Uto e Gesso di Gabriella Dal Lago: dalla scuola di scrittura alle pagine del romanzo

Tra le nuove voci di questo 2022 troviamo Gabriella Dal Lago, diplomata della Scuola Holden, che ha da poco esordito con il suo primo romanzo Uto e Gesso, uscito per 66thand2nd il 14 aprile.

L’ex Arsenale militare, in Piazza Borgo Dora a Torino, dove ha attualmente sede la Scuola Holden. Foto di Antonio.971, in pubblico dominio

Uto e Gesso si presenta come il frutto maturo degli insegnamenti della scuola di scrittura che ne ha formato l’autrice e dove, per sua stessa ammissione, l’embrione di questa storia ha iniziato a formarsi grazie a un compito che prevedeva la scrittura di un racconto lungo. In questo romanzo ci sono tutti gli elementi che servono a confezionare una storia solida e dall’arco narrativo chiaro.

Di seguito, l’articolo prosegue con alcuni elementi della trama

Innanzitutto, una forte dicotomia tra i due fratelli protagonisti (i cui nomi fittizi, per cui “tutti li chiamano così” – bisogna ammetterlo – si fa fatica a spiegare). Gesso, il maggiore, è cupo e depresso, solitario e disattento, a tratti capriccioso, l’opposto di Uto, più giovane ma forse già più maturo, premuroso e presente, che si abnega per tentare di salvare il fratello dai demoni della malattia mentale.
Poi abbiamo due donne, due ragazze che gravitano attorno a Uto, che condividono pezzi della sua storia – Silvia, la sua ex fidanzata, per lunghi anni al suo fianco, amatissima ma estenuata dalle continue rinunce che Uto si infligge per amore di suo fratello; ed Emma, che lo incontra al culmine del suo dramma personale con Gesso (quando suo fratello si è ormai perso) e lo accompagna in questo breve ma complessissimo tratto della vita, condividendone un segmento unico per dolore e intensità.

Poi, ancora in piena regola rispetto agli elementi tipici di cui sopra, troviamo una famiglia sfasciata, due genitori divorziati (dopo incomprensioni, liti e tradimenti); una madre che ritenta con successo di rifarsi una vita con un altro uomo ma deve far fronte all’algida ed egoista reazione di un figlio – Gesso – che non riesce ancora a fare i conti col passato e non si concede (e non lo concede agli altri) il diritto all’accoglienza, al perdono, alla serenità.

Foto di Maxime Sallin

Il rapporto fra i due fratelli è il perno della storia: due giovani uomini diversi che un legame di sangue e un’infanzia in comune legano indissolubilmente, malgrado il dolore che sanno infliggersi l’un l’altro. Lo spettro di questa infanzia comune fa da contraltare a un altro fantasma, quello della montagna. Dei lupi.

Gesso è ossessionato dai lupi. Un incidente in montagna, capitato ai due bambini, mentre i genitori li avevano dimenticati, da soli, per tutta la giornata, mentre erano presi dalle proprie liti, scatena quest’ossessione. Fa da innesco a tutta la lunga serie dei traumi di Gesso. Il lupo che lo “chiamava” mentre era da solo con suo fratello, abbandonato su una seggiovia da bambino, non lo lascerà più.

Immagine di Ihaksi

E sarà proprio di ritorno dalla montagna, bloccato nella neve con Uto, e offeso dall’ardire di sua madre di volergli presentare un nuovo compagno lassù nella baita in cui è andata a vivere, che Gesso si troverà a fare i conti con questo lupo – immaginario o vero che sia. In questo scenario si consuma il dramma che da l’avvio (e allo stesso tempo fornisce la conclusione) alla storia.

Uto e gesso Gabriella Dal Lago
Foto di Pexels

La scrittura di Gabriella Dal Lago è molto elegante. Chiara, limpida, ma dotata di un piacevole margine di ricercatezza. La struttura è chiaramente ben studiata allo scopo di tenere il lettore avvinto e di stimolarne la curiosità, affinché la lettura prosegua: ci sono diversi piani temporali che si alternano e frequenti flashback; e il disvelamento delle ragioni (dei traumi) che portano all’incidente da cui il romanzo scaturisce è lento e graduale, evidentemente studiato e architettato allo scopo di mantenere sempre una certa dose di suspense viva.

Uto e Gesso Gabriella Dal Lago 66thand2nd
La copertina del romanzo Uto e Gesso di Gabriella Dal Lago, pubblicato da 66thand2nd (2022)

Uto e Gesso è in buona sostanza un bel romanzo, che cerca di trattare con intima delicatezza temi profondi, come la depressione – e la malattia mentale in genere – l’amore fraterno e i dissapori familiari, ma anche l’abnegazione e la rinuncia volontaria all’amore. Gabriella Dal Lago fa tutto ciò con un approccio piuttosto tradizionale. Non si può dire che si tratti di un romanzo innovativo: la scrittura, la struttura e i personaggi seguono alla lettera i dettami delle scuole di scrittura.

Il risultato è pienamente positivo, un prodotto letterario accuratamente studiato, piacevole, elegante e ben scritto. Quel che manca ancora è la sperimentazione, la capacità di un autore di rischiare e mettere in discussione le regole della composizione scritta, l’abilità di re-inventare, di dare vita a un nuovo processo creativo, unico, personale e innovativo, e pertanto memorabile. Ma Gabriella Dal Lago è al suo primo tentativo e di sicuro vale la pena aspettare un secondo romanzo, un frutto più maturo della sua ottima scrittura.

 

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla Casa editrice.

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