14 Settembre 2015

Archeologi nella Grotta dell’Impiccato

Omero di un rinoceronte lanoso. Foto di M. Rudnicki
Omero di un rinoceronte lanoso. Foto di M. Rudnicki
Sepolture con resti scheletrici e cremati dalla metà del primo millennio, e i resti di rappresentanti della megafauna che vivevano durante l’ultima Era Glaciale in quello che è l’attuale territorio polacco, sono state scoperte dagli archeologi durante lo studio della Grotta dell’Impiccato vicino Kostkowice nel massiccio di Jastrzębnik sull’altopiano di Cracovia-Częstochowa.
“I morti le cui ossa sono state trovate nella grotta provenivano probabilmente dalle coste settentrionali del Mar Nero, come evidenziato dalla caratteristica composizione dei depositi collocati in prossimità” – ha spiegato il prof. Aleksander Bursche, coordinatore del progetto NCN Maestro “Migration Period in the Oder and Vistula basin” (Periodo di migrazione nel bacino dell’Oder e della Vistula), sotto il quale gli scavi sono stati condotti. “Potevano includere i rappresentanti di tribù germaniche orientali – Goti” – ha aggiunto lo scienziato.

Pendente in ambra, pendente in oro e un solido con occhiello. Foto di M. Rudnicki
Pendente in ambra, pendente in oro e un solido con occhiello. Foto di M. Rudnicki

All’interno della grotta, gli Archeologi hanno trovato i resti di almeno sei scheletri di questo periodo. Nelle loro vicinanze hanno scoperto pendenti in argento, oro e ambra, denarii e solidi romani, fibbie marroni e in argento e grani di vetro e ambra, così come numerosi frammenti di contenitori e torniti sulla ruota.
Pendenti in argento del quarto secolo, provenienti dal Mar Nero. Foto di M. Rudnicki
Pendenti in argento del quarto secolo, provenienti dal Mar Nero. Foto di M. Rudnicki

“Fino ad ora non siamo stati in grado di spiegare le circostanze relative alla presenza nell’Altopiano di popolazioni provenienti da luoghi così lontani. Saranno utili per la comprensione della natura e della durata di questa presenza i risultati delle analisi paleobotaniche e i campionamenti presi dagli strati culturali” – ha spiegato il prof. Bursche.
Enigmatiche per i ricercatori sono tre sepolture a incinerazione scoperte presso la grotta. Datano pure loro alla metà del primo millennio. Secondo gli archeologi, queste sono le prime tombe di questo periodo scoperte nello Jura.
I corpi dei morti sono stati bruciati al rogo, dai quali solo alcune ossa e pochi pezzi di carbone furono presi. Questi resti furono collocati direttamente in buche superficiali del terreno. In un caso, l’attrezzatura del defunto comprendeva una fibbia in bronzo, una cintura metallica, un pettine fatto di bronzo, e frammenti ceramici. Le altre due sepolture contenevano solo frammenti dei contenitori. I ricercatori speculano sul fatto che forse questa situazione riflette la situazione sociale dei deceduti. Attualmente, è difficile determinare se le tombe contenessero i resti dei rappresentanti delle tribù germaniche orientali della cultura di Przeworsk o nuovi venuti dal cerchio delle culture gotiche.
Questa è la terza stagione di lavoro degli archeologi. Alla guida degli scavi c’è Marcin Rudnicki dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Varsavia. Il team comprende studenti e dottorati dell’Istituto di Archeologia e delle Arti Liberali dell’Università, compresi molti dall’estero. Durante il primo anno, gli scienziati scavarono strati di macerie rocciose. Solo nell’ultimo anno si sono ottenute scoperte interessanti. Si sono imbattuti in una collezione di preziosi reperti nella forma di fibbie in argento e bronzo e pendenti e grani in vetro e ambra. Come per gli ornamenti e i reperti di vestiario ritrovati dai cacciatori di tesori in anni recenti, probabilmente provengono dall’odierna Ucraina, al tempo abitata da comunità Gotiche.
“È una scoperta abbastanza sorprendente perché i legami tra la popolazione germanica nel tardo quarto secolo e le aree ad ovest del corso superiore del fiume Vistula non erano stati considerate finora. La natura di questi contatti rimane un mistero” – ha aggiunto il prof. Bursche.
Quest’anno, come parte della ricerca dello stesso Istituto dell’Università di Varsavia, la Grotta dell’Impiccato fu visitata da un gruppo di archeologi e antropologi, che si occupano delle più antiche tracce della presenza umana in terra polacca. Il team fu condotto dalla dott.ssa Małgorzata Kot. In uno scavo profondo 4 metri all’interno della grotta, gli scienziati hanno scoperto una sequenza molto complessa di strati del Pleistocene dell’Ultima Era Glaciale, che contenevano molte ossa di orsi delle caverne, rinoceronti lanosi e cervi giganti. “In Polonia ci sono solo poche grotte con un sistema di strati del Quaternario così ricco. Sembra molto probabile ritrovare tracce di ominidi nel futuro” – ha concluso il prof. Bursche.

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.