Identificati i resti di Re Riccardo III, dopo 529 anni

2 Dicembre 2014
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Un team di ricerca internazionale, guidato dal Dr. Turi King del Dipartimento di Genetica di Leicester, avrebbe confermato, grazie alle analisi sul DNA e con un margine di prova schiacciante, che le ossa rinvenute nel 2012 a Grey Friars sarebbero proprio quelle di Re Riccardo III Tudor.
Il test avrebbe fornito anche dati circa l'aspetto fisico del sovrano, che perciò si confermerebbe simile a quanto ritratto nel celebre dipinto datato al 1520 circa, da un originale perduto, per la famiglia Paston, posseduto dalla  Society of Antiquaries di Londra, sin dal 1828. I risultati del test porrebbero anche dubbi sull'attuale casa regnante Inglese.Leggere di più


Isola di Pasqua: i dati del genoma suggeriscono un contatto con le Americhe

23 Ottobre 2014
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Ci sarebbero stati contatti tra l'Isola di Pasqua e le Americhe molto prima dell'arrivo del Comandante olandese Jakob Roggeveen nel 1722. Queste le conclusioni alle quali è giunto un nuovo studio, basandosi su nuove prove genomiche, che indicano che gli abitanti dell'Isola ebbero contatti significativi con le Americhe centinaia di anni prima.Leggere di più


Antichi Europei intolleranti al lattosio per 5000 anni dopo l'adozione dell'agricoltura

21 Ottobre 2014
Gli antichi Europei furono intolleranti al lattosio per 5000 anni dopo l'adozione dell'agricoltura, e la loro pigmentazione divenne man mano più chiara con l'imparentarsi di cacciatori-raccoglitori e contadini non locali.
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Antico genoma dal Sud Africa getta luce sulle nostre origini

29 Settembre 2014
Cosa ci racconta lo scheletro di un uomo che ha vissuto 2330 anni fa, nell'angolo più meridionale dell'Africa? Moltissimo, se il genoma in questione dimostra di essere uno dei più antichi (in termini genetici), "uno dei primi ad aver deviato", e ritrovato in una regione dove si crede che gli esseri umani abbiano avuto origine, all'incirca 200,000 anni fa.
Lo scheletro fu scoperto nel 2010 nella baia di St. Helena dall'archeologo, Professor Andrew Smith dell'Università di Cape Town, che contattò la Professoressa Vanessa Hayes, esperta di genomi Africani.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati nello studio "First Ancient Mitochondrial Human Genome from a Pre-Pastoralist Southern African", di A. G. Morris, A. Heinze, E. K. F. Chan, A. B. Smith, V. M. Hayes, pubblicato su Genome Biology and Evolution.
Link: Genome, Biology and EvolutionGarvan InstituteScience Daily


Gli Europei moderni discendono da almeno 3 e non da 2 antichi gruppi

17 Settembre 2014
Ci sarebbe da aggiungere un nuovo ramo all'albero familiare europeo: i moderni Europei discenderebbero da almeno 3 antichi gruppi e non solo da 2, come si credeva fino ad oggi. Queste le notevoli conclusioni alle quali giunge lo studio di alcuni ricercatori della Harvard Medical School e dell'Università di Tübingen, "Ancient human genomes suggest three ancestral populations for present-day Europeans".
In particolare, fino ad oggi si riteneva che i moderni Europei discendano da cacciatori raccoglitori e primi contadini. L'incontro tra queste due popolazioni avvenne circa 7500 anni fa, mentre l'agricoltura veniva importata dal Vicino Oriente. Secondo il suddetto studio, a contribuire al patrimonio genetico dei primi avrebbe però contribuito un terzo gruppo, quello degli antichi Eurasiatici del Nord. Questi avrebbero perciò contribuito tanto al patrimonio genetico dei moderni Europei, quanto a quello delle popolazioni che attraversarono lo Stretto di Bering 15.000 anni fa, cioè i Nativi Americani. Emergerebbe inoltre la presenza di un altro gruppo, finora ignoto, quello degli Europei basali, che sarebbe persino più antico.
Link: NatureHarvard Medical SchoolScience Daily


