Chapelle Expiatoire Rivoluzione Francese Catacombe ossario

Una necropoli post-rivoluzionaria nel cuore di Parigi?

Gli storici e gli appassionati dell'orrore sanno che a Parigi c'è un luogo dove riposano, mescolati alle tante persone comuni morte per le più svariate causa, le ossa (o meglio, quel che ne rimane) delle vittime del Terrore. Questo luogo sono le Catacombe di Parigi. Ma una nuova scoperta, annunciata dal direttore della Chapelle Expiatoire, Aymeric Peniguet de Stoutz,  mette in dubbio quella che pareva una certezza granitica: nel monumento sarebbe stato trovato un ossario risalente alla Rivoluzione Francese. Siamo di fronte alla possibilità di ritrovare i corpi di Robespierre e Danton?

Le Catacombe

Le Catacombe di Parigi. Foto di Michael Reeve, CC BY-SA 3.0

La creazione di questo enorme deposito di ossa è stato creato in circa un secolo, sfruttando una parte del reticolato sotterraneo di preesistenti miniere. Lo scopo di queste catacombe, che in realtà presero questo nome soltanto dopo il loro completamento, fu soprattutto quello di liberare il suolo del centro città dai resti dei cimiteri. Già poco prima della Rivoluzione, le idee illuministe sull'igiene avevano portato alla chiusura del cimitero dei Saints-Innocents nelle Halles. La traslazione dei resti (sia quelli identificati che non identificati) continuò poi durante la rivoluzione e l'età napoleonica. In età huysmaniana, quando il volto di Parigi piano piano prendeva l'aspetto attuale, ricominciò la traslazione dei resti anche dai cimiteri delle zone toccate dalla nuova pianificazione della città. Alcuni di questi cimiteri, come quello appena nominato, erano stati usati durante la Rivoluzione per seppellire i giustiziati del Terrore. Fino ad ora, dunque, si è sempre dato per scontato che i resti delle grandi personalità della Rivoluzione fossero finiti confusi con tutte le altre ossa nelle Catacombe di Parigi.

 

La Chapelle expiatoire

Chapelle Expiatoire Rivoluzione Francese Catacombe ossario
Chapelle Expiatoire. Foto di Annick314, CC BY-SA 3.0

Nel 1814 Louis XVIII acquistò il terreno del cimitero della parrocchia della Madeleine, situato a lato dell'attuale rue d'Anjou. Questo cimitero fu utilizzato per seppellire alcune delle vittime illustri della ghigliottina, fra i quali Louis XVI e Marie-Antoinette e infatti l'interesse principale di Louis XVIII era proprio quello di ritrovare le salme del fratello e della cognata per permettere la loro traslazione nella Basilica di Saint-Denis, la necropoli reale che ospita le spoglie di (quasi) tutti i reali di Francia. Su questo luogo fu fatta edificare una cappella votiva, dal simbolico nome di Chapelle Expiatoire, in onore non solo della coppia reale, ma anche di coloro che furono giustiziati per avere difeso la monarchia (compreso Philippe Egalitè,  duca d'Orléans e cugino del re, perdonato post-mortem). Si pensava che, per costruire l'edificio, una volta riesumate le salme reali,  fosse stato bonificato dagli altri resti, trasportandoli nelle Catacombe.

La scoperta

Chapelle Expiatoire. Foto di Annick314, CC BY-SA 3.0

Qualche giorno fa il direttore della Chapelle Expiatoire, Aymeric Peniguet de Stoutz, ha annunciato la scoperta di un ossario, contenente i resti di 500 persone ghigliottinate tra il 21 gennaio 1793 (data dell'esecuzione di Louis XVI) e il 27 luglio 1794/9 Termidoro II (esecuzione dei Robespierristi). L'annuncio è avvenuto dopo la conclusione di una serie di indagini iniziate nel 2018. Una serie di saggi effettuati dall'archeologo Philippe Charlier con una telecamera hanno permesso di individuare dietro una parete del colonnato, che, secondo la pianta dell'edificio, non avrebbe dovuto nascondere nulla, quattro ossari di legno e cuoio, contenenti resti umani. Il confronto con fonti d'archivio ha permesso di ipotizzare l'attribuzione e la datazione dei resti. La cappella, dunque, non sarebbe soltanto un monumento in memoria di Louis XVI e Marie-Antoinette, ma anche una vera e propria necropoli della Rivoluzione. Si tratterebbe, quindi, di attribuire un nuovo significato all'intero monumento.

