UN ISTITUTO E UN MUSEO IN CRESCITA: UN FELICE BILANCIO

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Il 2015 chiude in bellezza per l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia e per il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari: confermando una netta tendenza alla crescita, sia come presenze di pubblico che come introiti . Infatti, dal 2013 a oggi, l’Istituto, nella sua sezione espositiva museale, presente nelle belle sale del Palazzo delle Tradizioni popolari di Piazza Marconi, ha conseguito un incremento di oltre il 30% dei visitatori. Grande è anche il rinnovato interesse della stampa, e della comunicazione radiotelevisiva, le quali hanno dato ampio spazio alle notizie sulle nostra attività. Queste le ragioni di una tendenza allo sviluppo: iniziative originali e di produzione da parte dell’Istituto, adesione e promozione delle iniziative istituzionali del Mibact, quale la gratuità della prima domenica del mese, e, motivo di orgoglio, l’avvio di un programma educativo e di conoscenza per le scuole, ideato e gestito interamente dal personale interno dell’Istituto, programma che ha riscosso un successo superiore ad ogni aspettativa.
L’anno si è aperto con una importante e nuova mostra di arte tessile contemporanea: Off Loom- Fiber Art. Una mostra collettiva che si è proposta di censire il meglio della produzione artistica tessile contemporanea  nell’intero Paese. Buone vendite del libro-catalogo, edito da Corraini di Mantova, e ottime recensioni  della stampa generale e di settore. Ma la sorpresa è stata, per molti visitatori nuovi, scoprire gli ambienti dell’EUR, i saloni intatti nelle forme architettoniche razionaliste del Ventennio.
L’Atelier dei Bambini, inaugurato con un clamoroso successo di presenze di bimbi e famiglie il 12 aprile, ha già raggiunto, in questo primo anno di esercizio, ben oltre 3000 presenze e oltre 100 classi diverse. Ma il calendario delle prenotazioni per il 2016 è già sorprendentemente nutrito di scuole di ogni quartiere di Roma, mentre crescono le iniziative domenicali per le famiglie (burattini e teatro di figura). A questo proposito, significativo il dato numerico delle domeniche gratuite 2015, premiato con una media di 450 visitatori per volta: e’ innegabile che i romani si stanno riabituando a pensare al quartiere Eur come a una possibile meta domenicale per un pomeriggio di arte e cultura.
A chiusura dell’attività espositiva del 2015, ci piace ricordare la mostra delle fotografie di Arturo Zavattini, uomo di cinema e insospettato – e sinora inedito – grande autore della fotografia italiana. Una passeggiata in un’Italia semplice, dinamica e colma di speranze per il futuro: quella della ricostruzione del secondo dopoguerra, che stimola riflessioni per il nostro presente.
Le feste di fine anno sono salutate dal riallestimento del “Presepe del Re”, il monumentale presepe settecentesco napoletano, nella interpretazione  di uno degli ultimi maestri presepiari della tradizione.
In conclusione, un bilancio sociale lusinghiero, per una collezione importante che richiede un sforzo di comprensione per coniugare il passato con il presente. A fronte di questi dati, senza dubbio positivi, come Istituto ci si è interrogati  sul valore dei dati stessi, sul piano del capitale umano. E’ questa la vera risorsa: la relazione che nasce con il pubblico dall’impegno quotidiano nella tutela e promozione delle collezioni e del mandato istituzionale di conoscenza dell’etnografia italiana attuale. Tutto ciò è un augurio per il 2016.

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
Logo del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari  (http://museonazionaletradizionipopolari.tumblr.com/)da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricato da Vicipaedianus x
 

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