Antico mtDNA dal Sud Africa collegato ai contemporanei indigeni San

3-13 Settembre 2014
Le più antiche discendenze mitocondriali degli umani contemporanei provengono dall'Africa: lo studio "First Ancient Mitochondrial Human Genome from a Pre-Pastoralist Southern African", di Alan G. Morris, Anja HeinzeEva K.F. ChanAndrew B. Smith e Vanessa M. Hayes enfatizza l'importanza dei resti archeologici in Sud Africa nel definire i primi umani moderni.
In particolare, lo studio si relaziona ai gruppi Khoisan, caratterizzati dall'utilizzo delle cosiddette lingue clic, la cui presenza nell'Africa del Sud è oggi ristretta alle zone semidesertiche, ma che un tempo erano molto più diffusi. Oggi gli indigeni che abitavano sulla costa del Sud Africa pre-pastorale sono estinti: nello studio si esamina il genoma proveniente da uno scheletro di 2330 anni, che viveva di foraggio marino. L'antico DNA mitocondriale del soggetto rappresenta una nuova discendenza L0d2c, più da vicino collegata con i gruppi San (anche noti come Boscimani o Basarwa), in particolare con i Ju.
Link: Genome, Biology and Evolution; Dienekes' Blog
 


Evoluzioni per la teoria "fuori dall'Arabia"

9 Settembre 2014
Pubblicazione provvisoria dello studio "'Out of Arabia' and the Middle-Upper Palaeolithic transition in the southern Levant" di Jeffrey Rose e Anthony E. Marks, alla quale seguono i commenti su Dienekes' Blog.
[Riduzione dall'Abstract] Attorno a 50 mila anni fa, ci fu una transizione tecnologica, che si diffuse dal Vicino Oriente all'Eurasia, e la cui prima occorrenza fu nella manifattura degli Emirati, le cui prime manifestazioni si ritrovano nel Levante meridionale.
Lo studio sottolinea che le prove genetiche, in ultima analisi, mostrano come il ruolo svolto dagli Emirati sia al momento sottovalutato, e conclude che questi siano radicati nel Complesso Nubiano Iniziale della Valle del Nilo, che si diffuse nella Penisola Arabica durante l'ultimo Periodo Interglaciale.
Link: Academia.edu; Dienekes' Blog


Dubbi sull'ultima teoria che identifica Jack lo Squartatore

8 Settembre 2014
La teoria di Russell Edwards, che identifica Jack lo Squartatore con Aaron Kosminski, comincia a far sorgere i primi dubbi.
In particolare, sono state messe in dubbio le procedure (i ricercatori sapevano su quali campioni stavano lavorando) e il fatto che lo scialle utilizzato per l'analisi del DNA è stato pacificamente toccato da moltissime persone: potrebbe perciò essere contaminato.
Link: Smithsonian; The Guardian; Fox News


Grazie al DNA, scoperta l'identità di Jack lo Squartatore?

6 Settembre 2014
Un'esclusiva del Daily Mail di oggi riporta la tesi di un detective dilettante, per la quale l'identità di Jack lo Squartatore coinciderebbe con quella dell'ebreo polacco Aaron Kosminski, parrucchiere e già uno dei principali sospetti all'epoca dell'investigazione in epoca vittoriana.
Kozminski
L'investigatore e uomo d'affari Russell Edwards è arrivato alla conclusione dopo aver comprato all'asta lo scialle insanguinato di Catherine Eddowes, una delle vittime del serial killer. L'oggetto è stato quindi affidato alle analisi dell'esperto Dr Jari Louhelainen. Questi avrebbe confrontato le prove genetiche estratte dalle tracce di sangue, permettendo a Edwards le conclusioni che saranno pubblicate, tra un paio di giorni, nel suo libro "Naming Jack the Ripper".
Kosminski era, come si è detto, uno dei principali sospettati ai tempi delle indagini sugli omicidi di Whitechapel: molto giovane ai tempi, era affetto da turbe mentali: provava profondo odio nei confronti delle donne e istinti omicidi. Nel 1891 fu rinchiuso in un manicomio.
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Link: Daily Mail; Dienekes' Blog; en.wikipedia 1 & 2
Ritratto di Kozminski da WikipediaPubblico dominio, caricata da StefanoRR.
Disegno dalla Polize Gazette, da WikipediaPubblico dominio, caricata da StefanoRR.