 

Alla ricerca dei corpi perduti

L'annuncio ha avuto un effetto mediatico dirompente, anche perché riaccende una curiosità antica: quella di ritrovare i corpi della rivoluzione, per farne sia oggetto di studio che di culto laico. I tentativi di riesumazione eseguiti nell'Ottocento, proprio a cominciare dai corpi dei reali, sono sempre stati complessi e dai risultati incerti. Gli stessi rivoluzionari, infatti, ebbero cura di seppellire i corpi delle grandi personalità in modo che le spoglie non diventassero oggetto di commemorazione o di vilipendio, seppellendoli nella calce viva (misura igienica oltre che ideologica), spogliandogli di abiti ed oggetti personali che potessero renderli riconoscibili e disponendoli nella medesima posizione (con la testa tra le gambe). Il ritrovamento della salma stessa di Louis XVI suscitò molti dubbi ed è ancora materia incerta.

Oltre il clamore mediatico, è il caso di agire con cautela e non fare ipotesi troppo azzardate.

Non bisogna necessariamente pensare a una sorta di necropoli della rivoluzione, quanto a un'operazione dettata più dal bisogno: quei corpi potrebbero essere stati semplicemente rimossi dal terreno del cimitero sul quale sorge la cappella. Può darsi, dunque, che tra quelle ossa ci siano anche quelle di alcuni dei condannati (anche se il cimitero era già in attività prima della Rivoluzione).

La finestra temporale indicata da de Stoutz, infatti, sembra oltremodo larga,  poiché il cimitero fu dismesso nella primavera del 1794, prima delle epurazioni di Germinale.

Il Palazzo delle Tuileries attorno al 1860. Fu distrutto nel 1883, in considerazione degli ingenti danni dovuti all'incendio del 1871, relativi ai fatti della Comune di Parigi. Foto di ignoto in pubblico dominio

Sembra improbabile che Louis XVIII abbia voluto traslare dagli altri cimiteri usati durante il Terrore (in particolare il cimitero degli Errancis, attuale rue Monceau, utilizzato tra la primavera e l'estate del 1794) i corpi dei regicidi per seppellirne le ossa proprio in un monumento dedicato alla coppia reale giustiziata; mentre quei resti, mescolati insieme ai morti comuni e ai morti dell'assalto alle Tuileries del 10 agosto 1792 (per esempio gli Svizzeri che difendevano il palazzo e che furono massacrati dalla folla), potrebbero appartenere, almeno nell'intenzione di chi la costruì, i giustiziati per le loro idee monarchiche o per aver in passato collaborato con la monarchia costituzionale, dai Girondini a Madame du Barry, passando per la celebre femminista Olympe de Gouges.

Speriamo che le nuove indagini, che dovrebbero essere svolte l'anno prossimo, riescano a fare chiarezza.

 


Assuan necropoli tomba mausoleo di Aga Khan Egitto Tjt

Importanti ritrovamenti in una tomba ad Assuan, sulla riva ovest del Nilo

Grazie alla missione italo-egiziana “EIMAWA 2019” (Egyptian-Italian Mission at West Assuan), sono state portate alla luce numerose mummie da una tomba localizzata nell’area del mausoleo di Aga Khan sulla riva ovest del Nilo ad Assuan.

Assuan necropoli tomba mausoleo di Aga Khan Egitto Tjt
L'area di Assuan vista dal Nilo

Le camere sepolcrali sono state scavate nella roccia e appartenevano a una persona di nome Tjt. Secondo gli archeologi questo luogo di sepoltura fu utilizzato dal periodo tardo faraonico fino a quello greco-romano. All’interno di esso sono stati ritrovati numerosi reperti tra cui un frammento di sarcofago riportante un’invocazione a Khnum, Satet, Anuket e Hapi, divinità della prima cataratta.

