30 Aprile 2015

Waterloo: la prima stesura della storia

Una lettera scritta dal campo di battaglia disseminato di cadaveri di Waterloo, una mappa di invasione dal Regno Unito, e un libero dalla biblioteca personale di Napoleone in esilio saranno in mostra a Cambridge durante una delle prime mostre principali del bicentenario delle commemorazioni di Waterloo.

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La mostra A Damned Serious Business: Waterloo 1815, the Battle and its Books, sarà lanciata dall’attuale Duca di Wellington, Charles Wellesley, alla Biblioteca dell’Università di Cambridge nella notte del 30 Aprile e aprirà al pubblico il 1 Maggio. La mostra  durerà fino al 16 Settembre 2015.
Guardando a come si è scritto di Waterloo all’indomani della battaglia combattuta il 18 Giugno del 1815, attinge alle ricche e varie collezioni della Biblioteca e comprende la propaganda politica, giornali, libri di addestramento militare, mappe, piani, incisioni colorate e resoconti storici del massacro.

Lo storico, dott. Mark Nicholls, che ha contribuito a curare la mostra, afferma: “La mostra ci fa vedere la prima stesura della storia, così come veniva scritta in quei giorni, mesi ed anni dopo la battaglia.”
“Quando si parla di Waterloo oggi, c’è talvolta la tendenza a vedere la battaglia come uno scontro svoltosi esclusivamente tra Francia e Gran Bretagna; o Napoleone contro Wellington. Quello che la mostra della Biblioteca ci ricorda è che gli eserciti contrapposti a Napoleone erano davvero una forza combinata di truppe Alleate – principalmente Britanniche, dei Paesi Bassi e del Regno di Hanover, comandate da Wellington, e coi Prussiani guidati da Blücher.”
La mostra presenta anche manufatti e cimeli dallo stesso campo di battaglia, compresa una palla di cannone e un frammento carbonizzato di Hougoumont, la fattoria che occupò una posizione vitale nella linea di Wellington. Le reliquie furono collezionate da una teenager che visitò il campo dieci anni dopo la battaglia.
Altri oggetti che non sono mai stati mostrati al pubblico prima d’ora comprendono una lettera dal viaggiatore William Crackanthorpe a sua sorella Sarah nell’Agosto del 1814, dando un resoconto di prima mano di una conversazione avuta con Napoleone in esilio all’Elba; e la lettera dal campo di battaglia di William Turnor, proveniente da Mont St Jean e datata al 19 Giugno del 1815 (si veda la trascrizione allegata).
La lettera, che non è mai stata pubblicata per intero, describe l’eccitazione, la confusione e la ferocia de ‘la più sanguinaria come più decisiva battaglia’ e afferma che la fanteria Britannica si è resa  ‘immortale e la sua condotta non è mai stata sorpassata, davvero mai eguagliata’.  Anche se il suo reggimento, stazionato alla destra della linea, fu risparmiato dai combattimenti più aspri, Turnor trasmette le voci e i pettegolezzi in uno stile che lascia autenticamente senza fiato.
“Il campo di battaglia mostra questa mattina uno spettacolo molto traumatico, troppo orribile da descrivere. Buonaparte (sic)… mostrò il più grande coraggio; guidò in persona molte cariche sia di fanteria che di cavalleria. La fuga di Lord Wellington è quanto di più vicino al miracolo, perché questi si espose l’intero giorno al fuoco più intenso. Non conosciamo l’estensione delle nostre perdite, ma devono essere davvero grandi.”
L’altro curatore della mostra, John Wells, afferma: “L’importanza di Waterloo fu riconosciuta pienamente dalle generazioni che vennero dopo di essa. Sia Byron che Tennyson scrissero di Waterloo come di un ‘terremoto’. Victor Hugo disse che la battaglia cambiò la prospettiva della razza umana.
“Waterloo è la battaglia più celebre della moderna storia Europea, e dai primissimi momenti soldati e civili allo stesso modod vollero mettere esperienze ed emozioni per iscritto. In questa mostra si esamina come l’impatto della battaglia fu espresso attraverso la parola scritta, e come le registrazioni documentarie del tempo continuano a risuonare ancora oggi. Waterloo è ancora attualissima, duecento anni dopo.”
Le mostre a Cambridge getteranno luce su come i resoconti storici della campagna proliferarono nei mesi successivi alla battaglia mentre Waterloo veniva assimilata nella cultura popolare, diventando oggetto di poemi, romanzi, lavori di arte visiva e persino divertimenti comici.
Parte delle più vaste commemorazioni per il Bicentenario di Waterloo, A Damned Serious Business traccia la preparazione alla battaglia e le sue conseguenze, seguendo il viaggio dall’Europa in subbuglio a Waterloo che diventa una meta turistica, un’eredità che rimane ancora oggi.
Vignette e poster teatrale caricaturale illustrano il disprezzo popolare in Gran Bretagna, alla faccia della minacciata invasione Francese, mentre un libro di addestramento per la fanteria mostra come l’Esercito preparasse i suoi soldati a sconfiggere Napoleone. Volumi su larga scala illustrati a pieni colori e pubblicati negli anni immediatamente successivi alla battaglia mostrano come la vittoria fu celebrata in Gran Bretagna attraverso il mezzo del libro. La straziante memoria di Lady De Lancey mette in evidenza il terribile costo personale del combattimento.
Insieme alla copia personale di Napoleone degli Essais di Montaigne – dalla sua Biblioteca dell’esilio a Sant’Elena – la mostra presenta anche una lettera del 1834 dal Duca di Wellington nella quale questi concorda a presentare una petizione alla Camera dei Lord da parte degli studenti universitari, come anche una meravigliosa rappresentazione pieghevole e a pieni colori della processione al funerale del Duca nel 1852. Il pieghevole misura 20 metri in lunghezza e contiene un’impronta delle migliaia.
Traduzione da University of Cambridge
Plas Newydd (Anglesey). “Waterloo” – Dipinto di Denis Dighton: Ussari Britannici della Brigata di Viviene attaccano truppe Francesi miste, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Xenophon (da Wolfgang Sauber).