Scozia, che sposta di tremila anni (dal Mesolitico al Paleolitico) le lancette per le attività umane nella regione.
Gli strumenti comprendono raschietti e punte acuminate per la caccia grossa, e sono stati collocati nell'ambito della Cultura di Ahrensburg, sviluppatasi nell'ultima parte del Paleolitico Superiore. Quello sull'isola sarebbe perciò un campo di cacciatori raccoglitori in movimento durante l'Era Glaciale.
Singolari anche le modalità della scoperta. Gli Archeologi cominciarono i lavori nell'area grazie a suini che permisero nel 2009 il ritrovamento di alcuni strumenti del Mesolitico che avevano dissotterrato dal terreno, mentre foraggiavano. Gli strumenti mesolitici furono il preludio per questi ultimi e più antichi ritrovamenti.
Link: University of Reading
Le isole Ebridi Interne, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Laurens~commonswiki (Laurens 13:17, 16 March 2008 (UTC) - Self made based on adaptation of Image:Glasgowcouncil.PNG by User:Barryob).
 


Primi Australiani e grandi lucertole predatrici nell'Ultima Era Glaciale

24 Settembre 2015
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Il ritrovamento di un minuscolo fossile di una lucertola gigante, proveniente dagli scavi presso le Grotte Capricorn, cambierebbe la nostra visione degli abitanti dell'Australia durante l'ultima Era Glaciale.
Si tratterebbe, infatti, della prima prova della loro coesistenza con le grandi lucertole predatrici. E se da un lato la scoperta ci fornisce un ulteriore motivo per intendere che la vita di questi primi Aborigeni durante l'Era Glaciale non fu proprio semplice, dall'altra gli umani possono essere ora considerati come una potenziale causa dell'estinzione di questi rettili nell'area. Un'ipotesi già considerata dagli studiosi, ma che prima d'ora mancava nel dimostrare la sovrapposizione delle due presenze.
Il fossile di 50 mila anni fa (epoca dell'arrivo dei primi aborigeni in Australia) è un osteoderma, parte della struttura che protegge l'animale, e che si trova in rettili esistenti (come il Drago di Komodo) ed estinti. Gli studiosi non sanno ancora se il fossile appartiene a un Drago di Komodo, che un tempo si trovava in Australia, o a un rettile estinto come la Megalania. Le grotte Capricorn si trovano vicino Rockhampton, nel Queensland Centrale, e sono una miniera di milioni di ossa fossili provenienti da diverse specie.
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I Paleoindiani pescavano salmone già 11.500 anni fa in Alaska

21 Settembre 2015
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Nel Nord America gli umani avrebbero cominciato a pescare salmone già nell'Era Glaciale. Queste le conclusioni alle quali è giunto uno studio che ha preso in esame il sito dell'Upward Sun River in Alaska, dove si sono ritrovate ossa di salmone keta (Oncorhynchus keta) datate a 11.500 anni fa. Il salmone è stato ritrovato anche in un focolare all'interno di una struttura abitativa.
Si tratta di una scoperta importante, perché si ritiene che i Paleoindiani praticassero soprattutto caccia grossa. Inoltre lo sfruttamento del salmone, quando questo risale la corrente per riprodursi, sarebbe avvenuto già verso la fine dell'Era Glaciale. Le ossa di pesce si presentano come una sfida per gli studiosi, perché a causa della loro dimensione e fragilità non si conservano bene e sono poco rappresentate negli studi.
La ricerca in questione è importante anche per comprendere le economie paleoindiane dell'epoca. Lo sfruttamento del salmone rimane importante, culturalmente ed economicamente, per i foraggiatori preistorici del Pacific Rim Settentrionale, con implicazioni riguardanti anche l'utilizzo del territorio e le espansioni. Tuttavia le origini di queste attività non sono note. Sulla base dei risultati ottenuti nello studio, si ritiene queste siano cominciate almeno nella fase terminale del Pleistocene.
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L'inondazione delle coste australiane di 7000 anni fa nelle storie aborigene

17 Settembre 2015
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Le storie degli aborigeni australiani ci raccontano di un periodo durante il quale la costa fu sommersa. Le storie provengono da 21 località, ed è plausibile che si riferiscano agli eventi di 7000 anni fa, fornendo prova empirica all'innalzamento delle acque in epoca post-glaciale.
Le storie ci parlano di come questi cambiamenti modificarono pure la vita delle persone, le loro abitudini, il panorame, l'ecosistema, le società. Le implicazioni riguardano pure la longevità e la possibilità di simili tradizioni di grande antichità presso altre culture.
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Polonia: archeologi nella Grotta dell'Impiccato

14 Settembre 2015

Archeologi nella Grotta dell'Impiccato

Omero di un rinoceronte lanoso. Foto di M. Rudnicki
Omero di un rinoceronte lanoso. Foto di M. Rudnicki
Sepolture con resti scheletrici e cremati dalla metà del primo millennio, e i resti di rappresentanti della megafauna che vivevano durante l'ultima Era Glaciale in quello che è l'attuale territorio polacco, sono state scoperte dagli archeologi durante lo studio della Grotta dell'Impiccato vicino Kostkowice nel massiccio di Jastrzębnik sull'altopiano di Cracovia-Częstochowa.
"I morti le cui ossa sono state trovate nella grotta provenivano probabilmente dalle coste settentrionali del Mar Nero, come evidenziato dalla caratteristica composizione dei depositi collocati in prossimità" - ha spiegato il prof. Aleksander Bursche, coordinatore del progetto NCN Maestro "Migration Period in the Oder and Vistula basin" (Periodo di migrazione nel bacino dell'Oder e della Vistula), sotto il quale gli scavi sono stati condotti. "Potevano includere i rappresentanti di tribù germaniche orientali - Goti" - ha aggiunto lo scienziato.