Uno dei "cartonnages" dipinti rinvenuti a forma di copertura dei piedi

Il complesso funerario è composto da una camera principale e da una laterale, in origine chiuse da un muro di pietra. Al loro interno Patrizia Piacentini, l’archeologa a capo della missione e docente di Egittologia e Archeologia egiziana alla Statale di Milano, ha riportato alla luce con il suo team numerose anfore e vasi per offerte.

Assuan necropoli tomba mausoleo di Aga Khan Egitto Tjt
La stanza laterale della tomba con il sarcofago scavato nella roccia

Nella stanza laterale vi erano quattro mummie, di cui due poste l’una sopra l’altra. È proprio questo particolare che ha indotto gli studiosi a pensare che si possa trattare di una madre accompagnata da suo figlio. In questo ambiente si trovava anche un sarcofago scavato nel pavimento di roccia e diversi recipienti contenti ancora del cibo, facenti parte del corredo funerario.

Le due mummie sovrapposte, rinvenute nella stanza laterale, probabilmente di madre e figlio

Nella stanza principale giacevano circa 30 mummie, tra di loro vi erano corpi di bambini deposti in una lunga nicchia laterale. Appoggiata alla parete nord gli archeologi hanno ritrovato una lettiga fatta di legno di palma e strisce di lino, usata molto probabilmente per trasportare i cadaveri all’interno della stanza.

Uno dei "cartonnages" dipinti rinvenuti a forma di collana

All’entrata di essa sono stati ritrovati altri oggetti utilizzati durante il processo di mummificazione e deposizione dei corpi: recipienti contenenti bitume, del cartonnage bianco pronto per essere tinteggiato, una lampada, frammenti di maschere funerarie dipinte in oro e una statuetta lignea, rappresentante l’anima del defunto sotto forma di uccello, il Ba.

Statuetta in legno dell'uccello-Ba

La missione ha mappato finora circa 300 tombe circostanti l’area del mausoleo, datate tra il VI secolo a. C. e il IV d.C. Gli archeologi egiziani hanno già scavato 25 di queste nel periodo compreso tra il 2015 e il 2018.

Assuan necropoli tomba mausoleo di Aga Khan Egitto Tjt
La "nuova" tomba scoperta dalla missione italo-egiziana

Link: Ministry of Antiquity; Università degli Studi di Milano "La Statale"

Le didascalie e le immagini dalla tomba di Assuan sono come fornite dall'Università degli Studi di Milano "La Statale".


Grecia: scavi e analisi alla necropoli di Faliro

24 - 26 Marzo 2016
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A Faliro vi è una necropoli con oltre 1.500 scheletri, risalenti a un periodo dall'ottavo al quinto secolo a. C. Gli scheletri sono sepolti secondo modalità molto diverse: alcune sono interrate in fosse, un terzo è rappresentato da bambini in giare, il 5% è rappresentato da cremazioni e ci sono alcune tombe a cista. In alcune fosse comuni si sono ritrovate persone a testa in giù, e incatenate.
Lo studio di queste sepolture potrà contribuire a comprendere Atene nel periodo arcaico, prima del sorgere della città stato. Faliro era uno dei porti di Atene, a pochi km a sud dalla stessa.
Link: Forbes; Greek Reporter.
La baia di Faliro, foto di A.Savin (userpage · contact), da WikipediaCC BY-SA 3.0.


Necropoli con oltre 100 tombe da Betlemme

4 - 7 Marzo 2016
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Nella primavera del 2013, a Khalet al-Jam'a si scoprì un'antica necropoli che un tempo accoglieva oltre cento tombe, datate al periodo tra il 2.200 e il 650 a. C. Era forse il cimitero di un vicino insediamento ancora non individuato.
La necropoli, vicino Betlemme in Cisgiordania, copriva un tempo un'area di tre ettari. Anche se distrutta da saccheggi e costruzioni moderne, almeno 30 tombe sono state identificate. È caratterizzata da tombe a pozzo con camere singole e multiple scavate nella roccia.
Link: La Sapienza (PDF); Live Science 1, 2; Archaeology.wikiHaaretz; International Business Times; India Today via Press Trust of India.
Cisgiordania, da WikipediaPubblico Dominio (The original GIF image source for this map is: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/we.html).


Migranti e dieta dai cimiteri di Roma Imperiale a Casal Bertone e Castellaccio Europarco

10 Febbraio 2016
journal.pone.0147585.g001
Secondo un nuovo studio pubblicato su PLOS One, l'analisi degli isotopi di 105 scheletri seppelliti in due cimiteri della Roma imperiale (Casal Bertone e Castellaccio Europarco, con datazione al periodo tra il primo e il terzo secolo d. C.), evidenzia un numero rilevante di migranti, provenienti dal Nord Africa e dalle Alpi.
Gli individui erano principalmente adulti e uomini, per gli autori il seppellimento in una necropoli può suggerire che si trattava di poveri o di schiavi. La loro dieta si modificò notevolmente con l'arrivo a Roma, con l'adattamento alla diversa cucina, che comprendeva soprattutto frumento, legumi, carne e pesce. Ulteriori analisi forniranno altre indicazioni.

Teschio dello scheletro T15, un maschio tra i 35 e i 50 anni, seppellito in un cimitero nei pressi di Casal Bertone, Roma. Le analisi suggeriscono possa essere nato vicino le Alpi. Credit: Kristina Killgrove
Teschio dello scheletro T15, un maschio tra i 35 e i 50 anni, seppellito in un cimitero nei pressi di Casal Bertone, Roma. Le analisi suggeriscono possa essere nato vicino le Alpi. Credit: Kristina Killgrove

[Dall'Abstract:] Le migrazioni all'interno dell'Impero Romano avvennero con portata multipla, e furono sia volontarie che non volontarie. In conseguenza della lunga tradizione di studi classici, le analisi bioarcheologiche devono essere pienamente contestualizzate all'interno dei confini della storia, della cultura materiale, e dell'epigrafia. Al fine di valutare la migrazione verso Roma all'interno di una cornice di contesto aggiornata, l'analisi dell'isotopo dello stronzio è stata effettuata su 105 individui provenienti da due cimiteri associati alla Roma imperiale—Casal Bertone e Castellaccio Europarco—e le analisi degli isotopi di ossigeno e carbonio sono state effettuate su un sottoinsieme di 55 individui. L'analisi statistica e i confronti con quanto ci si aspettava a livello locale hanno rivelato diverse eccezioni, probabilmente immigrati a Roma da fuori. La demografia degli immigrati mostra uomini e bambini, e un confronto degli isotopi del carbonio da campioni da denti e ossa suggerisce che gli immigranti possono aver significativamente modificato la loro dieta. Questi dati rappresentano la prima prova fisica di individui immigrati nella Roma Imperiale. Questo caso di studio dimostra l'importanza dell'utilizzo della bioarcheologia per generare una più profonda comprensione dell'antico e complesso centro urbano.
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Fortificazioni di Tana, colonia greca nella Russia meridionale

7 Dicembre 2015

Polacchi studiano l'antica colonia greca di Tana

Archeologi al lavoro. Foto di M. Matera
Archeologi al lavoro. Foto di M. Matera
L'antica città, risalente a più di duemila anni fa, e situata nell'odierna Russia, alla foce del Fiume Don nel Mar d'Azov, è stata studiata dalla spedizione del Centro Ricerche per le Antichità dell'Europa Sud-orientale dell'Università di Varsavia. Si tratta della sola missione archeologica permanente polacca al lavoro nel paese.
I Ricercatori sono tornati dagli studi di una delle più remote colonie greche in Agosto, ma solo ora sono stati in grado di completare le analisi necessarie che permettono di tracciare conclusioni circa lo scopo e l'età dei vari ritrovamenti. Tra le scoperte più interessanti hanno citato porzioni del terrapieno rinforzato con uno strato di grandi pietre non tagliate.
Il terrapieno con lo strato di pietra esterno. Foto di M. Matera
Il terrapieno con lo strato di pietra esterno. Foto di M. Matera

"La datazione assoluta della struttura fa sorgere una serie di difficoltà. Il rafforzamento in pietra fu coperto con uno strato artificiale che costituisce il coronamento dei bastioni. Il materiale archeologico scoperto nel corso della ricerca è, ad ogni modo, cronologicamente irregolare - ha affermato il dott. Marcin Matera dell'Istituto di Archeologia dell'Università di Varsavia, alla guida della spedizione. - La stratigrafia di questa parte degli scavi mostra, ad ogni modo, che il terrapieno fu costruito dopo la conquista di Tana da parte di Polemone". Polemone I fu un re del Bosforo Cimmerio, che regnò nel primo secolo a. C.