Pendente in ambra, pendente in oro e un solido con occhiello. Foto di M. Rudnicki
Pendente in ambra, pendente in oro e un solido con occhiello. Foto di M. Rudnicki

All'interno della grotta, gli Archeologi hanno trovato i resti di almeno sei scheletri di questo periodo. Nelle loro vicinanze hanno scoperto pendenti in argento, oro e ambra, denarii e solidi romani, fibbie marroni e in argento e grani di vetro e ambra, così come numerosi frammenti di contenitori e torniti sulla ruota.
Pendenti in argento del quarto secolo, provenienti dal Mar Nero. Foto di M. Rudnicki
Pendenti in argento del quarto secolo, provenienti dal Mar Nero. Foto di M. Rudnicki

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Come sarebbe il mondo senza umani?

20 Agosto 2015
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Come sarebbe il mondo senza umani? Un nuovo studio ha preso in considerazione l'ipotesi e fornito la risposta: si avrebbe ovunque l'ambiente del Serengeti, con una diversità naturale di mammiferi che al momento è possibile ritrovare solo in Africa. Anche le montagne hanno spesso svolto il ruolo di rifugio per molte specie animali.
A causare le estinzioni di massa dei grandi mammiferi, a partire dall'ultima Era Glaciale e nei millenni successivi, è stato infatti l'Homo sapiens.
Link: Science Daily via Eurekalert via Aarhus University.
Immagine satellitare dell’Africa, opera della NASA, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Anomie.


I deserti occidentali statunitensi erano più umidi fino a 8200 anni fa

27 Luglio 2015
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I deserti dello Utah, del Nevada, dell'Oregon e della California, mostrano ancora i resti degli antichi laghi che lì si trovavano. Anche al termine dell'ultima Era Glaciale, dodicimila anni fa, la regione era più umida di oggi: il cambiamento avvenne solo a partire da 8.200 anni fa.
Questi i risultati cui è giunto uno studio che ha esaminato delle stalagmiti provenienti dalle grotte di Lehman in Nevada, scoperte nel 1885 e situate nel Parco Nazionale del Gran Bacino statunitense.
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Il cambiamento climatico improvviso uccise i mammuth

23 - 24 Luglio 2015
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Si discute ancora sulle estinzioni relative alla megafauna nel Tardo Pleistocene, con il cambiamento climatico e l'impatto umano ad essere i fattori più spesso citati. In particolare, è il caso dei mammuth, estinti alla fine dell'Era Glaciale.
Secondo un nuovo studio, anche in assenza di umani si sarebbero verificate estinzioni di massa, relazionabili all'improvviso aumento delle temperature, aumento paragonabile a quello che stiamo vivendo oggi. Questo andò a modificare le precipitazioni e influì sulla vegetazione. Le estinzioni coincidono con questi brevi e improvvisi mutamenti, ma non si verificano nei periodi estremamente freddi. È importante notare che l'uomo giocò pur sempre un ruolo importante nella scomparsa di questi animali, dando il colpo di grazia a popolazioni già sotto stress.
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Nuovo studio sull'arrivo dei primi Americani

21 - 27 Luglio 2015
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Il popolamento delle Americhe è un tema estremamente dibattuto. Una nuova analisi del genoma afferma che gli Americani giunsero dalla Siberia non prima di 23 mila anni fa, in piena Era Glaciale. Rimasero poi per forse per un migliaio di anni nel Nord, dividendosi poi in due diversi gruppi che popolarono quella parte del continente e quello meridionale (divergendo tra gli 11500 e i 14500 anni fa).
Si tratta di una conferma della teoria più popolare sul popolamento delle Americhe, che va in senso contrario alle teorie su migrazioni precedenti dall'Asia Orientale, ma soprattutto l'idea che Polinesiani ed Europei abbiano contribuito al patrimonio genetico dei Nativi Americani. Il flusso genetico successivo determina per alcuni Americani antenati comuni agli abitanti dell'Asia Orientale (Siberia compresa) e con maggiore distanza, di Australo-Melanesiani. I Pericués del Messico e i Fuegini abitanti della Patagonia non sarebbero relazionati ai moderni Australo-Melanesiani.
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Australia: i petroglifi da Pilbara, precedenti l'Era Glaciale

10 Giugno 2015
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Gli aborigeni australiani abitano nella regione di Pilbara da almeno 42 mila anni, e nella Penisola di Burrup da 40 mila. Di quest'ultima sono celebri i petroglifi che ritraggono animali. A seguito dell'Era Glaciale e dell'innalzamento dei mari, però, sono cambiate le prede e quindi anche quelle ritratte sulle rocce: in principio canguri ed emu, pesci e tartarughe in seguito.
Si spera che l'area possa essere dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità, di modo da portare turisti e permettere che i siti vengano preservati dall'espansione industriale.
Link: ABC News
Arcipelago Dampier e Penisola di Burrup, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Leptictidium.