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Repubblica Ceca: sepoltura inusuale di un importante esponente dei Marcomanni

7 Ottobre 2015

Archeologi polacchi scoprono un'inusuale sepoltura germanica nella Repubblica Ceca

Studio della tomba, foto di A. Půlpánová-Reszczyńska
Studio della tomba, foto di A. Půlpánová-Reszczyńska
Scienziati dell'Istituto di Archeologia del'Università di Rzeszów hanno studiato la tomba di un importante rappresentante della popolazione germanica dei Marcomanni a Nezabylice, nella parte nord occidentale della Repubblica Ceca. È la più grande e ricca necropoli scoperta in questa regione, dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Durante i pochi anni di ricerca presso il sito, gli scienziati hanno scoperto dozzine di tombe che datano approssimativamente a duemila anni fa. Ad ogni modo, questa stagione è chiaramente considerata di svolta a causa di una scoperta inusuale. Tombe simili nella Repubblica Ceca sono state scoperte principalmente fino alla metà del ventesimo secolo. Negli anni recenti, gli archeologi hanno studiato e documentato pienamente solo una sepoltura simile, ed è questo il motivo per cui il ritrovamento è considerato eccezionale, anche in termini di opportunità cognitive e analisi ulteriori.
"La persona seppellita in questa tomba era probabilmente qualcuno importante per la comunità locale, perché lo sforzo impiegato nella costruzione di questa tomba deve essere stato considerevole" - ha spiegato la dott.ssa Agnieszka Půlpánová-Reszczyńska dell'Istituto di Archeologia dell'Università di Rzeszów, a capo degli scavi.

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Siberia: sepolture dell'Età del Bronzo da Omsk

29 Settembre 2015
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Sepolture dell'Età del Bronzo son state ritrovate in quella che si ritiene una necropoli al di sotto del centro nella città di Omsk, in Siberia. Sono datate tra il 700 e l'800 a. C., e in una si sono ritrovati un coltello e una cintura.
Link: Siberian Times
L'Oblast' di Omsk, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Russia edcp location map.svg (by Uwe Dedering)).
 


Pompei: nuove scoperte a Porta Nola

27 Agosto 2015
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Nuove scoperte dalla necropoli di Porta Nola a Pompei. Sono state oggetto di studio le caratteristiche fisiche, la dieta, il modo di vivere e i riti funerari della popolazione. Ripulite anche alcune tombe dove si era accumulato del terreno.
Tra le scoperte, un ulteriore terreno sepoltura per cremazione presso la tomba monumentale di Marcus Obellius Firmus, con una moneta (utile ai fini della datazione), ceramica e frammenti del letto funerario in osso e oro. Si sono studiati anche i calchi delle vittime dell'eruzione, al fine di determinarne età, sesso, patologie, attività.
Link: BSR 1, 2; Repubblica; Il Mattino; RAI; Art DailyArchaeology News Network via The British School at Rome.
Cartina di Pompei di cmglee, MaxViol (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:House_of_the_Vettii_%28Pompeii%29_location.svg), da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Cmglee.
 


Iran: necropoli dalla provincia di Mazandaran

7 Luglio 2015
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Una necropoli risalente all'epoca dell'Impero Partico (o Arsacide) è stata dissotterrata presso il villaggio di Vastmin nella provincia di Mazandaran. La necropoli consta di 15 catacombe e purtroppo di queste solo nove non sono danneggiate, vandalizzate da antichi predoni o distrutte.
Link: Archaeology News Network via Iran Front Page via IRNA
La provincia iraniana di Mâzandarân (Original work by Uwe Dering. Highlighted by Dr. Blofeld - Based on File:Iran location map.svg), da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Nima Farid.